{"id":25934,"date":"2016-11-24T13:01:36","date_gmt":"2016-11-24T12:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25934"},"modified":"2016-11-24T13:01:36","modified_gmt":"2016-11-24T12:01:36","slug":"incapaci-o-criminali-altro-che-il-29","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=25934","title":{"rendered":"Incapaci o criminali: altro che il &#8217;29!"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Si continua a dire che questa \u00e8 &#8220;la pi\u00f9 grande crisi dell&#8217;ultimo secolo dopo quella del &#8217;29&#8221;. Beh, l&#8217;affermazione \u00e8 corretta solo se con quel &#8220;dopo&#8221; si indica l&#8217;ordine cronologico, perch\u00e9 questa crisi non \u00e8 comparabile a quella: \u00e8 molto pi\u00f9 grave. Per verificarlo basta guardare un paio di grafici che Nicola Salerno ha tirato fuori dalle serie storiche Istat-Bankitalia. Il primo mostra l&#8217;andamento del Pil pro capite dall&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia al 2015. Eccolo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Pil-dal-1860-660.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-550\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Pil-dal-1860-660.jpg\" alt=\"pil-dal-1860-660\" width=\"660\" height=\"432\" \/><\/a><br \/>\nCome si vede, quando si prendono i dati di lunghissimo periodo le cose cambiano aspetto, e la crisi del &#8217;29 diventa un ribassino della curva paragonabile al massimo alla crisi petrolifera degli anni &#8217;70.\u00a0 L&#8217;unco forte arretramento \u00e8 quello corrispondente alla seconda Guerra mondiale, dopo la quale il Pil pro capite inizia una volata lunga pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni, con qualche episodico arretramento che non modifica il trend ascendente.<\/p>\n<p>Nel 2008, per\u00f2, si spalanca l&#8217;abisso. La discesa \u00e8 quasi il doppio di quella della guerra, e quella che chiamano &#8220;ripresa&#8221; \u00e8 solo un arresto della caduta con un rialzino a stento percettibile. Dopo la crisi del &#8217;29, a quest&#8217;ora, avevamo recuperato, come mostra un altro grafico di Salerno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Grandi-crisi-a-confronto660.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-551\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Grandi-crisi-a-confronto660.jpg\" alt=\"grandi-crisi-a-confronto660\" width=\"660\" height=\"580\" \/><\/a>Questa catastrofe storica era inevitabile come un terremoto o come la grandine, oppure possiamo prendercela con qualcuno? Se fossimo nella prima ipotesi, anche gli altri paesi, chi pi\u00f9 che meno, dovrebbero essere andati all&#8217;incirca nello stesso modo. E invece non \u00e8 cos\u00ec: sappiamo che gli Usa, epicentro della crisi, ne sono usciti rapidamente; cos\u00ec il Regno Unito, che \u00e8 fuori dall&#8217;euro e anche dal Fiscal compact; persino il Giappone, che non riesce a risolvere i suoi problemi ormai ventennali, \u00e8 andato meglio di noi.<\/p>\n<p>C&#8217;entra certamente il Fiscal compact, ossia quelle maledette regole europee sulla finanza pubblica che ci hanno costretto all&#8217;austerit\u00e0. E quindi certamente colpevoli sono i tedeschi e i loro alleati, che quelle regole hanno imposto a tutta l&#8217;Eurozona. Ma i nostri governi sono esenti da colpe? Ci aiutano a capirlo altri grafici, pubblicati sull&#8217;ultimo aggiornamento di Congiuntura-Ref.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Pil-aree-mondo-Ref650.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-552\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Pil-aree-mondo-Ref650.jpg\" alt=\"pil-aree-mondo-ref650\" width=\"650\" height=\"653\" \/><\/a>Come si vede dal secondo grafico, anche il Pil dell&#8217;Eurozona, pur se in ritardo rispetto agli Usa e certo non in modo travolgente, da met\u00e0 del 2013 ha ripreso a salire. Nessun altro in Europa a parte la tartassata Grecia e Cipro, fuori gara &#8211; \u00e8 andato male come l&#8217;Italia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/07\/Pil-2008-15-EurZ.