{"id":26448,"date":"2016-12-08T00:22:00","date_gmt":"2016-12-07T23:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26448"},"modified":"2016-12-08T14:05:36","modified_gmt":"2016-12-08T13:05:36","slug":"la-replica-di-roberto-buffagni-al-fsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26448","title":{"rendered":"La replica di Roberto Buffagni al FSI"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Pubblichiamo la replica di Roberto Buffagni all&#8217;articolo scritto da Stefano D&#8217;Andrea e Paolo Di Remigio, riservandoci di proseguire il dialogo<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">***<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie della replica articolata e cortese. Dal vostro scritto scelgo per ora tre punti chiave. Pur prefiggendomi la massima semplificazione, come si conviene a un\u2019analisi che \u00e8 anzitutto formale e strategica, non \u00e8 possibile rispondervi, come sarebbe desiderabile, con maggior brevit\u00e0. Sul resto, se lo vorrete, si potr\u00e0 continuare a dibattere in seguito.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">I testi integrali del mio intervento e della replica di Stefano D\u2019Andrea e Paolo Di Remigio del <i>Fronte Sovranista Italiano<\/i> si trovano <a href=\"http:\/\/ilblogdilameduck.blogspot.it\/2016\/11\/make-italy-great-again.html\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26256\">qui<\/a>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div><\/div>\n<div>1) \u201c<i>Buffagni non spiega perch\u00e9 la UE sia il nemico<\/i>\u201d<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Designo l\u2019UE come nemico perch\u00e9 l\u2019UE \u00e8 un progetto imperiale fallito sin dal suo concepimento, politicamente non vitale e non riformabile, gravemente dannoso per la nazione italiana, potenzialmente catastrofico per l\u2019intera Europa. Nella grammatica politica, esistono soltanto gli Stati nazionali, che possono in varia forma e misura confederarsi, cio\u00e8 unirsi in modo <u>revocabile<\/u>: v. il progetto gaulliano di \u201cEuropa delle nazioni\u201d; e gli Imperi, in cui l\u2019unit\u00e0 \u00e8 federale, cio\u00e8 <u>irrevocabile<\/u>: v. per antifrasi la guerra di secessione USA tra Nord federale e Sud confederale.<\/p>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019Europa non pu\u00f2 essere o diventare uno Stato nazionale, perch\u00e9 se esiste una <u>civilt\u00e0<\/u> europea, non esiste una <u>nazione<\/u> europea. L\u2019UE non \u00e8 una <u>confederazione<\/u>: se lo fosse, il quadro giuridico dei rispettivi poteri e competenze di Stati nazionali e istituzioni confederali sarebbe chiaro e politicamente legittimato, e l\u2019unione revocabile. L\u2019UE \u00e8 un progetto imperiale federale. Per federare un insieme di Stati in un organismo istituzionale maggiore, Stato-nazione o Impero che sia, ci vuole un federatore (v. il ruolo di Piemonte e Prussia nelle unificazioni italiana, nazionale, e tedesca, imperiale, del XIX sec.). I requisiti essenziali del federatore sono l\u2019indipendenza politica e la forza egemonica (senz\u2019altro militare, nel caso migliore anche economica e culturale). Nel progetto di federazione imperiale UE non c\u2019\u00e8 un federatore: lo Stato pi\u00f9 forte, la Germania, difetta di entrambi i requisiti (ospita sul proprio territorio basi militari non europee, \u00e8 economicamente ma non culturalmente egemone).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In realt\u00e0, il progetto federale imperiale UE ha <u>due federatori a met\u00e0<\/u>: un federatore politico (gli USA, che dispongono dell\u2019indipendenza politica, della forza militare, e in certa misura dell\u2019egemonia culturale in Europa) e un federatore economico (la Germania). Nessuno dei due \u201cfederatori a met\u00e0\u201d, n\u00e9 il politico n\u00e9 l\u2019economico, pu\u00f2\/vuole portare a compimento la sua opera. Gli Stati europei non possono federarsi politicamente con gli USA, diventando il cinquantunesimo, cinquantaduesimo, settantottesimo, etc., Stato della federazione nordamericana. N\u00e9 gli Stati europei possono federarsi intorno all\u2019egemonia economica tedesca, perch\u00e9 