{"id":26149,"date":"2016-12-01T01:04:10","date_gmt":"2016-12-01T00:04:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26149"},"modified":"2016-12-01T14:38:24","modified_gmt":"2016-12-01T13:38:24","slug":"gente-popolo-nazione-il-lessico-politico-pre-e-postunitario-di-niccolo-tommaseo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26149","title":{"rendered":"\u00abGente, Popolo, Nazione\u00bb: il lessico politico pre- e postunitario di Niccol\u00f2 Tommaseo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <span class=\"a\">A<\/span><span class=\"a\">NNA <\/span><span class=\"a\">R<\/span><span class=\"a\">INALDIN [<\/span><span class=\"a\">Universit\u00e0 di Venezia \u2013 \u201cCa\u2019 Foscari\u201d]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI sensi indeterminatamente promiscui che soglionsi dare a <em>Gente, Popolo, Nazione<\/em>, sono documento storico da meditarsi, e da farne un\u2019analisi chimica per distinguerne al possibile gli elementi\u201d. Con queste parole Tommaseo integra la voce <em>nazione<\/em> nel <em>Dizionario della lingua italiana<\/em>, gi\u00e0 dopo l\u2019avvenuta unit\u00e0 italiana con l\u2019evidente auspicio di una consapevolezza storico-semantica ancora di l\u00e0 da venire, ma sulla quale lui stesso si era profondamente impegnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo significato di nazione (lat. <em>natio<\/em>, der. da <em>nascor<\/em>)<em>,<\/em> indica \u2018nascita, generazione\u2019, soprattutto in relazione alla cultura agreste; in questo senso \u00e8 usato fino a Brunetto Latini (1294) ed esce dall\u2019uso nel sec. XV. Il significato pi\u00f9 propriamente politico, quello ampio di \u2018individui nati nello stesso tempo o luogo, legati da una stessa lingua, storia, civilt\u00e0, interessi, spec. in quanto coscienti di questo patrimonio comune\u2019, \u00e8 prossimo al significato di <em>gente<\/em> al quale \u00e8 spesso congiunto e compare a partire da Boccaccio: da questo momento il termine avr\u00e0 una fortuna le cui sfaccettature, spesso minimali, arrivano fino all\u2019epoca moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra svolta fondamentale \u00e8 registrata nel momento in cui il significato moderno che individua la nazione come organizzazione politica strutturata entra in italiano alla fine del Settecento attraverso la mediazione francese della rivoluzione, assieme alle parole che, per influsso francese, subirono un processo di rinnovamento semantico e di tecnicizzazione, come <em>cittadino, patriota, democrazia, uguaglianza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova accezione tarda a venir riconosciuta nei vocabolari dell\u2019Ottocento. Nella prima edizione del <em>Vocabolario della Crusca<\/em> (1612), nazione \u00e8 definita come \u201cgenerazione d\u2019huomini nati in una medesima provincia\u201d; la medesima linea che ignora l\u2019aspetto dell\u2019organizzazione statale continua nel <em>Dizionario universale<\/em> di Francesco D\u2019Alberti di Villanuova (1797-1805), nella <em>Crusca veronese<\/em> dell\u2019abate Cesari (1806-1811) e nel <em>Vocabolario della lingua italiana<\/em> del Mannuzzi (1\u00b0 ed. 1833-42), i quali riprendono senza interventi la voce della Crusca. L\u2019omissione valica la data dell\u2019unit\u00e0 nazionale, spingendosi fino al <em>Vocabolario italiano della lingua parlata<\/em> di Rigutini-Fanfani (1875).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo tutto l\u2019arco della propria produzione, Tommaseo connette strettamente il concetto di <em>nazione<\/em> a quello di <em>popolo,<\/em> pur tuttavia modificandoli e approfondendoli nel corso del tempo. Nel <em>Dell\u2019Italia<\/em>, opera politica uscita in forma anonima e in due volumi a Parigi nel 1835, quando l\u2019autore si trovava nella capitale francese in esilio volontario, i due termini sono quasi sempre presenti contemporaneamente entro breve giro di parole, in un vago rapporto di sovrapposizione quasi totale [o messi] in relazione alla questione della lingua, alla costituzione di una nazione indipendente (\u201cnazione, non colonia\u201d) e alla lingua parlata dal popolo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;A nazione che voglia conservare e purificare la propria natura, non con imitazioni falsarla, \u00e8 debito politico conservare e ristorare la dignit\u00e0 del linguaggio [&#8230;]. Imporre al popolo, rigorosamente tenace degli antichi modi, vocaboli e modi estranii, \u00e8 tirannide: e sempre dalle corti e dai palazzi ci venne la corruzion della lingua, e d\u2019ogni nobile cosa. E finch\u00e9 rimarremo schiavi delle formule francesi ed inglesi, non avrem mai libert\u00e0 propria nostra; e le parole daranno il varco alle idee, le idee all\u2019armi, e le armi alle catene e allo scettro. Saremo, non nazione, colonia. A codesto pensino i letterati nostri; scelgano delle parole italiane, quelle