{"id":26432,"date":"2016-12-07T17:36:21","date_gmt":"2016-12-07T16:36:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26432"},"modified":"2016-12-07T18:46:47","modified_gmt":"2016-12-07T17:46:47","slug":"solo-gli-italiani-possono-salvare-litalia-il-decennio-lungo-e-la-riconquista-della-sovranita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26432","title":{"rendered":"Solo gli italiani possono salvare l\u2019Italia. Il \u201cdecennio lungo\u201d e la riconquista della sovranit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cSe vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi.\u201d<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(Tancredi Falconeri, \u201cIl Gattopardo\u201d di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, 1958)<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cdecennio lungo\u201d che viviamo, il cui inizio possiamo far coincidere con le dimissioni rassegnate dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 12 novembre del 2011 e che si snoda in una successione di Governi tecnici e pseudopolitici (Monti-Letta-Renzi) che intervengono &#8211; senza legittimazione elettorale &#8211; sugli organi vitali della democrazia, si caratterizza per l\u2019ossessione riformista delle istituzioni europee, espressa attraverso le raccomandazioni del Consiglio dell\u2019UE sui Programmi nazionali di Riforma (PNR), che traducono in interventi operativi a livello nazionale gli obiettivi della strategia Europa 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo assillo riformista, che persegue l\u2019obiettivo di armonizzare le discipline nazionali facendole convergere a un corpus indefinito di norme-monstre in linea con i principi fondativi dell\u2019Unione Europea (concorrenza e libero mercato, stabilit\u00e0 monetaria), ha prodotto l\u2019effetto desiderato di mettere in crisi gli assetti democratici dei paesi pi\u00f9 restii a stravolgere gli equilibri esistenti, generando un\u2019ondata di movimenti politici di resistenza e la tendenza ormai diffusa in ogni paese a creare \u201cgrosse koalition\u201d di scopo, il cui compito diventa quello di fare il lavoro sporco in tempi rapidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi osservatori economici hanno sottolineato che l\u2019entit\u00e0 della crisi che stiamo affrontando non ha precedenti, avendo gi\u00e0 sorpassato, in termini di persistenza e di \u201cmagnitudo\u201d, il crollo di Wall Street del 1929. Le politiche di austerit\u00e0 allora imposte dagli Stati generarono un aggravamento della crisi che produsse un esercito di disoccupati e disperati. In pochi anni questi avrebbero imbracciato le armi per combattere il conflitto mondiale pi\u00f9 sanguinoso della storia. Se \u00e8 vero che la storia \u00e8 maestra di vita, l\u2019insegnamento che dovremmo trarre dal passato \u00e8 che le politiche di austerit\u00e0 e di compressione salariale attuate nel bel mezzo di una crisi economica generano mostri che possono sfuggire al controllo della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto di \u201criformite\u201d si inserisce il referendum confermativo sulle modifiche costituzionali promosse da Matteo Renzi. Nella narrazione governativa la riforma costituzionale era \u201cun treno che non passer\u00e0 pi\u00f9\u201d, \u201cl\u2019ultimo appuntamento col futuro\u201d, per un paese che non era riuscito a fare neanche un passo avanti per cambiare lo status quo e che, con un Parlamento pi\u00f9 leggero ed efficiente, avrebbe finalmente messo il turbo alle riforme strutturali chieste dalle istituzioni europee per renderci moderni e competitivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 opportuno, al fine di rendere giustizia alla verit\u00e0, ripercorrere le tappe che hanno portato alla \u201cCaporetto\u201d referendaria, con le annunciate dimissioni di Renzi, per disvelare la realt\u00e0 dalle mistificazioni di coloro i quali hanno parlato di necessit\u00e0 di &#8220;cambiamento&#8221;, motivando questa presunta impellenza con l\u2019argomentazione fasulla che l\u2019Italia sarebbe ferma al palo e che questo immobilismo sarebbe la causa del perdurare della crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo articolo si prefigge l\u2019obiettivo di evidenziare che l\u2019aggravarsi della crisi non \u00e8 conseguenza della inattivit\u00e0 istituzionale, ma che, al contrario, in questi anni abbiamo stravolto l\u2019identit\u00e0 del nostro paese in ogni espressione dell\u2019ordinamento istituzionale, economico e sociale, con una solerzia nell\u2019esecuzione degli ordini imposti dal Moloch UE che ci \u00e8 stata, tra l\u2019altro, riconosciuta dalla Commissione Europea nel Country Report 2016. La crisi infinita che stiamo vivendo \u00e8 dunque una conseguenza dell\u2019adozione di queste riforme, che aggravano le gi\u00e0 precarie condizioni di salute