il vantaggio economico del \u201cfederatore a met\u00e0\u201d tedesco implica <u>lo svantaggio economico senza contropartita politica <\/u>della maggior parte dei federandi, che com\u2019\u00e8 logico prima o poi si ribellano politicamente: ma n\u00e9 gli USA per evidente assenza di legittimazione politica, n\u00e9 la Germania per evidente difetto di mezzi atti allo scopo, possono far uso della forza militare per ricondurli all\u2019unit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ora, nessun federatore agisce <i>gratis et amore Dei<\/i> nell\u2019unica preoccupazione dell\u2019interesse dei federati; ma perch\u00e9 l\u2019operazione sia politicamente vitale, tra federatore e federati deve sempre avvenire uno scambio, pi\u00f9 o meno equo e immediato, di reciproci vantaggi: anche quando la federazione avvenga per conquista sul campo di battaglia. Ad esempio, nell\u2019unificazione italiana allo svantaggio economico patito dal Meridione \u2013 sconfitto con le armi in due campagne militari, la seconda delle quali, la \u201cguerra al brigantaggio\u201d, particolarmente feroce &#8211; corrispondono i vantaggi politici dell\u2019accrescimento di potenza dello Stato, cos\u00ec liberato dalle ingerenze straniere, dell\u2019integrazione tra territori culturalmente e linguisticamente affini, e, seppur tardivamente e imperfettamente, un riequilibrio\/compensazione delle disparit\u00e0 economiche e sociali tra Nord e Sud, aggravate o almeno non appianate dall\u2019unificazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nel caso dell\u2019UE, invece, la federazione non pu\u00f2 essere portata a compimento n\u00e9 dal \u201cfederatore a met\u00e0\u201d politico, gli USA, n\u00e9 dal \u201cfederatore a met\u00e0\u201d economico, la Germania. Ne risulta non solo una paralisi del processo di federazione, ma:<\/div>\n<div>a) <u>un grave danno politico per tutte le nazioni europee: <\/u>l\u2019UE risulta in un dispositivo di neutralizzazione politica dell\u2019Europa nel suo complesso, del quale si avvantaggia il \u201cfederatore a met\u00e0\u201d statunitense<\/div>\n<div>b) <u>un grave danno economico per tutte le nazioni europee tranne la Germania e i suoi satelliti<\/u>, che invece si avvantaggiano del danno altrui<u> <\/u><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La contropartita di questi due danni, politico ed economico, \u00e8 <u>zero<\/u>. Ripeto e sottolineo due volte: <u>zero<\/u>. Gli unici che traggono reale vantaggio, personale o di ceto\/categoria, dal progetto UE, sono coloro che vogliono\/possono subordinarsi e allinearsi all\u2019uno, all\u2019altro o per quanto possibile a entrambi i \u201cfederatori a met\u00e0\u201d, USA e Germania. Tra costoro, in primo piano i ceti dirigenti politici pro UE e i ceti dirigenti economici e finanziari che traggono beneficio dalla globalizzazione e dall\u2019UE, che della globalizzazione a guida USA \u00e8 articolazione decisiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per l\u2019Italia \u2013 Stato, nazione, popolo italiani \u2013 la contropartita di questi due danni, politico ed economico, \u00e8 meglio esprimibile con valore algebrico negativo. Quanto all\u2019Europa in generale, lo squilibrio tra intenzioni (almeno esplicitamente dichiarate) e risultati effettuali dell\u2019UE \u00e8 talmente grande che minaccia di provocare, pi\u00f9 prima che poi, una implosione\/disgregazione totale del progetto UE, in modi e con effetti imprevedibili e potenzialmente catastrofici.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Morale: prima si esce dall\u2019UE meglio \u00e8, se ne esce solo abbattendola, e la si abbatte solo se la si designa come nemico, anzi come <u>nemico principale<\/u> dell\u2019attuale fase politica. Non si riforma dall\u2019interno un ferro di legno, un\u2019istituzione politica essenzialmente sbagliata.