{"id":26522,"date":"2016-12-11T11:59:39","date_gmt":"2016-12-11T10:59:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26522"},"modified":"2016-12-11T11:59:39","modified_gmt":"2016-12-11T10:59:39","slug":"il-terremoto-italiano-lanalisi-di-heiner-flassbeck-sul-referendum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26522","title":{"rendered":"Il terremoto italiano: l\u2019analisi di Heiner Flassbeck sul referendum"},"content":{"rendered":"<div class=\"container\">\n<div class=\"grid-3-4\">\n<div class=\"single-post\">\n<div class=\"entry\">\n<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Heiner Flassbeck)<\/strong><\/p>\n<p><em>All\u2019indomani del referendum costituzionale italiano, Heiner Flassbeck analizza su <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/2016\/12\/das-italienische-beben\/\">Makroskop\u00a0<\/a> cause e conseguenze del voto. Per l\u2019Unione monetaria \u00e8 in arrivo un vero e proprio terremoto, del quale le \u00e9lite sembrano voler evitare a tutti i costi di prendere coscienza. Al contrario, il probabile sostegno europeo e tedesco a un governo tecnico, destinato a\u00a0 portare avanti le \u201cconsuete\u201d politiche neoliberiste, non far\u00e0 che rendere ancora pi\u00f9 instabile la situazione politica e favorire le destre nazionalistiche.<\/em><\/p>\n<p>traduzione di Giuseppe Vandai, fondatore di<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.risorse-associazione.it\/\">RISORSE \u2013 Associazione per capire meglio l\u2019economia<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le elezioni in Austria e Italia hanno avuto esiti diversi ma, alla luce dell\u2019attuale crisi europea, in entrambi i casi ci saranno serie conseguenze. Chi nemmeno ora comprende che senza radicali e immediate misure di sostegno l\u2019edificio europeo rischia di crollare, \u00e8 un folle. <\/strong><\/p>\n<p>Se la terra trema, spesso se ne sentono gli effetti anche a distanza di migliaia di chilometri, mentre le scosse di assestamento per lo pi\u00f9 si notano poco. Quando la terra trema dal punto di vista politico, vale invece spesso il contrario: gli effetti immediati sono piccoli, mentre le scosse di assestamento hanno di solito effetti devastanti.<\/p>\n<p>E il suolo politico, ieri sera (<em>domenica 4 Dicembre, ndt<\/em>), ha tremato contemporaneamente due volte. Dapprima c\u2019\u00e8 stato un piccolo terremoto a nord delle Alpi. Pi\u00f9 tardi, a sud, la terra ha tremato con violenza, con un\u2019intensit\u00e0 tale che la scala Richter non pu\u00f2 ancora registrare. In Austria ha raccolto il 48% dei voti il rappresentante di un partito che considera l\u2019Europa del Sud una zona fallimentare, che ha come unico obiettivo quello di sottrarre alle nazioni del nord i soldi guadagnati onestamente. Eppure, molti \u201cbravi europei\u201d si rallegrano che il candidato di questo partito non abbia raggiunto il 51% e interpretano questo evento come il primo segnale di luce in fondo al tunnel \u201cpopulista\u201d. Che invece ci\u00f2 possa rappresentare il treno che arriva sfrecciando dalla direzione opposta, non lo vogliono nemmeno prendere in considerazione.<\/p>\n<p>In Italia ha perso le votazioni in modo clamoroso un presidente del consiglio che a buon diritto si poteva definire come l\u2019ultima speranza europea. Sebbene non eletto dal popolo, Matteo Renzi incarnava la speranza del \u201ctutto andr\u00e0 bene\u201d con cui la classe politica del nord si imbellettava per non sentire l\u2019odore di putrefatto che si va diffondendo da tempo. Renzi, invero, ha cercato continuamente di sottrarsi al pungiglione tedesco, ma \u00e8 rimasto per lo pi\u00f9 nel limite del simbolico, preferendo invece imboccare il lungo cammino delle \u201criforme strutturali\u201d, verosimilmente senza aver mai capito che pure quella strada, anche senza il rifiuto del popolo, portava alla perdizione (come spiegato <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/11\/20\/il-paziente-italiano-lanalisi-di-heiner-flassbeck-sulle-ragioni-della-crisi-economica-in-italia\/\">qui<\/a>)<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>A Nord si spera adesso che in Italia nasca un \u201cgoverno tecnico\u201d. Si fa affidamento su individui che si ritiene abbiano una migliore comprensione di quel che c\u2019\u00e8 da fare per scongiurare all\u2019ultimo secondo il crollo dell\u2019edificio europeo; una comprensione di sicuro migliore rispetto a quella di governi democraticamente eletti.