{"id":25681,"date":"2016-11-20T10:08:51","date_gmt":"2016-11-20T09:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25681"},"modified":"2016-11-19T19:09:41","modified_gmt":"2016-11-19T18:09:41","slug":"una-yalta-2-0-tra-trump-e-putin-lo-scenario-che-spaventa-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25681","title":{"rendered":"Una Yalta 2.0 tra Trump e Putin: lo scenario che spaventa l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Eugenio Cipolla)<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una grande sconfitta nel post-elezioni americane che tanto hanno appassionato il mondo. E non \u00e8 Hillary Clinton, piuttosto un paese intero, o se proprio vogliamo essere precisi un\u2019intera classe dirigente che ha creduto in una visione che, con la vittoria di Donald Trump, si \u00e8 sciolta come neve al sole. L\u2019Ucraina che si \u00e8 svegliata con il tycoon newyorkese presidente eletto degli Stati Uniti \u00e8 un paese distrutto, smarrito, che ha perso di vista la stella polare che stava seguendo da quasi tre anni a questa parte: quella dell\u2019occidentalismo sfrenato, dell\u2019americanismo a tutti i costi, dell\u2019atlantismo espansionista. Adesso, per\u00f2, per Poroshenko e il sistema che lo sostiene \u00e8 tempo di fare i conti con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>E la realt\u00e0 dice che tra qualche mese Barack Obama dovr\u00e0 abbandonare la Casa Bianca e cedere il posto a un indipendente che ha trovato asilo politico presso i Repubblicani, un uomo determinato a mettere fine alle ingerenze a stelle e strisce in giro per il mondo. Lo ha ripetuto pi\u00f9 volte Trump nel corso della sua campagna elettorale e per la sua campagna incentrata sul concetto dell\u2019American First, del \u2018Prima l\u2019America\u2019 ha ricevuto tante critiche ma altrettanti plausi. E\u2019 per questo che a Kiev la sensazione generale \u00e8 quella di un disimpegno progressivo da parte della futura amministrazione americana, che scatter\u00e0 proprio a partire dall\u2019insediamento di Trump.<\/p>\n<p>Per quella data gli americani faranno i conti con i fatti e daranno il benservito all\u2019Ucraina, lasciandola in una posizione di estrema debolezza, dovuta alla lunga guerra diplomatica e commerciale con la Russia. Molti, infatti, nella comunit\u00e0 imprenditoriale ucraina, sono convinti che l\u2019elezione di Trump sia per il paese l\u2019ultima possibilit\u00e0 per far passare le molte riforme necessarie per mantenere il sostegno da parta dell\u2019Occidente. \u201cL\u2019Ucraina &#8211; ha detto l\u2019economista Edilberto Segura, per tanti anni alla World Bank &#8211; ha una breve finestra di opportunit\u00e0 di tre-cinque mesi per dimostrare che il paese sta prendendo le misure necessarie per vivere all\u2019interno dello stato di diritto internazionale. Senza queste misure, sar\u00e0 difficile giustificare un sostegno costante nei suoi confronti. E questa situazione avvantaggerebbe e non molto il suo maggiore vicino orientale\u201d. Ossia la Russia. La vendetta di Putin \u00e8 il timore maggiore che in questo momento hanno gli oligarchi ucraini che governano il paese.<\/p>\n<p>Se la nuova amministrazione Trump collaborer\u00e0 con Putin per demolire l\u2019ordine politico costruito negli ultimi venticinque anni, l\u2019Ucraina e molti altri Stati post-sovietici potrebbe trovarsi in seria difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>La prospettiva, secondo molti analisti ed esperti, \u00e8 sempre pi\u00f9 quella di una Yalta 2.0, un patto per smantellare definitivamente l\u2019ordine post seconda guerra mondiale imposto dagli Stati Uniti e che diede via successivamente a quella Guerra Fredda che ha logorato il mondo per cinquant\u2019anni. I presupposti ci sono tutti. In fin dei conti la competenza in politica estera di Trump \u00e8 molto limitata ed \u00e8 quasi certo che ogni singola decisione verr\u00e0 presa sotto l\u2019influenza dei suoi pi\u00f9 stretti consiglieri. Il \u201ccerchio magico\u201d di Trump, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, \u00e8 pieno di personaggi noti per le loro inclinazioni filo-russe. Tra essi la punta di diamante sar\u00e0 sicuramente Mie Flynn, generale dell\u2019esercito in pensione che sar\u00e0 a capo della sicurezza nazionale americana nell\u2019era Trump. Nel 2014 Obama lo sollev\u00f2 dall\u2019incarico di capo della Defense Intelligence Agency dell\u2019esercito perch\u00e9 si concentr\u00f2 pi\u00f9 sulla minacce legate al terrorismo radicale di matrice islamista che sulla guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Flynn da diverso tempo \u00e8 ospite regolare della tv Russia Today, dove critica spesso la NATO e il sostegno dell\u2019occidente alle ambizioni atlantiste di Georgia e Ucraina. Nel dicembre del 2015, Flynn prese addirittura il posto d\u2019onore a fianco di Vladimir Putin durante una cena di gala a Mosca per l\u2019anniversario di Russia Today. Con lui ci saranno anche Steve Bannon, salito alla ribalta delle cronache in questi giorni come mente della campagna trumpista, e Paul Manafort, ex responsabile della campagna del tycoon, molto vicino a imprenditori e oligarchi a loro volta collegati con Putin e il deposto presidente ucraino Yanukovich.<\/p>\n<p>La presenza di numerosi personaggi non ostili alla Russia all\u2019interno dello staff presidenziale potrebbe mettere in contrasto Trump e il Congresso, dove i Repubblicani, teoricamente suoi alleati, hanno sempre lavorato per fare uscire Kiev definitivamente dall\u2019orbita di Mosca. La partita \u00e8 ancora all\u2019inizio, ma si prospetta appassionante. Intanto l\u2019Ucraina trema e si guarda intorno, cercando almeno l\u2019appoggio dell\u2019Europa. Appoggio che ovviamente non arriver\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-una_yalta_20_tra_trump_e_putin_lo_scenario_che_spaventa_lucraina\/5871_17911\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-una_yalta_20_tra_trump_e_putin_lo_scenario_che_spaventa_lucraina\/5871_17911\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Eugenio Cipolla) C\u2019\u00e8 una grande sconfitta nel post-elezioni americane che tanto hanno appassionato il mondo. E non \u00e8 Hillary Clinton, piuttosto un paese intero, o se proprio vogliamo essere precisi un\u2019intera classe dirigente che ha creduto in una visione che, con la vittoria di Donald Trump, si \u00e8 sciolta come neve al sole. 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