{"id":26123,"date":"2016-12-04T00:55:24","date_gmt":"2016-12-03T23:55:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26123"},"modified":"2016-12-04T08:30:38","modified_gmt":"2016-12-04T07:30:38","slug":"perche-la-sinistra-non-ha-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26123","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la sinistra non ha futuro"},"content":{"rendered":"<div data-canvas-width=\"369.7971800929463\">di CHRISTOPHER LASCH (1986)<\/div>\n<div data-canvas-width=\"369.7971800929463\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"378.764685448329\">Incapace di spiegare la persistenza della religione, l\u2019attaccamento alla famiglia e un\u2019etica della responsabilit\u00e0 personale se non come espressioni di falsa coscienza, la sinistra si ritrova oggi senza un seguito. Dato che rifiuta di prendere sul serio le idee della gente comune, ovvero, nella curiosa e rivelatrice formula usata da Lillian Rubin, di \u00abarruffianarsi la coscienza popolare esistente\u00bb, essa pu\u00f2 sperare di riformare la societ\u00e0 solo contro l\u2019opposizione (o l\u2019indifferenza) popolare. Alla pretesa che la sinistra parli per la gente comune non crede pi\u00f9 nessuno.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"378.764685448329\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"378.764685448329\">Ma lo sforzo con cui si continua a sostenere questa falsa pretesa \u00e8 demoralizzante, mentre lo sforzo di farne a meno \u2013 di abbandonare cio\u00e8 la finzione della democrazia e di portare il popolo nella terra promessa contro la sua volont\u00e0 e contro le sue opinioni \u2013 suona ancora un po\u2019 strano per dei radicali educati all\u2019interno di una tradizione politica liberale. Di fronte all\u2019imbarazzante divario tra l\u2019ideologia di sinistra e la \u00abcoscienza popolare esistente\u00bb \u2013 un divario che ha cominciato a farsi palese negli anni Quaranta \u2013 la sinistra americana ha dovuto scegliere tra due strategie altrettanto futili e perdenti: o aspettare, senza alcuna speranza, la rivoluzione e intanto inveire contro il capitalismo, oppure cercare di raggiungere i propri obiettivi aggirando la pubblica opinione, rinunciando a creare una base elettorale popolare per la riforma sociale e affidandosi invece ai tribunali, ai mass-media e alla burocrazia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"366.3645765453149\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"366.3645765453149\">I lettori troveranno la mia posizione confusa soltanto se continuano a credere che ogni posizione non immediatamente assimilabile all\u2019ortodossia di sinistra appartenga automaticamente alla destra. L\u2019esperienza della sconfitta, sotto Reagan, ha aumentato la richiesta di conformit\u00e0 ideologica a sinistra incoraggiando cos\u00ec questo modo di pensare, sempre seducente per quelle persone insicure che smaniano all\u2019idea di \u2018prendere posizione\u2019 nell\u2019eterna lotta tra le forze del progresso e le forze della \u2018regressione\u2019. \u00abDa che parte state, ragazzi?\u00bb.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"389.7233304909934\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.7233304909934\">Quando le parti avevano confini pi\u00f9 netti, la domanda aveva un senso. Ha ancora senso se vuol dire che le persone che professano un amore disinteressato per la verit\u00e0 e la giustizia dovrebbero essere scettiche, per principio, di fronte a ci\u00f2 che va ne dell\u2019interesse dei ricchi e dei potenti, e propense invece a stare dalla parte delle classi inferiori. Ma la sinistra ha perso da parecchio tempo ogni interesse nei confronti delle classi inferiori. \u00c8 allergica a tutto ci\u00f2 che assomiglia a una causa perduta. L\u2019autorit\u00e0 morale di cui la sinistra ha goduto in passato derivava dalla sua identificazione con gli oppressi; ma il suo <em>appeal\u00a0<\/em>nei confronti degli intellettuali, sfortunatamente, si \u00e8 basato in genere sulla pretesa di stare dalla parte della storia e del