{"id":25864,"date":"2016-11-23T12:00:15","date_gmt":"2016-11-23T11:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25864"},"modified":"2016-11-22T20:02:54","modified_gmt":"2016-11-22T19:02:54","slug":"corrompere-le-rivolte-contadine-con-la-spesa-pubblica-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25864","title":{"rendered":"Corrompere le \u2018rivolte contadine\u2019 con la spesa pubblica tedesca?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Panofsky)<\/strong><\/p>\n<p>In Italia non se n\u2019\u00e8 discusso molto, ma qualcosa si muove a livello delle classi dirigenti europee. La Commissione Europea ha infatti di recente pubblicato il documento che accompagna le raccomandazioni ai membri dell\u2019UE, nell\u2019ambito del cosiddetto semestre europeo (il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi del blocco continentale europeo).<\/p>\n<p>Nel documento, fra le altre cose, si invitano i paesi che hanno spazio fiscale, come Germania e Olanda che presentano significativi surplus di bilancio, a spendere di pi\u00f9, per rilanciare l\u2019economia europea, tutt\u2019ora stagnante. La richiesta fa seguito ad un paper pubblicato la scorsa estate dalla Commissione stessa, in cui si notava che un aumento degli investimenti produttivi da parte dei due paesi del nucleo duro dell\u2019Ue avrebbe avuto effetti positivi non solo per le loro economie ma anche per gli altri paesi europei (ne aveva scritto l\u2019attento Maurizio Sgroi).<\/p>\n<p>Difficile non vedere una regia francese dietro questa manovra. Il commissario europeo per gli affari economici e monetari \u00e8 Pierre Moscovici, ex ministro delle finanze di Parigi dal 2012 al 2014, che ha pi\u00f9 volte sostenuto pubblicamente la necessit\u00e0 di aumentare la spesa pubblica, una posizione che per\u00f2 la Germania e i paesi satelliti hanno sempre nettamente rifiutato. Per i funzionari tedeschi non esiste semplicemente nessuno \u201cspazio fiscale\u201d.<\/p>\n<p>Ma adesso, con l\u2019UE all\u2019affannosa ricerca di credibilit\u00e0 in vista di una stagione elettorale che si preannuncia difficile fra il referendum costituzionale in Italia, le elezioni presidenziali in Austria il 4 Dicembre e quelle francesi nella primavera prossima, sembra arrivato finalmente il momento di chiedere il conto alla Germania. In un articolo sul Wall Street Journal dal titolo significativo \u201cBet on Europe\u2019s Elite Buying Off the Peasants\u2019 Revolt\u201d (\u201cScommettete sul fatto che le elite europee corrompano la rivolta dei contadini\u201d) James Mackintosh ha scritto che l\u2019ascesa dei movimenti populisti rafforza la necessit\u00e0 di una maggiore spesa pubblica e di un abbassamento del carico fiscale. Insomma pi\u00f9 spesa pubblica tedesca e olandese per evitare la sconfitta di Matteo Renzi e la vittoria di Marie Le Pen (e magari anche il boom elettorale di \u201cAlternativa per la Germania\u201d a scapito della Cdu).<\/p>\n<p>A questo punto bisogner\u00e0 vedere che cosa faranno i tedeschi. A giudicare dalla reazione sdegnata della FAZ, il quotidiano della elite economico-finanziaria tedesca, la linea della Commissione non passer\u00e0 facilmente. Occorre infatti considerare che le raccomandazioni della Commissione passano poi al Consiglio, composto dai ministri della finanze dei paesi membri dell\u2019Unione Europea. \u00c8 quindi assolutamente possibile che dal Consiglio esca un testo del tutto diverso, in cui ci si limiter\u00e0 a chiedere le solite riforme strutturali ai paesi con crescita debole (come se non se ne fossero gi\u00e0 fatte abbastanza).<\/p>\n<p>Inoltre se per i paesi che sforano gli stringenti vincoli di bilancio imposti dal Fiscal Compact esistono pesanti procedure di infrazione (che pure, come amano ricordare i falchi tedeschi, non sono ancora state applicate), nulla \u00e8 previsto per quanto riguarda i paesi che godono di un surplus eccessivo e che avrebbero fondi da investire. Insomma, difficile che qualcosa nel breve periodo cambi. Ma \u00e8 certamente interessante segnalare la presa di posizione della Commissione a guida Juncker a favore della linea francese.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Panofsky) In Italia non se n\u2019\u00e8 discusso molto, ma qualcosa si muove a livello delle classi dirigenti europee. La Commissione Europea ha infatti di recente pubblicato il documento che accompagna le raccomandazioni ai membri dell\u2019UE, nell\u2019ambito del cosiddetto semestre europeo (il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi del blocco continentale europeo). 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