<\/p>\n<p>Ma di che genere di esperti stiamo parlando?<\/p>\n<p>Esperti in \u201criforme strutturali\u201d che, contro ogni logica macroeconomica, potrebbero dirigere il Paese sul sentiero della crescita? Si pensa forse al ministro del tesoro italiano Pier Carlo Padoan, che, quale ex rappresentante del Fondo Monetario Internazionale e quale ex capo economista dell\u2019OCSE, conosce bene il da farsi per riformare un Paese con misure sul lato dell\u2019offerta? C\u2019\u00e8 forse ora la necessit\u00e0 di un\u2019agenda economica radicalmente neoliberista alla Fran\u00e7ois Fillon per rendere il Paese finalmente capace di stare in Europa?<\/p>\n<p>Quello che non si \u00e8 in grado di afferrare, n\u00e9 in Francia n\u00e9 in Italia, (e dico \u201cnon si \u00e8 in grado\u201d a ragion veduta, dopo molte esperienze dolorose delle settimane scorse) \u00e8 il dato di fatto che la Germania, con la sua politica economica, fin dall\u2019inizio dell\u2019unione monetaria, ha impostato proprio questa strada. L\u2019unico modo per riformare con successo un paese sul lato dell\u2019offerta passa per il miglioramento della sua capacit\u00e0 concorrenziale, passa cio\u00e8 per il neo-mercantilismo e la politica del beggar-my-neighbour. Ma proprio la Germania ha ostacolato perfino questa via con il proprio mercantilismo. Poich\u00e9 il vantaggio competitivo assoluto che il Paese tedesco si \u00e8 indebitamente procurato con il suo dumping salariale nei primi anni dell\u2019unione monetaria \u00e8 cos\u00ec grande, che nessun Paese (a parte forse una nazione atipica come l\u2019Irlanda) pu\u00f2 migliorare la propria competitivit\u00e0 senza passare attraverso l\u2019inferno di massicci tagli ai salari, innescando cos\u00ec una profonda recessione e aumentando la disoccupazione in modo drammatico. Chiunque, partendo dal centro del panorama politico, tentasse di farlo, alle elezioni seguenti verrebbe bruciato senza appello dalle forze della destra nazionalistica.<\/p>\n<p>Inoltre, la decisione della Germania, che insiste per motivi puramente ideologici sulle regole del patto di crescita e stabilit\u00e0, di bloccare qualsiasi via d\u2019uscita dalla crisi dal lato dell\u2019offerta, ha semplicemente cancellato l\u2019unica via d\u2019uscita dalla crisi possibile. [Per lo stesso Thomas Fricke<em>,( uno dei pochi giornalisti economici tedeschi corretti e informati, ndt<\/em>) il ruolo decisivo della Germania sul tema \u201cpolitiche dell\u2019offerta\u201d \u00e8 ancora tabu].<\/p>\n<p>La completa mancanza di vie d\u2019uscita dalla crisi europea porta direttamente al nazionalismo. Non \u00e8 perci\u00f2 un\u2019esagerazione affermare che la Germania \u00e8 direttamente responsabile del nazionalismo nel Sud Europa. Quello del Nord lo ha sulla coscienza in via indiretta, poich\u00e9, proprio negando ogni colpa da parte tedesca e austriaca, si apre la strada ai partiti di destra che sostengono sfacciatamente che i lazzaroni del Sud sarebbero a carico di noi settentrionali, efficienti e produttivi.<\/p>\n<p>A questo punto basta solo far mente locale su quanto sia autoassolutorio il modo in cui la classe politica e i media tedeschi trattano la questione europea e le colpe della Germania, per capire quanto \u00e8 grande, nell\u2019insieme dell\u2019Europa, la babilonica confusione sui fatti reali. Spiegare i contesti e le connessioni in modo tale da permettere alla classe politica di fare almeno alcuni passi in avanti nella direzione giusta, \u00e8 un compito di dimensioni erculee. Il terremoto italiano, cos\u00ec come l\u2019ascesa del nazionalismo austriaco, si sarebbe potuto evitare con poca pi\u00f9 lungimiranza e comprensione. Ma lungimiranza e comprensione non sembrano qualcosa che il complesso politico-mediatico, tedesco ed europeo, sia in grado darci.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/12\/07\/il-terremoto-italiano-lanalisi-di-heiner-flassbeck-sul-referendum\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/12\/07\/il-terremoto-italiano-lanalisi-di-heiner-flassbeck-sul-referendum\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Heiner Flassbeck) All\u2019indomani del referendum costituzionale italiano, Heiner Flassbeck analizza su Makroskop\u00a0 cause e conseguenze del voto. Per l\u2019Unione monetaria \u00e8 in arrivo un vero e proprio terremoto, del quale le \u00e9lite sembrano voler evitare a tutti i costi di prendere coscienza. 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