{"id":25693,"date":"2016-11-21T08:00:35","date_gmt":"2016-11-21T07:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25693"},"modified":"2016-11-20T21:09:29","modified_gmt":"2016-11-20T20:09:29","slug":"le-due-vere-ragioni-della-riforma-spiegate-dal-governo-ai-senatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25693","title":{"rendered":"Le due vere ragioni della riforma spiegate dal Governo ai Senatori"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (Veronica Frattini)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Pi\u00f9 tasse e tagli alla spesa dei Comuni per onorare le regole di bilancio di Bruxelles e adeguamento della democrazia parlamentare italiana al paradigma dei trattati europei.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 veramente il risibile risparmio legato alla riduzione del numero dei Senatori ed all\u2019abolizione del CNEL la vera ragione della riforma costituzionale? Credono realmente a quello che dicono, cio\u00e8 che la riforma \u201csburocratizzer\u00e0\u201d l\u2019Italia quando invece si passer\u00e0 da un iter legislativo chiaro, definito da 9 parole, ad un procedimento confuso e frammentato in 5, 7 o forse 12 nuovi iter legislativi?<\/p>\n<p>Quali sono allora le vere, profonde ragioni che hanno spinto il Governo, negli ultimi mesi, a tenere il Parlamento impegnato a modificare un terzo della Costituzione?<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso Governo ad elencarle ai Senatori nella relazione <strong>\u201cLe ragioni della riforma\u201c<\/strong>:<\/p>\n<p>\u201c<em>Lo spostamento del baricentro decisionale connesso alla forte accelerazione del processo di integrazione europea e, in particolare, l\u2019esigenza di adeguare l\u2019ordinamento interno alla recente evoluzione della governance economica europea (da cui sono discesi, tra l\u2019altro, l\u2019introduzione del Semestre europeo e la riforma del Patto di stabilit\u00e0 e crescita) e alle relative stringenti regole di bilancio (quali le nuove regole del debito e della spesa)<\/em>\u201d<\/p>\n<p>\u201c<em>Le spinte verso una compiuta attuazione della riforma del Titolo V della Parte Seconda della Costituzione tesa a valorizzare la dimensione delle Autonomie territoriali e, in particolare la loro autonomia finanziaria (da cui \u00e8 originato il c.d. federalismo fiscale), e l\u2019esigenza di coniugare quest\u2019ultima con le rinnovate esigenze di governo unitario della finanza pubblica connesse anche ad impegni internazionali.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Per votare in maniera consapevole, i cittadini italiani dovrebbero leggersi il lunghissimo testo della riforma, avere una preparazione almeno basilare di diritto costituzionale, e possedere una discreta conoscenza del diritto europeo. E ancora non basterebbe a comprendere le implicazioni della riforma in tema di politiche economiche.<\/p>\n<p>Purtroppo, ma \u00e8 normale, molti cittadini non sono nelle condizioni di comprendere autonomamente le ragioni della riforma e quindi di cogliere la portata dirompente delle modifiche proposte.<\/p>\n<p>La comunicazione del Governo viaggia su un doppio binario: i promotori del S\u00ec, alle conferenze pubbliche e tramite i mass media, spiegano al popolo che con la riforma si tenta di rilanciare il futuro del Paese ed il livello di occupazione attraverso la semplificazione normativa, la riduzione dei costi della politica, l\u2019abolizione di enti inutili.<\/p>\n<p>Tuttavia, di questi obiettivi non si trova traccia nel testo della relazione \u201cLe ragioni della riforma\u201d presentata dal Governo ai Senatori. Anzi, le due principali finalit\u00e0 sono completamente diverse, e vengono taciute dal Governo.<\/p>\n<p>I temi fondamentali esplicitati nella relazione ai Senatori sono essenzialmente due: la necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 cogenti gli attuali vincoli alla spesa della pubblica amministrazione, ovvero le regole relative alla riduzione del deficit pubblico, e la necessit\u00e0 di adeguare il modello di democrazia parlamentare sancito nella nostra Costituzione al paradigma dei trattati europei.<\/p>\n<p>\u00c8 veramente scorretto, da parte dei promotori della riforma, tacere sul reale contenuto del testo, chiedendo ai cittadini di \u201cdare fiducia\u201d per sbloccare la situazione di crisi in cui tutti siamo. Riteniamo che i cittadini italiani debbano votare consapevolmente.<\/p>\n<p>L\u2019adeguamento della Costituzione alla governance multilivello che oggi va dai Comuni fino all\u2019Unione europea \u00e8 un fatto positivo o negativo?