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-515\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/07\/Pil-2008-15-EurZ.jpg\" alt=\"Pil-2008-15-EurZ\" width=\"482\" height=\"328\" \/><\/a><\/p>\n<p>E allora qualche responsabilit\u00e0 i nostri governi ce l&#8217;hanno avuta, per dirla con un eufemismo. La crisi c&#8217;\u00e8 stata per tutti, e prima che iniziasse noi non eravamo quelli messi meglio, ma neanche quelli messi peggio, nonostante i tanti anni di malgoverno berlusconiano. Perch\u00e9 poi \u00e8 andata in modo tanto disastroso?<\/p>\n<p>Dei motivi si \u00e8 detto molte volte. Non ci siamo opposti &#8211; per incapacit\u00e0 o forse perch\u00e9 i nostri governi non volevano &#8211; a una politica di finanza pubblica restrittiva, che ha aggravato la recessione, mentre quasi tutti gli altri paesi europei se ne infischiavano allegramente del mitico 3% di deficit. Ci siamo dannati su &#8220;riforme&#8221;\u00a0 che nulla hanno a che fare con il rilancio dell&#8217;economia, come quelle sul lavoro e questa sulla riforma costituzionale. Il governo Renzi, pur se in modo insufficiente, ha speso (50 miliardi tra il &#8217;14 e il &#8217;17, secondo il Rapporto sulla finanza pubblica del Mulino; 40 al netto di 10 miliardi di aumento di imposte): ma ha speso malissimo, per tre quarti dando soldi alle imprese &#8220;a pioggia&#8221;, senza un progetto, e per un quarto distribuendo soldi a questa o quella categoria per comprare consensi. Il risultato \u00e8 stato che gli investimenti sono crollati, come mostra quest&#8217;altro grafico dell&#8217;infaticabile Salerno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Invest-confr-29-oggi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-553\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/11\/Invest-confr-29-oggi.jpg\" alt=\"invest-confr-29-oggi\" width=\"642\" height=\"602\" \/><\/a>Specie nei periodi di crisi, gli investimenti sono quello che ha maggiore impatto per la ripresa. Nel gergo degli economisti, hanno un moltiplicatore maggiore di 1 (ossia ogni euro impiegato ne frutta pi\u00f9 di uno nel giro di due-tre anni: secondo molti, dal doppio al triplo); i tagli di tasse e i trasferimenti (cio\u00e8 la distribuzione di soldi) hanno un moltiplicatore minore di 1, cio\u00e8 fruttano meno di quel che si spende; i tagli di spesa hanno un moltiplicatore negativo, cio\u00e8 aggravano la crisi. Ognuno ripensi a quel che \u00e8 stato fatto e tragga le conclusioni.<\/p>\n<p>Insomma, dentro una cornice sbagliata (la politica europea) ci abbiamo messo del nostro, e abbiamo sbagliato ancora di pi\u00f9. I politici e gli economisti che hanno fatto queste scelte sono incapaci, se pensavano che fossero adeguate. Se invece le hanno fatte per imporre un modello economico-sociale approfittando della crisi, allora sono dei criminali.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/11\/22\/incapaci-o-criminali-altro-che-il-29\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/11\/22\/incapaci-o-criminali-altro-che-il-29\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Si continua a dire che questa \u00e8 &#8220;la pi\u00f9 grande crisi dell&#8217;ultimo secolo dopo quella del &#8217;29&#8221;. Beh, l&#8217;affermazione \u00e8 corretta solo se con quel &#8220;dopo&#8221; si indica l&#8217;ordine cronologico, perch\u00e9 questa crisi non \u00e8 comparabile a quella: \u00e8 molto pi\u00f9 grave. Per verificarlo basta guardare un paio di grafici che Nicola Salerno ha tirato fuori dalle serie storiche Istat-Bankitalia. 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