progresso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.7233304909934\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.7233304909934\">In aggiunta al brivido di \u2018prendere posizione\u2019, c\u2019era la certezza che il socialismo fosse la posizione vincente, quella destinata a prevalere nel lungo periodo. Ma l\u2019unica scelta moralmente difendibile \u00e8 quella della piet\u00e0, della carit\u00e0 e della clemenza al di sopra delle autorit\u00e0 e dei poteri mondani, la scelta della verit\u00e0 contro l\u2019ideologia. Fare questa scelta oggi significa respingere allo stesso modo la Sinistra e la Destra.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.5943435712928\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.5943435712928\">Per coloro che rifiutano una scelta presentata in questi termini, il mio discorso resta un \u00abpasticcio\u00bb. Ma il pasticcio, temo, \u00e8 nelle teste dei miei critici. Lichtman sottolinea quella che a lui pare una contraddizione: da una parte io respingo ogni tentativo di dichiarare defunto l\u2019istituto famigliare mentre dall\u2019altra ammetto che la maggior parte delle persone non vive pi\u00f9 in famiglie nucleari. Ma improvvisare nuove forme di vita comune in seguito alla separazione dei coniugi non significa che queste nuove forme di vita comune possano essere intese come \u2018alternative\u2019 alla famiglia convenzionale, o che la maggior parte delle persone le veda cos\u00ec.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.5943435712928\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.5943435712928\">Lillian Rubin inciampa nella stessa \u00abcontraddizione\u00bb. Nel suo spaventosamente confuso discorso su scelta e costrizione mi ricorda, inutilmente, che le famiglie monoparentali nascono spesso non per scelta ma per necessit\u00e0. Ma questa era precisamente la mia tesi quando dicevo che gli slogan orwelliani sugli \u2018stili di vita alternativi\u2019 e la \u2018nuova diversit\u00e0 dei tipi familiari\u2019 servono a mascherare la separazione dei coniugi come una divertente forma di libert\u00e0, proprio come certi slogan sulla \u2018liberazione delle donne\u2019 mascherano la necessit\u00e0 economica che trascina le donne sul mercato del lavoro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"390.51198117313214\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"390.51198117313214\">Io vorrei parlare chiaro ed evitare gli eufemismi. A questo scopo, il mio saggio distingueva tra due forme di vita in comune malamente definite come \u2018alternative\u2019 alla famiglia: quelle soluzioni di ripiego (famiglia monoparentale, famiglia \u2018mista\u2019 [<em>blended<\/em>]) che nascono di solito dal divorzio o dall\u2019abbandono del tetto coniugale; e quelle soluzioni (matrimonio gay, coabitazione informale,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"43.799994123408986\"><em>singles<\/em>) scelte liberamente da persone che rifiutano semplicemente la vita famigliare. Permettetemi di riformulare il mio discorso sulla famiglia in un modo che i miei critici possano seguire. Per semplicit\u00e0, mi limiter\u00f2 a considerare la prima categoria di \u2018famiglia\u2019.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"360.7970747497808\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"360.7970747497808\">Non c\u2019\u00e8 niente da eccepire alla definizione delle famiglie miste, estese, e persino forse della famiglia monoparentale, come famiglie. Il problema \u00e8 vedere se queste soluzioni rappresentano un\u2019alternativa alla famiglia \u2018tradizionale\u2019 o le sue rovine. Credo che sarebbe difficile provare che le persone scelgono queste soluzioni in uno spirito di pionierismo sociale. Tutto lascia pensare che la gente preferisca forme di vita comune pi\u00f9 convenzionali, ma che trovi difficile farle durare. Ci\u00f2 che \u00e8 fuorviante non \u00e8 la descrizione delle nuove forme di vita comune come \u2018famiglie\u2019 ma l\u2019affermazione conseguente, che la gente oggi preferisce \u2018famiglie alternative\u2019 alla \u2018famiglia nucleare tradizionale\u2019. Al contrario, la maggior parte delle persone sembra ancora amare la stabilit\u00e0 associata alla famiglia \u2018tradizionale\u2019, anche se questo ideale non si adatta molto bene all\u2019esperienza quotidiana.