{"id":26497,"date":"2016-12-10T11:06:19","date_gmt":"2016-12-10T10:06:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26497"},"modified":"2016-12-10T11:06:19","modified_gmt":"2016-12-10T10:06:19","slug":"il-destino-delle-banche-italiane-dipende-dal-referendum-solo-un-patetico-imbroglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26497","title":{"rendered":"Il destino delle banche italiane dipende dal referendum? Solo un patetico imbroglio"},"content":{"rendered":"<p><em>Un articolo pre-referendum che fa riflettere sull&#8217;esito del voto e su come le \u00e9lite unioniste tentano di sfruttarlo. La crisi irreversibile di MPS \u00e8 una menzogna per costringere gli italiani ad accettare la Troika.<\/em><\/p>\n<p>di <strong>EMILIANO BRANCACCIO<\/strong><\/p>\n<p>Ieri sul Financial Times leggevamo: &#8220;Alti funzionari e banchieri dichiarano che fino a otto banche italiane rischiano il fallimento se Renzi perde il referendum costituzionale&#8221;. Non \u00e8 indispensabile conoscere i nomi di questi segreti informatori del FT: svariati capitani\u00a0 dell&#8217;alta finanza hanno apertamente evocato in questi giorni la minaccia di turbolenze bancarie se domenica i No alla riforma dovessero prevalere. Il motivo, essi dicono, \u00e8 che un&#8217;eventuale sconfitta costringerebbe il Premier e i suoi ministri a dimettersi, con la conseguenza di interrompere i tentativi del governo di stabilizzare il sistema bancario italiano.<\/p>\n<p>Oggi che la borsa \u00e8 in rosso e che le banche vanno per l&#8217;ennesima volta sotto, una pletora di commentatori nostrani rilancia le parole degli alti finanzieri: il pericolo sta nelle urne, nel rischio di una vittoria del No al referendum.<\/p>\n<p>Questa lettura della partita referendaria \u00e8 del tutto fuorviante, e francamente anche un po&#8217; patetica. La ragione \u00e8 semplice: essa presuppone che le iniziative del governo, dall&#8217;istituzione del fondo Atlante alla gestione del dossier Montepaschi, siano in grado di scongiurare una crisi bancaria.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, purtroppo, \u00e8 che le misure adottate finora dal governo sono state del tutto inadeguate, e persino controproducenti. Il caso Montepaschi \u00e8 un esempio emblematico. Matteo Renzi avrebbe dovuto finalmente avviare la ricapitalizzazione pubblica della banca, come in questi anni si \u00e8 fatto innumerevoli volte nel resto del mondo, dagli Stati Uniti alla Germania. A tale scopo, Renzi avrebbe potuto persino ricorrere all&#8217;applicazione di regole europee vigenti, secondo le quali il salvataggio statale di una banca \u00e8 consentito senza bail-in qualora sia in gioco la stabilit\u00e0 finanziaria di un paese.<\/p>\n<p>Invece, riesumando una stantia retorica liberista, il Premier ha voluto imporre una sgangherata &#8220;soluzione di mercato&#8221;: vale a dire, trovare investitori privati disposti ad acquistare la banca a prezzi di saldo. Questa iniziativa non sta funzionando, per usare un eufemismo. Nello scenario attuale, chi detiene ingenti capitali prevede ulteriori cali dei prezzi e magari svalutazioni incontrollate, che permetterebbero di fare incetta delle banche dei paesi in difficolt\u00e0 a prezzi ancor pi\u00f9 scontati. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile trovare oggi degli acquirenti privati. L&#8217;unica certezza della &#8220;soluzione di mercato&#8221; \u00e8 che anche nel caso in cui essa fallisca Montepaschi dovr\u00e0 comunque pagare laute commissioni a JP Morgan, la banca d&#8217;affari a cui Renzi ha affidato la gestione dell&#8217;operazione.<\/p>\n<p>La linea d&#8217;azione del governo aiuta dunque a stabilizzare il sistema bancario nazionale? Chi lo sostiene \u00e8 un bell&#8217;incosciente. O forse ha interessi in gioco.