{"id":25915,"date":"2016-11-24T12:00:31","date_gmt":"2016-11-24T11:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25915"},"modified":"2016-11-23T18:18:16","modified_gmt":"2016-11-23T17:18:16","slug":"il-grande-raggiro-del-ceta-e-il-futuro-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25915","title":{"rendered":"Il grande raggiro del CETA (e il futuro dell\u2019Unione Europea)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DONCHISCIOTTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE FAILEDREVOLUTION (BLOG)<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019imminenza del voto presso il parlamento Europeo sul trattato UE-Canada noto come CETA e i potenziali diverbi riguardo alla sua ratifica che potranno susseguirsi nei vari parlamenti nazionali UE, il CETA continua ad attirarsi pesanti critiche. Dando uno sguardo pi\u00f9 da vicino al testo dell\u2019accordo, e a recenti dichiarazioni mirate a rassicurare i critici e ottenere appoggio alla sua realizzazione, mostrano che le preoccupazioni rispetto al CETA sono ben fondate. Oltre i tentativi di pubbliche relazioni da parte del governo Canadese e della Commissione Europea atti a venderlo come un trattato progressista, il CETA resta ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato: un attacco alla democrazia, ai lavoratori e all\u2019ambiente. Sarebbe un enorme errore ratificarlo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019osservatorio Europeo delle multinazionali<\/strong><br \/>\nSu ambo i lati dell\u2019Atlantico, il Trattato Comprensivo su Economia e Commercio (CETA) tra UE e Canada, \u00e8 altamente controverso. Il numero record di 3,5 milioni di persone in giro per l\u2019Europa hanno firmato una petizione contro il CETA e il suo accordo gemello, il TTIP (Patto Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti). I sindacati Europei e Canadesi, come anche gruppi di consumatori, gruppi ambientalisti, o di salute pubblica, nonch\u00e8 le piccole e medie imprese, rifiutano l\u2019accordo. Dubbi di legittimit\u00e0 costituzionalerispetto al CETA sono stati sollevati in Germania e Canada e la compatibilit\u00e0 dei controversi privilegi per investitori stranieri previsti dal CETA con la legislazione UE sar\u00e0 probabilmente oggetto di giudizio da parte della Corte Europea di Giustizia.<\/p>\n<p><strong>Punti chiave:<\/strong><\/p>\n<p>In giro per l\u2019Europa, pi\u00f9 di 2100 governi locali e regionali si sono dichiarati zone franche TTIP\/CETA, spesso con delibere multipartisan. Anche i parlamenti si sono p reoccupati per il CETA, ad esempio in Belgio, Francia, Slovenia, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi.<br \/>\nNei mesi recenti, per lanciare un\u2019ancora di salvataggio alla possibilit\u00e0 di ratificare il CETA, i responsabili istituzionali per i commerci in Canada e in Europa si sono lanciati in piena modalit\u00e0 propagandistica. Hanno presentato il CETA come \u201cun accordo spiccatamente progressista\u201d, i detrattori della\u2019accordo sono stati dipinti come \u201chooligans del commercio\u201d, che \u201cvivono in una realt\u00e0 post-fattuale\u201d, che \u201cgettano benzina su preoccupazioni e paure, che non hanno alcuna relazione con il testo del CETA\u201d.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 dei media si sono uniti a tifare CETA, sostenendo che \u201cmolte delle critiche, che potevano essere giustificate rispetto al TTIP, non si applicano al CETA\u201d. Quando il governo Vallone, dopo 70 ore di consultazioni pubbliche su argomento CETA in sede del parlamento, ha deciso di non appoggiare la ratifica del CETA, i commentatori dei media hanno condannato il fatto come \u201cbasato su una generica opposizione alla globalizzazione, che si gioca principalmente sulle emozioni e perlopi\u00f9 ignora i fatti\u201d.