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>2) \u201c<i>In un lungo commento \u2026 Roberto Buffagni si propone di mostrare l\u2019impossibilit\u00e0 fattuale e l\u2019indesiderabilit\u00e0 etica di un partito sovranista in Italia\u201d<\/i>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Qui non leggete con attenzione. In apertura del mio testo ho scritto: \u201c<i>In linea di principio e in un mondo migliore, la strategia del superamento del clivage destra\/sinistra e della costruzione di un\u2019alleanza \u2013 o addirittura dell\u2019integrazione in nuovo partito &#8211; tra forze politiche provenienti da sinistra e da destra, allo scopo di uscire dall&#8217;eurozona e di riappropriarsi della sovranit\u00e0 nazionale alienata alla UE, sarebbe la pi\u00f9 adeguata alla fase politica. Peccato che secondo la mia valutazione &#8211; che pu\u00f2, beninteso, essere sbagliata \u2013 in Italia l\u2019edificazione di questa alleanza \u00e8 impossibile in tempi politici prevedibili (5-10 anni); non solo, ma il tentativo di crearla pu\u00f2 rivelarsi gravemente controproducente<\/i>.\u201d Confermo. Detto per inciso, sarei ben lieto di scoprire che mi sbaglio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3) <i>\u201cla sinistra non \u00e8 affatto maggioritaria nell\u2019opinione italiana: gi\u00e0 ora i sondaggi danno i grillini in vantaggio ed \u00e8 almeno probabile che in futuro gli effetti di una politica economica demenziale contribuiscano a eroderne ancora i consensi\u2026La sinistra \u00e8 morta da tempo\u2026.Cosa intendiamo col dire \u2018la sinistra \u00e8 morta\u2019? Che cos\u2019\u00e8 la sinistra? La sinistra \u00e8 l\u2019alone politico e culturale creatosi intorno all\u2019URSS, la fede, pi\u00f9 o meno viva, che la rivoluzione creer\u00e0 una societ\u00e0 superiore all\u2019attuale. Se questo \u00e8 vero, la divisione profonda che ha colpito il popolo italiano non nasce dal 1943, come ritiene Buffagni, ma dal 1917, quando il trauma della Grande Guerra e la presenza di una nuova societ\u00e0 battezzata da una rivoluzione creano da una parte l\u2019aspettativa dall\u2019altra il terrore di una prospettiva rivoluzionaria: questa aspettativa \u00e8 la sinistra, questo terrore \u00e8 l\u2019alleanza volta a contrastarla \u2013 alleanza che in Italia \u00e8 leggibile nei partiti del primo governo Mussolini\u201d<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Contesto la definizione di \u201csinistra\u201d come \u201c<i>l\u2019alone politico e culturale creatosi intorno all\u2019URSS, la fede, pi\u00f9 o meno viva, che la rivoluzione creer\u00e0 una societ\u00e0 superiore all\u2019attuale<\/i>.\u201d C\u2019\u00e8 sicuramente anche questo, ma tra le varie forze che nascono dalla cultura politica di sinistra (ricordo che il liberalismo nasce a sinistra) c\u2019\u00e8 un minimo comun denominatore oggi molto pi\u00f9 decisivo, che <u>non \u00e8<\/u> il SI\u2019 alla rivoluzione. <u>Il minimo comun denominatore della sinistra europea (e non solo) \u00e8 l\u2019universalismo politico<\/u>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019universalismo \u00e8 una cosa sul piano delle idee, dei valori, della spiritualit\u00e0: vi alludete voi stessi dicendo che \u201c<i>in fondo [<\/i>i poteri mondialisti<i>] hanno fatto propri ideali a cui noi stessi non potremo mai rinunciare: la condanna del razzismo, del sessismo, lo spirito di apertura culturale<\/i>.\u201d Se tradotto sul piano politico, per\u00f2, l\u2019universalismo non pu\u00f2 che incarnarsi in forze inevitabilmente particolaristiche: perch\u00e9 esistono solo quelle, nella realt\u00e0 effettuale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Volendo, chi se ne sente all\u2019altezza pu\u00f2 parlare in nome dell\u2019umanit\u00e0; ma <u>non pu\u00f2 agire politicamente in nome dell\u2019umanit\u00e0 senza incorrere in una contraddizione insolubile<\/u>, perch\u00e9 l\u2019azione politica implica sempre il conflitto con un nemico\/avversario.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Senza conflitto, senza nemico\/avversario non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di politica, basta l\u2019amministrazione: \u201cla casalinga\u201d pu\u00f2 dirigere lo Stato, come Lenin diceva sarebbe accaduto nell\u2019utopia comunista. A questa contraddizione insolubile si pu\u00f2 (credere di) sfuggire solo postulando come certo e autoevidente l\u2019accordo universale, se non presente almeno futuro, di tutta l\u2019umanit\u00e0: &#8220;Su, lottiamo! l&#8217;ideale\/ nostro alfine sar\u00e0\/l&#8217;Internazionale\/ futura umanit\u00e0!