<\/p>\n<p>Con Dani Rodrik e altri <strong><a href=\"http:\/\/www.theeconomistswarning.com\">sostenemmo proprio sul Financial Times<\/a><\/strong> che i guai dei mercati finanziari e dei sistemi bancari, italiani e non solo, dipendono da cause profonde, legate alla struttura dell&#8217;Unione monetaria e alla funesta politica deflazionista con cui le autorit\u00e0 europee e i governi nazionali stanno gestendo la crisi: in questo scenario nuovi tracolli bancari e quindi ulteriori crisi dell&#8217;eurozona saranno eventi inesorabili. L&#8217;unica ragione per cui finora le turbolenze sono state circoscritte sta nel fatto che la BCE ha inondato i mercati di liquidit\u00e0 ad ogni fiammata ribassista. Ma ad ogni attacco il banchiere centrale deve rispondere con azioni sempre pi\u00f9 incisive ed estese, al limite rivolte non pi\u00f9 solo ai titoli pubblici ma anche privati. Ecco perch\u00e9 gli speculatori non stanno cambiando idea: essi sono pronti a buttare gi\u00f9 il mercato ogni volta che sorga un dubbio sulla capacit\u00e0 di Mario Draghi di convincere il direttorio a spingere sempre di pi\u00f9 la politica monetaria oltre i confini degli accordi europei.<\/p>\n<p>In un simile inviluppo macroeconomico, il referendum \u00e8 solo uno dei tanti pretesti possibili: in realt\u00e0 ogni occasione \u00e8 propizia per alimentare nuove onde al ribasso del mercato. Con buona pace di chi sostiene che sotto l&#8217;euro siamo protetti.<\/p>\n<p>Se si volesse davvero iniziare ad affrontare la situazione bisognerebbe prepararsi a nazionalizzazioni bancarie e a controlli sui movimenti di capitale, con o senza il consenso delle istituzioni europee. Simili soluzioni trovano riscontri persino all&#8217;interno del Fondo Monetario Internazionale e sono state ampiamente praticate altrove, ma in Italia non sembrano attecchire. A quanto pare, siamo talmente sedotti dalle &#8220;soluzioni di mercato&#8221; che qualcuno sarebbe capace di rifilarcele anche in caso di uscita dall&#8217;euro. Di questo passo, al cospetto di una crisi di portata storica, potremmo a breve essere additati come una delle ultime province occidentali tuttora disposte a bersi le vecchie, sballate ricette del liberismo finanziario.<\/p>\n<p>La situazione delle banche in Italia \u00e8 dunque grave ma non \u00e8 seria. Legare la stabilit\u00e0 del sistema bancario agli esiti del referendum e al destino del governo Renzi \u00e8 solo un patetico imbroglio.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/brancaccio.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/28\/il-destino-delle-banche-italiane-dipende-dal-referendum-un-ridicolo-imbroglio\/\">http:\/\/brancaccio.blogautore.espresso.repubblica.it\/2016\/11\/28\/il-destino-delle-banche-italiane-dipende-dal-referendum-un-ridicolo-imbroglio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo pre-referendum che fa riflettere sull&#8217;esito del voto e su come le \u00e9lite unioniste tentano di sfruttarlo. La crisi irreversibile di MPS \u00e8 una menzogna per costringere gli italiani ad accettare la Troika. di EMILIANO BRANCACCIO Ieri sul Financial Times leggevamo: &#8220;Alti funzionari e banchieri dichiarano che fino a otto banche italiane rischiano il fallimento se Renzi perde il referendum costituzionale&#8221;. Non \u00e8 indispensabile conoscere i nomi di questi segreti informatori del FT: svariati&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17428,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Emiliano-Brancaccio.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Tn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26497"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26497"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26497\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26498,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26497\/revisions\/26498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}