<\/p>\n<p>Per poter rispondere, \u00e8 necessario che i cittadini possano avere accesso ad informazioni sintetiche sul funzionamento dell\u2019Unione europea descritto nel corpus dei trattati europei.<\/p>\n<p><strong>PRIMO OBIETTIVO: rendere pi\u00f9 cogenti le attuali regole europee sulla riduzione del deficit pubblico<\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>deficit pubblico<\/strong> \u00e8 la differenza tra i soldi che in un anno lo Stato immette nel settore privato attraverso la spesa e quelli che rimuove con la tassazione, perci\u00f2 contabilmente corrisponde al risparmio privato. Le politiche di riduzione del deficit pubblico, sancite nel Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC), vengono oggi attuate dallo Stato attraverso una combinazione di riduzione della spesa pubblica ed aumento della tassazione. Come d\u00e0 attuazione a tali politiche lo Stato? In parte, vincolando la spesa di alcuni enti facenti parte della pubblica amministrazione come sancito dal Patto di Stabilit\u00e0 Interno (PSI).<\/p>\n<p>Gli enti soggetti al PSI sono in particolare quelli locali: Regioni, Province autonome, Province, Unioni di Comuni e Comuni. Il PSI impone a tali enti una serie di vincoli quantitativi ed operativi molto stringenti \u2013 costringendoli sostanzialmente a conseguire un pareggio o, meglio ancora, un surplus di bilancio \u2013 che spesso impediscono loro di riuscire a spendere nonostante, spesso, abbiano disponibilit\u00e0 finanziaria sufficiente.<\/p>\n<p>Vengono insomma costretti a tassare pi\u00f9 di quanto spendono sia per limitare il deficit aggregato del settore pubblico, sia per garantire una maggiore possibilit\u00e0 di spendere a deficit ad altri enti facenti parte dello stesso settore.<\/p>\n<p>La riforma costituzionale consente di attuare pi\u00f9 facilmente la riforma del Titolo V relativo a Regioni, Province e Comuni perch\u00e9 accresce l\u2019accentramento del potere nelle mani dello Stato, togliendo margini di autonomia agli enti territoriali, abolendo di fatto la legislazione concorrente tra Stato e Regioni (art. 117 c. 3) ed introducendo la clausola di supremazia statale (art. 117 c. 4) con cui il Governo pu\u00f2 intervenire anche in materie non riservate alla legislazione esclusiva dello Stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SECONDO OBIETTIVO: adeguare il paradigma della Costituzione ai trattati europei<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019applicazione dei trattati ha portato negli ultimi anni a repentine trasformazioni nei rapporti tra Governo, Parlamento ed Autonomie territoriali. Tali trasformazioni hanno inciso sulla forma stessa di Stato e di Governo senza che tuttavia siano stati adottati interventi diretti a ricondurre in modo organico tali trasformazioni entro l\u2019assetto costituzionale.<\/p>\n<p>La riforma sancisce un passo avanti nell\u2019integrazione tra la Costituzione ed i trattati europei proponendo il \u201csuperamento\u201d del modello di democrazia parlamentare descritto dalla Costituzione, per abbracciare invece un sistema in cui il potere si accentra verso l\u2019alto (dalle autonomie territoriali allo Stato, dal Parlamento all\u2019esecutivo) ed in cui l\u2019esecutivo detta l\u2019agenda del Parlamento, violando il principio di separazione tra poteri alla base dell\u2019equilibrio democratico.<\/p>\n<p>Il paradigma descritto dai trattati europei prevede infatti un esecutivo forte (la Commissione europea) che accentra su di s\u00e9 anche il potere legislativo, godendo del monopolio dell\u2019iniziativa legislativa a discapito del Parlamento europeo. L\u2019unico organo eletto direttamente dai cittadini, il Parlamento europeo, non pu\u00f2 proporre le leggi ma pu\u00f2, limitatamente ad alcuni ambiti, \u201ccontrattare\u201d faticosamente con il Consiglio e con la Commissione alcune modifiche (vedi approfondimento pi\u00f9 in basso).<\/p>\n<p>Nello specifico, l\u2019aumento del potere nelle mani dell\u2019esecutivo si pu\u00f2 rintracciare nelle seguenti modifiche proposte dalla riforma:<\/p>\n<ul>\n<li>Eliminazione del rapporto di fiducia tra Senato e Governo, con la Riforma la sola Camera dei deputati sar\u00e0 titolare del rapporto di fiducia con il Governo.<\/li>\n<li>Introduzione del meccanismo \u201cvoto a data certa\u201d (art. 72). Il governo pu\u00f2 chiedere, relativamente ad una legge essenziale per l\u2019attuazione del programma, che la Camera inserisca il provvedimento in agenda entro 5 giorni e lo discuta nei successivi 70 giorni.<\/li>\n<li>Si abbreviano i termini con cui la Camera deve trasmettere il disegno di legge al Senato (5 giorni) sia quelli con cui il Senato pu\u00f2 porre modifiche (15 giorni).