{"id":26114,"date":"2016-11-29T11:59:20","date_gmt":"2016-11-29T10:59:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26114"},"modified":"2016-11-29T12:09:09","modified_gmt":"2016-11-29T11:09:09","slug":"il-popolo-greco-sta-ancora-con-noi-parla-panos-rigas-neosegretario-di-syriza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26114","title":{"rendered":"\u201cIl popolo greco sta ancora con noi\u201d. Parla Panos Rigas, neosegretario di Syriza"},"content":{"rendered":"<p><em>Una istruttiva intervista al nuovo segretario di Syriza, dalle cui parole bisognerebbe imparare per fare esattamente il contrario. <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=6781\">Come previsto a suo tempo dal FSI<\/a>\u00a0Tsipras, rifiutandosi di mettere sul piatto il vero vincolo a politiche economiche socialiste (l&#8217;Unione Europea), ha adottato una strategia fallimentare che ha condotto alle stesse politiche di austerit\u00e0 e privatizzazioni dei Governi precedenti. \u00a0<\/em><\/p>\n<p>di <b><i>PANOS RIGAS (intervistato da Giacomo Russo Spena)<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u201cLa sinistra estremista, contestandoci, non fa altro che regalare il Paese alla destra\u201d. In effetti gi\u00e0 Syriza in greco significa \u201cCoalizione della sinistra radicale\u201d, ma il tempo passa e le cose cambiano. Dopo anni di dura opposizione al bipartitismo corrotto, Neo Demokratia\/Pasok, il partito \u00e8 arrivato al governo. Una nuova fase per Syriza. Panos Rigas, neosegretario del partito, minimizza le proteste di piazza: \u201cIl popolo sta ancora con noi\u201d. Dopo le dimissioni di Tasos Koronakis \u2013 che aveva ritenuto fallita la strategia di negoziazione con le Istituzioni europee preferendo ritornare a vita privata \u2013 al congresso di ottobre, nel quale non sono mancati momenti di tensione e confronto, ha prevalso la linea del leader Tsipras col 75 per cento del consenso dei 3mila delegati presenti. Ad essere eletto segretario proprio Rigas, un suo fedelissimo dai tempi del Synaspismos. Lo incontriamo a Roma, alla Casa Internazionale delle Donne, dove \u00e8 in visita istituzionale per dibattere sulle sinistre mediterranee e sui destini dell\u2019eurozona: \u201cNoi vogliamo aprire una terza via in Europa, rifiutando sia la disastrosa politica di austerit\u00e0 che i nuovi populismi xenofobi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi 10 anni abbiamo conosciuto la Syriza di lotta, quella delle pratiche di mutualismo e di solidariet\u00e0 dal basso contro le politiche di austerity imposte dalla Troika, fino al potere. Quanto \u00e8 cambiata Syriza nel passaggio dall\u2019opposizione al governo? <\/strong><\/p>\n<p>Syriza \u00e8 sempre la stessa. Abbiamo rappresentato la prima esperienza di governo di una sinistra radicale in una Europa in crisi economica e sociale. Abbiamo vinto due elezioni e un referendum, senza scappare davanti ai problemi del Paese: una lotta contro la Troika che abbiamo pagato personalmente e che ha pagato anche Syriza con una scissione da sinistra. Ma il partito \u00e8 ancora forte e cosciente che questa \u00e8 l\u2019unica strada percorribile per far uscire la Grecia dalla crisi.<\/p>\n<p><strong>Con la firma del terzo memorandum, il governo Tsipras ha dovuto cedere su alcune questioni: dal S\u00ec al Ceta e al rimpasto dell\u2019esecutivo per facilitare le privatizzazioni, fino al taglio delle pensioni. E potrei continuare\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo ereditato un Paese distrutto a causa delle misure di austerity imposte da Bruxelles. E pian piano lo stiamo ricostruendo a vantaggio delle fasce sociali pi\u00f9 deboli: abbiamo investito su istruzione e sanit\u00e0 pubblica e abbiamo aperto un\u2019enorme battaglia contro la corruzione, l\u2019evasione e il sistema clientelare endemico in Grecia. Gi\u00e0 si stanno vedendo i primi risultati.