{"id":25898,"date":"2016-11-23T12:55:19","date_gmt":"2016-11-23T11:55:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25898"},"modified":"2016-11-23T12:55:19","modified_gmt":"2016-11-23T11:55:19","slug":"aberrante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25898","title":{"rendered":"Aberrante"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALESSANDRO GILIOLI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2016-11-21\/napolitano-non-si-vota-ne-contro-ne-il-governo-185234.shtml?uuid=ADK7T3yB\">Dice<\/a> il presidente Napolitano che questo scontro referendario \u00e8 diventato<em>aberrante<\/em> e almeno in questo ha piena ragione.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 che definire <em>aberrante<\/em>, infatti, il clima di terrore creato in questi giorni sui possibili effetti economico-finanziari di un&#8217;eventuale vittoria del No: quasi che il Pil, l&#8217;occupazione e l&#8217;economia domestica dei cittadini fossero dipendenti dal fatto che il Senato ha 350 o 100 componenti, eletti a suffragio universale o scelti dai consigli regionali, con le funzioni attuali o con quelle previste dalla Revisione Boschi.<\/p>\n<p>Una sciocchezza <em>aberrante<\/em>, appunto, la relazione tra impianto rappresentativo (attuale o revisionato) e andamento dell&#8217;economia.<\/p>\n<p><em>Aberrante<\/em>, cio\u00e8 <em>deviante<\/em> dal confronto sui contenuti veri, vale a dire appunto l&#8217;impianto di rappresentanza, il potere del Senato, il modo in cui viene formato.<\/p>\n<p>Che non ha nulla a che fare con l&#8217;economia, ma se proprio volessimo vederci una relazione dovremmo allora ricordare che la forma rappresentativa vigente \u00e8 quella con la quale l&#8217;Italia, per alcuni decenni, ha visto la crescita economica maggiore della sua storia; e che per contro, la Revisione Boschi potrebbe portare gi\u00e0 fra un paio d&#8217;anni a una Camera a maggioranza grillina contro un Senato a maggioranza Pd, con un ingarbugliamento di rimandi e ritorsioni che soffocherebbe la produzione legislativa &#8211; e tutte le conseguenze del caso.<\/p>\n<p>Ma, in ogni caso, non \u00e8 un gioco serio n\u00e9 <em>fair<\/em> quello che mette in connessione andamento dell&#8217;economia e referendum. Non \u00e8 infatti basato sulla qualit\u00e0 della modifica della Costituzione bens\u00ec sulle possibili conseguenze a breve termine del voto, cio\u00e8 indebolimento o rafforzamento dell&#8217;attuale premier &#8211; e nel primo caso i famosi rischi di &#8220;instabilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>In altre parole, le ultime due settimane della campagna elettorale hanno deviato (<em>aberrato<\/em>) dal confronto sui contenuti della riforma per portare l&#8217;attenzione sui possibili effetti del voto in termini di &#8220;politique politicienne&#8221;, Renzi o non Renzi, elezioni anticipate o no.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 <em>aberrante<\/em> (deviante) di cos\u00ec, in effetti, non si pu\u00f2.<\/p>\n<p>Non so se questa svolta nella campagna elettorale sia stata decisa a tavolino o sia sorta quasi naturalmente, tra i fautori del S\u00ec, come ultima leva per ribaltare i sondaggi.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 per\u00f2 che presenta due aspetti paradossali, se non anche loro<em>devianti<\/em> (quindi <em>aberranti<\/em>).<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che per molto tempo &#8211; dalla prima Leopolda fino a poco tempo fa &#8211; la narrazione renziana era tutta fondata sul concetto di <em>speranza<\/em>, contrapposto a <em>paura<\/em>. Adesso, pur di vincere il referendum, si trasforma il voto in un rodeo del terrore.