<\/li>\n<li>L\u2019esecutivo insomma, ingerendosi nella funzione legislativa violer\u00e0 il principio di separazione dei poteri. [1]<\/li>\n<li>Introduzione della clausola supremazia statale (art. 117): il Governo potr\u00e0 indebolire le autonomie territoriali, proponendo che le competenze legislative attribuite alle Regioni siano esercitate dallo Stato.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL MODELLO DI DEMOCRAZIA PARLAMENTARE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA<\/strong><br \/>\nIl modello di democrazia parlamentare, per definirsi tale, non necessita solo di un organo chiamato \u201cParlamento\u201d, ma prevede che tale organo eserciti pienamente la funzione di elaborare le leggi, ponendo limiti al potere esecutivo.<\/p>\n<p>La forma di governo prevista dalla Costituzione \u00e8 rappresentativa, parlamentare ed organizzata per mezzo di partiti. Il popolo, salvo il caso dei referendum, non esercita direttamente il potere deliberativo. Esso elegge i propri rappresentanti, a cui \u00e8 attribuito il potere di deliberare confrontandosi pubblicamente in Parlamento.<\/p>\n<p>\u201c<em>Con democrazia parlamentare non si indica l\u2019esistenza di un Parlamento (che dipende gi\u00e0 dal carattere rappresentativo del sistema democratico), ma un particolare collegamento politico tra Parlamento e Governo: il Parlamento, organo vasto che rappresenta tutto il popolo e a cui spetta deliberare, e il Governo, organo ristretto che rappresenta la maggioranza del Parlamento, cui aspetta dirigere gli affari dello Stato. Tale collegamento consiste nel rapporto di fiducia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il sistema parlamentare vuole dire sistema di partiti, nel quale il luogo di elaborazione dei grandi indirizzi politici \u00e8 il Parlamento, <\/em><\/strong><em>mentre il Governo \u00e8 l\u2019organo esecutivo di tali indirizzi, responsabile di fronte al Parlamento<\/em>\u201d. [2]<\/p>\n<p>Il Parlamento concede e revoca la fiducia al Governo. Dopo le elezioni, le Camere concedono la fiducia al nuovo esecutivo, ma nell\u2019arco della legislatura possono anche decidere di revocarla attraverso la mozione di sfiducia. In questo modo esse vincolano il Governo al rispetto della volont\u00e0 generale espressa dagli elettori.<\/p>\n<p>Tale fiducia del popolo nel Governo oggi viene meno, ed il Governo, invece di ripensare radicalmente le politiche economiche che creano disoccupazione e malcontento progettando magari un \u201cnuovo New Deal\u201c, toglie ad una Camera, il Senato, la facolt\u00e0 di esprimere la sua fiducia nell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Alcuni articoli chiave dalla Costituzione al riguardo:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Art. 1 c. 2:<\/em> \u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.\u201d<\/li>\n<li><em>Art. 70<\/em>: \u201cLa funzione legislativa \u00e8 esercitata collettivamente dalle due Camere.\u201d<\/li>\n<li><em>Art. 71<\/em>: \u201cL\u2019iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle due Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l\u2019iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.\u201d<\/li>\n<li><em>Art. 76<\/em>: \u201cL\u2019esercizio della funzione legislativa non pu\u00f2 essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.\u201d<\/li>\n<li><em>Art. 139<\/em>: \u201cLa forma Repubblicana non pu\u00f2 esser oggetto di revisione costituzionale.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TRATTATI EUROPEI:\u00a0il \u201csuperamento\u201d del modello di democrazia parlamentare.<\/strong><\/p>\n<p>I trattati europei [3] definiscono le funzioni delle istituzioni europee ed i rapporti tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario, delineando un paradigma diverso da quello definito nella Costituzione italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LE COMPETENZE DELLA UE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25696\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Competenze-dellUe-300x169.jpg\" alt=\"le-competenze-dellue\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Competenze-dellUe-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Competenze-dellUe-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Competenze-dellUe-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Competenze-dellUe.