{"id":26245,"date":"2016-12-02T10:20:40","date_gmt":"2016-12-02T09:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26245"},"modified":"2016-12-01T20:24:52","modified_gmt":"2016-12-01T19:24:52","slug":"i-giovani-lavorano-meno-ma-il-governo-dichiara-il-contrario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26245","title":{"rendered":"I giovani lavorano meno, ma il governo dichiara il contrario"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p>A tre giorni dal referendum arrivano pessime notizie, per il governo, dal fronte dell&#8217;occupazione. Naturalmente i media di regime provano a ribaltae la frittata, enfatizzando oltre misura il \u201ccalo della disoccupazione giovanile\u201d. Vediamo perci\u00f2 in dettagli la nota dell&#8217;Istat, per distinguere il grano (la verit\u00e0) dal loglio (la propaganda filogovernativa).<\/p>\n<p>Dice l&#8217;Istat: \u201cNel mese di ottobre la stima degli occupati cala lievemente rispetto a settembre (-,1%, pari a -30 mila unit\u00e0). La flessione \u00e8 attribuibile alle donne a fronte di una sostanziale stabilit\u00e0 per gli uomini e riguarda tutte le classi di et\u00e0 ad eccezione degli ultracinquantenni. Diminuiscono, in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione \u00e8 pari al 57,2%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre\u201d.<\/p>\n<p>Tradotto dallo statistichese stretto: ci sono 30.000 occupati in meno, in un solo mese, soprattutto donne e giovani. Gli unici a reggere sono gli ultracinquantenni, perch\u00e9 \u2013 come abbiamo spiegato spesso \u2013 l&#8217;esperienza nel mestiere \u00e8 preferita dalle aziende in tutte quelle mansioni non brutalmente \u201cdi fatica muscolare\u201d. Il saper fare, insomma, risulta comunque pi\u00f9 \u201cproduttivo\u201d, anche dal punto di vista imprenditoriale, anche se ovviamente costa un po&#8217; di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La stessa diminuzione degli occupati viene confermata dal dato trimestrale: \u201cNel complesso del periodo agosto-ottobre si registra un calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,2%, pari a -34 mila), che interessa gli uomini, le classi di et\u00e0 fino a 49 anni e i lavoratori indipendenti, mentre segnali di crescita si rilevano per donne, over 50 e lavoratori dipendenti\u201d. Qui cambiano leggermente le percentuali per classi di et\u00e0 e genere, ma agosto \u00e8 un mese \u201cstrano\u201d, rispetto agli altri, perch\u00e9 si satura di lavori stagionali (che di preferenza riguardano giovani e donne; dalla ristorazione all&#8217;albergjiero, o comunque nel rampo turistico).<\/p>\n<p>Non manca il solito dato apparentemente contradditorio: \u201cLa stima dei disoccupati a ottobre diminuisce (-1,2%, pari a -37 mila), dopo l&#8217;aumento del 2,2% registrato nel mese precedente. La diminuzione \u00e8 attribuibile alle donne (mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini) e si distribuisce tra le diverse classi di et\u00e0 ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta pari all&#8217;11,6%, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile.\u201d<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 possibile che calino contemporaneamente sia gli occupati che i disoccupati? Non c&#8217;\u00e8 nulla di strano, se non i criteri statistici stabiliti da Eurostat (l&#8217;organismo comunitario del ramo), che fanno riferimento a due bacini diversi invece che \u2013 come sarebbe logico attendersi, trattandosi della stessa popolazione \u2013 a uno soltanto.<\/p>\n<p>In pratica, gli occupati sono dati in cifra assoluta (22milioni e 750mila, all&#8217;incirca; tenendo comunque presente che per essere considerati tali basta aver lavorato anche una sola ora nella settimana della rilevazione); mentre il tasso di occupazione (57,2%) mette in relazione quella cifra assoluta con quella, altrettanto assoluta, della popolazione in et\u00e0 lavorativa (dai 15 ai 64 anni, convenzionalmente). Se si fosse conseguenti, il tassodi disoccupazione sarebbe del 42,8%. Ma da questo bacino bisogna ovviamente escludere gli studenti della scuola dell&#8217;obbligo, i disabili, ecc. Quindi, per stabilire il tasso di disoccupazione uggiciale, si usa un altro criterio: si prende la cifra degli iscritti alle agenzie del lavoro, quindi persone ufficialmente alla ricerca di un lavoro, e si calcola la percentuale in relazione alla somma che viene fatta con gli occupati. Tutti gli altri cittadini, non occupati n\u00e9 iscritti alle agenzie del lavoro, vengono classificati e conteggiati come \u201cinattivi\u201d. N\u00e9-n\u00e9\u2026<\/p>\n<p>Capito questo, ecco che diventa chiaro il mistero del calo contemporaneo di due insiemi che dovrebbero invece avere una dinamica opposta. \u201cLa minore partecipazione al mercato del lavoro a ottobre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa all&#8217;aumento della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +82 mila). Tale crescita compensa in parte il forte calo registrato a settembre (-0,8%).\u201d E ancora \u201cIl tasso di inattivit\u00e0 sale al 35,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali.\u201d Cresce dunque, e di molto, l&#8217;esercito dei disoccupati reali che non vengono conteggati come tali. Uscendo dalle percentuali, stiamo parlando di oltre 10 milioni di persone che \u2013 per et\u00e0 e salute \u2013 potrebbero benissimo lavorare, ma hanno smesso persino di cercare un lavoro. Non proprio un dato di cui andare orgogliosi, ma che viene pudicamente occultato.<\/p>\n<p>In ogni caso, e tenendo presenti i criteri statistici folli imposti anche all&#8217;Istat, il saldo annuale d\u00e0 ancora un segno positivo per gli occupati (anche per una sola ora alla settimana!): \u201cSu base annua si conferma la tendenza all&#8217;aumento del numero di occupati (+0,8% su ottobre 2015, pari a +174 mila). La crescita tendenziale \u00e8 attribuibile ai lavoratori dipendenti (+194 mila, di cui +178 mila permanenti) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+376 mila). Nello stesso periodo calano gli inattivi (-2,2%, pari a -308 mila) e aumentano i disoccupati (+1,3%, pari a +38 mila).\u201d<\/p>\n<p>E i giovani? \u201cA ottobre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cio\u00e8 la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), \u00e8 pari al 36,4%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cio\u00e8 coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perch\u00e9 impegnati negli studi.\u201d<\/p>\n<p>E dunque, \u201cIl tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattivit\u00e0 aumenta di 0,4 punti.\u201d Ormai si pu\u00f2 capirlo facilmente. La disoccupazione giovanile \u00e8 \u201cscesa\u201d non perch\u00e9 ci siano pi\u00f9 giovani al lavoro, ma perch\u00e9 sono aumentati quelli che hammo smesso di cercarlo.<\/p>\n<p>Vi sembra una buona notizia? A noi \u2013 e a quei giovani \u2013 non sembra proprio che o sia\u2026<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2016\/12\/01\/giovani-lavorano-meno-governo-dichiara-contrario-086568\">http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2016\/12\/01\/giovani-lavorano-meno-governo-dichiara-contrario-086568<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Claudio Conti) A tre giorni dal referendum arrivano pessime notizie, per il governo, dal fronte dell&#8217;occupazione. Naturalmente i media di regime provano a ribaltae la frittata, enfatizzando oltre misura il \u201ccalo della disoccupazione giovanile\u201d. Vediamo perci\u00f2 in dettagli la nota dell&#8217;Istat, per distinguere il grano (la verit\u00e0) dal loglio (la propaganda filogovernativa). 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