<br \/>\nL\u2019ultima trovata pubblicitaria dei sostenitori del CETA \u00e8 una moltitudine composta di 39 dichiarazioni varie che accompagnano il testo dell\u2019accordo.Tali testi sono studiati per mitigare preoccupazioni tra i socialdemocratici, i sindacati e il pubblico in generale preoccupato che il CETA minacci i servizi pubblici, il lavoro, gli standard ambientali e che metta a repentaglio la stessa possibilit\u00e0 per i governi di legiferare nel pubblico interesse.Ma in realt\u00e0 tali dichiarazioni non fanno nulla per aggiustare le pecche del CETA. Le dichiarazioni di accompagnamento al testo del CETA sono piene quanto il testo medesimo di affermazioni equivoche e depistanti che eludono i problemi chiave dell\u2019accordo. CETA \u00e8 in realt\u00e0 un clamoroso attacco alla democrazia, ai lavoratori e all\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>I raggiri del CETA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Primo raggiro: Il CETA protegge i diritti dei lavoratori<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione Europea tesse le lodi delle presunte \u201cforti regole in materia di protezione dei diritti dei lavoratori\u201d. Ma in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 pressoch\u00e8 nulla del genere nel CETA. Il Capitolo 23, su commercio e lavoro, \u00e8 pieno di buone intenzioni, ad esempio \u201cLe parti non devono esimersi dal sostenere e mettere pienamente in pratica la loro disciplina in materia di lavoro e i propri standard al fine di incoraggiare commercio o investimenti\u201d (articolo 23.4.3). Ma nessuna penalit\u00e0 \u00e8 prevista sotto il CETA se uno degli Stati Europei, il Canada o una multinazionale che opera in entrambi i paesi viola questo proposito.<\/p>\n<p>I sindacati Europei e Canadesi hanno proposto un protocollo che renda le prescrizioni in materia lavoristica del CETA effettivo vincolo legale. Il problema \u00e8 molto importante per essi poich\u00e8 temono che il CETA possa mettere a rischio gli standard lavorativi (dal momento che i datori di lavoro possono pi\u00f9 facilmente spostare capitali dove gli standard legali sono bassi e scarsamente rispettati nella prassi). L\u2019esistente esperienza con precedenti capitoli in materia di lavoro privi di vincolo legale presenti in altri accordi commerciali UE (ad esempio quelli con la Colombia o la Corea) mostrano chiaramente che la Commissione Europea non ha mai agito n\u00e8 messo in pratica alcunch\u00e8, nemmeno in caso di violazioni dei diritti del lavoro di massima gravit\u00e0 ben documentate dai movimenti.<br \/>\nLa scarsa considerazione per i diritti del lavoro nel CETA pu\u00f2 avere serie implicazioni. Molti parti dell\u2019accordo metterebbero seriamente a repentaglio i diritti che i lavoratori e sindacati hanno conquistato con fatica: Le regole per i pubblici appalti interne al CETA potranno portare a contenziosi legali nei casi in cui le autorit\u00e0 pubbliche vincolano le loro pratiche d\u2019acquisto a criteri sociali quali ad esempio il rispetto del salario minimo o il rispetto degli accordi collettivi; I privilegi conferiti agli investitori esteri per mezzo del CETA potranno condurre a costosi contenziosi legali contro gli Stati se non intervengono a fermare scioperi di durata prolungata o quando le regioni decidessero ad esempio di imporre dei livelli di personale minimo per turno in ospedali o case di riposo. L\u2019indebolimento delle legislazioni nazionali e locali potrebbe configurare nuovi ostacoli di fronte agli sforzi per assicurarsi che i soggetti privati prestatori di servizi rispettino le regole delle discipline sul lavoro.<br \/>\nIl CETA molto probabilmente avr\u00e0 tra i suoi effetti anche significative perdite di posti di lavoro. Secondo uno studio del Settembre 2016 dell\u2019universit\u00e0 Tufts, ci sarebbe una perdita totale di 232.000 posti di lavoro. Questo avrebbe come riflesso di deprimere gli aumenti salariali e per il 2023 si registrerebbero salari medi di 1776\u20ac per il Canada e tra 316\u20ac e 1331\u20ac per i paesi dell\u2019Unione Europea, a seconda di quale stato membro in particolare e in relazione agli scenari di proiezione senza CETA. I ricercatori prevedono anche un politicamente pericoloso incremento del\u2019ineguaglianza dal momento che benefici e guadagni dal CETA andrebbero tutti ai possessori di capitali, non ai lavoratori.