{"id":26545,"date":"2016-12-12T21:38:21","date_gmt":"2016-12-12T20:38:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26545"},"modified":"2016-12-12T21:38:21","modified_gmt":"2016-12-12T20:38:21","slug":"la-lega-il-m5s-fratelli-ditalia-il-fsi-il-sovranismo-e-luniversalismo-ancora-una-risposta-a-roberto-buffagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26545","title":{"rendered":"La lega, il M5S, Fratelli d\u2019Italia, il FSI, il sovranismo e l\u2019universalismo: ancora una risposta a Roberto Buffagni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di STEFANO D\u2019ANDREA E PAOLO DI REMIGIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondiamo alla <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26448\">replica<\/a> di Buffagni al nostro articolo <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26256\"><em>Il sovranismo \u00e8 possibile e desiderabile<\/em><\/a>, dividendo il nostro intervento in due parti: l\u2019una pi\u00f9 propriamente teorica; l\u2019altra pi\u00f9 strettamente politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservando nel precedente intervento che Buffagni non spiegava i motivi per rigettare la UE volevamo solo cercare un terreno comune di discussione. Questo terreno si \u00e8 evidenziato e a parte alcun precisazioni per sottolineare la complessit\u00e0 a volte caotica dei corsi storici, che non svolgiamo in ragione della loro irrilevanza rispetto al tema che si dibatte, siamo d&#8217;accordo con Buffagni sui danni che la UE causa: la colonizzazione degli Stati da parte del capitale e della finanza transnazionali, il depauperamento del sud dell&#8217;Europa. La rete di internet testimonia che siamo stati i primi o tra i primi a scrivere e dire che la UE fosse \u201cun mostro\u201d e andasse \u201cdistrutta\u201d e che la lotta contro la UE fosse a tutti gli effetti una lotta di liberazione nazionale; nostra \u00e8 anche la paternit\u00e0 del neologismo \u201csovranismo\u201d e la rete anche di ci\u00f2 \u00e8 testimone. Siamo d&#8217;accordo anche con altre sue considerazioni: poich\u00e9 non esiste una lingua europea e poich\u00e9 la lingua \u00e8 la base minima della vita di un popolo, allora non esiste un popolo europeo e non pu\u00f2 esistere un autentico Stato europeo, semmai un impero, quale la UE difatti \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buffagni riporta poi l\u2019apertura del suo primo intervento: \u201dIn linea di principio \u2026 la strategia \u2026 della costruzione di un&#8217;alleanza \u2013 o addirittura dell&#8217;integrazione in un nuovo partito \u2013 tra forze politiche \u2026 da destra e da sinistra, allo scopo \u2026 di riappropriarsi della sovranit\u00e0 nazionale \u2026 sarebbe la pi\u00f9 adeguata alla fase politica\u201d. Questa proposizione testimonierebbe che la nostra lettura \u00e8 stata superficiale, che, contrariamente alla nostra interpretazione, per lui il partito \u00e8 eticamente desiderabile. Usando per\u00f2 la formula dell&#8217;indesiderabilit\u00e0 etica, non ci riferivamo a questo punto del suo intervento, ma a un passo pi\u00f9 sotto, in cui egli imputa una tentazione totalitaria al partito che volesse rappresentare la nazione: \u201cLa nazione \u2026 non pu\u00f2 venire identificata con un partito, che ne \u00e8 per definizione una parte, senza che ne conseguano due effetti: 1) chi non appartiene al partito non appartiene alla nazione, e dunque non gode, almeno sul piano etico e culturale, della piena cittadinanza 2) la nazione e l\u2019interesse nazionale non potranno mai pi\u00f9 essere valori sovraordinati alle altre appartenenze e lealt\u00e0, perch\u00e9 la nazione \u00e8 stata identificata con una parte politica, e ne condivide la transeunte relativit\u00e0 e parzialit\u00e0: <em>simul stabunt, simul cadent<\/em>\u201d. Da queste parole sembra evidente che Buffagni teme il partito che difende la nazione in quanto esso fa dell&#8217;avversario politico, nonostante il valore comune della cittadinanza, un nemico mortale e annulla la maest\u00e0 della nazione subordinandola a un interesse particolare. Ci riferivamo a questo suo timore quando gli attribuivamo l&#8217;opinione dell&#8217;indesiderabilit\u00e0 etica di un partito sovranista e a questo suo timore abbiamo risposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al terzo punto, la definizione di <em>sinistra<\/em> che abbiamo proposto \u00e8 volutamente storica, non <em>storicistica<\/em>, ossia fa capo a costellazioni fattuali singole, non a universali che devono rientrare nella filosofia della storia. Per noi \u00e8 essenziale distinguere tra <em>storiografia<\/em>, che si muove nell\u2019ordine dei decenni o al massimo dei secoli e dunque non pu\u00f2 uscire dall&#8217;ambito della constatazione fattuale, e <em>filosofia della storia<\/em>, che riguarda i millenni e nello sviluppo del concetto di <em>libert\u00e0<\/em>, lento fino all&#8217;esasperazione, offre il <em>criterio etico<\/em> della storia. Vogliamo riscattare l&#8217;azione politica dal fatalismo ignorante che non lotta con i contenuti reali, ma li assume e li spaccia subito per contenuti di verit\u00e0, e insieme vogliamo mantenere l&#8217;orientamento ai valori etici disvelati dall&#8217;approccio filosofico alla storia: anche su questo punto per noi \u00e8 importante differenziarci dalla sinistra che ha sempre mescolato sconsideratamente i due piani e ha favoleggiato di <em>necessit\u00e0 storiche<\/em> dove c&#8217;erano scelte precise e spesso sbagliate. E vogliamo anche differenziarci da una certa destra che nella storia vede soltanto la lotta e non ha sensibilit\u00e0 per le regole della lotta che si sviluppano nei millenni cos\u00ec da realizzare la libert\u00e0 attraverso il coordinamento tra gli uomini. In altri termini, nulla aborriamo pi\u00f9 del corto circuito tra storia e filosofia della storia, per cui una filosofia della storia senza respiro risparmia la conoscenza dei fatti particolari, e li trasfigura cos\u00ec da consentire scelte politiche disinvolte fino al cinismo. La fascinazione che Renzi ha esercitato sul suo partito \u00e8 dovuta all&#8217;aver legato il suo opportunismo alla quintessenza della filosofia della storia della sinistra, alla coppia <em>conservazione-cambiamento<\/em>, con cui pu\u00f2 essere legittimata <em>qualunque<\/em> scelta \u2013 infatti qualunque scelta cambia. Ma ci differenziamo anche da una visione puramente polemica della realt\u00e0, che disconosce le regole comuni presenti anche negli antagonismi, e fa del coordinamento, anzich\u00e9 il fine supremo, una pura tattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia della storia di corto respiro, che ha spazio soltanto per la necessit\u00e0 esterna e disconosce la libert\u00e0 gi\u00e0 realizzata, il materialismo storico, determina la prospettiva della sinistra. Marx ha caratterizzato la storia come una sequenza di strutture economiche connesse a sovrastrutture giuridiche e politiche; il loro contrasto apre fasi rivoluzionarie che conducono a gradi superiori di sviluppo. Questa rappresentazione a met\u00e0 strada tra filosofia della storia e storia, tra normativo e fattuale, cos\u00ec lontana dall&#8217;autentica filosofia hegeliana, cos\u00ec prossima al positivismo ottocentesco, \u00e8 la base del contrasto <em>conservazione-cambiamento<\/em> a cui la sinistra, da quella rivoluzionaria, a quella massimalista come a quella riformista, riconduce ogni avvenimento: \u00e8 la sua fede, la fede nella linearit\u00e0 della storia che non lascia nessuna scelta politica se non l&#8217;assecondare il cambiamento. A questa fede nella storia si riferiva la nostra definizione della sinistra (\u2018fede che la rivoluzione creer\u00e0 una societ\u00e0 superiore all&#8217;attuale\u2019). Non abbiamo insistito sulla sua essenza storicistica nel nostro primo intervento, perch\u00e9 ci interessavano di pi\u00f9 le implicazioni politiche della sua decadenza: che la storia sia <em>soltanto<\/em> lotta di classe e non <em>anche<\/em> un intreccio tra la pluralit\u00e0 dei <em>popoli<\/em>, \u00e8 una fede divenuta dominante in una specifica costellazione storica; il tramonto di questa costellazione ci libera dal potere di questa fede, che paralizza la nostra azione in quanto determina destra e sinistra come un contrasto originario e irriducibile e la vita popolare come una guerra civile sospesa. Dopo questa <em>liberazione dallo storicismo messianico marxista<\/em> il nesso di doveri e di diritti su cui \u00e8 costruito lo Stato costituzionale pu\u00f2 diventare per gli Italiani una base sufficiente a fronteggiare la minaccia proveniente dall&#8217;estero, che smantella le strutture economiche e finanziarie, lo stato sociale, la cultura, che opera una sterilizzazione di massa negando ai giovani, attraverso la precariet\u00e0 esasperata della loro esistenza, il diritto che non