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>In maniera estremamente schematica, potremmo cos\u00ec riassumere il riparto delle competenze tra Unione europea e Stati membri:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LE ISTITUZIONI DELLA UE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25702\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Istituzioni-dellUnione-europea-300x169.jpg\" alt=\"le-istituzioni-dellunione-europea\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Istituzioni-dellUnione-europea-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Istituzioni-dellUnione-europea-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Istituzioni-dellUnione-europea-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Istituzioni-dellUnione-europea.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo articolo ci focalizzeremo sulle prime tre istituzioni, per riuscire a comprendere meglio il funzionamento dell\u2019iter legislativo a livello europeo, che produce leggi poi recepite a livello nazionale determinando \u2013 tra l\u2019altro \u2013 le condizioni economico-sociali in cui viviamo.<\/p>\n<p><strong>IL PARLAMENTO EUROPEO<\/strong><\/p>\n<p>Il Parlamento europeo \u00e8 un <strong>organo legislativo<\/strong> dell\u2019UE ed \u00e8 eletto <strong>direttamente dai cittadini dell\u2019Unione<\/strong> ogni cinque anni. Attualmente \u00e8 composto da 751 membri (Art. 14 p. 3 TUE [4]) e la carica di Presidente \u00e8 rivestita da Martin Schulz.<\/p>\n<p><em>Art. 14 p. 1 TUE<\/em>: \u201c<em>Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dai trattati. Elegge il presidente della Commissione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA COMMISSIONE EUROPEA<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione ha il ruolo di presentare le proposte di legge e di far applicare il diritto europeo. Accentra quindi in s\u00e9 potere legislativo ed esecutivo. Fissa gli obiettivi e le priorit\u00e0 dell\u2019azione della UE mediante il programma annuale di lavoro della Commissione e si adopera per realizzarlo.<\/p>\n<p>Ogni cinque anni viene nominata una nuova squadra di 28 commissari (uno per ciascuno Stato membro dell\u2019UE). Il candidato alla carica di presidente della Commissione viene proposto al Parlamento europeo dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.<\/p>\n<p>Il presidente della Commissione \u00e8 quindi approvato dal Parlamento europeo a maggioranza (vale a dire con almeno 376 voti su 751). A seguito dell\u2019elezione, il presidente sceglie gli altri 27 membri della Commissione sulla base delle proposte presentate dagli Stati membri. Attualmente il presidente \u00e8 <strong>Jean-Claude Juncker<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Art. 17 p. 2 TUE<\/em>: \u201c<em><strong>Un atto legislativo dell\u2019Unione pu\u00f2 essere adottato solo su proposta della Commissione<\/strong><\/em>, <em>salvo che i trattati non dispongano diversamente. Gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione se i trattati lo prevedono<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Art. 17 p. 3 TUE<\/em>: \u201c<em>Il mandato della Commissione \u00e8 di cinque anni. I membri della Commissione sono scelti in base alla loro competenza generale e al loro impegno europeo e tra personalit\u00e0 che offrono tutte le garanzie di indipendenza. La Commissione esercita le sue responsabilit\u00e0 in piena indipendenza. Fatto salvo l\u2019articolo 18, paragrafo 2, i membri della Commissione non sollecitano n\u00e9 accettano istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo. Essi si astengono da ogni atto incompatibile con le loro funzioni o con l\u2019esecuzione dei loro compiti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto di fiducia tra Parlamento Europeo e Commissione: la mozione di censura (o sfiducia)<\/strong><\/p>\n<p><em>Art. 17 p. 8 TUE<\/em>: \u201c<em>La Commissione \u00e8 responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento Europeo. Il Parlamento Europeo pu\u00f2 votare una mozione di censura della commissione<\/em>\u201d<\/p>\n<p><em>Art. 234 TFUE<\/em> [5]: \u201c<em>Se tale mozione \u00e8 adottata, i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni.<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>IL CONSIGLIO (dei ministri) DELLA UE<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio \u00e8 composto da tutti i Ministri degli Stati nazionali e dal Presidente scelto a rotazione ed in carica per sei mesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25701\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/il-Consiglio-dei-Ministri-dellUe-300x169.jpg\" alt=\"il-consiglio-dei-ministri-dellue\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/il-Consiglio-dei-Ministri-dellUe-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/il-Consiglio-dei-Ministri-dellUe-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/il-Consiglio-dei-Ministri-dellUe-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/il-Consiglio-dei-Ministri-dellUe.