che pi\u00f9 consuonino al linguaggio de\u2019 meglio parlanti, e agli usi de\u2019 governi nuovi, e che pi\u00f9 memorie destino de\u2019 be\u2019 tempi passati&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste nazione senza lingua comune: Tommaseo sceglie il toscano, aggiungendo una critica alla questione dei prestiti linguistici veicolati in modo particolare dal linguaggio della politica e della giustizia. Il popolo \u00e8 detto conservatore in fatto di lingua e costretto ad una omologazione dall\u2019alto, ad una sudditanza nei confronti delle altre lingue europee: finch\u00e9 ci sar\u00e0 dipendenza non ci potr\u00e0 essere nazione. Il popolo dunque, in questo caso, soggiace alla nazione, ne \u00e8 elemento costitutivo e fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle <em>Scintille<\/em>, volume prosimetro e plurilingue (scritto in italiano, francese, greco e slavo), pubblicato a Venezia nel 1841, Tommaseo supera l\u2019idea della vecchia erudizione separata dal popolo, e prospetta una visione dei rapporti collettivi sulla base di popoli-nazioni che \u00e8 cosa tutta diversa dagli assetti statali costruiti dalle diplomazie europee come rimedio agli sconvolgimenti degli anni napoleonici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si incontra subito, all\u2019inizio del testo, il concetto di \u00abindole propria\u00bb, inteso come \u201cla nota distintiva di una civilt\u00e0 specifica che partecipa al coro delle altre ma non vi confonde n\u00e9 annulla la propria voce individua\u201d, a cui si lega il concetto di fratellanza delle nazioni. Riconoscere l\u2019indole consente di adoperarsi per il progresso della comunit\u00e0, fatto di commerci e di economia non meno che di quel tessuto di idee e comportamenti senza il quale una comunit\u00e0 non sussiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caratteristica distintiva della nazione (che non \u00e8 un \u00abcorpo determinato\u00bb) \u00e8 ancora una volta la lingua, a cui si affianca il concetto di <em>gente,<\/em> che in origine identifica il clan e, per estensione, la famiglia o gruppi di famiglie del medesimo ceppo (sec. XIV, Bibbia Volg.), la discendenza, la razza, oltre che la nazione, il popolo (cfr. gr. <em>gh\u00e9nos<\/em>, sec. XIV, Livio Volg. e Dante), e che in epoca imperiale designava le nazioni straniere in opposizione al <em>populus Romanus,<\/em> in questo contesto viene usato come sinonimo di <em>popolo,<\/em> anche nel rapporto lingua-dialetto. I due significati principali di gente sono \u2018moltitudine di persone in genere\u2019 o nel senso etimologico di &#8216;ceppo di origine comune&#8217; e quindi di \u2018popolo\u2019 (non necessariamente \u2018nazione\u2019 ma anche solo parte di essa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo ai dizionari, le edizioni dei <em>Sinonimi<\/em> in cui compaiono i termini <em>gente, popolo e nazione<\/em> (assommate nella medesima voce) si incardinano in questa prospettiva, ma allargano il campo semantico e manifestano la stessa ambiguit\u00e0 presente nella situazione vocabolaristica di cui si \u00e8 dato conto. Alla spiegazione di <em>gente<\/em> (\u00abprincipio di nazione\u00bb) e di <em>popolo<\/em> (Tommaseo cita il caso a lui noto della Corsica, la cui annessione alla Francia dimostra come esistano popoli che non fanno parte della nazione a cui tradizionalmente appartengono: cos\u00ec dicendo il concetto di popolo assume valore \u201cnaturale\u201d, quello di nazione \u201cistituzionale, umano\u201d), segue una stoccata ai principi dell\u2019ormai vecchia rivoluzione francese, con l\u2019esclusione del popolo dalla nazione (inteso come plebe, usato come peggiorativo di popolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaseo attacca i governi, siano essi monarchici o repubblicani, come distruttivi della nazione, e si chiede se l\u2019Italia sia o meno una nazione: nelle parole di nostalgia in ricordo del 1846 si sente tutta la partecipazione di chi condivideva le spinte patriottiche mazziniane per la costituzione di uno Stato unitario e repubblicano, da inserire in una pi\u00f9 ampia prospettiva federale europea. Si pu\u00f2 dire la stessa cosa, del resto, anche del termine <em>connazionale<\/em> presente solo nei dizionari, in un momento in cui la struttura nazionale italiana non ha ancora preso forma; di contro, <em>concittadino<\/em> presenta molte pi\u00f9 occorrenze a indicare coloro che fanno parte della cittadinanza (<em>civitas<\/em>) \u2013 che non equivale alla citt\u00e0 \u2013 e che possiedono gli stessi diritti civili (questa la caratteristica principale che distingue <em>connazionale<\/em> da <em>compatriota).