{"id":26617,"date":"2016-12-20T00:54:16","date_gmt":"2016-12-19T23:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26617"},"modified":"2016-12-20T18:02:57","modified_gmt":"2016-12-20T17:02:57","slug":"tolleranza-zero-il-credo-si-diffonde-dagli-stati-uniti-alleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26617","title":{"rendered":"&#8220;Tolleranza zero&#8221;: la guerra del neo-liberismo contro i poveri"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOIC WACQUANT<\/strong> [sociologo; University of California-Berkeley]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 12pt;\">Fonte: &#8220;Le monde diplomatique&#8221;, aprile 1999 <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Da alcuni anni, l&#8217;Europa intera \u00e8 investita da un&#8217;ondata di panico morale di tale ampiezza e virulenza da influire sulla politica degli Stati e ridisegnare la fisionomia delle societ\u00e0 che investe. Il suo oggetto apparente tanto apparente da pervadere il dibattito pubblico \u00e8 la delinquenza &#8220;giovanile&#8221;, la &#8220;violenza urbana&#8221;, i disordini il cui crogiolo sarebbero i &#8220;quartieri a rischio&#8221; con i loro abitanti, primi colpevoli delle &#8220;incivilt\u00e0&#8221;. Tutti termini da mettere tra virgolette, poich\u00e9 il loro significato non \u00e8 meno vago dei fenomeni che vorrebbero designare: nulla dimostra infatti una loro specificit\u00e0 &#8220;giovanile&#8221; e men che meno &#8220;urbana&#8221; o legata a determinati &#8220;quartieri&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Queste nozioni rientrano in una costellazione di termini e di tesi sulla criminalit\u00e0, la violenza, la giustizia, la disuguaglianza e la responsabilit\u00e0 di provenienza americana: concetti che si sono insinuati nel dibattito europeo fino ad inquadrarlo. La banalizzazione di queste analisi serve a dissimulare un obiettivo in larga misura estraneo ai problemi su cui vertono: quello di ridefinire la missione dello Stato, che ovunque tende a ritirarsi dall&#8217;arena economica e a ridurre il proprio ruolo sociale, mentre estende e inasprisce i propri interventi penali.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Lo Stato sociale europeo avrebbe dunque innanzitutto l&#8217;obbligo di ridimensionarsi, e quindi quello di elevare al rango di priorit\u00e0 la &#8220;sicurezza&#8221;, strettamente definita in termini fisici, ignorando ogni altro rischio (salariale, sociale, sanitario, educativo ecc.) per infierire contro le proprie pecorelle disperse.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sarebbe il caso di ripercorrere in ogni suo anello la lunga catena delle istituzioni, degli agenti e i supporti discorsivi (note di consulenti, relazioni di commissioni, scambi parlamentari, missioni di funzionari, colloqui di esperti, libri destinati agli studiosi o al grosso pubblico, conferenze stampa, articoli di giornali e servizi televisivi ecc.) che hanno veicolato una nuova concezione penale divenuta ormai moneta corrente, tendente a criminalizzare la miseria, e di conseguenza a normalizzare il lavoro dipendente precario. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dopo la sua incubazione in America, questa concezione si \u00e8 internazionalizzata in forme talora modificate e non immediatamente riconoscibili (a volte proprio da chi le diffonde) ma sempre nel segno di un&#8217;ideologia economica e sociale fondata sull&#8217;individualismo e sulla mercificazione, di cui \u00e8 traduzione e complemento in materia di &#8220;giustizia&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Questa vasta rete di diffusione, partita da Washington e da New York, che ha attraversato l&#8217;Atlantico per insediarsi a Londra e irradiare da qui i propri canali sull&#8217;intero continente europeo, ha avuto origine nel complesso degli organi dello stato americano che hanno l&#8217;incarico ufficiale di attuare e quindi mettere in vetrina il &#8220;rigore penale&#8221;: in particolare, il ministro federale della giustizia e il Dipartimento di stato e inoltre gli organismi parapubblici e professionali legati all&#8217;amministrazione della polizia e dei penitenziari, i media e le imprese private che partecipano all&#8217;economia carceraria (aziende appaltatrici nel campo dell&#8217;edilizia, della gestione carceraria, dell&#8217;assistenza sanitaria ai detenuti, delle tecnologie per l&#8217;identificazione e la sorveglianza ecc.). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Peraltro in questo campo, come in molti altri, il settore privato fornisce un contributo decisivo alla concezione e alla realizzazione della &#8220;politica pubblica&#8221;. Di fatto, il ruolo eminente dei <i>think tanks<\/i> neoconservatori nella definizione e nella successiva internazionalizzazione della nuova <i>doxa<\/i> punitiva pone in evidenza i legami organici, ideologici e pratici tra il deperimento del settore sociale dello stato e il dispiegamento del suo braccio penale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">In effetti, i &#8220;pensatoi&#8221; e istituti di consulenza che sulle due rive dell&#8217;Atlantico hanno preparato, con un paziente lavoro di erosione intellettuale, l&#8217;avvento del &#8220;liberalismo reale&#8221; di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, hanno svolto a un decennio di distanza una seconda funzione: quella di veicolare alle \u00e9lites politiche e mediatiche i concetti, i principi e le misure in grado di giustificare e accelerare l&#8217;instaurazione di un apparato penale tanto multiforme quanto iperbolico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Quegli stessi che ieri militavano con il ben noto successo in favore del &#8220;meno Stato&#8221;, per tutto ci\u00f2 che attiene alle prerogative del capitale e all&#8217;utilizzo della manodopera, esigono oggi con pari ardore &#8220;pi\u00f9 Stato&#8221;, per dissimulare o contenere le conseguenze deleterie della <i>deregulation<\/i> nel campo del lavoro dipendente e dei tagli alla protezione sociale.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sul versante americano, pi\u00f9 ancora dell&#8217;<i>American Enterprise Institute<\/i>, del <i>Cato Institute<\/i> o della Fondazione Heritage, \u00e8 stato il <i>Manhattan Institute<\/i> a farsi carico di diffondere le tesi e i dispositivi di repressione dei &#8220;disordini&#8221; suscitati da quella che gi\u00e0 Alexis de Tocqueville definiva &#8220;l&#8217;ultima plebaglia delle nostre grandi citt\u00e0&#8221;. Nel 1984, l&#8217;istituto fondato da Anthony Fischer (il mentore di Margaret Thatcher) e da William Casey (che sar\u00e0 direttore della Cia durante la presidenza di Reagan) per applicare ai problemi sociali i principi dell&#8217;economia di mercato ha messo in orbita il libro di Charles Murray dal titolo <i>Losing Ground<\/i>, che servir\u00e0 da &#8220;bibbia&#8221; dalla crociata di Reagan contro lo stato sociale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L&#8217;autore imputa l&#8217;aumento della povert\u00e0 in America all&#8217;eccessiva generosit\u00e0 della politica di aiuti agli indigenti, la quale a suo parere avrebbe premiato l&#8217;inattivit\u00e0 e indotto il degrado morale tra i ceti popolari, favorendo in particolare quelle unioni &#8220;illegittime&#8221; che considera come la causa ultima di tutti i mali delle societ\u00e0 moderne, compresa la &#8220;violenza urbana&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sul versante britannico, l&#8217;<i>Adam Smith Institute<\/i>, il <i>Centre for Policy Studies<\/i> e l&#8217;<i>Institute of Economic Affairs<\/i> (<i>Iea<\/i>) hanno operato di concerto per la diffusione delle concezioni neoliberali in materia economica e sociale, oltre che delle tesi punitive elaborate in America e introdotte ai tempi di John Major, prima di essere riprese e amplificate da Anthony Blair. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ad esempio, alla fine del 1989, l&#8217;<i>Iea<\/i> (fondata, come il <i>Manhattan Institute<\/i>, da Anthony Fischer, sotto l&#8217;alto patronato intellettuale di Friedrich von Hayek) orchestrava, su iniziativa di Rupert Murdoch, una serie di pubblicazioni e incontri dedicati al &#8220;pensiero&#8221; di Charles Murray. Quest&#8217;ultimo scongiurava allora i britannici di procedere a una drastica stretta nel campo delle prestazioni sociali, allo scopo di contenere nel Regno unito l&#8217;emergere di una cosiddetta &#8220;<i>underclass<\/i>&#8221; di poveri alienati, dissoluti e pericolosi, parente stretta di quella che stava &#8220;devastando&#8221; le citt\u00e0 americane, in conseguenza delle misure sociali introdotte negli anni 60, ai tempi della &#8220;guerra alla povert\u00e0&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1994 Charles Murray torna alla carica in occasione di un suo nuovo soggiorno a Londra; nel frattempo, la nozione di <i>underclass<\/i> \u00e8 entrata a far parte del linguaggio politico, e Murray non trova difficolt\u00e0 a convincere il suo pubblico che le fosche previsioni da lui formulate nel 1989 si sono avverate: l&#8217;\u00abillegittimit\u00e0\u00bb, la \u00abdipendenza\u00bb e la criminalit\u00e0 sono aumentate di concerto tra i nuovi poveri di Albione, e i loro effetti congiunti minacciano di morte repentina la civilt\u00e0 occidentale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel 1995 il suo compagno di lotta ideologica Lawrence Mead, politologo neoconservatore della <i>New York University<\/i>, viene a spiegare ai britannici che se lo stato deve astenersi dall&#8217;aiutare materialmente i poveri, ha per\u00f2 il dovere di sostenerli moralmente imponendo loro di lavorare. Si tratta della tematica, da allora canonizzata da Anthony Blair, degli &#8220;obblighi di cittadinanza&#8221;, con i quali si giustifica l&#8217;istituzione, nel 1996 negli Stati Uniti e tre anni dopo nel Regno Unito , dell&#8217;obbligo al lavoro salariato, in deroga al diritto sociale e del lavoro, per le persone &#8220;dipendenti&#8221; dagli aiuti dello stato.