{"id":26478,"date":"2016-12-12T00:57:17","date_gmt":"2016-12-11T23:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26478"},"modified":"2016-12-10T23:07:23","modified_gmt":"2016-12-10T22:07:23","slug":"il-paradigma-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26478","title":{"rendered":"Il paradigma mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p>di GEMINELLO PRETEROSSI (Universit\u00e0 di Salerno)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume curato da Danilo Zolo e Ferhat Horchani [<em>Mediterraneo &#8211; Un dialogo fra le due<\/em> sponde, ed. Jouvence, 2005, <em>ndr<\/em>]<em>\u00a0<\/em> rappresenta un esempio efficace di ci\u00f2 che pu\u00f2 significare, al di l\u00e0 di ogni retorica, il dialogo tra culture, e di quanto prezioso possa essere tale approccio in una stagione di tristi riduzionismi e usi politici del concetto di civilt\u00e0 s\u00ec caricaturali (soprattutto in Italia), ma non per questo meno pericolosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Zolo, sintetizzando i temi di una battaglia culturale meritoria che combatte da diversi anni, punta sul nesso forte tra dialogo serio (ovvero seriamente &#8216;reciproco&#8217;, non &#8216;occidentalizzato&#8217; a priori), Mediterraneo e modernizzazione per individuare il terreno cruciale, ma anche problematico, di una politica alternativa al &#8216;globalismo occidentale&#8217;. La &#8216;ritorsione globale&#8217; perseguita dopo l&#8217;11 settembre dagli Stati Uniti rischia di produrre, tra i suoi vari effetti polemogeni e distruttivi, l&#8217;isolamento e l&#8217;espulsione dell&#8217;area culturale islamica <i>tout court<\/i> dalla civilt\u00e0 moderna. Ci\u00f2, peraltro, in piena coerenza con quel disegno globalistico che mira ad appiattire il pluriverso politico-culturale del mondo sul paradigma mass-mediatico occidentale, azzerando differenze e resistenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Americanizzazione dell&#8217;Occidente e occidentalizzazione del mondo sembrano convergere. L&#8217;Europa in tale contesto si trova in una condizione paradossale: da un lato sembrerebbe profilarsi un nuovo, rilevante compito di ponte autonomo con i paesi del Mediterraneo, di fattore equilibratore nelle crisi internazionali, dall&#8217;altro rischia di rimanere schiacciata dal ricatto occidentale neo-conservatore, dovendo scegliere se piegarsi all&#8217;Iper-sovrano che pretende di assegnare patenti etico-giuridiche da una posizione <i>extra legem<\/i>, accettando il ruolo di &#8216;provincia&#8217; <i>dell&#8217;Impero non-Impero<\/i> (economicamente ricca e autonoma, ma politicamente vassalla).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto di conflitti e duri rapporti di forza, i discorsi di legittimazione, la lotta per l&#8217;egemonia, vengono come sempre a svolgere un ruolo niente affatto secondario. Ad esempio, il mito della &#8216;cultura globale&#8217; (con i suoi corollari tecnologico-informatici, mediatici, vagamente cosmopolitici), si rivela del tutto illusorio e fittizio, ma potente: \u00e8 un costrutto mass-mediatico che non solo non ha memorie storiche e risonanze emotive reali da esprimere e mobilitare, ma si rende possibile proprio sulla base dell&#8217;annientamento di tale sostrato collettivo &#8216;radicante&#8217;. E tuttavia sembra in grado di inglobare e sostituire non solo le altre tradizioni, ma anche l&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;et\u00e0 dei diritti, della democrazia costituzionale, del pluralismo, del pensiero critico, cio\u00e8 di quanto di diverso dalle guerre di religione e dal colonialismo la Modernit\u00e0 europea \u00e8 pur stata in grado di produrre, spesso a caro prezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;eredit\u00e0 complessa, attraversata dal &#8216;politico&#8217; e quindi necessariamente pi\u00f9 contraddittoria di quanto certe versioni bonificate dell&#8217;universalismo amino far credere, ma che merita di essere preso sul serio senza liquidazioni sempliciste, reazionarie o radicali che siano, cos\u00ec come senza ideologizzazioni pseudo-universaliste e quindi anti-critiche. Io credo che il compito di un pensiero all&#8217;altezza delle cosiddette &#8216;sfide globali&#8217; che si prefigga di essere ancora autenticamente &#8216;politico&#8217; deve certamente tener fermo il carattere irriducibilmente pluralistico del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla potenza ambiguamente &#8216;modernizzatrice&#8217; dell&#8217;Occidente si \u00e8 riusciti a porre, soprattutto nelle varie fasi di lotta per l&#8217;emersione dell&#8217;umanit\u00e0 esclusa succedutesi a partire dalla Rivoluzione francese, freni interni capaci di integrazioni nuove. Naturalmente, su scala globale ci\u00f2 \u00e8 molto pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 mancano i referenti e i portatori politici concreti di tali nuovi compromessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti, il corrispettivo concreto del globalismo presuntamene post-politico, dell&#8217;eticizzazione occidentale del mondo, sar\u00e0 la riedizione in forme nuove e allargate di una sorta di autoritarismo <i>soft<\/i>, che prevede la passivizzazione delle masse e l&#8217;isolamento privatistico di individui sradicati, l&#8217;identificazione regressiva nei nuovi &#8216;signori&#8217; della paura e della rassicurazione, la progressiva deroga ai principi dello Stato costituzionale di diritto, la creazione di spazi di sospensione e\/o indistinzione del &#8216;giuridico&#8217;, la produzione del consenso attraverso gli stessi meccanismi che alimentano il consumo di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa, purtroppo, sembra essere la nuova &#8216;merce politica&#8217; dell&#8217;Occidente, da esportare in fretta perch\u00e9 avariata. Il paradigma &#8216;meridiano&#8217; pu\u00f2 essere un <em>kat\u00e9chon<\/em> rispetto al nichilismo oceanico, travestito da &#8216;missione&#8217;.<\/p>\n<p><em>fonte: www.juragentium.org<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GEMINELLO PRETEROSSI (Universit\u00e0 di Salerno) Il volume curato da Danilo Zolo e Ferhat Horchani [Mediterraneo &#8211; Un dialogo fra le due sponde, ed. 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