<\/p>\n<p><strong>Insisto, avete anche ingoiato bocconi amari e siete stati costretti a varare provvedimenti \u201cscomodi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro congresso ha confermato la linea governista: abbiamo semplicemente deciso di non essere la sinistra della fuga e neanche di essere quella sinistra artefice della distruzione della societ\u00e0 ellenica. Tra l\u2019altro, non abbiamo attuato una riduzione delle pensioni ma le abbiamo stabilizzate colpendo soprattutto le pensioni d\u2019oro. Rispetto al Ceta, Syriza \u00e8 contraria ma l\u2019accordo era gi\u00e0 stato firmato dal governo precedente, ora lo siamo rinegoziando. Abbiamo fatto alcune privatizzazioni, \u00e8 vero, per\u00f2 stiamo tutelando i beni comuni e siamo un argine contro chi vuole privatizzare l\u2019acqua e la rete elettrica. Il nostro faro restano le nazionalizzazioni.<\/p>\n<p><strong>Syriza ha rappresentato il voto della speranza e del cambiamento. Adesso in Grecia ci sono continue manifestazioni contro il governo. Non state tradendo le aspettative?<\/strong><\/p>\n<p>La gente ha ancora pazienza e sta dando al governo il tempo necessario per migliorare le cose, per questo non ci sono manifestazioni di massa. Assistiamo a piccole contestazioni organizzate dalla sinistra radicale, ma sono forze ininfluenti in termini elettorali. Non esiste un\u2019opzione politica alla sinistra di Syriza e non si rendono conto che cos\u00ec facendo regalano il Paese alla destra peggiore e ai poteri forti.<\/p>\n<p><strong>Anche Syriza prima era un partito del 3 per cento, alla sinistra dei socialisti del Pasok. Poi, per\u00f2, le cose sono cambiate con la crisi.<\/strong><\/p>\n<p>Syriza non c\u2019entra niente col Pasok. Abbiamo trovato una situazione disastrosa e ci stiamo scontrando contro l\u2019Europa e il capitalismo parassitario, espressione sia dei conservatori che dei socialisti. Abbiamo scelto la strada pi\u00f9 difficile per uscire dalla crisi \u2013 e siamo angosciati per il futuro \u2013 ma \u00e8 l\u2019unica possibile.<\/p>\n<p><strong>Quindi non avete mai fatto autocritica sulla trattativa con l\u2019Unione Europea? Col senno del poi, non potevate pensare ad un Piano B?<\/strong><\/p>\n<p>Il Piano B non esisteva. Punto. L\u2019economia ellenica era gi\u00e0 in ginocchio, uscire dall\u2019euro avrebbe significato la bancarotta e la fine per la Grecia. Soltanto con un\u2019economia forte si pu\u00f2 ipotizzare l\u2019uscita dalla moneta unica e non era il caso nostro.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuali sono gli attuali rapporti con Yanis Varoufakis? Il suo movimento transeuropeo, Diem, non sostiene tesi lontane dalle vostre.<\/strong><\/p>\n<p>E allora va chiesto a lui il motivo per il quale ha abbandonato Syriza. Ora tra noi non ci sono rapporti. In passato, quando era ministro delle Finanze, ha peccato di inesperienza politica: l\u2019economia \u00e8 una scienza, ma essa deve anche comprendere la politica.<br \/>\n<strong><br \/>\nGoverno Tsipras vs Europa, una sfida che dura da mesi. Davide voleva sconfiggere Golia, ora possiamo dire per\u00f2 che Golia sta strangolando Davide, a colpi di memorandum?<\/strong><\/p>\n<p>Conoscevamo le conseguenze del dover affrontare l\u2019Europa. Cos\u00ec eravamo consci, fin dall\u2019inizio, che per cambiare la Grecia, dovevamo cambiare l\u2019Europa. E\u2019 impossibile il cambiamento in un solo Paese. Dopo un anno di governo Tsipras, adesso ci sono altri Paesi che si schierano contro il nucleo centrale del neoliberismo. La partita \u00e8 aperta, Syriza sta progettando un\u2019alleanza anti austerity tra i Paesi del Mediterraneo, quelli che pi\u00f9 stanno pagando i costi di quest\u2019Europa a trazione tedesca. A Bruxelles chiediamo di mantenere gli impegni presi, ad esempio con il Quantitative easing di Draghi.<\/p>\n<p><strong>Per quanto i sondaggi vadano presi con le pinze, soprattutto in Grecia, gli ultimi dati danno Syriza in forte calo e Neo Demokratia in ascesa. La vostra scelta di governo sar\u00e0 anche di una \u201csinistra responsabile\u201d ma non temete di pagarla in termini elettorali?