<\/p>\n<p>Queste previsioni riflettono l\u2019esperienza di precedenti accordi di libero scambio come il North American Free Trade agreement (NAFTA): sull\u2019argomento si veda il parere della confederazione sindacale Statunitense AFL-CIO. Dunque, piuttosto che proteggere i lavoratori, come viene sostenuto dai \u201ctifosi\u201d del CETA, l\u2019accordo promuove ricchezza e potere per i pochissimi a spese proprio dei lavoratori. Non ne ottengono niente tranne qualche manciata di retorica buonista senza effetto. Le affermazioni aggiuntive e le piccole modifiche di contorno non fanno nulla per cambiare la sostanza.<\/p>\n<p><strong>Secondo raggiro: Il Ceta fa bene all\u2019ambiente<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la Commisione Europea, il CETA contiene \u201cregole stringenti per la promozione dell\u2019ambiente\u201d. Ma le salvaguardie contenute nel testo del CETA sono deboli. Come per quanto riguarda il capitolo sul lavoro, il capitolo 22 sullo sviluppo sostenibile e il capitolo 23 su commerci e ambiente contengono eufemismi su uno \u201csviluppo sostenibile dei commerci\u201d o su \u201cregole per la protezione ambientale che favoriscano i commerci\u201d e via discutendo. Ma proprio come nel caso del capitolo sul tema lavoro, le direttive ambientali del CETA non possono essere messe in pratica imponendo sanzioni commerciali o altre penalit\u00e0 economiche, come multe, qualore fossero violate.<br \/>\nI diritti che il CETA conferisce agli investitori potrebbero risultare in ingenti spese legali e lunghi e macchinosi processi iniziati da multinazionali che inquinano qualora i governi forzassero a chiudere, o semplicemente tentassero di regolamentare ad esempio miniere la cui estrazione risulta inquinante, o di ridurre l\u2019impego di combustibili fossili inquinanti; le liberalizzazioni del settore agricolo previste dal CETA e le labili protezioni per alti standard di produzione alimentare darebbero una nuova spinta a un gi\u00e0 esistente modello industriale di produzione agricola che sta praticamente devastando il pianeta. Dal momento che il CETA si propone di incoraggiare il volume dei commerci, maggiore produzione e estrazione, l\u2019emissione di gas serra \u00e8 ben probabilmente destinata ad aumentare.<\/p>\n<p>In breve, la retorica a favore dell\u2019ambiente che si va cucendo intorno al CETA \u00e8 vuota e senza senso. Altro non \u00e8 che un tentativo di dare una mano di pittura verde a un accordo che in verit\u00e0 pone serie minacce all\u2019ambiente e ai tentativi di trovare misure adatte e risolutive per salvare il pianeta dal disastro climatico.<\/p>\n<p><strong>Terzo raggiro: I diritti che il CETA conferisce agli investitori salvaguardano il diritto di regolare e proteggere l\u2019ambiente, la salute, l\u2019interesse pubblico in generale.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la Commissone Europea il CETA \u201cassicura la protezione dell\u2019ambiente mentre, al tempo stesso, mette al primo posto la capacit\u00e0 dei governi di legiferare nel pieno interesse pubblico, inclusi casi nei quali tali regole hanno un impatto sugli investimenti esteri\u201c. Il punto critico assente in tale affermazione \u00e8 che, mentre le parti in causa preservano il diritto di regolare la materia, le regolazione deve essere entro i confini stabiliti dalle regolazioni e obblighi accettati sottoscrivendo il CETA. Il capitolo 8 del CETA \u201csugli investimenti\u201d contiene ampi e sterminati diritti \u201csostanziali\u201d conferiti agli investitori esteri che sono una costante degli accordi commerciali di cui gi\u00e0 si ha esperienza, proprio quei privilegi che sono stati causa di innumerevoli assalti legali da parte degli investitori contro gli Stati, incluse impugnazioni contro le salvaguardie per la salute, l\u2019 ambiente e altri temi di pubblico interesse. Con tale conferimento di diritti alle multinazionali, molti attacchi legali-speculativi avrebbero luogo come conseguenza diretta del CETA.