{"id":2661,"date":"2011-01-29T06:28:44","date_gmt":"2011-01-29T05:28:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2661"},"modified":"2011-01-29T06:28:44","modified_gmt":"2011-01-29T05:28:44","slug":"ricordando-che-la-verita-e-rivoluzionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2661","title":{"rendered":"Ricordando che la verit\u00e0 \u00e8 rivoluzionaria"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt\"><span style=\"color: #231f20; font-size: 14pt; mso-bidi-font-family: arial\"><font face=\"Calibri\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Pierfranco Pellizzetti<\/b>&nbsp;<font color=\"#222222\" face=\"\" size=\"2\">&nbsp;<\/font><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #231f20; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it; mso-ansi-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\"><font face=\"Calibri\"><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\">Ilfattoquotidiano<\/a><\/font><\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #231f20; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it; mso-ansi-language: it; mso-bidi-language: ar-sa\"><font face=\"Calibri\">Nella politica nazionale attrezzata a set da <i>reality<\/i>, la <b>finzione <\/b>si trasforma nell&rsquo;unica verit&agrave; disponibile. Come dimostrano in maniera flagrante i temi all&rsquo;ordine del giorno nel nostro dibattito pubblico.<\/p>\n<p>\tIl re del casual prestato alla Fiat, <b>Sergio Marchionne<\/b>, dichiara di voler americanizzare le relazioni industriali italiane allo scopo di migliorare produttivit&agrave; e competitivit&agrave;. Quando, invece, deve mandare un messaggio rassicurante al suo azionista di riferimento effettivo: i fondi d&rsquo;investimento d&rsquo;oltreoceano. Insomma, la verit&agrave; &egrave; che la partita reale si sta giocando <b>altrove<\/b>, compresa la scelta se proseguire o meno a fabbricare macchine nel Bel Paese. Ma dato che noi continuiamo a guardare il <i>reality<\/i>, dobbiamo pure sorbirci le chiacchiere estemporanee sulla flessibilit&agrave; che fanno arricciare di goduria il baffetto degli Ichino come le vibrisse di un gatto, dobbiamo assistere alle acrobazie senza rete dei Bonanni e degli Angeletti per far credere di essere ancora dei sindacalisti e non un caporalato della manodopera.<\/p>\n<p>\tAltro tema, altro regalo: la Corte dei Miracoli della Lega, scesa dalle valli prealpine sulle ali del vento del Nord, ci costringe da tempo a ingurgitare mestolate indigeste della <i>casseula<\/i> soprannominata <b>&ldquo;federalismo&rdquo;<\/b>. Anche perch&eacute;, tra una gutturale e l&rsquo;altra, hanno imposto come verit&agrave; di fede il principio che l&rsquo;attuale ordinamento italiano &egrave; &ldquo;statalistico&rdquo;. Dato che <b>&ldquo;statalismo&rdquo;<\/b> significa un regime invadente e oppressivo, che tutto controlla e dovunque interviene, sarebbe interessante appurare dove gli occhi sbarrati dell&rsquo;inquartato odontotecnico Calderoli o quelli furbetti del piccolo ranger cattura-latitanti Maroni si siano posati, per vedere all&rsquo;opera l&rsquo;overdose di controllo e intervento in questo Paese, dove <b>l&rsquo;anarchia <\/b>&egrave; legge consolidata da usucapioni pluridecennali. Non certo nei fiumi <i>lumbard<\/i>, inquinati al punto che ormai i rari pesci che vi sguazzano (&ldquo;trote&rdquo; comprese) hanno dovuto adottare bombole e boccaglio; di sicuro non nelle coste dei nostri mari, dove la cementificazione speculativa ha raggiunto livelli tali che i bambini sono costretti a dotarsi di martello pneumatico e piccone se solo hanno maturato l&rsquo;idea peregrina di costruirsi un bel castello di sabbia, classico divertimento da spiaggia.