{"id":25853,"date":"2016-11-22T12:50:20","date_gmt":"2016-11-22T11:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25853"},"modified":"2016-11-22T12:50:20","modified_gmt":"2016-11-22T11:50:20","slug":"trump-la-rabbia-antisistema-e-leutanasia-delle-sinistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25853","title":{"rendered":"Trump, la rabbia antisistema e l&#8217;eutanasia delle sinistre"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p>La vittoria di Trump marca una clamorosa sconfitta della lobby transnazionale delle \u00e9lite neoliberiste. Fino a poche ore prima dell\u2019esito elettorale siamo stati bombardati dal coro pressoch\u00e9 unanime di governi, partiti, economisti, manager, star dello show business, campioni sportivi, sondaggisti, giornali, televisioni, piattaforme internet che celebravano la vittoria di Hillary Clinton presentandola come l\u2019unico esito possibile dettato dalla \u201cragione\u201d politica, culturale e civile.<span id=\"more-21296\"><\/span><\/p>\n<p>A parte gli auspici dei governi russo e cinese \u2013 preoccupati per le minacce di alzare il livello del conflitto geopolitico globale da parte della Clinton \u2013 hanno fatto eccezione quasi solo le forze populiste di destra e le pochissime voci che si sono timidamente alzate a sinistra per ricordare che Hillary Clinton incarna i pi\u00f9 feroci e aggressivi interessi del capitale finanziario transnazionale, nonch\u00e9 delle industrie hi tech che dominano il sistema militare industriale e governano un pervasivo sistema di spionaggio globale.<\/p>\n<p>Personalmente sono pi\u00f9 volte intervenuto <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/category\/carlo-formenti\/\">su queste pagine<\/a> a rimproverare Bernie Sanders per la fallimentare scelta di sponsorizzare come \u201cil minore dei mali\u201d la donna che gli aveva letteralmente \u201cscippato\u201d \u2013 con l\u2019appoggio della macchina di partito, dei media e delle \u00e9lite di sistema \u2013 la candidatura democratica all\u2019elezione presidenziale, impedendo a classi medie impoverite, lavoratori bianchi e migranti, studenti , donne, giovani, ambientalisti, ecc. di unirsi attorno a un programma e a un leader politico comuni.<\/p>\n<p>Solo invitando a votare per i candidati di minoranza o ad astenersi, avrebbe potuto capitalizzare le energie e le reti organizzative che si erano aggregate nel corso della campagna, in vista della costruzione di una terza forza alternativa ai due maggiori partiti, ormai del tutto intercambiabili e allineati agli interessi del blocco sociale che domina l\u2019America (e dunque il mondo). Arrendendosi all\u2019apparato ha indebolito questo patrimonio, senza riuscire peraltro a impedire la vittoria di Trump, al quale ha letteralmente regalato il monopolio della rabbia antisistema di un popolo impoverito e frustrato dalla crisi. Ci\u00f2 detto, mi preme anticipare alcune considerazioni a caldo, mentre mi riservo successivi approfondimenti.<\/p>\n<p>Primo punto: la comunicazione. Come gi\u00e0 abbiamo avuto modo di constatare con la campagna sulla Brexit (e come spero potremo constatare con la campagna referendaria di Renzi e soci), le strategie di manipolazione\/dissuasione di massa condotte dai media al servizio dell\u2019establishment (cio\u00e8 tutti) non funzionano pi\u00f9. La crisi ha intaccato talmente in profondit\u00e0 le condizioni di vita della maggioranza delle persone che nessuna chiacchiera sul fatto che l\u2019economia va meglio, che i posti di lavoro aumentano, ecc. pu\u00f2 nascondere la realt\u00e0 dei fatti, per cui pi\u00f9 balle si sparano pi\u00f9 si generano effetti contrari a quelli voluti. Stesso discorso per i sondaggi: la loro attendibilit\u00e0 \u00e8 ormai pari a zero, sia perch\u00e9 \u00e8 evidente che servono esclusivamente a influenzare il voto tentando di funzionare da self fulfilling prophecy, sia perch\u00e9 aumentano sempre pi\u00f9 gli intervistati che prendono i sondaggisti per i fondelli, dichiarando intenzioni di voto opposte a quelle reali.