<\/p>\n<p>\u201cIl CETA non dar\u00e0 luogo a uno scenario in cui gli investitori esteri sono favoriti rispetto agli investitori nazionali\u201d (articolo 6a) Ma il CETA consente soltanto agli investitori esteri di bypassare la competenza e la giurisdizione dei tribunali locali e citare direttamente in giudizio intere entit\u00e0 statali in tribunali paralleli, all\u2019industria nazionale e men che mai ai singoli cittadini viene elargito cotanto privilegio.<br \/>\n\u201cIl CETA mette in chiaro che ogni compensazione dovuta a un investitore sar\u00e0 basata su una determinazione oggettiva da parte del tribunale e non sar\u00e0 in ogni caso maggiore alla perdita subita dall\u2019investitore\u201d (articolo 6b) Si pu\u00f2 leggere come una garanzia che l\u2019investitore saranno soltanto risarciti per soldi gi\u00e0 spesi per un progetto. Ma invece la disciplina generale prevalente \u00e8 di computare i \u201cprofitti attesi \u201d come parte integrante delle \u201cperdite subite dall\u2019investitore\u201d. Questo significa che i tribunali istituiti ad hoc dal CETA possono ordinare agli stati di pagare importi praticamente illimitati come compensazione, incluse le stime dei futuri guadagni attesi dall\u2019investitore e \u201candati perduti\u201d (come ad esempio nel caso della Libia alla quale \u00e8 stato ordinato il apgamento di 900 milioni di $ come compensazione di \u201cmancati profitti\u201d per un progetto turistico, nonostante l\u2019investitore aveva investito soltanto 5 milioni di $ e la costruzione non era nemmeno mai partita). Quindi, piuttosto che salvaguardare il diritto di legiferare nell\u2019interesse pubblico, che sarebbe quanto sostengono i proponenti del CETA, il CETA forzer\u00e0 piuttosto i legislatori a pagare per poter imporre regole, che siano in materia di salute, ambiente, o di ogni altro ambito di pubblico interesse.<\/p>\n<p><strong>Quarto raggiro: Il CETA protegge i servizi pubblici essenziali come assistenza medica e acqua.<\/strong><br \/>\nProbabilmente la pi\u00f9 grossa minaccia ai servizi pubblici giunge dai vastissimi diritti concessi agli investitori stranieri previsti dal capitolo 8 del CETA. Mentre Canada e Unione Europea (con tutti gli stati membri) hanno inserito un numero di eccezioni per i pubblici servizi e senzioni nel CETA, nessuna di queste si applica per\u00f2 alla menzionata regolazione sui contenziosi legali Stato-investitori (capitolo 8 sezione F) n\u00e8 si applicano ai pi\u00f9 pericolosi standard imposti a protezione degli investitori, come l\u2019esproprio (capitolo 8.12) e giusto ed equo trattamento (8.10). Ci\u00f2 rende la possibilit\u00e0 di regolare delicati settori dei servizi pubblici come istruzione, acqua, salute, welfare e pensioni proni a ogni genere di esose rivendicazioni da parte degli investitori.<\/p>\n<p>I governi potrebbero ritrovarsi a dover pagare milioni di compensazioni a detti investitori esteri. Le decisioni sarebbero prese esclusivamente da una assemblea di arbitratori mossi dal profitto (non giudici indipendenti come sostenuto) basate sul garantire gli estremi privilegi concessi dal CETA agli investitori (sopra le stesse costituzioni nazionali, che in larga parte sono atte a moderare e controbilanciare gli abusi derivanti dalla concentrazione di propriet\u00e0) e potranno includere compensazioni basate sulla mera aspettativa di futuri profitti (cosa praticamente mai prevista da nessuna costituzione esistente).<\/p>\n<p>A fronte di un tale incalcolabile rischio, i governi potrebbero ritrovarsi totalmente impossibilitati a conferire la gestione dei servizi essenziali al pubblico, o se hanno tali intenzioni a vedersi costretti a ritirarle, anche quando appare chiaro che passate privatizzazioni si sono rivelate totali fallimenti. Ci\u00f2 potrebbe arrestare la cerscente tendenza alla ri-municipalizzazione delle forniture idriche (Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Ungheria), reti elettriche (Germania e Finlandia) trasporti pubblici (Regno Unito e Francia) come pure il discusso ritiro di alcune clamorose privatizzazioni fallite delle quali caso esemplare \u00e8 il sistema sanitario pubblico Britannico (NHS, National health service) allo scopo di rendere il settore sanitario meno orientato dal profitto.