{"id":2610,"date":"2011-01-19T14:53:52","date_gmt":"2011-01-19T13:53:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2610"},"modified":"2011-01-19T14:53:52","modified_gmt":"2011-01-19T13:53:52","slug":"la-crisi-e-il-crollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2610","title":{"rendered":"La crisi e il crollo"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Stefano D&rsquo;Andrea<\/b> <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La crisi &egrave; incertezza. Il crollo &egrave; certezza. Non si deve confondere la crisi con il crollo. Con il crollo la crisi termina. Il crollo &egrave; la fine della crisi, l&rsquo;avvento della certezza in luogo dell&rsquo;incertezza. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">La crisi &egrave; incertezza, il persistere degli scricchiolii, la diffusione lenta dei suicidi, la tristezza, il ragionare morboso sulla crisi medesima, il timore del crollo o che comunque il futuro non sar&agrave; pi&ugrave; come il passato.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Per i detentori di capitale, la crisi &egrave; il dubbio se sia valso la pena lavorare e reinvestire tanto; dubbio che si insinua perch&eacute; il capitale accumulato e investito continua a svalutarsi. Avviamenti, know-how, marchi, brevetti, impianti, immobili, scorte, azioni, obbligazioni, quote di societ&agrave;; (quasi) tutto vale meno o potrebbe valere molto di meno gi&agrave; domani. La crisi &egrave; una lenta svalutazione complessiva del capitale e comunque il dubbio che esso possa subire da un momento all&rsquo;altro una forte svalutazione. Per i lavoratori subordinati, la crisi &egrave; timore di perdere il posto e con esso, eventualmente, la casa e persino gli affetti; timore di non ritrovare un&rsquo;occupazione; timore di non essere in grado di offrire, magari lavorando in nero, le proprie energie psico-fisiche per un reddito di sussistenza (cibo e calore) e terrore di non essere in grado di autoprodurre quanto necessita alla sussistenza. La crisi &egrave; paura, delusione e depressione. Per liberi professionisti e artigiani la crisi significa diminuzione o mancanza di incarichi, difficolt&agrave; e\/o impossibilit&agrave; di farsi pagare, sovente lavorare nel dubbio che il credito non sar&agrave; mai riscosso. Per tutti, salvo i molto ricchi e gli imbecilli, la crisi, come incertezza sul futuro, &egrave; parsimonia, accortezza, lenta riduzione dei consumi.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Che certezza sopravviene con il crollo? La certezza della fame per alcuni; della violenza e della mancanza di sicurezza per tutti. La certezza del ritorno nella loro patria di molti extracomunitari, dell&rsquo;aumento notevole del lavoro fisico, della riduzione enorme delle imprese che forniscono &ldquo;servizi&rdquo;, della rinascita di mercati locali. La certezza che moltissimi diranno: &ldquo;mi devo rimboccare le maniche&rdquo;. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Se poi crolla anche la moneta &ndash; e dico crolla, non perde<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>significativamente di valore &ndash; divengono certi anche<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>disintegrazione di alcuni Stati, per implosione o secessioni, mutamenti di regimi monetari e politici, nonch&eacute; guerre, civili e tra Stati. E si organizzano rapidamente economie nazionali, attraverso vincoli anche rigidissimi alla libera circolazione delle merci, dei capitali e del lavoro. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Il crollo comporta anche la certezza della nascita o del risorgimento di idee e movimenti radicali, nonch&eacute; di rivolgimenti geopolitici. Diverrebbero diffuse parole d&rsquo;ordine oggi fatte proprie da sparute minoranze: mai pi&ugrave; organizzare la nostra vita in funzione della crescita infinit&agrave;! Mai pi&ugrave; lasciare la nostra vita in balia delle forze del mercato! L&rsquo;autosufficienza alimentare dovr&agrave; essere un valore irrinunciabile, perch&eacute; abbiamo constatato che, in caso di crollo, senza di essa si ha morte e violenza! Mai pi&ugrave; emanare leggi che valorizzano il capitale messo a rendita o il grande capitale che riduce a lavoratori dipendenti anche coloro che un tempo non lo erano! Mai pi&ugrave; affidare le nostre vite alla &ldquo;libera&rdquo; competizione globale tra capitali svincolati dall&rsquo;appartenenza alle nazioni e tra nazioni! Mai pi&ugrave; consentire alla Banca centrale (oggi europea) di essere competente a promuovere leggi (europee)! E cos&igrave; via<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">I<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">l crollo &egrave; certezza della<\/b> <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">sofferenza ma anche certezza che rinasca la speranza<\/b>. Tanto maggiore &egrave; la sofferenza, tanto pi&ugrave; alta &egrave; la speranza. E siccome viviamo in tempi nichilistici, caratterizzati dall&rsquo;assenza di speranza, si deve convenire che il crollo recherebbe con s&eacute; anche un valore altamente positivo: la speranza. Vi sarebbe nuova speranza. La speranza di un futuro diverso dal passato. Questa speranza, che &egrave; speranza collettiva, &egrave; intimamente legata al crollo. Senza il crollo la speranza &egrave; debole; &egrave; speranza di alcuni; &egrave; rinchiusa nella rete (di internet); pu&ograve; aspirare, al pi&ugrave;, a coagulare le poche forze resistenti in un progetto alternativo che al sistema appare (ed effettivamente &egrave;) innocuo. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Il crollo abbatte le ideologie dominanti; le sgretola; le disintegra; le smentisce e le seppellisce, fino a quando esse non riemergeranno a distanza di decenni &#8211; le idee, infatti, non muoiono ma si assopiscono per poi riprendere forza. Il crollo smentisce i profeti vincenti e d&agrave; ragione ai profeti dimenticati o ignorati. Il crollo rimuove i presupposti impliciti sulla base dei quali veniva esercitato il potere. Il crollo crea scontri e guerre, ossia situazioni in cui le parti che esercitano la violenza sono almeno due e non una soltanto: il potere consolidato. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">E&rsquo; davvero immorale desiderare che la crisi economica sfoci nel crollo? E i movimenti di pensiero critici, resistenti, antagonisti e antimoderni sono logicamente coerenti quando desiderano uscire dalla crisi, ossia dalla incertezza, attraverso la ripresa e non attraverso il crollo?<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span><span style=\"text-transform: uppercase\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span><\/span>Oppure quando, convinti che una ripresa sia impossibile, desiderano e teorizzano una transizione che dovrebbe avvenire senza il crollo e magari proprio per evitare quest&rsquo;ultimo? Senza il crollo, il nichilismo continuer&agrave; a farla da padrone. Senza il crollo, non risorger&agrave; la speranza collettiva diffusa. Senza speranza collettiva diffusa nessun futuro migliore &egrave; possibile. Cosa vi &egrave; caro? Le idee della rivoluzione francese? E non furono necessari un regicidio, dunque un evento epocale, morte, terrore diffuso e le campagne napoleoniche perch&eacute; esse si diffondessero? Il principio di nazionalit&agrave;, grazie al quale ogni popolo pu&ograve; edificare la propria civilt&agrave;? E quante guerre per l&rsquo;indipendenza e l&rsquo;unit&agrave; delle nazioni furono necessarie, perch&eacute; tanti popoli avessero l&rsquo;occasione di tentare quell&rsquo;edificazione? Le idee della rivoluzione d&rsquo;ottobre e comunque le idee socialiste? E non furono necessari milioni di morti, perch&eacute; quelle idee vincessero in alcuni luoghi della terra e condizionassero, direttamente o indirettamente, la storia e la vita di decine e decine di popoli? La Costituzione della Repubblica Italiana? E non fu necessario combattere &#8211; e, per giunta, farlo dalla parte sbagliata &ndash; e perdere la seconda guerra mondiale perch&eacute; quel testo fosse scritto. Il localismo, la terra natia o nella quale avete scelto di vivere? I profumi, i sapori e i suoni che stanno scomparendo? La rivalutazione del coraggio e l&rsquo;eclissi del cinismo? Che torni il tempo dei leoni e cessi la lunga epoca delle volpi? La prevalenza della qualit&agrave; sulla quantit&agrave;? E come credete che la vostra dottrina possa acquisire forza, se non mutano radicalmente le condizioni materiali che hanno estinto i vostri valori nella considerazione collettiva? <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Tutte le dottrine critiche nei confronti della modernit&agrave;, come essa si &egrave; andata evolvendo negli ultimi trenta anni, sarebbero massimamente rinvigorite dal crollo. Si pu&ograve; credere veramente e sinceramente in quelle dottrine, senza desiderare il crollo? Si pu&ograve; volere un grande mutamento politico, senza previamente desiderare il venir meno delle condizioni che attualmente rendono impossibile quel mutamento?<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Articolo correlato: <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1962\"><em>La crisi &egrave; maestra di vita<\/em><\/a> <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1962\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1962<\/a>&nbsp;<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&rsquo;Andrea La crisi &egrave; incertezza. Il crollo &egrave; certezza. Non si deve confondere la crisi con il crollo. Con il crollo la crisi termina. Il crollo &egrave; la fine della crisi, l&rsquo;avvento della certezza in luogo dell&rsquo;incertezza. 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