si negava neanche agli schiavi, quello di farsi una famiglia, che li rimpiazza invitando le masse di diseredati del terzo mondo a immigrare e a ripopolare i territori deserti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buffagni considera invece non decisiva la nostra caratterizzazione, e ne propone una in termini di <em>universalismo<\/em>. Qui non possiamo seguirlo. Non solo questa caratterizzazione ripropone in altra forma ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 rifiutato nel precedente intervento: la natura totalitaria del partito-nazione qui diventa la natura totalitaria della politica universalistica; ma contiene un peccato pi\u00f9 grave, sacrifica un concetto cardine della filosofia della storia legandolo troppo strettamente agli abusi che pu\u00f2 subire nella prassi politica. L\u2019universalismo politico \u00e8 un ideale del tutto legittimo, \u00e8 l&#8217;ideale della <em>pace<\/em>, che solo i sanguinari possono disprezzare e che \u00e8 compito di ogni azione politica assicurare per quanto possibile. Non \u00e8 l&#8217;ideale supremo, \u00e8 vero: senza la <em>libert\u00e0<\/em> la pace sarebbe vergogna; ma per lo pi\u00f9 si pu\u00f2 avere entrambe e la politica deve avere questo obiettivo. Poich\u00e9 entra in ogni concezione politica che vada oltre il <em>bellum omnium contra omnes<\/em>, l&#8217;universalismo non pu\u00f2 offrire la differenza specifica della sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chiarirci: \u201cuniversalismo\u201d \u00e8 il concetto entrato nella storia con la religione cristiana. Unica tra le religioni monoteistiche essa si dichiara <em>cattolica<\/em>, in quanto la pace che promana dalla morte e dalla resurrezione del Cristo non \u00e8 offerta a <em>un<\/em> popolo, ma a <em>tutti gli uomini<\/em>. Il rifiuto del razzismo, del sessismo, il desiderio di apertura culturale si radica nella parola di S. Paolo in Galati 3, 28: \u201dNon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 giudeo n\u00e9 greco; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 schiavo n\u00e9 libero; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 uomo n\u00e9 donna, poich\u00e9 tutti voi siete uno in Cristo Ges\u00f9\u201d. Il greco, invece, ringraziava i suoi d\u00e8i per averlo fatto greco anzich\u00e9 barbaro, libero anzich\u00e9 schiavo, uomo anzich\u00e9 donna, e il genio immortale di Aristotele concep\u00ec nondimeno la schiavit\u00f9 come naturale e giusta, in particolare quella esercitata sui non-greci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;universalismo cristiano ha influito sulla storia del mondo in misura infinita, al punto da rendere ogni affermazione diretta del <em>particolarismo<\/em> una ricaduta nella barbarie. I movimenti polemici nei confronti del cristianesimo, la religiosit\u00e0 neoplatonica rinascimentale ma ancora di pi\u00f9 l&#8217;illuminismo, consistono in realt\u00e0 in una sua rigorizzazione: ne criticano il particolarismo e ne ampliano l\u2019universalismo. Da parte sua il socialismo \u00e8 erede dell&#8217;illuminismo, \u00e8 l&#8217;idea che l&#8217;uguaglianza giuridica e politica, in cui l&#8217;universalismo da ideale religioso \u00e8 diventato diritto <em>positivo<\/em> di popoli <em>effettivi<\/em>, si vanifica se manca l&#8217;uguaglianza economica; il socialismo \u00e8 dunque un approfondimento dell&#8217;universalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica della sinistra che colpisce l&#8217;universalismo respinge dunque duemila anni di storia, scivola cio\u00e8, senza accorgersene, dalla critica del suo possibile abuso politico, oltre la storia, su un piano di filosofia della storia, cos\u00ec da riuscire a compromettere la considerazione filosofica non meno dell&#8217;azione politica. Scrive infatti Buffagni: \u201c\u2026 chi si sente all&#8217;altezza pu\u00f2 parlare in nome dell&#8217;umanit\u00e0, ma non pu\u00f2 agire politicamente in nome dell&#8217;umanit\u00e0 senza incorrere in una contraddizione insolubile, perch\u00e9 l&#8217;azione politica implica sempre il conflitto con un nemico\/avversario\u201d. Si tratta di una posizione che rischia di cancellare ogni pregnanza etica dell&#8217;azione politica cos\u00ec da dissolvere la stessa possibilit\u00e0 di <em>giudizio<\/em> di fronte al male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo difetto filosofico \u00e8 l&#8217;attenersi a una logica binaria: