{"id":26495,"date":"2016-12-10T10:57:19","date_gmt":"2016-12-10T09:57:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26495"},"modified":"2016-12-10T10:57:19","modified_gmt":"2016-12-10T09:57:19","slug":"la-rivincita-degli-schifati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26495","title":{"rendered":"La rivincita degli schifati"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Il miglior commento \u00a0al risultato del referendum potrebbe farlo un certo Alessandro Manzoni, con i primi versi del <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=j9Ms1rzxzQU\" target=\"_blank\">coro dell&#8217;<\/a><i>Adelchi<\/i>: &#8220;Dagli atri muscosi&#8230; un volgo disperso repente si desta&#8221;.\u00a0 Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi \u00e8 stato infatti quello della partecipazione\u00a0 &#8211; il 65,5% dei cittadini &#8211; che ha raggiunto livelli che in un referendum non si vedevano da anni e ha superato di quasi otto punti quella delle elezioni europee del 2014, quando il Pd di Renzi raggiunse l&#8217;inatteso risultato del 40,8%. Pi\u00f9 o meno la percentuale degli attuali SI, ma con 5 milioni di votanti in meno. Se si considera che il referendum \u00e8 finito a 13,4 milioni per il SI e 19,4 per il NO, quei 5 milioni fanno quasi tutta la differenza.<\/p>\n<p>E dunque si pu\u00f2 dire che la vittoria del NO \u00e8 la rivincita degli schifati, gli schifati dai partiti che non andavano a votare non perch\u00e9 non avessero pi\u00f9 voglia di partecipare alla politica, ma perch\u00e9 non avevano pi\u00f9 una &#8220;casa&#8221;. Esaminiamo una tabella che mostra il voto per partito di appartenenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/12\/Voto-per-partito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-560\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/12\/Voto-per-partito.jpg\" alt=\"voto-per-partito\" width=\"660\" height=\"374\" \/><\/a><br \/>\nCome si vede, chi si dichiara vicino ad un partito ha seguito in misura molto elevata l&#8217;indicazione di voto del suo partito. Il Pd arriva ultimo sotto questo aspetto, visto che la sinistra interna votava NO, ma di poco, e i &#8220;ribelli&#8221; corrispondono pi\u00f9 o meno all&#8217;attuale peso di quella componente. Ma c&#8217;\u00e8 l&#8217;ultima riga, quella &#8220;altri elettori&#8221;, che \u00e8 interessante. Purtroppo la tabella non ci dice quanto valga in numeri assoluti, ma ci sentiamo di fare un&#8217;ipotesi: che quegli &#8220;altri&#8221; siano (oltre alle frattaglie dei partitini non inclusi nell&#8217;elenco) proprio i cinque milioni che nel 2014 non avevano votato. Cinque milioni in cui ci sono i delusi dalla destra, che probabilmente in maggioranza hanno votato SI; ma in cui sono assai pi\u00f9 numerosi &#8211; oltre due terzi &#8211; i delusi dalla sinistra, che si sono rifatti vivi per votare NO.<\/p>\n<p>I due terzi di cinque milioni sono 3,3 milioni. E&#8217; il bacino elettorale potenziale di un partito-della-sinistra-che-non-c&#8217;\u00e8, il terreno di caccia per Sinistra italiana (SI), che finora non ha dimostrato di riuscire ad attrarli, almeno per la maggior parte.<\/p>\n<p>Che conclusioni si possono trarre, se queste ipotesi sono corrette? La prima \u00e8 una conferma di ci\u00f2 che era largamente noto: gli attuali partiti hanno perso credito nei confronti di un numero rilevante di elettori, pi\u00f9 quelli orientati a sinistra che a destra. Chi invece continua a votarli &#8211; magari turandosi il naso &#8211; segue poi in larghissima maggioranza le indicazioni del partito di riferimento, anche quando non brillano per coerenza (questa riforma era quasi completamente coincidente con quanto concordato fra Renzi e Berlusconi nel famoso &#8220;patto del Nazareno&#8221;, e il NO della destra era dunque poco giustificabile). Terza considerazione: gli elettori orientati a sinistra valgono circa il 10% di chi stavolta \u00e8 andato a votare. Non molto e neanche pochissimo: all&#8217;incirca la consistenza delle tedesca Linke, il partito nato da una scissione a sinistra della Spd. Con il 10% (ammesso e non concesso che il nuovo partito Sinistra italiana riesca ad appropriarsene) non si pu\u00f2 aspirare a guidare il paese, ma ad essere una componente importante di una coalizione s\u00ec. Il partito centrista (nel senso che \u00e8 tuttora centrale nello schieramento politico), cio\u00e8 il Pd, avrebbe a disposizione i &#8220;due forni&#8221; di andreottiana memoria: potrebbe costituire una maggioranza di governo sia con la destra che con la sinistra, ed \u00e8 chiaro che nei due casi il programma di governo non potrebbe essere lo stesso.<\/p>\n<p>Naturalmente stiamo facendo i conti senza l&#8217;oste, ossia senza sapere con quale legge elettorale si andr\u00e0 a votare. Se sar\u00e0 una legge maggioritaria questo discorso cade, o almeno pu\u00f2 prendere altri aspetti a seconda dell&#8217;ingegneria istituzionale che risulter\u00e0 vincente. Ma siccome ad oggi su questo c&#8217;\u00e8 il buio, inutile continuare ad arzigogolare.<\/p>\n<p>Resta da rilevare la reazione quasi nulla dei mercati, ad ulteriore smentita di chi aveva paventato catastrofi in caso di vittoria del NO. Ma se nei prossimi giorni ci saranno turbolenze, saranno pi\u00f9 probabilmente provocate non dalle vicende italiane, ma da una nuova uscita del ministro dell&#8217;Economia tedesco Wolfgang Sch\u00e4uble. Che \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/dec\/04\/greece-must-reform-or-leave-eurozone-says-german-minister?CMP=share_btn_tw\" target=\"_blank\">tornato a lanciare ultimatum<\/a> alla Grecia: &#8220;Faccia le riforme o esca dall&#8217;euro&#8221;.\u00a0 Il meno che si possa dire del ministro tedesco \u00e8 che \u00e8 un irresponsabile: la crisi del 2011, impropriamente definita &#8220;crisi dei debiti pubblici&#8221;, fu provocate proprio dalla scommessa dei mercati sulla possibilit\u00e0 che l&#8217;euro si dissolvesse, incoraggiata dall&#8217;atteggiamento tedesco.\u00a0 Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: la Germania non impara dalla storia.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Il miglior commento \u00a0al risultato del referendum potrebbe farlo un certo Alessandro Manzoni, con i primi versi del coro dell&#8217;Adelchi: &#8220;Dagli atri muscosi&#8230; un volgo disperso repente si desta&#8221;.\u00a0 Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi \u00e8 stato infatti quello della partecipazione\u00a0 &#8211; il 65,5% dei cittadini &#8211; che ha raggiunto livelli che in un referendum non si vedevano da anni e ha superato di quasi otto punti quella delle elezioni europee del 2014,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17218,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CLERICETTI.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Tl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26495"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26495"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26496,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26495\/revisions\/26496"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}