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"414.7970862463313\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"414.7970862463313\">Alle persone piace ancora la stabilit\u00e0 delle lunghe relazioni matrimoniali e degli impegni inter-generazionali, ma le une e gli altri trovano scarso appoggio in un\u2019economia capitalista o nella trionfante ideologia dei diritti individuali. Le societ\u00e0 liberali tendono a indebolire i vincoli famigliari, anche se molte di esse professano un attaccamento sentimentale ai \u2018valori della famiglia\u2019. Questa tendenza si \u00e8 manifestata sin dal principio dell\u2019ordine capitalista liberale, nel XVIII e nel XIX secolo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"134.59994778958105\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"134.59994778958105\">In primo luogo, il <em>family wage\u00a0<\/em>[\u2018uno stipendio per il lavoratore maschio calcolato in modo tale da poter garantire il mantenimento della moglie e dei figli\u2019, ndt] era soltanto un mediocre sostituto dell\u2019economia domestica autosufficiente distrutta dall\u2019individualismo. Non solo il\u00a0<em>family wage<\/em> era spesso inferiore ai reali bisogni della famiglia, ma il sistema del <em>family wage\u00a0<\/em>ebbe l\u2019effetto, proprio l\u00e0 dove riscosse pi\u00f9 successo, di rendere le donne economicamente dipendenti dagli uomini: una condizione malsana. In secondo luogo, l\u2019ideologia dei diritti individuali era profondamente avversa ai \u2018valori della famiglia\u2019 (anche se la destra non ha mai afferrato questo punto).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"383.19429678007816\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"383.19429678007816\">Definendo l\u2019individuo come un calcolatore razionale, l\u2019ideologia liberale ha reso impossibile concepire qualsiasi altra forma di associazione che non sia basata sul calcolo del reciproco interesse: cio\u00e8, su un contratto. Nel liberalismo non c\u2019\u00e8 posto, o solo un posto insicuro e precario, per quelle forme di associazione basate sulla cooperazione spontanea. Quando le persone cominciano a protestare in nome dei loro diritti o della parte dei beni che spetta loro, la cooperazione spontanea crolla. Inversamente, quando la cooperazione spontanea crolla, le persone cominciano a protestare in nome dei loro diritti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"56.599894366229385\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"56.599894366229385\">\u00c8 meno importante stabilire che cosa \u00e8 venuto prima, storicamente, che riconoscere l\u2019antipatia tra una visione contrattuale dell\u2019associarsi, e specificamente del matrimonio e della famiglia, e, dall\u2019altra parte, una visione che considera il mantenimento di una promessa non come un obbligo contrattuale ma come una prova di carattere. Secondo la prima visione, si mantiene una promessa finch\u00e9 mantenerla torna a proprio vantaggio, o \u2013 in una variante solo leggermente pi\u00f9 onorevole \u2013 perch\u00e9 si vuole conservare la reputazione di uno che mantiene le promesse.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"386.3945339998384\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"386.3945339998384\">La seconda visione, al contrario, rifiuta di considerare il mantenimento delle promesse come una questione di convenienza sociale. Ritiene invece che \u00abchi mantiene le promesse\u00bb, come scrive K. R. Minogue in <em>The Liberal Mind<\/em>, \u00abha un carattere diverso rispetto a chi infrange le promesse, e [che] questo carattere pu\u00f2 essere descritto adeguatamente solo in termini morali\u00bb. Dato che siamo i prodotti di una cultura liberale, ci \u00e8 difficile capire l\u2019importanza che altre tradizioni politiche attribuivano alla cooperazione spontanea e al mantenimento delle promesse. Per i Greci, la capacit\u00e0 di fare promesse corrispondeva quasi alla definizione di animale politico. Il feudalesimo poggiava su un diverso ma altrettanto forte concetto dell\u2019importanza dei giuramenti. Invece, secondo la concezione moderna \u2013 una concezione profondamente apolitica \u2013 sono la scelta razionale e il calcolo razionale dell\u2019utilit\u00e0 e del vantaggio personale a definire il cittadino o, come si dice, l\u2019adulto consenziente.