dell\u2019economia, producendo maggiore disoccupazione nella forma (invisibile alle statistiche) della sottoccupazione e condannando milioni di persone a un lento e progressivo impoverimento e all\u2019esclusione sociale, come certificato dall\u2019ultimo <strong><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/193650\">rapporto ISTAT su \u201cCondizioni di vita e reddito 2015\u201d<\/a><\/strong>. In Italia\u00a0dunque cambia tutto perch\u00e9 tutto rimanga come \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine \u00e8 utile ricordare che dal 2011 ad oggi, per ottemperare alle raccomandazioni dell&#8217;UE chiamate \u201criforme strutturali\u201d, le genuflessioni dei nostri governi ai piedi dell\u2019altare della finanza hanno prodotto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong>\u00a0una <strong>riforma del sistema previdenziale<\/strong> che ha condannato le generazioni future al ricorso all&#8217;accantonamento pensionistico privato (per quei pochi che se lo potranno permettere) per scongiurare una vecchiaia in povert\u00e0. I trentenni andranno in quiescenza a 75 anni percependo di fatto una pensione sociale, come annunciato dal presidente dell\u2019INPS Tito Boeri. Agli ultrasessantenni, che dovranno lavorare ancora due o tre anni quando dovrebbero essere in pensione da cinque, invece, viene proposto di anticipare il saldo dei contributi restituendolo in 240 rate con l\u2019accensione di un mutuo ventennale. Chapeau! Va riconosciuto tuttavia il merito di aver scartato l\u2019ipotesi di soppressione degli over 65 inserendoli tra le specie infestanti nel calendario venatorio. Un effetto \u201capparentemente collaterale\u201d di questo provvedimento \u00e8 stato il mantenimento del tasso di disoccupazione al 12%, sui livelli anti-inflazionistici previsti dall\u2019UE (<strong><a href=\"http:\/\/europa.eu\/epc\/sites\/epc\/files\/docs\/pages\/ageing_report_2015_en.pdf\">\u201cThe 2015 Ageing Report &#8211; Economic and budgetary projections for the 28 EU Member States 2013-2060\u201d<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> La<strong> traslazione della tassazione dai redditi ai consumi<\/strong>, in evidente contrasto con il principio costituzionale della progressivit\u00e0 dell\u2019imposizione fiscale, in ossequio al quale chi dispone di maggiori risorse contribuisce in maniera pi\u00f9 che proporzionale alla raccolta dei tributi. Questa scelta ha prodotto anche l&#8217;effetto \u201capparentemente collaterale\u201d di contrarre i consumi contribuendo ad amplificare la crisi di domanda. Come noto, in realt\u00e0 <strong><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LyAcSGuC5zc\">la contrazione dei consumi costituisce l\u2019effetto desiderato<\/a><\/strong>, funzionale a mitigare il deficit delle partite correnti attraverso la distruzione della domanda interna. Anche questa misura, al pari della riforma della previdenza pubblica, produce l\u2019effetto di scaricare il costo della crisi sulle fasce pi\u00f9 deboli: essendo l\u2019IVA un\u2019imposta uguale per tutti \u00e8 ragionevole considerarla una sorta di \u201cflat tax\u201d. Questo provvedimento produce quello che in finanza viene definito \u201creverse Robin Hood effect\u201d: l\u2019azione del Governo, che \u201cruba ai poveri per dare ai ricchi\u201d, si concretizza in un meccanismo redistribuivo inverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> La <strong>costituzionalizzazione del principio del \u201cpareggio di bilancio\u201d<\/strong> in attuazione del \u201cFiscal Compact\u201d, con la quale si \u00e8 resa de facto inattuabile tutta la prima parte della carta costituzionale, quella che piace a tutti, ma di cui non parla nessuno. La legge costituzionale 1\/2012 \u00e8 stata licenziata in tempi record con passaggi plebiscitari in entrambi i rami del Parlamento e quindi scavalcando il rebus del referendum confermativo. Con questo principio lo Stato italiano diventa un\u2019azienda che deve fare utile e agli enti locali tocca lo sgradevole compito di esattori. E\u2019 il primo vero enorme passo verso la retrocessione dello Stato nella vita economica del paese. Il primo enorme passo verso la privatizzazione di tutti i servizi pubblici essenziali. E\u2019 questo l\u2019effetto \u201capparentemente collaterale\u201d della riforma, che comunque ad oggi resta una peculiarit\u00e0 tutta italiana. Infatti nessun altro paese aderente all\u2019UE ha elevato tale disposizione al rango di principio costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.