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>LE PROCEDURE LEGISLATIVE DELLA UE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25698\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Procedure-legislative-dellUe-300x169.jpg\" alt=\"le-procedure-legislative-dellue\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Procedure-legislative-dellUe-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Procedure-legislative-dellUe-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Procedure-legislative-dellUe-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/le-Procedure-legislative-dellUe.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><b>GLI ATTI GIURIDICI DELLA UE<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-25697\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gli-Atti-giuridici-vincolanti-dellUe-300x169.jpg\" alt=\"gli-atti-giuridici-vincolanti-dellue\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gli-Atti-giuridici-vincolanti-dellUe-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gli-Atti-giuridici-vincolanti-dellUe-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gli-Atti-giuridici-vincolanti-dellUe-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gli-Atti-giuridici-vincolanti-dellUe.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che emerge da questi estratti dei trattati \u00e8 che il modello che delineano \u00e8 contraddistinto da un assetto istituzionale completamente diverso da quello descritto nella nostra Costituzione; un assetto in cui non vi \u00e8 pi\u00f9 un bilanciamento tra poteri perch\u00e9 la Commissione, pur non essendo legittimata democraticamente da un\u2019elezione a suffragio universale, accentra su di s\u00e9 sia il potere esecutivo sia quello deliberativo che spetterebbe al Parlamento, unico organo eletto direttamente dagli Europei.<\/p>\n<p>Su alcune materie di fondamentale importanza, inoltre, il Parlamento europeo non \u00e8 neppure chiamato a decidere. Ad esempio relativamente al livello degli investimenti pubblici, con cui si potrebbe contrastare l\u2019odierna e terribile condizione di disoccupazione di massa. La procedura di sforamento del livello di spesa a deficit, e quindi del livello di tassazione e spesa degli Stati, prevede infatti che le decisioni vengano prese esclusivamente dalla Commissione europea e dal Consiglio (art. 126 TFUE).<\/p>\n<p>Vogliamo adeguare al paradigma dei trattati il modello di democrazia parlamentare scritto in Costituzione, il quale, seppur senz\u2019ombra di dubbio imperfetto, ha consentito al Paese di costruire le basi del progresso sociale dal dopoguerra ad oggi?<\/p>\n<p>Ci auguriamo che questo articolo, seppur denso, restituisca ai cittadini un quadro pi\u00f9 chiaro sulle reali ragioni della riforma e consenta loro di votare pi\u00f9 consapevolmente. Buon voto!<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p>1.^ Si veda il vademecum Le ragioni del No dell\u2019Associazione Libert\u00e0 e Giustizia<\/p>\n<p>2.^ Estratto dal libro \u201cQuesta Repubblica\u201d di Gustavo Zagrebelsky<\/p>\n<p>3.^ Qui disponibili in versione consolidata<\/p>\n<p>4.^ TUE: Trattato sull\u2019Unione europea<\/p>\n<p>5.^ TFUE: Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/le-due-vere-ragioni-della-riforma-spiegate-dal-governo-ai-senatori\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/le-due-vere-ragioni-della-riforma-spiegate-dal-governo-ai-senatori\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (Veronica Frattini) Pi\u00f9 tasse e tagli alla spesa dei Comuni per onorare le regole di bilancio di Bruxelles e adeguamento della democrazia parlamentare italiana al paradigma dei trattati europei. \u00c8 veramente il risibile risparmio legato alla riduzione del numero dei Senatori ed all\u2019abolizione del CNEL la vera ragione della riforma costituzionale? Credono realmente a quello che dicono, cio\u00e8 che la riforma \u201csburocratizzer\u00e0\u201d l\u2019Italia quando invece si passer\u00e0 da un iter legislativo chiaro,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17878,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/rete-mmt.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Gp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25693"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25693"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25693\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25703,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25693\/revisions\/25703"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}