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.16459139942447\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"373.16459139942447\">La concezione moderna d\u00e0 scarso appoggio alle promesse che uniscono i membri di una famiglia, specialmente se aggiungiamo all\u2019ideologia dei diritti individuali il credo largamente diffuso nell\u2019obbligo universale ad essere felici. L\u2019ideologia liberale non solo d\u00e0 scarso sostegno alla famiglia: per questa ideologia, la famiglia \u00e8 un\u2019istituzione irrazionale nel senso che i suoi membri non pensano ai loro propri interessi e ai diritti destinati a proteggerli, e nel senso che essi promettono di sostenersi a vicenda per tutta la vita. Che follia!<\/div>\n<div class=\"canvasWrapper\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 moderna, e il moderno liberalismo in particolare, consegna la vita famigliare al regno<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"350.59714484941946\">della nostalgia. Si noti che io non attribuisco la responsabilit\u00e0 dell\u2019instabilit\u00e0 famigliare al femminismo. Dato che il femminismo \u00e8 l\u2019espressione di rivendicazioni ben fondate, e dato che l\u2019assalto economico e ideologico ai fondamenti della famiglia precede nel tempo la nascita del femminismo, sarebbe sciocco imputare al femminismo la crisi della famiglia. Ma \u00e8 altrettanto sciocco fingere che il femminismo sia compatibile con la famiglia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"350.59714484941946\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"350.59714484941946\">Il femminismo \u00e8 esso stesso una conseguenza del liberalismo, e del liberalismo condivide la<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"31.399889883844438\">fede nei diritti individuali, nelle relazioni contrattuali e nel primato della giustizia \u2013 e tutto ci\u00f2 rende impossibile comprendere la natura e il valore della cooperazione spontanea. Associazioni spontanee come la famiglia istituzionalizzano (con promesse, giuramenti, accordi) la volont\u00e0 di accettare le conseguenze delle proprie azioni \u2013 nel caso della famiglia, l\u2019atto della procreazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"31.399889883844438\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"31.399889883844438\">La famiglia implica l\u2019esistenza della generazione pi\u00f9 vecchia nella vita della generazione pi\u00f9 giovane. \u00a0Va contro la tendenza, assai sviluppata negli esseri umani, e specialmente tra i maschi, a sfuggire alle responsabilit\u00e0 nei confronti dei pi\u00f9 giovani. La famiglia \u00e8 la risposta della cultura a una struttura peculiare della biologia umana, cio\u00e8 all\u2019assenza di periodicit\u00e0 sessuale, che rende possibile agli esseri umani procreare liberamente, e alla prolungata dipendenza degli esseri umani giovani.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.9645867403103\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-canvas-width=\"389.9645867403103\">Dato che l\u2019ideale monogamo istituzionalizzato nella famiglia va contro la biologia umana, \u00e8 giusto vedere nella famiglia prima di tutto un sistema di costrizioni. Nella nostra epoca illuminata, l\u2019irrazionalit\u00e0 apparente di queste costrizioni, dell\u2019idea stessa di costrizioni, provvede molta dell\u2019energia necessaria per lo sforzo di inventare \u2018modi di vita alternativi\u2019 (uno sforzo, comunque, che non \u00e8 affatto diffuso come i nostri liberatori vorrebbero credere, dato che confligge con l\u2019ostinato realismo della gente comune in questioni del genere). Di fronte a questa rivolta contro le costrizioni famigliari \u00e8 importante sottolineare il loro valore, che risiede non solo nel loro effetto negativo, nel rendere pi\u00f9 difficile per gli uomini abbandonare le loro donne e i loro bambini, ma anche nel fatto che queste costrizioni ci danno una comprensione pi\u00f9 piena della libert\u00e0 stessa, una comprensione che supera l\u2019equazione tra libert\u00e0 da un lato e scelta illimitata e \u2018impegni non vincolanti\u2019 dall\u2019altra.