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 che, dopo aver ammesso che la personalizzazione su se stesso del referendum era stata un errore, adesso tutto lo storytelling contro il No \u00e8 basato di nuovo su Renzi, cio\u00e8 sulle catastrofi economiche che potrebbero abbattersi sul Paese nel caso che il premier uscisse indebolito da questa prova.<\/p>\n<p>Detto tutto questo, \u00e8 probabile che questa <em>aberrante<\/em> svolta della campagna, almeno un po&#8217;, funzioni. Cio\u00e8 che sposti voti.<\/p>\n<p>Non sarebbe strano: l&#8217;Italia \u00e8 un Paese che \u00e8 sopravvissuto finora alla crisi economica iniziata nel 2008 (e alle sciagurate decisioni politiche che ne hanno accentuato gli effetti) soprattutto grazie al suo radicato e antico risparmio privato &#8211; quasi il doppio del debito pubblico &#8211; che ha a sua volta consentito quel welfare familiare che ha messo le toppe ai buchi della recessione. Se, di conseguenza, si fa balenare l&#8217;ipotesi che anche l&#8217;ultimo gommone di salvataggio rischia di essere bucato, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 questione costituzionale che tenga: si pensa solo a salvare la ghirba.<\/p>\n<p>In questo senso, anche la vittoria di Trump negli Stati Uniti \u00e8 stata (controintuitivamente) un booster per il S\u00ec, qui in Italia: l&#8217;instabilit\u00e0 e l&#8217;incertezza di quello che pu\u00f2 succedere con Trump alla Casa Bianca provoca infatti una reazione conservativa, prudenziale, spaventata. Qualcosa di simile alla dinamica che aveva avvantaggiato Rajoy in Spagna pochi giorni dopo la Brexit, per capirci.<\/p>\n<p>Di qui la campagna dello spavento per le possibili conseguenze politiche del No, che ha sostituito quella sul &#8220;nuovo versus vecchio&#8221;.<\/p>\n<p>Anzi, l&#8217;ha quasi rovesciata, visto che l&#8217;obiettivo \u00e8 comunicare che solo tenendoci il premier &#8220;vecchio&#8221; (quello attuale) non correremmo pericoli di tipo economico.<\/p>\n<p>\u00c8 tutta qui, con ogni evidenza, l&#8217;<em>aberranza<\/em> dello scontro in atto, il suo fottuto paradosso. A cui anche Napolitano, peraltro, nella stessa intervista aggiunge il suo penny vaticinando sullo spread, il grande babau che gi\u00e0 \u00e8 servito nel 2013 per imporci Monti (e le sue &#8220;riforme&#8221;).<\/p>\n<p>\u00c8 curioso: un tempo la sinistra per vincere aveva bisogno di rassicurare i mercati, adesso il Pd per vincere usa lo spauracchio dei mercati.<\/p>\n<p><em>By the way<\/em>, se il No vincesse \u00e8 invece molto probabile che Renzi faccia un altro governo, proprio in nome della stabilit\u00e0 da preservare. O se non lui, qualcun altro del Pd, da Padoan a Grasso passando per Del Rio, senza spargimenti di sangue n\u00e9 spari dai tetti.<\/p>\n<p>E probabilmente nei 18 mesi che restano di qui alla fine della legislatura, dopo un&#8217;eventuale sconfitta anche gli hooligan renziani si cheterebbero quanto basta a dividere un po&#8217; meno il Paese (la distruzione di ogni residua coesione sociale in questo Paese \u00e8 stato il principale frutto dei mille giorni di questo premier).<\/p>\n<p>E magari, in un contesto meno aspro e divisivo, si potrebbe perfino riuscire ad avere una legge elettorale un po&#8217; pi\u00f9 decente e condivisa di quelle su cui l&#8217;attuale Pd ha fatto a braccio di ferro, insomma potremmo prepararci per un gioco democratico pi\u00f9 responsabile e meno <em>aberrante<\/em>.<\/p>\n<p>Scommetto che, nel caso, alla fine tutto questo calmerebbe perfino i mitici &#8211; e un po&#8217; nevrotici &#8211; mercati.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/22\/aberrante\/\">http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/22\/aberrante\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO GILIOLI Dice il presidente Napolitano che questo scontro referendario \u00e8 diventatoaberrante e almeno in questo ha piena ragione. 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