<\/p>\n<p>\tLa verit&agrave; &egrave; che la banda guidata dal pataccaro da foro boario Umberto Bossi vuole consolidare la crescita elettorale trasformando i collegi padani in un vero e proprio <b>feudo<\/b>, dove esercitare signoraggio e riscossione delle decime (stia attento, il Gran Capo, in materia di <i>jus primae noctis<\/i>, visti precedenti coccoloni).<\/p>\n<p>\tEppure &ndash; secondo le imperanti regole della <i>fiction<\/i> &ndash; c&rsquo;&egrave; subito la palla di pelo filosofica, il <b>Cacciari <\/b>di turno, che pontifica con aria pensosa su &ldquo;questioni settentrionali&rdquo; di pura fantasia e dialoga in spirito con il teorico della Lega che-ha-ballato-solo-una-estate, la bonanima del professor <b>Gianfranco Miglio<\/b>, uno snob che girava per Venezia travestito da blas&eacute; austriaco (con martingala e pantaloni alla zuava, ma lui era di Como), reo di aver fornito un vocabolario purchessia agli smandrappati con le pezze al sedere al seguito del <i>Senatur<\/i>. Quel <i>Senatur<\/i> che lo liquid&ograve; con l&rsquo;elegante viatico di &ldquo;peto nell&rsquo;universo&rdquo;. Per&ograve; lui non disse &ldquo;peto&rdquo;.<\/p>\n<p>\t<i>Venghino signori, venghino<\/i>. Perch&eacute; la televendita di panzane cosmiche continua oltrepassando Tevere. Ecco il turno di <b>papa Ratzinger<\/b>, intabarrato nei pittoreschi e candidi vestitini mantellina annessa, che squittisce con quella vocina da &ldquo;topino di Germania&rdquo; (da pronunciarsi con la voce del professor Franz Kranz alla Paolo Villaggio): insegnare l&rsquo;educazione sessuale minaccia la libert&agrave; religiosa. Magari c&rsquo;&egrave; il rischio che i giovanissimi imparino a stare in guardia da certe tonache e dalle loro pulsioni pedofile. Ovviamente il destro pi&ugrave; ammirato dalla sinistra, il satanasso libertino <b>Giuliano Ferrara<\/b>, ha subito fatto finta di prendere sul serio la faccenda, esprimendo convinta solidariet&agrave; al Sacro Soglio e al suo Massimo Pontefice. Si attendono analoghe prese di posizione da parte di Lele Mora, Flavio Briatore e altri monaci trappisti. Una volta dismesso il cilicio con cui mortificano i loro sensi e si predispongono alla meditazione.<\/p>\n<p>\tUn corteo carnascialesco che si chiude con il massimo imbonitore nazionale, il presidente del consiglio <b>Berlusconi<\/b>. Il quale da Berlino manda a dire che il governo non fa le riforme (?) per l&rsquo;intemerata e aggressiva opera dell&rsquo;<b>opposizione<\/b>. In realt&agrave;, gente che si guarda bene dal contrastare il suo potere devastante, visto che senza di lui non saprebbero cosa fare, come giustificare la propria presenza.&nbsp;Difatti lo salvano regolarmente, nella bicamerale dalemiana o in campagna elettorale, quando corrono per perdere (non &egrave; vero, Veltroni?). Persino i pi&ugrave; tosti a parole, sono filo-Berlusconi nell&rsquo;animo. Tipo <b>Antonio di Pietro<\/b>, che &ndash; servizievole &ndash; fa eleggere nelle proprie liste i futuri puntelli del Governo (da Di Gregorio agli Scilipolti e Razzi).<\/p>\n<p>\tConcludendo, c&rsquo;era una piccola ebrea polacca, chiamata <b>Rosa Luxemburg<\/b>, che una volta disse:<i> &ldquo;La cosa pi&ugrave; rivoluzionaria &egrave; dire la <b>verit&agrave;<\/b>&rdquo;<\/i>.&nbsp;Se lo sanno quelli del <i>reality<\/i>, ci costruiscono subito sopra un bell&rsquo;originale televisivo con Ruby Rubacuori protagonista<\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Pellizzetti&nbsp;&nbsp;Ilfattoquotidiano Nella politica nazionale attrezzata a set da reality, la finzione si trasforma nell&rsquo;unica verit&agrave; disponibile. Come dimostrano in maniera flagrante i temi all&rsquo;ordine del giorno nel nostro dibattito pubblico. 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