&#8221; (il &#8220;governo mondiale&#8221; \u00e8 un surrogato o avatar della &#8220;futura umanit\u00e0&#8221; dell&#8217;inno comunista).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Lenin, e in generale il movimento comunista (o anarchico) rivoluzionario, vuole risolvere la contraddizione <u>con la forza<\/u>, imponendo la \u201c<b>volont\u00e0 rivoluzionaria<\/b>\u201d, che \u201c<b>implica una volont\u00e0 di violenza estrema<\/b>\u201d (corsivi vostri). Nella classificazione machiavelliana, Lenin \u00e8 un \u201cleone\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le classi dirigenti UE, liberali, cattoliche, socialdemocratiche, eredi legittime delle potenze antifasciste che i fascismi sconfissero sul campo di battaglia (assente giustificata l\u2019URSS comunista) sono \u201cdi sinistra\u201d <u>in quanto<\/u> condividono l\u2019universalismo politico che fu anche di Lenin (e di Bakunin, etc.). Esse per\u00f2 vogliono\/devono risolvere la contraddizione <u>con l\u2019astuzia<\/u>; Machiavelli le definirebbe \u201cvolpi\u201d. Scrivo \u201cdevono\u201d, perch\u00e9 a prescindere dalle intenzioni soggettive, non potrebbero essere altro che \u201cvolpi\u201d: entrambi i \u201cfederatori a met\u00e0\u201d <u>non possono<\/u> portare a compimento con la forza la loro opera (v. punto 1).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Anche l\u2019UE <u>postula<\/u> l\u2019accordo universale, se non presente almeno futuro: accordo anzitutto in merito a se medesima, e in secondo luogo in merito al governo mondiale legittimato dall\u2019umanit\u00e0 intera che ne costituisce lo sviluppo logico, e giustifica eticamente sin d\u2019ora l\u2019obbligo di accogliere un numero indeterminato di stranieri, da dovunque provenienti, sul suolo europeo. Il passaggio tra il momento <i>t1<\/i> in cui l\u2019accordo universale \u00e8 soltanto virtuale, e il momento <i>t2<\/i> in cui l\u2019accordo universale sar\u00e0 effettuale, non avviene con il ferro e il fuoco della \u201cvolont\u00e0 rivoluzionaria\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le volpi oligarchiche UE introducono invece nel corpo degli Stati europei, il pi\u00f9 possibile surrettiziamente, dispositivi economici e amministrativi, anzitutto la moneta unica. Questi \u201cpiloti automatici\u201d provocano crisi politiche e sociali, previste e premeditate, all&#8217;interno degli Stati e delle nazioni, ai quali rendono <u>necessario e inevitabile<\/u> o reagire con un conflitto aperto e distruggere la UE, o addivenire a un accordo universale in merito al \u201csogno europeo\u201d: per il bene degli europei e dell\u2019umanit\u00e0, naturalmente, come per il bene dei russi e dell\u2019umanit\u00e0 Lenin ricorreva al terrore di Stato, alle condanne degli oppositori per via amministrativa, etc.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A questa opera va associata, inevitabilmente, una manipolazione pedagogica minuziosa e su vasta scala, in altri termini una lunghissima campagna di guerra psicologica. La dirigenza UE conduce questa campagna di guerra psicologica da una posizione di <u>ipocrisia strutturale<\/u> formalmente identica a quella della dirigenza sovietica, perch\u00e9 non \u00e8 bene e vero quel che \u00e8 bene e vero, <u>\u00e8 bene e vero quel che serve<\/u> alla UE o alla rivoluzione comunista: in quanto Bene e Verit\u00e0 = accordo dell\u2019intera umanit\u00e0, fine dei conflitti, pace e concordia universali. (Le \u00e9lites, necessariamente ristrette, di \u201cspirituali\u201d o \u201cpsichici\u201d che conoscono questo arcano della Storia, hanno il diritto e anzi <u>il dovere<\/u> morale di ingannare e manipolare, per il loro bene, le masse di \u201ccarnali\u201d che invece non lo conoscono).