<\/p>\n<p>In breve, il CETA limitra in modo netto la capacit\u00e0 di creare, espandere, riformare e regolare i servizi pubblici. Questa \u00e8 una minaccia diretta ai diritti essenziali quali accesso all\u2019acqua, salute, energia, nonch\u00e8 una minaccia di peggioramento delle condizioni lavorative nei settori connessi. Sostenere che il CETA protegge i servizi pubblici senza cambiare in nulla il testo degli accordi che di fatto lavorano per realizzare il contrario \u00e8 pia illusione, nella migliore delle ipotesi.<\/p>\n<p><strong>Quinto raggiro: Il CETA istituisce una corte indipendente per arbitrare dispute tra Stati e investitori<\/strong><\/p>\n<p>Sotto il CETA, i contenziosi legali tra Stati e investitori sarebbero decisi da un tribunale di tre arbitratori ideologicamente pro-profitto con diretti interessi nella questione. A differenza dei normali giudici tali figure non avrebbero una compensazione salariale fissa, ma sarebbero pagati caso per caso, con 3000$ al giorno (articolo 8.27.14, paga standard per arbitraggio in materia d\u2019investimenti). In un sistema unilaterale dove soltanto gli investitori possono denunciare ci\u00f2 da luogo a un forte incentivo sistemico per gli arbitratori ad allinearsi a questi ultimi, dal momento che finch\u00e8 il sistema paga per gli investitori, pi\u00f9 cause e quindi pi\u00f9 soldi arriveranno agli arbitratori.<br \/>\nGli sono ulteriori ovvi difetti che rendono il tribunale degli investimenti istituito dal CETA prono ad essere tutt\u2019altro che equo. Non si pu\u00f2 fare ricorso contro chi saranno i membri assegnati a giudicare e non ci sar\u00e0 nessun conflitto impugnabile in caso di giudici che arbitrano su pi\u00f9 casi allo stesso tempo o dal loro essere allo stesso tempo avvocati delle multinazionali in altri contenziosi (8.30.1). Quindi si verrebbe a creare un ristretto club di avvocati degli investitori che possono fare di tutto per allargare il loro business a piacimento, incoraggiando gli investitori a intentare cause e interpretando le regole in modo estensivo in modo da allargarne il pi\u00f9 possibile il campo d\u2019applicazione. I criteri di selezione per tali membri del tribunale escludono ogni conoscenza legale al di fuori di quella del club, diritto d\u2019impresa, ossia aree meno dominate da interessi commerciali ma probabilmente pi\u00f9 rilevanti vista la natura d contenziosi, quali potrebbero essere diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto dell\u2019ambiente (28.27.4).<br \/>\nRiguardo alle chiare problematiche riguardanti la procedura di elezione degli arbitratori e palesi dubbi sulla loro indipendenza economica, il pi\u00f9 grande sindacato tedesco di magistrati e pubblici accusatori ha sollevato domande a questa corte degli investimenti (nota con l\u2019acronimo ICS: investment court system) per come essa \u00e8 inclusa nel CETA e proposta per l\u2019accordo gemello TTIP: \u201cN\u00e8 la procedura promossa per l\u2019elezione dei giudici degli interessi n\u00e8 le loro qualifiche sono compatibili con i requsiti internazionali che definiscono l\u2019indipendenza delle corti\u201d, i giudic hanno cos\u00ec dichiarato in una loro esternazione del Febbraio 2016, l\u2019associazione Europea dei magistrati ha esternato simili dubbi.<br \/>\nNessuno sano di mente metterebbe la firma su un accordo che si copre dietro dichiarazioni generiche che sono sistematicamente contraddette dalle sue disposizioni effettive, che sono quelle che realmente decidono cosa avr\u00e0 luogo come conseguenza. ma la Commissione UE pare stia proprio cercando di fare questo: indurre parlamento Europeo e parlamenti nazionali a ratificare un accordo internazionale che legher\u00e0 per sempre le nostre societ\u00e0 a costrizioni varie sulla base di sole vaghe promesse di eventualmente migliorare i suoi aspetti controversi in futuro.