amico\/nemico; bene\/male; posizione\/negazione \u2013 dove il fatto di essere in contrasto riverbera l&#8217;inimicizia sull&#8217;amico, il male sul bene, la negazione sulla posizione; in questa prospettiva il mondo \u00e8 l&#8217;inferno. La natura della logica \u00e8 per\u00f2 ternaria: posizione \u2013 negazione \u2013 negazione della negazione (verit\u00e0); bene \u2013 male \u2013 male del male (virt\u00f9); nel nostro contesto: amico \u2013 nemico \u2013 nemico del nemico (alleato). \u201cUniversale\u201d ha dunque <em>due<\/em> significati: non solo \u201cposizione\u201d, \u201cbene\u201d, \u201camico\u201d, ma in maniera pi\u00f9 originaria e profonda \u00e8 negazione della negazione, male del male, nemico del nemico; da una parte indica l&#8217;identit\u00e0 virtualmente totalitaria, abusiva, dall&#8217;altra, in quanto la negazione \u00e8 sempre negazione <em>determinata<\/em>, <em>presuppone<\/em> e <em>conserva<\/em> l&#8217;esistenza di ci\u00f2 che nega, \u00e8 la <em>composizione<\/em> delle differenze, nel senso del <em>logos<\/em> di Eraclito. Nel nostro caso, mentre la societ\u00e0 comunista senza pi\u00f9 antagonismi \u00e8 un modello del primo universalismo, quello <em>astratto<\/em> che si tiene in opposizione contro il particolare, pagando il prezzo di rinunciare alla realt\u00e0 e di ridursi a una proiezione utopica per amore della quale <em>tutto<\/em> pu\u00f2 essere sacrificato \u2013 questo \u00e8 l&#8217;universalismo che Buffagni scorge e che giustamente rifiuta \u2013, lo Stato, in quanto nega non gli interessi, ma l&#8217;<em>esclusivit\u00e0<\/em> degli interessi particolari delle diverse classi e dei diversi individui e li rende compatibili in una unit\u00e0, \u00e8 universale nel <em>secondo<\/em> senso; e in quanto \u00e8 individuo, la sua azione politica non \u201cimplica sempre il conflitto con un nemico\/avversario\u201d, come dice Buffagni, no, gli Stati si rapportano come individui sovrani <em>coordinandosi<\/em> e in caso di fallimento del tentativo di coordinazione come <em>nemici<\/em>; e anche in guerra continuano a considerare la guerra come uno stato da cui di deve uscire, si lasciano dunque la possibilit\u00e0 di cessarla attenendosi a uno <em>jus belli<\/em> \u2013 a meno di non aver gettato alle ortiche <em>ogni<\/em> universalismo e mirare allo sterminio e allo schiavismo, a meno cio\u00e8 di venir meno alla propria natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo significato dell&#8217;universalismo, a cui non possiamo rinunciare, indica un preciso criterio di giustizia storica. Spesso la violenza \u00e8 ipocrita, spesso non si pu\u00f2 distinguere tra aggressore e aggredito; ma altrettanto spesso non \u00e8 cos\u00ec, altrettanto spesso la volont\u00e0 del male \u00e8 dichiarata, anzi vantata. Hitler, Mussolini, per esempio, non hanno certo mandato a dire le loro intenzioni aggressive. \u00c8 impensabile poter buttare la difesa di chi \u00e8 aggredito nel calderone dell&#8217;\u201damico\/nemico\u201d: in quanto si difende dall&#8217;aggressore il bene \u00e8 <em>male del male<\/em>, ossia nel conflitto con cui si oppone al particolare (gli \u00e8 nemico) resta <em>universale<\/em> (gli \u00e8 amico in quanto lo libera dal male), \u00e8 virt\u00f9. La politica non \u00e8 dunque solo rapporto ostile, ma anche, e allo stesso titolo, rapporto amichevole; e n\u00e9 l&#8217;ostilit\u00e0 n\u00e9 l&#8217;amicizia la esauriscono, ma la loro unit\u00e0: il <em>libero<\/em> <em>riconoscimento<\/em> \u2013 l&#8217;unit\u00e0 nella differenza, che \u00e8 tutt&#8217;altro dall&#8217;amministrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando noi identifichiamo la sinistra con l&#8217;alone lasciato dalla rivoluzione russa diciamo qualcosa che contiene anche ci\u00f2 che Buffagni intende con <em>universalismo<\/em>, senza per\u00f2 esporci ai pericoli che un rifiuto adialettico del termine comporta. \u00c8 vero anche per noi: nel socialismo \u00e8 contenuto l&#8217;illuminismo e nell&#8217;illuminismo il cristianesimo e tutto questo \u00e8 <em>anche<\/em> universalismo; ma con ci\u00f2 non \u00e8 ancora deciso il valore etico dei fenomeni storici legati a quei grandi movimenti; la decisione dipende invece da quale sia l&#8217;universalismo che ispira il concreto fenomeno storico, se sia quello che annulla il particolare oppure quello che lo compone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra novecentesca fa capo