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il leone Lenin accetta <u>solo provvisoriamente<\/u> il conflitto politico, e anzi lo spinge a terrificanti estremi di violenza, in vista dell\u2019accordo universale futuro: dopo la \u201cfine della preistoria\u201d, quando diventer\u00e0 reale il \u201csogno di una cosa\u201d comunista e ogni conflitto cesser\u00e0 nella concordia, prima in URSS poi nel mondo intero. Le volpi UE celano l\u2019esistenza effettuale del conflitto (in linguaggio lacaniano \u201clo forcludono\u201d), e da parte loro lo conducono <u>provvisoriamente<\/u> con mezzi il pi\u00f9 possibile clandestini, in vista dell\u2019accordo universale futuro, quando diventer\u00e0 reale il \u201csogno europeo\u201d e ogni conflitto cesser\u00e0 nella concordia, prima in Europa poi nel mondo intero.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In questo grande affresco romantico proposto alla nostra ammirazione con la colonna sonora dell\u2019 <i>Inno alla Gioia<\/i> (forse non \u00e8 un caso che il Beethoven delle grandi sinfonie fosse anche il compositore preferito di Lenin) c\u2019\u00e8 solo una scrostatura, solo un piccolo difetto d\u2019acustica: che nella realt\u00e0, l\u2019accordo universale di tutta l\u2019umanit\u00e0 non si d\u00e0 effettualmente <u>mai<\/u>. Ripeto e sottolineo due volte: <u>mai<\/u>, <u>never<\/u>, <u>jamai<\/u>s, <u>niemals<\/u>, <u>jam\u00e0s<\/u>, etc.<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/null\" name=\"_GoBack\"><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questo chiarimento (lungo ma necessario) in merito al concetto di \u201csinistra\u201d per spiegare come mai io dica che \u201cla sinistra \u00e8 maggioritaria in Italia\u201d. <u>La sinistra \u00e8 maggioritaria nella cultura e nell\u2019opinione degli italiani, perch\u00e9 maggioritario nella cultura e nell\u2019opinione degli italiani \u00e8 l\u2019universalismo politico<\/u>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il M5S \u00e8 anzi un caso esemplare di universalismo politico spinto fino alle estreme conseguenze dell\u2019assurdit\u00e0 e del ridicolo. La scelta di non allearsi con alcuna forza politica se non su singoli provvedimenti definiti \u201ctecnici\u201d o \u201cconcreti\u201d consegue, infatti, direttamente dal rifiuto pregiudiziale e preliminare del conflitto politico: dire che <u>tutti<\/u> sono avversari o nemici \u00e8 identico a dire che <u>nessuno<\/u> lo \u00e8; dall\u2019individuazione del nemico\/avversario, infatti, consegue quali siano gli amici politici, che non si scelgono in base alla comunanza dei valori o all\u2019affinit\u00e0 intellettuale e sentimentale, ma ci vengono <u>imposti<\/u> dalla comune inimicizia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il M5S rinvia l\u2019azione politica vera e propria al momento magico in cui, da solo, prender\u00e0 il 51% dei voti, metter\u00e0 in opera un progetto di democrazia diretta elettronica totale, e gradualmente persuader\u00e0 <u>tutti<\/u> della bont\u00e0 e verit\u00e0 della propria azione, che non si caratterizza per la rispondenza a interessi ben definiti di ceti, classi, etc., ma per qualit\u00e0 d\u2019ordine prepolitico come l\u2019onest\u00e0, la trasparenza, etc.: qualit\u00e0 che <u>tutti<\/u> sono costretti a riconoscere come buone e vere, se non vogliono autodefinirsi cattivi, corrotti, bugiardi, etc. Una posizione simile condurrebbe, per sua logica interna, al Terrore giacobino; se non fosse che a) il M5S \u00e8 sprovvisto dei mezzi per metterlo in opera b) il M5S agisce in un quadro di sovranit\u00e0 nazionale limitata (dalla UE).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>In un certo senso, il M5S \u00e8 un microcosmo che rispecchia il macrocosmo UE. E\u2019 un organismo politico affatto disfunzionale, ispirato a un universalismo politico che non ha la forza di imporre; il contenuto delle sue proposte politiche si autodefinisce come \u201cla miglior soluzione possibile a problemi concreti\u201d; inoltre, \u00e8 (probabilmente) eterodiretto da centrali USA com\u2019\u00e8 politicamente eterodiretta l\u2019UE dal \u201cfederatore a met\u00e0\u201d statunitense. Come l\u2019UE in grande, cos\u00ec il M5S in piccolo sortisce principalmente due effetti: neutralizza politicamente l\u2019Italia, che a causa dell\u2019 \u201celefante nel salotto\u201d M5S non riesce a schierarsi sul clivage del conflitto politico principale (UE s\u00ec\/no); gioca e fa giocare agli italiani un incessante ping- pong mentale tra la UE realmente esistente (falsa e cattiva) e la UE possibile in futuro (vera e buona).