<br \/>\n<strong>Sesto raggiro: Il CETA garantir\u00e0 gli standard di protezione delle persone e dell\u2019ambiente<\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo 12 in materia di legislazioni nazionali impone a Canada e UE nella totalit\u00e0 dei suoi stati membri e annessi e connessi governi regionali e locali a adottare procedure di conferimento di licenze e autorizzazioni \u201cil pi\u00f9 semplici possibile\u201d per le multinazionali (art. 12.13.7), salvo che le complicazioni siano giustificate a mezzo di dettagliate relazioni. L\u2019impegno a rendere il processo di approvazione di, ad esempio, un nuovo reattore nucleare, un gasdotto, uno stabilimento di trasformazione alimentare o una banca \u201cpi\u00f9 semplice possibile\u201d ha ottime possibilit\u00e0 di abbassare gli standard di controllo e garanzia. Ad esempio le misure legali per controllare le transazioni finanziarie e la gestione del rischio raccomandate dal Comitato di Basilea per la supervisione bancaria sarebbero gi\u00e0 considerate una violazione del capitolo 12. Non c\u2019\u00e8 nulla nel testo del CETA che controbilancia il criterio di semplificazione con altri valori che una societ\u00e0 potrebbe ben avere a cuore come ad esempio assicurarsi che un gasdotto di cui si propone la costruzione non distrugga l\u2019ambiente e che il parere delle popolazioni residenti sia dovutamente tenuto in conto.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dei rifiuti elettronici. Nle 1998, una proposta da parte della Commissione Europea sostenuta anche dal parlamento Europeo includeva piani per bandire sostanze pericolose nei rifiuti elettrici. Attraverso un processo di dialogo basato sulla cooperazione nell\u2019ambito del CETA, responsabili dell\u2019amministrazione USA e lobbysti delle multinazionali hanno attaccato la proposta, riferendosi ai suoi profili di limitazione dei commerci trans-atlantici. Nel 2002 quando tale direttiva sui rifiuti fu approvata, la sostanza che regolava le sostanze pericolose fu considerevolmente indebolita e ridotta. C\u2019\u00e8 voluto un ricorso da parte del governo Danese e del parlamento Europeo per bandire nuovamente dai commerci Europei una particolare sostanza pericolosa che l\u2019originale testo proponeva di bandire ed era stata in seguito riammessa nel testo corretto dopo le obiezioni, e ci\u00f2 dieci anni dopo la proposta originale di bandirla. Questo \u00e8 il potere degli accordi in cui gli interessi privati sono ammessi alla pari agli interessi nazionali su un piano di presunta cooperazione.<br \/>\nIn definitiva anzich\u00e8 garantire standard ambientali, sociali o sanitari il CETA nella sua interezza rappresenta una seria minaccia di smarrire questi standard, risulta inoltre in un pesante sovraccarico sui regolatori e potenzia di molto il ruolo dei lobbysti delle societ\u00e0 multinazionali nella formulazione delle leggi, mettendo potenzialmente a repentaglio non solo la possibilit\u00e0 di produzione di leggi eque e necessarie, ma proprio la possibilit\u00e0 stessa delle nostre democrazie.<br \/>\nIl rapporto completo qui https:\/\/corporateeurope.org\/sites\/default\/files\/attachments\/great-ceta-swindle.pdf<\/p>\n<p>Fonte: http:\/\/failedevolution. blogspot.it<\/p>\n<p>Link: http:\/\/failedevolution. blogspot.it\/2016\/11\/the-great- ceta-swindle.html<\/p>\n<p>17.11.2016<\/p>\n<p>Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/il-grande-raggiro-del-ceta-e-il-futuro-dellunione-europea\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/il-grande-raggiro-del-ceta-e-il-futuro-dellunione-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DONCHISCIOTTE FONTE FAILEDREVOLUTION (BLOG) Con l\u2019imminenza del voto presso il parlamento Europeo sul trattato UE-Canada noto come CETA e i potenziali diverbi riguardo alla sua ratifica che potranno susseguirsi nei vari parlamenti nazionali UE, il CETA continua ad attirarsi pesanti critiche. 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