<\/strong> Una <strong>riforma del lavoro<\/strong> che ha portato indietro di un secolo le garanzie dei lavoratori, decretando per legge la fine del diritto del lavoro. Le \u201ctutele crescenti\u201d sono l\u2019escamotage per definire stabile un lavorare precario ed esibire dati statistici sull\u2019occupazione falsati dall\u2019uso creativo della locuzione \u201ctempo indeterminato\u201d. La modifica dell\u2019art. 18 dello Statuto del lavoratori \u00e8 un ossequio ai potentati economici che facilita il compito alle multinazionali che adottano politiche di crescita esterna predatoria (fusioni e acquisizioni finalizzate a fagocitare la concorrenza) il cui epilogo \u00e8 sempre il medesimo: \u201cristrutturazioni\u201d, ovvero licenziamenti in massa e delocalizzazioni. La locuzione \u201cmercato del lavoro\u201d, entrata ormai nel dire comune, sottintende l\u2019ideologia liberista insita nel riformismo europeo, che tratta le persone come fossero merce, meri fattori produttivi che devono circolare rapidamente e senza vincoli (dunque in primis senza tutele riguardo la stabilit\u00e0 del lavoro, che deve essere \u201cliquido\u201d), perch\u00e9 questo vuole il capitale. Il lavoro \u201cusa e getta\u201d dei voucher \u00e8 diventato una scelta preferenziale (nel 2016 si supereranno abbondantemente i 140 milioni di buoni-lavoro) e l\u2019ISTAT si impegna a infiocchettare la narrazione entusiastica del Governo sui risultati ottenuti con questa misura di \u201cflessibilizzazione\u201d dichiarando occupato qualunque soggetto percepisca un voucher alla settimana. L\u2019effetto \u201capparentemente collaterale\u201d di compressione salariale ha compromesso oltremodo la qualit\u00e0 del lavoro, poich\u00e9 la miscela esplosiva costituita da elevata disoccupazione, contratti sempre pi\u00f9 precari e ingresso nel mercato di una quantit\u00e0 incontrollata di soggetti disposti a lavorare per redditi decrescenti (ricordiamo che l\u2019offerta di lavoro \u00e8 perfettamente anelastica) \u00e8 foriera di moderne forme di schiavit\u00f9, che il legislatore ha \u201cresponsabilmente\u201d deciso di istituzionalizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5.<\/strong> Una <strong>riforma del sistema scolastico<\/strong> che ha fornito un contributo determinante al processo di dissoluzione dell\u2019istruzione pubblica in un paese che non molti anni fa assurgeva a \u201cbest practise\u201d da imitare dai paesi pi\u00f9 avanzati. Nella \u201cBuona scuola\u201d l\u2019autonomia scolastica si \u00e8 realizzata imitando i modelli aziendalistici, promuovendo l\u2019ingresso del capitale privato e assegnando pieni poteri ai presidi-manager che hanno, tra le altre prerogative, la facolt\u00e0 di scegliere per chiamata diretta i collaboratori pi\u00f9 \u201cgraditi\u201d, generando distorsioni clientelari e incentivando la selezione tramite raccomandazione,\u00a0 meccanismi che certamente non hanno giovato alla qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento. L\u2019obbligo dell\u2019alternanza scuola-lavoro esteso ai licei si \u00e8 rivelato un fallimento e <strong><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/10\/28\/alternanza-scuola-lavoro-accordo-tra-miur-e-mcdonalds-cgil-perso-connotato-didattico-di-questo-aspetto-formativo\/3123658\/\">l\u2019accordo siglato tra il MIUR e la catena di fast food McDonanld<\/a><\/strong> ha mostrato a tutti il vero volto di un sistema distorto e malato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6.<\/strong> La <strong>nuova normativa sul salvataggio bancario<\/strong>, in attuazione della direttiva europea n. 2014\/59\/EU BRRD (\u201cBank Recovery and Resolution Directive\u201d), per mezzo della quale i costi di salvataggio degli istituti di credito che attraversano crisi finanziarie si scaricheranno su azionisti, possessori di titoli subordinati, obbligazionisti e correntisti. Questa nuova disciplina sulla gestione delle crisi bancarie, che prevede l\u2019internalizzazione delle perdite (il cosiddetto \u201cbail-in\u201d) costituisce l\u2019ennesimo tassello di un mosaico di norme che annullano lo Stato, in questa fattispecie anche nella sua funzione di tutore del risparmio, facendo pagare alle famiglie e alle imprese le perdite generate dalla mala gestio dei manager, allegra nella migliore delle ipotesi e criminale nella peggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi provvedimenti legislativi, adottati sotto la spinta propulsiva delle istituzioni europee, hanno modificato profondamente l\u2019identit\u00e0 del paese, determinando un arretramento dello Stato in favore del capitale. La logica conseguenza di queste scelte \u00e8 la creazione di nuovi spazi di intervento privato nei settori della previdenza sociale, dell\u2019assistenza, dell\u2019istruzione e dei servizi pubblici erogati dagli enti territoriali, incapaci di gestirli in economia per via della progressiva riduzione dei trasferimenti statali e dei vincoli imposti dal patto di stabilit\u00e0 interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 dunque \u00a0cambiata molto e la narrazione che vede il paese immobile e incapace di riformarsi \u00e8 