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><u>E\u2019 dunque la sinistra in quanto vettore dell\u2019universalismo politico che va battuta, se si vuole battere la UE.<\/u> Prova <i>a contrario<\/i> della precedente affermazione: le uniche due forze politiche che si sono sinora apertamente schierate contro l\u2019UE sono la Lega, e Fd\u2019I. Qual \u00e8 il minimo comun denominatore tra una forza politica che nasce antinazionale e addirittura secessionista, e una forza politica che sin dal nome si definisce nazionalista?<\/div>\n<div><u>Il minimo comun denominatore tra Lega e Fd\u2019I \u00e8 l\u2019opposizione frontale all\u2019universalismo politico<\/u>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La Lega nasce come espressione dell\u2019interesse, inteso spesso nella sua forma pi\u00f9 immediata e rozza, di comunit\u00e0 territoriali del Settentrione d\u2019Italia. Fd\u2019I nasce da una rielaborazione della tradizione nazionalista di destra e fascista, con l\u2019intento dichiarato di rappresentare l\u2019interesse nazionale. Il minimo comun denominatore tra queste due forze apparentemente incompatibili &#8211; e che lo sono effettivamente state sinch\u00e9 il quadro in cui operavano era quello dello Stato nazione italiano \u2013 \u00e8 che entrambe assumono, come principio ordinatore della loro azione, <u>un interesse parziale<\/u>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La comunit\u00e0 territoriale rappresentata dalla Lega pu\u00f2 ricondursi all\u2019interesse nazionale quando senta il proprio interesse minacciato, anzitutto, da un organismo sovrannazionale come la UE, che dunque essa designa come proprio nemico principale. L\u2019interesse della nazione italiana, che in un quadro di sovranit\u00e0 nazionale dovrebbe essere sovraordinato all\u2019interesse di <u>tutte<\/u> le forze politiche, pu\u00f2 generare una forza politica correttamente posizionata quando essa individui come nemico principale un nemico <u>esterno<\/u> alla nazione (l\u2019UE) col quale altre forze politiche nazionali sono invece alleate.<\/div>\n<div>Le piccole dimensioni di Lega e Fd\u2019I sono la migliore illustrazione di quanto sia diffusa ed egemone la cultura politica \u201cdi sinistra\u201d, cio\u00e8 politicamente universalista, in Italia. Proprio per questo sarebbe importante che dalla cultura politica di sinistra nascesse una formazione che, criticando coerentemente l\u2019universalismo politico e il progressismo che vi si accompagna, designasse senza esitazioni e compromessi l\u2019UE e il mondialismo come nemico principale: perch\u00e9 praticare una breccia nel muro ideologico del campo avverso \u00e8 un risultato la cui importanza \u00e8 impossibile sopravvalutare.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>fonte: ilblogdilameduck.blogspot.it<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la replica di Roberto Buffagni all&#8217;articolo scritto da Stefano D&#8217;Andrea e Paolo Di Remigio, riservandoci di proseguire il dialogo *** Grazie della replica articolata e cortese. Dal vostro scritto scelgo per ora tre punti chiave. Pur prefiggendomi la massima semplificazione, come si conviene a un\u2019analisi che \u00e8 anzitutto formale e strategica, non \u00e8 possibile rispondervi, come sarebbe desiderabile, con maggior brevit\u00e0. Sul resto, se lo vorrete, si potr\u00e0 continuare a dibattere in seguito. I&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":15958,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[2277,5431,3113,502,5432,3253,821,549,2581,5414,127,135,3140,5433],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/immagine-FSI.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6SA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26448"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26448"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26448\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26456,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26448\/revisions\/26456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}