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"389.9645867403103\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 l\u2019istituzione della famiglia abbia obbligato gli uomini a diventare monogami, un doppio standard nella condotta sessuale ha sempre fatto s\u00ec che si chiudesse un occhio sulle loro frequenti deroghe a questo ideale, nel momento stesso in cui si punivano le donne per le stesse deroghe, di solito con brutale severit\u00e0. Il doppio standard \u00e8 stato probabilmente il singolo fatto che ha contribuito pi\u00f9 di ogni altro al discredito della famiglia. Il ventesimo secolo, sfortunatamente, ha cercato di correggere questa vistosa ingiustizia istituendo un solo standard di licenza sessuale, laddove il rimedio giusto \u00e8 un pi\u00f9 rigoroso standard di fedelt\u00e0 sessuale e una pi\u00f9 rigorosa definizione della responsabilit\u00e0 dei genitori nei confronti dei loro figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una \u2018politica famigliare\u2019 concepita allo scopo di trasferire questa responsabilit\u00e0 sullo Stato non \u00e8 una soluzione. E non \u00e8 neanche una soluzione \u2018radicale\u2019. Semplicemente, essa finirebbe per ratificare il modello dell\u2019individualismo burocratico che gi\u00e0 esiste, nel quale lo Stato assume su di s\u00e9 le funzioni educative un tempo associate alla maternit\u00e0 e alla paternit\u00e0 e lascia le persone libere di divertirsi come consumatori. Una soluzione del genere fa di tutti noi dei bambini. Il mondo pu\u00f2 fare a meno di un \u2018radicalismo\u2019 che propone soltanto di portare gli ordinamenti attuali alla loro logica conclusione: l\u2019assorbimento della vita pubblica nello Stato e la distruzione delle istituzioni intermedie attraverso la loro ridefinizione come \u2018gruppi di pressione\u2019 o (secondo la formula di Robert Bellah) <em>lifestyle enclaves<\/em> nelle quali agli individui viene lasciata piena libert\u00e0 di perseguire interessi e piaceri puramente privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che Lillian Rubin invoca gli anni Sessanta per sostenere la sua dubbia affermazione che i movimenti radicali di quel decennio abbiano trovato il loro coronamento nel femminismo, sarebbe una buona idea ricordare che gli anni Sessanta hanno anche visto una rinascita della tradizione comunitaristica, che ha sempre convissuto con la tradizione liberale dominante. La disputa tra comunitaristi e liberali dipende da un\u2019opposta concezione dell\u2019io. Mentre i liberali concepiscono l\u2019io come libero di scegliere in un\u2019ampi a gamma di alternative, i comunitaristi insistono sul fatto che l\u2019io \u00e8 situato e costituito dalla tradizione e dall\u2019appartenenza a una comunit\u00e0 radicata nella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I liberali considerano la tradizione come una collezione di pregiudizi che impedisce all\u2019individuo di comprendere i propri veri bisogni. Oppongono il cosmopolitismo al provincialismo, che ai loro occhi incoraggia il conformismo e l\u2019intolleranza. I comunitari rispondono che, con le parole di Michael Sandel, \u00abl\u2019intolleranza fiorisce pi\u00f9 spesso l\u00e0 dove le forme di vita vengono smantellate, le radici estirpate, le tradizioni disfatte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I comunitaristi condividono con la destra l\u2019opposizione nei confronti della burocrazia ma non si fermano all\u2019attacco contro la burocrazia governativa: sono