<\/p>\n<p>Secondo punto: populismo, lotta di classe ed eutanasia delle sinistre. In un suo post l\u2019amico Bifo scrive che i vari Clinton, Blair, Hollande, Renzi, Tsipras ecc. stanno pagando il fio del tradimento che hanno consumato ai danni della classe operaia, la quale ora li ripaga cercando risposte alla propria disperazione nelle destre neofasciste, esattamente com\u2019era successo fra le due Guerre Mondiali. D\u2019accordo sul tradimento e sulla punizione, ma con un approfondimento e una precisazione (con la quale spero di introdurre una nota di cauto ottimismo).<\/p>\n<p>L\u2019approfondimento consiste nel fatto che a perpetrare il tradimento, come scrivo nel mio ultimo libro (<em>La variante populista<\/em>, da poco pubblicato da DeriveApprodi) non sono state solo le socialdemocrazie, ma <em>tutte<\/em> le sinistre, comprese quelle sedicenti radicali e antagoniste, le quali hanno progressivamente concentrato la propria attenzione sulle classi medie colte (creativi, lavoratori della conoscenza, partite iva, ecc.), sui cosiddetti \u201cbisogni immateriali\u201d, e sulla esclusiva rivendicazione di diritti civili (soprattutto individuali) a danno dei diritti sociali, scambiando infine la retorica politically correct (del tutto funzionale alla governance neoliberista) per contestazione antisistema.<\/p>\n<p>L\u2019odio operaio nei confronti di questi soggetti non \u00e8 quindi solo frutto di frustrazione culturale, ma un vero e proprio odio di classe che rispecchia interessi materiali divergenti. Ci\u00f2 significa che la forma populista (anche nelle varianti di destra) \u00e8 la forma politica che la lotta di classe assume in questa fase storica. E qui arriva la precisazione (e il possibile spiraglio): il populismo (vedi le rivoluzioni bolivariane, Podemos, Sanders come esito del movimento Occupy Wall Street, la prima fase di Syriza, ecc.) pu\u00f2 indirizzarsi a sinistra e contendere l\u2019egemonia sulle classi subordinate al populismo di destra (che a sua volta non \u00e8 tout court assimilabile al fascismo: la storia non si ripete).<\/p>\n<p>Terzo punto: le controtendenze alla globalizzazione. Il terrore dei mercati (vedere le pagine dell\u2019Economist) dopo la Brexit e la vittoria di Trump rispecchiano le preoccupazioni in merito allo svilupparsi d\u2019una possibile controtendenza ai processi di globalizzazione (politiche protezioniste, revoca o mancata conclusioni dei trattati di libero commercio, ecc.). Ora \u00e8 chiaro che difficilmente Trump compir\u00e0 tutti i passi isolazionisti che ha annunciato in campagna elettorale, ma \u00e8 certo che, cos\u00ec come sta succedendo con il governo conservatore di Theresa May in Inghilterra, dovr\u00e0 necessariamente concedere qualcosa alle aspettative popolari che sperano in una attenuazione, se non in una inversione delle scelte economiche neoliberiste.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 apre spazi per una battaglia politica antiliberista e antiglobalista da sinistra (che da noi passa necessariamente da una battaglia contro la Ue) che pu\u00f2 divenire il terreno strategico su cui contendere l\u2019egemonia ai populismi di destra. Difficile? Difficilissimo, quasi impossibile, ma come diceva qualcuno \u201cchi lotta pu\u00f2 perdere, chi non lotta ha gi\u00e0 perso\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/09\/carlo-formenti-trump-la-rabbia-antisistema-e-leutanasia-delle-sinistre\/#more-21296\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/09\/carlo-formenti-trump-la-rabbia-antisistema-e-leutanasia-delle-sinistre\/#more-21296<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI La vittoria di Trump marca una clamorosa sconfitta della lobby transnazionale delle \u00e9lite neoliberiste. 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