controfattuale. Le azioni dei governi che si sono succeduti dal 2011 in poi hanno accelerato questo cammino verso un modello di riferimento, quello statunitense, che prevede uno Stato ridotto ai minimi termini e il massiccio intervento del capitale privato che si insinua nel welfare, un \u201cmercato\u201d dal profitto garantito e in cui la domanda non flette mai. Il nostro paese cambia adottando leggi imposte da organismi sovranazionali che sono chiaramente rappresentativi di quello stesso capitale, quello dei grandi operatori finanziari istituzionali, costituito da banche di investimento, assicurazioni, societ\u00e0 di gestione del risparmio, istituti di credito. In altre parole i governi europei, in osservanza dei desiderata dell\u2019Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e dei grandi operatori di mercato, si adoperano per vendere le garanzie di benessere conquistate in anni di lotte sociali ai peggiori offerenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fare, allora?<\/strong> Siamo al giro di boa, le condizioni socio-economiche di un numero crescente di persone sono in progressivo peggioramento e la sensazione di aver preso una sonora fregatura con l\u2019adesione all\u2019UE e con l\u2019ingresso nella moneta unica \u00e8 sempre pi\u00f9 diffusa. Tra 5 o al massimo 10 anni un numero consistente di persone avr\u00e0 pagato sulla propria pelle i primi effetti di queste politiche e nell\u2019opinione pubblica sar\u00e0 dominante l\u2019idea di aver imboccato una via sbagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada maestra per risollevarsi \u00e8 la <strong>partecipazione<\/strong>, che si realizza attraverso la <strong>militanza politica<\/strong> in una formazione decisa a cambiare rotta e a riportare l\u2019Italia sui binari del <strong>progresso economico e sociale<\/strong> che ha percorso per trent\u2019anni dopo la seconda guerra mondiale e che poi ha abbandonato. Il suo programma \u00e8 sintetizzato nella nostra Costituzione del 1948, nei principi fondamentali, nei rapporti economici, politici e sociali, nell\u2019azione del Parlamento che nei \u201ctrenta gloriosi\u201d ha legiferato applicando quei principi e portando l\u2019Italia dal baratro della povert\u00e0 a modello internazionalmente riconosciuto di prosperit\u00e0 economica e di giustizia sociale. Un partito che mette al centro del proprio indirizzo politico l\u2019autodeterminazione di un popolo che ormai ha superato l\u2019adolescenza della storia unitaria e si avvia alla maturit\u00e0. Questo partito \u00e8 <strong>sovranista<\/strong> e quindi antiglobalista, <strong>patriottico<\/strong> e antepone l\u2019interesse della collettivit\u00e0 alle ambizioni individualistiche di narcisi ed esibizionisti. Un partito con un\u2019<strong>identit\u00e0<\/strong>, che si fonda sui solidi pilastri di <strong>valori condivisi<\/strong> da una collettivit\u00e0 che ci si riconosce perch\u00e9 su questi valori \u00e8 stata generata. Che combatte le distorsioni economiche e sociali del globalismo con l\u2019orgoglio patriottico dell\u2019appartenenza ad un popolo che ha una storia nobile, fatta da uomini valorosi, ma che al contempo rifiuta le ignobili rivendicazioni nazionaliste di chi ignora che il tricolore \u00e8 un vessillo di libert\u00e0, fratellanza, solidariet\u00e0, coraggio. Questo partito esiste e si chiama Fronte Sovranista Italiano e segner\u00e0 il futuro del paese, una nuova liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sovranisti di tutta Italia, <a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/iscrizione-al-fsi\" target=\"_blank\">unitevi a noi!<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) &nbsp; \u201cSe vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi.\u201d (Tancredi Falconeri, \u201cIl Gattopardo\u201d di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, 1958) &nbsp; Il \u201cdecennio lungo\u201d che viviamo, il cui inizio possiamo far coincidere con le dimissioni rassegnate dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 12 novembre del 2011 e che si snoda in una successione di Governi tecnici e pseudopolitici (Monti-Letta-Renzi) che intervengono &#8211; senza legittimazione elettorale &#8211; sugli&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":78,"featured_media":26444,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/gattopardo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Sk","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26432"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/78"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26432"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26432\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26445,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26432\/revisions\/26445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}