all&#8217;universalismo astratto. Essa sorge all&#8217;incrocio tra messianismo e positivismo, dove germina la fede negli stadi economici dell&#8217;umanit\u00e0 che le rivoluzioni mettono in sequenza finch\u00e9 le forze produttive permettono l&#8217;ultima, quella che realizza l&#8217;universalismo socialista, il messianico regno di Dio senza pi\u00f9 antagonisti \u2013 per realizzare il quale \u00e8 ammesso il loro sterminio. Se si vuole evitare ogni fraintendimento, \u00e8 bene chiamare tutto questo non <em>universalismo<\/em>, ma <em>storicismo messianico<\/em>, che disprezza la complessit\u00e0 del presente e aspira a un&#8217;altra realt\u00e0; questa congiunzione di storicismo e messianismo porta la sinistra a <em>credere<\/em> nella globalizzazione, a trascurare per principio i <em>dati economici<\/em>, a rapportarsi all&#8217;uscita dalla UE in forma apocalittica. Questo \u00e8 lo schema della sinistra \u2013 ancora in Renzi e nel suo seguito, che si sono proclamati partito della &#8216;rottamazione&#8217; e del &#8216;cambiamento&#8217;, senza timore che si potesse rottamare ci\u00f2 che era sacro e si potesse cambiare in peggio. La loro terminologia orbita ancora nell&#8217;alone rivoluzionario. E D&#8217;Attorre, quando vuole cacciare Renzi dal PD per costruire un&#8217;alleanza <strong>contro la <em>destra<\/em><\/strong>, dimentica che Renzi \u00e8 il sicario della UE, che, cacciato Renzi, la UE, avendo piantato il suo artiglio nella Costituzione, resta come e pi\u00f9 di prima e la si pu\u00f2 cacciare solo con la composizione di un fronte che non fa distinzione tra destra e sinistra, ma tra globalismo e sovranit\u00e0 \u2013 D&#8217;Attorre, dicevamo, orbita ancora nell&#8217;alone della guerra fredda civile per cui il nemico interno \u00e8 <em>in ogni caso<\/em> pi\u00f9 pericoloso del nemico esterno, e questo fa di lui un politico di sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Universalismo<\/em> ci sembra poco adatto anche in riferimento alla UE. La propaganda europeista, infatti, ha invocato non solo il mito dell&#8217;abbattimento delle frontiere e la libera circolazione di tutto, ma ha anche cercato di creare un <em>nazionalismo<\/em> europeo, dapprima contro gli Stati Uniti e poi contro la Cina. Ancora oggi gli europeisti pi\u00f9 sprovveduti vogliono che restiamo in gabbia per fronteggiare il pericolo di quest&#8217;ultima. Inoltre, se si determina la sinistra come semplice universalismo, i due termini si allargano a tal punto che vi pu\u00f2 scivolare di tutto, anche il M5S. La sinistra \u00e8 politica, il M5S \u00e8 essenzialmente pre-politico; estraneo allo storicismo, si riduce a un messianismo anarchico cui mancano percezione della storia e programma politico, dunque si presta magnificamente all&#8217;eterodirezione: si limita a credere che ci sia un popolo che geme sotto il tallone di uno Stato corrotto, che l&#8217;avvento di Casaleggio, Grillo e della democrazia diretta in formato elettronico siano sufficienti a eliminare la separazione tra governanti e governati e a risolvere cos\u00ec ogni problema. Viceversa, il particolarismo di Lega e Fratelli d&#8217;Italia non \u00e8 solo il loro vantaggio, ma nella stessa misura il loro svantaggio, non la premessa della soluzione ma parte del problema. Il particolarismo della Lega non \u00e8 nazionale, tanto che Salvini, non meno opportunista di Renzi &#8211; diversa \u00e8 la posizione e quindi diverso \u00e8 il contenuto opportunistico delle proposte ma sempre di opportunismo si tratta -, pur dopo l\u2019incontro con Borghi e quindi dopo aver sposato l\u2019idea di abbandono dell\u2019euro, \u00a0ha dichiarato che la Lega \u00e8 europeista, che \u00e8 pi\u00f9 europeista di tutti e che \u00e8 soltanto contro \u201cquesta Europa\u201d, perch\u00e9 l\u2019Europa sarebbe <a href=\"http:\/\/www.matteosalvini.eu\/senza-categoria\/a-letta-noi-siamo-i-veri-europeisti-voi-avete-solo-distrutto-un-grande-sogno.html\">\u201cun grande sogno\u201d<\/a>: il sogno della lega resta l\u2019Europa delle regioni; \u00e8 un partito antimeridionale e antinazionale. Il nazionalismo di Fratelli d&#8217;Italia non comporta la volont\u00e0 di rompere con la borghesia delocalizzatrice e di aprire una nuova stagione di politiche economiche interventiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi e Roberto Buffagni, come dice Alessandro Visalli in un <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.it\/2016\/12\/un-dibattito-sulla-nazione-e-la.html\">interessante intervento<\/a>, siamo convinti che dalla crisi presente si esca soltanto attraverso \u201csimultanei \u2018rovesciamenti gestaltici\u2019\u201d. La sinistra ha avuto in Marx un vigoroso critico del capitalismo e un mediocre filosofo della storia; ma finora ha sacrificato la critica del capitalismo alla filosofia della storia. Il rovesciamento gestaltico che qui \u00e8 richiesto \u00e8 la liquidazione definitiva del materialismo storico e la riconquista intellettuale della separazione tra <em>filosofia della storia<\/em>, che \u00e8 scienza della <em>verit\u00e0<\/em> della storia in cui \u00e8 abolita la separazione tra fatto e valore, in cui cio\u00e8 i fatti, in virt\u00f9 della loro universalit\u00e0 sono anche normativi, e <em>storiografia<\/em>, che \u00e8 scienza del <em>meccanismo politico<\/em> della storia. In questo modo la politica cessa di essere semplice esecutrice di piani settari creduti necessit\u00e0 storiche e torna a lottare per il suo fine etico, il perseguimento dell&#8217;unit\u00e0 nella differenza qual \u00e8 contenuta nello Stato democratico costituzionale. Per Buffagni l&#8217;unit\u00e0 nella differenza ha un significato soltanto tattico: \u00e8 lo strumento per abbattere la UE; poich\u00e9 lo sgretolamento della UE \u00e8 un processo gi\u00e0 in atto e non richiede nessuno sforzo speciale, l&#8217;unit\u00e0 nella differenza \u00e8 <em>per noi<\/em> una strategia di limitazione definitiva dei poteri transnazionali di cui la UE \u00e8 veicolo soltanto temporaneo, e implica la formazione di un partito vincolato all&#8217;idea costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla resa dei conti, il dissenso politico tra noi e Buffagni, che ci colloca, per ora, in parti contrapposte, risiede nel giudizio che egli d\u00e0, <a href=\"http:\/\/ilblogdilameduck.blogspot.it\/2016\/11\/perche-non-ce-un-fronte-nazionale-in.html?showComment=1480322829811#c2922529150151066314\">nel suo primo intervento<\/a>, sulla Costituzione. Scrive Buffagni: \u201cDavvero la Costituzione italiana pu\u00f2 far da base all\u2019alleanza politica che dar\u00e0 vita al Fronte Nazionale di Liberazione dall\u2019euro e\/o dalla UE?\u00a0Io penso di no. Spiego perch\u00e9. La Costituzione antifascista non \u00e8 un valore o una piattaforma che possa accomunare destra e sinistra italiane antiUE\/antieuro e farle ritrovare intorno a un programma minimo comune. L&#8217;aggettivo &#8220;antifascista&#8221; non \u00e8 un fatto accessorio, \u00e8 una qualificazione decisiva. Nella destra italiana, il fascismo \u00e8 un residuo minimo, e dunque non \u00e8 questo l&#8217;ostacolo. L&#8217;ostacolo principale \u00e8 invece un fatto storico molto rilevante: che dopo il 1945, con la (benemerita) decisione di Togliatti e di Stalin di conformarsi a Yalta, e cio\u00e8 di non perseguire anche qui la linea della guerra civile in vista dell&#8217;instaurazione di una &#8220;democrazia popolare&#8221; (come invece fu tentato proprio in Grecia), il PCI ha sostituito la linea &#8220;rivoluzionaria di classe&#8221; con la linea &#8220;antifascista e interclassista&#8221; e il mito (sottolineo due volte mito) della Resistenza. Cio\u00e8 a dire, la linea del CLN.\u00a0Quando si proclamano \u201ci valori della Costituzione&#8221; a un elettore di destra, automaticamente egli intende &#8220;valori di sinistra&#8221;. Non conta, qui, se l&#8217;elettore di destra sia un liberale, un leghista, un fascista, un cattolico tradizionalista, un nazionalista, etc.: conta che &#8220;la Costituzione pi\u00f9 bella del mondo&#8221; per l&#8217;elettore di destra \u00e8 anzitutto la Costituzione di una parte politica (non la sua). Quando la sente nominare, assocer\u00e0 mentalmente cose diverse, a seconda dei suoi interessi e della sua ideologia: assistenzialismo e Roma ladrona se \u00e8 leghista, sindacati e tasse se \u00e8 un liberale, divorzio e aborto se \u00e8 un cattolico tradizionalista, stragi partigiane e tradimento dell&#8217;alleato se \u00e8 un fascista, occupazione americana e perdita dell&#8217;indipendenza se \u00e8 un nazionalista, etc.: non assocer\u00e0 mai &#8220;la preziosissima carta fondamentale della nostra patria&#8221;. La realt\u00e0 a lui pi\u00f9 simpatica a cui la potr\u00e0 associare \u00e8 la Prima Repubblica, per la quale alcuni (non tutti) gli elettori di destra provano una certa nostalgia, specie