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Lo stato paternalista \u00e8 tenuto anche ad essere uno stato punitivo. Nel 1997 l&#8217;<i>Iea<\/i> invita nuovamente Charles Murray, che stavolta promuove l&#8217;idea di un &#8220;carcere funzionante&#8221;: in altri termini, la spesa penitenziaria \u00e8 vista come un investimento razionale e redditizio per la societ\u00e0. Murray si fonda su uno &#8220;studio&#8221; del ministero federale della giustizia, e conclude che l&#8217;effetto &#8220;neutralizzante&#8221; del triplicarsi della popolazione carceraria degli Stati uniti tra il 1975 e il 1989 sarebbe stato di per s\u00e9 sufficiente a prevenire in un solo anno, il 1990, 390.000 tra omicidi, stupri e rapine. <\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Alcuni mesi dopo la visita di Murray, l&#8217;<i>Iea<\/i> invita l&#8217;ex capo della polizia di New York, William Bratton, a divulgare il concetto di &#8220;tolleranza zero&#8221; nel corso di una conferenza stampa truccata da colloquio, alla quale prendono parte vari responsabili della polizia britannica. La &#8220;tolleranza zero&#8221; \u00e8 in effetti il complemento poliziesco all&#8217;incarcerazione di massa conseguente alla penalizzazione della miseria, in Gran Bretagna come negli Stati Uniti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Com&#8217;\u00e8 ormai consuetudine, all&#8217;incontro \u00e8 seguita la pubblicazione di un&#8217;opera collettiva dal titolo: <i>Zero Tolerance: Policing A Free Society<\/i> (Tolleranza zero: l&#8217;ordine pubblico in una societ\u00e0 libera). Il titolo riassume tutta una filosofia politica: una societ\u00e0 &#8220;libera&#8221; nel senso di liberale e non interventista &#8220;in alto&#8221;, soprattutto in materia di fisco e di tutela dell&#8217;occupazione; ma intrusiva e intollerante &#8220;in basso&#8221;, per tutto ci\u00f2 che attiene ai comportamenti pubblici da parte dei ceti popolari, stretti in una morsa tra la generalizzazione della sottoccupazione e del lavoro precario da un lato e la riduzione della tutela sociale e dei servizi pubblici dall&#8217;altro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Queste nozioni sono servite da quadro alla legge sul crimine e sui disordini votata dal parlamento neolaburista nel 1998, la pi\u00f9 repressiva del dopoguerra. Il primo ministro britannico ha cos\u00ec motivato il suo sostegno alla &#8220;tolleranza zero&#8221;: &#8220;\u00c8 importante affermare che non tolleriamo pi\u00f9 le infrazioni minori. Il principio di base sta qui nel dire: s\u00ec, \u00e8 giusto essere intolleranti verso i senzatetto nelle strade&#8221;.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"> Prendendo le mosse dal Regno Unito, le nozioni e i dispositivi promossi dai <i>think tanks<\/i> neoconservatori degli Stati Uniti si sono diffusi in tutta Europa. Il consenso dei governanti dei diversi paesi su questi temi e su queste politiche assume forme diverse: si va dalla posizione esplicita ed entusiastica di Blair a quella di Jospin, che tradisce la sua vergogna con qualche maldestro tentativo di diniego, attraverso tutta una gamma di posizioni intermedie. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Nessuno sembra poter sfuggire all&#8217;obbligo di schierarsi con gli agenti dell&#8217;impresa transnazionale impegnata a far accettare il nuovo <i>ethos<\/i> punitivo ai dirigenti e funzionari degli stati europei, che dopo essersi convertiti alle virt\u00f9 del mercato (cosiddetto libero) e alla necessit\u00e0 del meno stato (sociale, beninteso) si allineano anche all&#8217;imperativo del &#8220;ristabilimento&#8221; dell&#8217;ordine (repubblicano) universalizzandolo in seno alla ristretta cerchia dei paesi capitalisti che si pensano come l&#8217;universo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">L\u00e0 dove si rinuncia a creare posti di lavoro si istituiranno commissariati, ovviamente nell&#8217;attesa di costruire nuovi penitenziari. L&#8217;espansione dell&#8217;apparato poliziesco e penale pu\u00f2 peraltro contribuire alla creazione di posti di lavoro nell&#8217;ambito della sorveglianza degli esclusi dal mondo del lavoro: i 20.000 addetti alla sicurezza e i 15.000 agenti locali che si prevede di ammassare entro il 1999 nei &#8220;quartieri a rischio&#8221; rappresentano un buon decimo dei posti di lavoro per i giovani promessi dal governo francese. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">I paesi importatori dei sistemi penali americani non si accontentano di recepire l&#8217;esempio; spesso prendono l&#8217;iniziativa prendendo a prestito gli strumenti repressivi Usa per adattarli alle rispettive necessit\u00e0 e alle tradizioni nazionali in campo politico e intellettuale, in particolare grazie alle varie &#8220;missioni di studio&#8221; che si moltiplicano attraverso l&#8217;Atlantico.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Sull&#8217;esempio di Gustave de Beaumont e di Alexis de Tocqueville, partiti nella primavera del 1831 per un&#8217;esplorazione sul &#8220;terreno classico del sistema penitenziario&#8221;, numerosi parlamentari, esperti in materia penale e alti funzionari dell&#8217;Unione Europea si recano regolarmente in pellegrinaggio a New York, a Los Angeles e a Houston, nell&#8217;intento di &#8220;penetrare i misteri della disciplina americana&#8221;, oltre che nella speranza di attivare &#8220;qualche risorsa segreta&#8221; in patria. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Ad esempio, \u00e8 stato in seguito a una missione finanziata dalla <i>Corrections Corporation of America<\/i>, prima societ\u00e0 di incarcerazione privata degli Stati Uniti, che Sir Edward Gardiner, presidente della Commissione interni della Camera dei Lord, ha avuto modo di scoprire le virt\u00f9 della privatizzazione penitenziaria. Cos\u00ec, dopo aver indirizzato il Regno Unito verso un sistema carcerario a scopo di lucro, \u00e8 divenuto egli stesso membro del Consiglio d&#8217;amministrazione di una delle principali imprese che si spartiscono il succulento mercato penale (dal 1993 al 1998 il numero dei clienti delle carceri private britanniche \u00e8 passato da 200 a 3800).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"> L&#8217;altro veicolo di diffusione della nuova concezione penale in voga in Europa \u00e8 costituito dai rapporti ufficiali: testi &#8220;pre-pensati&#8221;, grazie ai quali i governi rivestono le loro proposte normative degli orpelli di quella pseudo-scienza che i pensatori meglio sintonizzati con la problematica mediatico-politica del momento sanno cos\u00ec bene produrre a comando.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Questi lavori si fondano sulle relazioni prodotte, in circostanze e secondo canoni analoghi, nelle societ\u00e0 assunte a &#8220;modello&#8221;, in maniera tale che la concezione comunemente accettata negli ambienti governativi di un paese trovi il proprio avallo da parte dei dirigenti degli Stati vicini, secondo un processo di rafforzamento circolare. Un esempio tra tanti: l&#8217;allegato al rapporto della missione affidata da Lionel Jospin a due deputati socialisti, dal titolo <em>Risposte alla delinquenza minorile<\/em>, che lascia sbalorditi: l&#8217;autore, Hubert Martin, consulente per gli affari sociali presso l&#8217;ambasciata di Francia negli Stati uniti, intona un panegirico al coprifuoco imposto agli adolescenti nelle metropoli americane. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La sua nota si fonda sui risultati di una pseudo-inchiesta condotta e pubblicata dall&#8217;Associazione nazionale dei sindaci delle grandi citt\u00e0 statunitensi allo scopo di difendere questo espediente poliziesco cui la &#8220;vetrina&#8221; dei media riserva un posto d&#8217;elezione. In verit\u00e0, si tratta di programmi che non hanno un&#8217;incidenza misurabile sulla delinquenza, ma si limitano in realt\u00e0 a spostarla nel tempo e nello spazio. Sono costosissimi in termini di uomini e di mezzi, dato che comportano ogni anno decine di migliaia di arresti, registrazioni, trasferimenti e l&#8217;eventuale incarcerazione di giovani che non hanno violato nessuna legge. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Peraltro queste misure, lungi dal raccogliere un &#8220;consenso locale&#8221;, sono vigorosamente contestate davanti ai tribunali per la loro vocazione repressiva e per l&#8217;applicazione discriminatoria, che contribuisce a criminalizzare i giovani di colore dei quartieri segregati. Cos\u00ec una misura di polizia che non ha altri effetti al di fuori di quelli criminogeni e liberticidi, e si giustifica solo in base a considerazioni di tipo mediatico, finisce per generalizzarsi, poich\u00e9 ciascun paese la applica col pretesto dei &#8220;successi&#8221; riportati altrove.