<\/strong><\/p>\n<p>Si voter\u00e0 nel 2019 e allora sono sicuro che Syriza sar\u00e0 ancora protagonista perch\u00e9 avremo rimesso in piedi l\u2019economia del Paese. Il nostro obiettivo \u00e8 fare blocco contro l\u2019austerit\u00e0 europea e contro il vecchio sistema politico. Non si possono pi\u00f9 applicare le misure di austerity, dobbiamo uscire da questo commissariamento delle Istituzioni che pregiudica la democrazia. Noi siamo la locomotiva di questo grande scontro e vogliamo si aggiungano altre carrozze. Prima eravamo soli, nella nostra battaglia, adesso non pi\u00f9. Come \u00e8 accaduto in Portogallo con la creazione di un esecutivo delle sinistre. E si pu\u00f2 fare anche in Spagna, tra qualche anno. I partiti socialisti e socialdemocratici devono sganciarsi dai partiti liberali altrimenti faranno la fine del Pasok.<\/p>\n<p><strong>A parte due anomalie europee \u2013 in Portogallo i socialisti di Ant\u00f3nio Costa hanno scelto di governare con i due partiti della sinistra pi\u00f9 radicale e in Gran Bretagna Jeremy Corbyn prova, con mezzo partito contro, a far svoltare a sinistra il Labour Party \u2013 il Pse ormai va a braccetto col Pp sostenendo le politiche di austerity. La recente scelta del Psoe di sostenere in Spagna il governo Rajoy, lo conferma. La socialdemocrazia ormai non \u00e8 morta? Non \u00e8 meglio puntare da subito su un campo alternativo?<\/strong><\/p>\n<p>Quando i partiti socialisti scelgono di chiudere le frontiere o adottano politiche liberiste sul mercato del lavoro o sulle privatizzazioni, non fanno altro che spianare la strada alla destra: tra la copia e l\u2019originale, l\u2019elettore sceglie sempre l\u2019originale. Ce lo insegna la storia. E, in questa fase, il processo \u00e8 in divenire: una parte della socialdemocrazia si sta battendo per cambiare se stessa. Non soltanto Corbyn e Costa, pensiamo alla Spagna dove il Psoe rischia la scissione mentre nel Ps francese cresce la fronda anti-Hollande. E\u2019 un problema di rapporti di forza, noi dobbiamo essere bravi a rompere l\u2019infatuazione dei socialisti per l\u2019austerity.<\/p>\n<p><strong>Lei negli Stati Uniti chi avrebbe votato tra Hillary Clinton e Donald Trump?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nAvrei votato Sanders.<\/p>\n<p><strong>Alle primarie, ma poi avrebbe dato il suo sostegno a Clinton?<\/strong><\/p>\n<p>Solito dilemma, una questione non soddisfacente: da un lato il blocco dell\u2019austerity, dall\u2019altro il populismo. Sanders doveva stare al posto di Hillary.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019Europa rischia un\u2019uscita a destra dalla crisi: austerity e populismi xenofobi appaiono due facce della stessa medaglia. Ma \u00e8 veramente possibile costruire una terza via, anti austerity ed europeista?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la crisi del \u201929, in Europa abbiamo assistito al sorgere del nazifascismo. Il rischio, anche adesso, \u00e8 reale. Si sta diffondendo nelle nostre societ\u00e0 un voto antisistemico di destra: i populisti si narrano come l\u2019antidoto contro l\u2019establishment. In questo quadro, la sinistra non pu\u00f2 rimanere a guardare. Deve tornare alle sue origini se vuole contrastare le forze di destra e razziste mettendo in piedi pratiche di mutualismo per i poveri, i senza casa, i pensionati, pi\u00f9 in generale gli \u201cemarginati\u201d. Se invece continua ad essere elitaria e a sposare politiche liberiste, rischiamo di regalare il mondo ai populisti.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/la-mia-syriza-una-sinistra-responsabile-e-di-governo\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/la-mia-syriza-una-sinistra-responsabile-e-di-governo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una istruttiva intervista al nuovo segretario di Syriza, dalle cui parole bisognerebbe imparare per fare esattamente il contrario. 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