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaseo definisce <em>connazionale<\/em> chi fa parte \u201cdella medesima nazione. Se gli uomini della stessa nazione vivono in comune patria, meglio chiamarli <em>compatrioti. Concittadini,<\/em> se hanno comuni i diritti civili. Ma possono uomini della nazione medesima essere divisi e di governo e di paese; e allora non si pu\u00f2 non denotare il loro vincolo con questo nome, da non usarsi per\u00f2 senza necessit\u00e0, giacch\u00e9 non \u00e8 bello\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione vocabolaristica di <em>popolo<\/em> mette in luce ancora una volta la stretta corrispondenza fra i tre termini <em>gente, popolo, nazione<\/em>: <em>&#8220;Nazione,<\/em> Moltitudine di uomini nati in un medesimo paese, o viventi sotto le medesime leggi. Gli usi varii e indeterminati di questo vocabolo dimostrano quel che ha d\u2019incerto e di confuso, e quel che ha di provvidamente promiscuo, la storia delle umane famiglie. [&#8230;] Molta storia arcana rinchiudesi nella denominazione, per istinto e quasi per fatto usit., di Popoli italiani. Non fu detto Genti, perch\u00e9 razze diverse. Fino a\u2019 d\u00ec nostri non fu detto Nazione, n\u00e9 in senso genealog. (come dicevasi la nazione fiorentina, la senese), n\u00e8 in senso polit., perch\u00e9 i popoli d\u2019Italia non formavano nazione italiana&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaseo sembra non allontanarsi dagli \u201cusi indeterminati\u201d che questi termini conservano dal passato e che il presente eredita. Quello che si pu\u00f2 statisticamente provare \u00e8 che Tommaseo usa molto di pi\u00f9 termini come <em>gente<\/em> o <em>popolo<\/em> invece che termini generici e astratti come <em>democrazia,<\/em> sottolineando ancora una volta la vicinanza ai concetti concreti piuttosto che alle idee, agli individui piuttosto che alle categorie: l\u2019indipendenza dello scrittore dal potere e la sua ricerca della verit\u00e0 (due aspetti evidentemente connessi tra loro), un\u2019idea di letteratura alimentata dal popolo non meno che dai grandi scrittori, un programma di educazione e diffusione popolare della cultura, sono fattori intrecciati in una dimensione generale, che investe i popoli non meno che gli individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaseo si riallaccia in termini moderni a quel filo della tradizione classica e cristiana consistente nel concepire la politica come prolungamento della morale, e anzi sua prosecuzione. Convinto che il progresso civile e culturale richieda tempi lunghi, e che anche l\u2019indipendenza dallo straniero, in Italia e altrove, esiga una maturazione paziente, contribuisce concretamente a superare l\u2019idea della vecchia erudizione separata dal popolo, e prospetta una visione dei rapporti collettivi sulla base di popoli-nazioni che \u00e8 cosa tutta diversa dagli assetti statali costruiti dalle diplomazie europee come rimedio agli sconvolgimenti degli anni napoleonici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fermamente convinto che libert\u00e0 politica e cattolicesimo convergono, ostile al materialismo di ascendenza illuministica e d\u2019altra parte lontanissimo da nostalgie per l\u2019antico regime, con il quale ha rotto senza compromessi, guarda avanti, alla nozione di popolo come depositario di virt\u00f9 e valori che si sottraggono ai vizi dell\u2019Europa metropolitana e di un\u2019attualit\u00e0 priva di tensione morale: una nozione, quella di popolo, \u2013 e un mito \u2013 fecondi, un concetto unitario cui si connette l\u2019ideale, al plurale, di nazioni libere e concordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[<em>Coesistenze linguistiche nell\u2019Italia pre- e postunitaria<\/em>, Atti del XLV Congresso della SLI, a cura di T. Telmon, G. Raimondi e L. Revelli, Roma, Bulzoni, 2012, II vol., pp. 695-708]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANNA RINALDIN [Universit\u00e0 di Venezia \u2013 \u201cCa\u2019 Foscari\u201d] \u201cI sensi indeterminatamente promiscui che soglionsi dare a Gente, Popolo, Nazione, sono documento storico da meditarsi, e da farne un\u2019analisi chimica per distinguerne al possibile gli elementi\u201d. Con queste parole Tommaseo integra la voce nazione nel Dizionario della lingua italiana, gi\u00e0 dopo l\u2019avvenuta unit\u00e0 italiana con l\u2019evidente auspicio di una consapevolezza storico-semantica ancora di l\u00e0 da venire, ma sulla quale lui stesso si era profondamente impegnato.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26242,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[3026,6],"tags":[5407,5406,2416,2925,804,4601,1506,5405,182],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tommaseo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6NL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26149"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26149"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26188,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26149\/revisions\/26188"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}