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">I <i>think tank<\/i> americani e i loro alleati in campo burocratico e mediatico provvedono alla gestazione e alla diffusione, prima nazionale e poi internazionale, di termini, teorie e misure che si intrecciano per penalizzare l&#8217;insicurezza sociale e le sue conseguenze. La trasposizione \u00e8 parziale o integrale, consapevole o meno, e i funzionari preposti a metterla in pratica devono assicurarne l&#8217;adattamento all&#8217;idioma culturale e alle tradizioni degli stati riceventi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Una terza operazione, di presentazione in veste scientifica, viene poi a raddoppiare il lavoro, accelerando il traffico delle categorie interpretative neoliberali, sempre pi\u00f9 intenso tra New York e Londra, e da qui con Parigi, Bruxelles, Monaco, Milano e Madrid. Attraverso scambi, interventi e pubblicazioni di carattere universitario, reale o simulato, i &#8220;traghettatori&#8221; intellettuali riformulano le varie categorie in una sorta di <i>pidgin<\/i> politologico, abbastanza concreto per agganciare i responsabili politici e i giornalisti, preoccupati di restare &#8220;aderenti alla realt\u00e0&#8221; (quella proiettata dalla visione autorizzata del sociale) ma anche abbastanza astratto per non rivelare troppo smaccatamente il contesto nazionale d&#8217;origine. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Cos\u00ec queste nozioni divengono luoghi comuni semantici, in cui si riconoscono tutti coloro che, al di l\u00e0 delle diversit\u00e0 di professione, nazionalit\u00e0 e persino di affiliazione politica, sono portati a vedere la societ\u00e0 neoliberale avanzata quale vorrebbe essere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Cos\u00ec si diffonde in Europa la nuova concezione penale americana: mano pesante contro i reati minori e le piccole infrazioni, inasprimento delle pene, graduale cancellazione delle norme specifiche sulla delinquenza giovanile, focalizzazione sulle popolazioni e sui territori considerati &#8220;a rischio&#8221;, <i>deregulation<\/i> dell&#8217;amministrazione penitenziaria: il tutto in perfetta consonanza con il senso comune neoliberale in materia economica e sociale. Ogni considerazione di ordine politico o civico \u00e8 soppiantata dal ragionamento economicista, dal dogma efficientista del mercato, dall&#8217;imperativo della responsabilit\u00e0 individuale di cui l&#8217;altra faccia \u00e8 l&#8217;irresponsabilit\u00e0 collettiva che si estendono all&#8217;ambito del delitto e del castigo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Generalmente, l&#8217;espressione <i>Washington consensus<\/i> \u00e8 applicata al complesso delle misure di aggiustamento strutturale imposte dal mondo della finanza internazionale come condizione per gli aiuti ai paesi indebitati (con i disastrosi risultati constatati in Russia e in Asia), e per estensione alle politiche economiche neoliberali he si sono imposte in tutti i paesi capitalisti avanzati nel corso degli ultimi due decenni. Ma oramai sarebbe il caso di includere in questa nozione anche il trattamento punitivo dell&#8217;insicurezza e dell&#8217;emarginazione sociali, che sono le logiche conseguenze di queste politiche.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div align=\"justify\"><em><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOIC WACQUANT [sociologo; University of California-Berkeley] Fonte: &#8220;Le monde diplomatique&#8221;, aprile 1999 Da alcuni anni, l&#8217;Europa intera \u00e8 investita da un&#8217;ondata di panico morale di tale ampiezza e virulenza da influire sulla politica degli Stati e ridisegnare la fisionomia delle societ\u00e0 che investe. Il suo oggetto apparente tanto apparente da pervadere il dibattito pubblico \u00e8 la delinquenza &#8220;giovanile&#8221;, la &#8220;violenza urbana&#8221;, i disordini il cui crogiolo sarebbero i &#8220;quartieri a rischio&#8221; con i loro&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26858,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[5208,5456,5451,5454,549,4734,5270,5039,1067,5453,5455,5452],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/wacquant.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Vj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26617"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26617"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26617\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26859,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26617\/revisions\/26859"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}