{"id":25775,"date":"2016-11-25T00:53:28","date_gmt":"2016-11-24T23:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25775"},"modified":"2016-11-25T07:53:32","modified_gmt":"2016-11-25T06:53:32","slug":"lo-scontro-implacabile-fra-cattolicesimo-e-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25775","title":{"rendered":"L&#8217;incompatibilit\u00e0 totale fra cattolicesimo e capitalismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>AMINTORE FANFANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione capitalistica della vita si basa fondamentalmente su una distinzione tra le finalit\u00e0 religiose e le finalit\u00e0 economiche dell&#8217;uomo. Non nega che vi possa o l&#8217;uomo possa credere alla esistenza di un ordine religioso, ma non concepisce che esso possa contrastare con l&#8217;ordine economico e, pi\u00f9 ancora, debba contenerlo al fine d&#8217;armonizzare le leggi di questo con le sue leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo ha un principio: l&#8217;utile economico individuale. La scelta dei mezzi e la selezione degli atti deve essere fatta a seconda della loro adeguatezza al raggiungimento di quella meta. E&#8217; il principio dell&#8217;utile economico individuale che, ultimo fine o principio d&#8217;ordine, costituisce il criterio di selezione di mezzi e di atti. L&#8217;organizzazione di questi mezzi viene fatta con lo stesso criterio, ed \u00e8 ancora questo che induce a creare ad una tale attivit\u00e0 un&#8217;atmosfera sociale la quale ne faciliti la pi\u00f9 completa esplicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Date le aspirazioni e le mete capitalistiche, ambiente naturale della vita sociale in et\u00e0 capitalistica diviene un&#8217;organizzazione liberale e liberistica ed \u00e8 proprio in tale ambiente che la legge del rischio regola automaticamente lo sviluppo del capitalismo. Apertasi una volta simile strada, per essi sembra a molti giuocoforza proseguire, ad altri ci\u00f2 sembra pi\u00f9 utile e ad altri ancora pare impossibile fermarsi o indietreggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovare una ragione di critica di un sistema come il capitalistico nell&#8217;interno del sistema \u00e8 impossibile. Una critica di esso non pu\u00f2 trovarsi che in un altro ordine di idee, in un sistema che verso fini acapitalistici faccia convergere l&#8217;attivit\u00e0 sociale. Ci\u00f2 fa il cattolicesimo allorch\u00e9 nella sua etica sociale comanda una convergenza di fini nettamente acapitalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non che il cattolicesimo respinga la razionalizzazione economica, non che la voglia compiere secondo principii ordinatori estranei all&#8217;ordine economico; ma si \u00e8 che il cattolicesimo ritiene che tale razionalizzazione deve avere dei limiti negli altri principii ordinatori della vita. In base ai suoi principii il cattolicesimo, decisamente volontarista, non consente di abbandonare l&#8217;attivit\u00e0 economica alla pressione degli avvenimenti, n\u00e9 tanto meno accoglie come ottima quella organizzazione sociale in cui riceve piena sanzione di legalit\u00e0 l&#8217;interesse predominante, prescindendo dalle sue relazioni positive o negative collo scopo della societ\u00e0, dello Stato, dell&#8217;uomo, cattolicamente inteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etica cattolica, per i fini che propone all&#8217;uomo e alla societ\u00e0 e per il concetto della natura umana e del creato, necessariamente fautrice d&#8217;una politica interventista, non approva ad esempio che lo Stato conceda la pi\u00f9 ampia ed illimitata &#8220;libert\u00e0 di lavoro&#8221; (<em>Codice sociale<\/em>, art. 70), disinteressandosi delle conseguenze per l&#8217;operaio e per la societ\u00e0, anche se tale disinteresse potrebbe essere giustificato dalla convinzione, falsa per la filosofia cattolica, che automaticamente avvenga la conciliazione degli interessi in contrasto. Tale distinteresse da parte dello Stato \u00e8 postulato invece dal capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In et\u00e0 in cui la concezione cattolica della vita avesse avuto realmente presa sugli animi, ogni manifestazione capitalistica non sarebbe stata possibile che come erronea, riprovata, saltuaria azione peccaminosa. Il cattolicesimo non pu\u00f2 concepire certe libert\u00e0 senza le quali il capitalismo si trasforma e muore. Al capitalismo necessitano un timore della perdita, una dimenticanza della fratellanza umana, una sicurezza che nel vicino \u00e8 solo un cliente da conquistare od un concorrente da abbattere, inconcepibili in una visione cattolica del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole la preoccupazione che il cattolicesimo ha per la sussistenza, il benessere e il benvivere della totalit\u00e0 non pu\u00f2 conciliarsi con la preoccupazione capitalistica della migliore formula profittivistica nei confronti d&#8217;una singola azienda. Questa segna il trionfo della tecnica, quella dovrebbe segnare la signoria dell&#8217;uomo sulle formule.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[da<\/em> Capitalismo, socialit\u00e0, partecipazione<em>, Mursia 1976]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINTORE FANFANI La concezione capitalistica della vita si basa fondamentalmente su una distinzione tra le finalit\u00e0 religiose e le finalit\u00e0 economiche dell&#8217;uomo. Non nega che vi possa o l&#8217;uomo possa credere alla esistenza di un ordine religioso, ma non concepisce che esso possa contrastare con l&#8217;ordine economico e, pi\u00f9 ancora, debba contenerlo al fine d&#8217;armonizzare le leggi di questo con le sue leggi. Il capitalismo ha un principio: l&#8217;utile economico individuale. 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