se non sono pi\u00f9 giovani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, intanto la Costituzione nulla dice circa aborto e divorzio, ma soprattutto la Costituzione fu approvata dall\u2019Assemblea Costituente quasi all\u2019unanimit\u00e0 e allora c\u2019erano pi\u00f9 cattolici tradizionalisti rispetto ad adesso. Non esiste alcuna opposizione della Costituzione alle tradizioni cattoliche. La Costituzione impone semplicemente uno Stato laico e persino con qualche limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, l\u2019Assemblea Costituente discusse se introdurre o no una norma che qualificasse la Costituzione come antifascista e a maggioranza prevalse l\u2019opinione contraria, perch\u00e9 siccome democratica, la Costituzione \u00e8 contraria ad ogni dittatura e sistema politico che non riconoscano il pluralismo delle opinioni politiche, il pluripartitismo e le libert\u00e0 fondamentali. La Costituzione dunque non \u00e8 soltanto antifascista ma \u00e8 anche anti-dittatura del proletariato, antiteocratica, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, sempre in Assemblea Costituente, l\u2019economista comunista Antonio Pesenti <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9906\">sottoline\u00f2 gli elementi di continuit\u00e0<\/a> con il fascismo, sotto il profilo della politica economica: \u201cLa prima limitazione effettiva \u00e8 che oggi tutta la propriet\u00e0 \u2013 e quindi qualsiasi impresa economica \u2013 deve sottostare alle limitazioni poste dalla politica economica nazionale, si esplichi essa in un piano organico di produzione cio\u00e8 in un piano economico oppure soltanto in piani di intervento parziali. <em>Di ci\u00f2 del resto abbiamo esempio anche nella realt\u00e0 economica italiana \u2013 e fossero essi maggiori e pi\u00f9 efficienti per il bene del Paese \u2013 nel C.I.C.R., nel \u201cPiano di importazioni\u201d, nella \u201cCommissione centrale per l\u2019industria \u2026<\/em>\u201d (corsivo aggiunto). Si voleva conservare e superare l\u2019interventismo produttivista in un interventismo finalizzato alla piena occupazione, ossia fondamentalmente socialista: \u201cIl principio del diritto al lavoro in una societ\u00e0 in cui sia ammessa la libert\u00e0 di investimento dei mezzi di produzione diventa obbligo generico, una indicazione in favore di una politica economica di piena occupazione e di spesa pubblica, cio\u00e8 di intervento dello Stato nella vita economica, con varie forme tendenti, nel loro complesso, al raggiungimento di tale meta per quanto ci\u00f2 sia possibile nel sistema capitalistico di produzione e ci\u00f2 in netto contrasto con i criteri informatori della politica economica della societ\u00e0 capitalistica di concorrenza che hanno ovunque prevalso in passato\u201d. E per anni in dottrina, prima che l\u2019adesione al programma liberale europeo spingesse a fare i salti mortali e a ricorrere a un \u201cuso alternativo del diritto\u201d per sostenere il contrario, fu opinione pacifica, confermata dai lavori dell\u2019Assemblea Costituente, che l\u2019art. 47 della Costituzione avesse costituzionalizzato la riforma bancaria del 1936.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dunque la Costituzione \u00e8 \u201cantifascista\u201d (ma in realt\u00e0 contraria a ogni regime dittatoriale), sotto il profilo delle libert\u00e0 non economiche e della democrazia, essa \u00e8 antiliberale, per quanto riguarda la politica economica interventista dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema allora sono i liberali. Se il despota esterno sono le \u00e9lite globaliste e gli stati interessati a mantenere il liberalismo forzato imposto dall\u2019Unione europea, il nemico interno sono i liberali. In assemblea costituente <a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=MnztBAAAQBAJ&amp;pg=PT953&amp;lpg=PT953&amp;dq=%22Togliatti%22+%22quattro+noci%22&amp;source=bl&amp;ots=kkXsKVFw9d&amp;sig=QLfg_WSVW0rnex4TeqgPjae-G5o&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwi02qKXru7QAhXBwxQKHTc4B0QQ6AEIGzAA#v=onepage&amp;q=%22Togliatti%22%20%22quattro%20noci%22&amp;f=fals\">i liberali erano \u201cquattro noci in un sacco\u201d<\/a> e non influirono minimamente (Einaudi se ne lament\u00f2) sulla Costituzione economica, che recep\u00ec pressoch\u00e9 integralmente le indicazioni provenienti da Fanfani e Pesenti, i quali avevano lavorato nella sotto-commissione relativa ai \u201crapporti economici\u201d. Poi, dal 1992, costretti ad attuare il liberalismo dell\u2019Unione europea, tutti i politici italiani sono stati, consapevolmente o meno, felicemente o ipocritamente, liberali. In questo modo il liberalismo economico si \u00e8 diffuso nel popolo come ideologia, come frasario, come valori, come slogan, che tuttavia sono europei non nazionali; derivano dai Trattati europei, non dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la sovranit\u00e0 non \u00e8 un guscio vuoto, non \u00e8 libert\u00e0 di politica economica, \u00e8 dovere politico di attuare il programma costituzionale, con il quale nulla hanno a che vedere la <em>flat<\/em> <em>tax<\/em>, la promozione del commercio internazionale come fine (il fine sono la produzione interna e la piena occupazione, che generano, eventualmente, come effetto, un certo aumento delle esportazioni) o la possibilit\u00e0 di non colpire la rendita finanziaria. Invece, qualche anno fa Claudio Borghi polemizz\u00f2 con uno degli autori di queste note, contestando il programma (allora dell\u2019ARS ora del FSI) di <a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/teoria\/reprimere-la-rendita-finanziaria-e-instaurare-un-sistema-finanziario-nazionale-documento-per-assemblea\">repressione della rendita finanziaria<\/a>, repressione che, ad essere onesti, fu attuata dal fascismo dopo il 1936 in modo ancora pi\u00f9 stringente di quanto avvenne dopo il 1948 e specialmente dal 1959 (quando finalmente si spense la luce tenebrosa di Einaudi) al 1981: il fascismo, con un decreto successivo alla legge bancaria, aveva previsto un conto corrente di tesoreria del Governo presso la banca d\u2019Italia con scoperto illimitato e interessi fissi all\u20191%, qualsiasi fosse il livello dell\u2019inflazione (Einaudi nel 1947 volle fissare un tetto allo scoperto del Governo nel 15% della spesa pubblica; per ulteriore ricorso allo scoperto sarebbe servita una legge).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lega e Fratelli d\u2019Italia non vogliono la riconquista della sovranit\u00e0: per ora vogliono sostituire al programma dell\u2019Unione europea un programma liberale nazionale anticostituzionale che, dopo il recesso dall\u2019Unione europea, non avrebbe alcun fondamento: n\u00e9 nei Trattati europei che, ipoteticamente, non sarebbero pi\u00f9 vigenti; n\u00e9 nella Costituzione. Non dubitiamo, perci\u00f2, che quando arriver\u00e0 il giorno del giudizio per l\u2019Unione europea, queste due forze politiche si adopereranno per la semplice <strong>revisione di questa Europa<\/strong> (tornando ad un serpente monetario ma lasciando vincoli al finanziamento della spesa statale, libert\u00e0 di circolazione dei capitali, principio della concorrenza, divieto di aiuti di Stato, IVA e molto altro): si tratta di due forze radicalmente anti-sovraniste e ben presto (ma ci vorr\u00e0 ancora qualche anno) ci\u00f2 che ora noi sappiamo e scriviamo sar\u00e0 noto a tutti. Intanto il Fronte Sovranista Italiano proseguir\u00e0 nella costruzione di quella che sar\u00e0 una delle forze politiche che costituiranno l\u2019alleanza sovranista. Il futuro dell\u2019Italia non passa n\u00e9 per la Lega, n\u00e9 per Fratelli d\u2019Italia, n\u00e9 per la semplicioneria pre-politica pentastellata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di STEFANO D\u2019ANDREA E PAOLO DI REMIGIO Rispondiamo alla replica di Buffagni al nostro articolo Il sovranismo \u00e8 possibile e desiderabile, dividendo il nostro intervento in due parti: l\u2019una pi\u00f9 propriamente teorica; l\u2019altra pi\u00f9 strettamente politica. *** Osservando nel precedente intervento che Buffagni non spiegava i motivi per rigettare la UE volevamo solo cercare un terreno comune di discussione. Questo terreno si \u00e8 evidenziato e a parte alcun precisazioni per sottolineare la complessit\u00e0 a volte&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6],"tags":[2885,1685,5440,3113,3253,3254,5439,5414,22,54,4465,5433],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/immagine-sito-2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6U9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26545"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26545"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26551,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26545\/revisions\/26551"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}