altrettanto sensibili alla diffusione della burocrazia delle <em>corporations<\/em> in quello che, impropriamente, si chiama settore privato. Di fatto, essi tendono a rifiutare la distinzione corrente tra pubblico e privato che ha tanta importanza sia nella tradizione liberale sia nella tradizione dell\u2019individualismo economico che ora chiama se stessa, con scarso diritto, conservatorismo. Sia i liberali sia i conservatori aderiscono allo stesso vuoto ideale della libert\u00e0 come <em>privacy<\/em>; sono in disaccordo soltanto su ci\u00f2 che \u00e8 veramente privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i liberali e i \u2018radicali\u2019 \u00e8 la libert\u00e0 di religione, di parola, di preferenza sessuale che dev\u2019essere protetta, mentre quelli che chiamano se stessi conservatori danno pi\u00f9 importanza alla libert\u00e0 economica. La sinistra concepisce la vita privata come innanzitutto culturale, la destra come innanzitutto economica. Il comunitarismo respinge entrambe le versioni del culto della <em>privacy<\/em>; e la promessa del pensiero comunitarista \u00e8 gi\u00e0 suggerita dal fatto che \u00e8 difficile situarlo all\u2019interno dello spettro politico tradizionale. Esso scardina l\u2019opposizione tra liberalismo del welfare e individualismo economico che ha caratterizzato gran parte della nostra politica nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di porre il vertice della virt\u00f9 politica nella tutela del giudizio privato, il punto di vista comunitario mostra quanto l\u2019individuo deve non solo alla \u2018societ\u00e0\u2019 \u2013 quell\u2019astrazione che la sinistra invoca ormai solo per abitudine \u2013 ma a quelle concrete associazioni (nei due sensi del termine) senza le quali non saremmo in grado di sviluppare alcun senso di identit\u00e0 personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Licthman e Rubin hanno ragione soltanto su un punto: questa posizione \u00e8 \u00abpericolosa\u00bb, una parola che tutte e due queste anime pavide usano con molta facilit\u00e0. \u00c8 pericolosa, naturalmente, non perch\u00e9 d\u00e0 speranza alla destra togliendola alla sinistra, ma perch\u00e9 non d\u00e0 speranza n\u00e9 alla destra n\u00e9 alla sinistra. Rivela quali e quanti sono gli assunti comuni alla destra e alla sinistra e cos\u00ec dissolve il dibattito convenzionale e inconcludente che le oppone. Dissolve tutte le risposte prefabbricate, spalanca le porte e le finestre, costringe la discussione politica ad uscire all\u2019aria aperta \u2013 il che \u00e8 sempre un pericolo per le delicate piantine che vivono nelle serre.<\/p>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"145.3971909596777\"><em>[&#8220;Tikkun&#8221;, 2, 1986; trad. it. di Claudio Giunta]<\/em><\/div>\n<div data-canvas-width=\"145.3971909596777\"><em>fonte:\u00a0www.leparoleelecose.it<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CHRISTOPHER LASCH (1986) Incapace di spiegare la persistenza della religione, l\u2019attaccamento alla famiglia e un\u2019etica della responsabilit\u00e0 personale se non come espressioni di falsa coscienza, la sinistra si ritrova oggi senza un seguito. Dato che rifiuta di prendere sul serio le idee della gente comune, ovvero, nella curiosa e rivelatrice formula usata da Lillian Rubin, di \u00abarruffianarsi la coscienza popolare esistente\u00bb, essa pu\u00f2 sperare di riformare la societ\u00e0 solo contro l\u2019opposizione (o l\u2019indifferenza) popolare.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26272,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,6],"tags":[2873,1252,5417,207,632,4778,549,5039,127,5416,3698],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/lasch2-200x200.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Nl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26123"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26123"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26326,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26123\/revisions\/26326"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}