{"id":26619,"date":"2016-12-14T00:54:35","date_gmt":"2016-12-13T23:54:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26619"},"modified":"2016-12-14T06:26:10","modified_gmt":"2016-12-14T05:26:10","slug":"unanalisi-dettagliata-del-voto-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26619","title":{"rendered":"Un&#8217;analisi dettagliata del voto americano"},"content":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO CAMPA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elezioni presidenziali americane sono finite da pi\u00f9 di un mese e solo ora, escluso qualche centinaia di migliaia di voti rimasti da contare, voti di americani residenti all\u2019estero, i numeri definitivi delle elezioni danno un quadro preciso della situazione politica a stelle e strisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa di scoprire tutti i nomi del gabinetto del governo Trump e le circa quattromila nomine necessarie per riempire le posizioni vitali di competenza della nuova amministrazione, la cosa che possiamo fare \u00e8 analizzare i dati definitivi del voto per comprendere meglio come l\u2019evolversi della politica Americana e soprattutto cosa aspettarsi nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump ha vinto la presidenza grazie al maggior numero di voti del collegio elettorale; 306 elettori contro i 232 di Clinton. Il voto popolare invece \u00e8 appannaggio di Hillary Clinton; con qualche migliaio di voti ancora da contare, la Clinton \u00e8 avanti di quasi 3 milioni di voti: intorno ai 65,800,000 voti contro i 62,900,000 di Trump. La composizione del collegio elettorale \u00e8 ci\u00f2 che ha spostato la bilancia in favore di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una curiosit\u00e0 statistica. Nessun altro candidato presidenziale aveva mai perso il voto popolare con un margine cos\u00ec largo, per poi vincere ugualmente le elezioni grazie ad una schiacciante vittoria nel collegio elettorale. Nel 2000, Bush aveva vinto la maggioranza del collegio elettorale battendo Al Gore, ma aveva perso il voto popolare di qualche migliaio di voti, una miseria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con quasi 63 milioni, Trump ha ottenuto il record per un candidato Repubblicano, superando il consenso ottenuto da Bush nel 2004 con poco pi\u00f9 di 62 milioni di voti i quali permisero a Bush di battere John Kerry. L\u2019elettorato repubblicano ha quindi fatto la propria parte andando in massa a votare e raccogliendo anche il voto dei cosiddetti \u201cdemocratici reganiani\u201d i quali hanno sopperito alla mancanza di sostegno per Trump da parte dell\u2019establishment repubblicano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clinton d\u2019altro canto non \u00e8 riuscita a ricreare la coalizione obamiana del 2008, quando Barak riusc\u00ec a portare alle urne una massa di elettori appartenenti sia al blocco democratico tradizionale, sia alle minoranze etniche, sia alla massa dei giovani, particolarmente quelli appartenenti al mondo studentesco. Obama nel 2008 ottenne quasi 69.500.000 di voti, il record assoluto per un candidato presidenziale americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obama si conferm\u00f2 Presidente nel 2012 aggiudicandosi quasi 66 milioni di voti contro i quasi 61 milioni di Romney. A conti fatti si deduce che ai democratici mancano 4-5 milioni di elettori rispetto al 2008, mentre Trump ha rivitalizzato il partito repubblicano rendendolo pi\u00f9 competitivo rispetto al passato e posponendone l\u2019annunciato declino ancora di qualche anno. Pi\u00f9 che il voto sommerso, Trump \u00e8 stato bravo a raccogliere in massa l\u2019elettorato repubblicano, mentre per la Clinton ha ceduto il muro blu del \u201cRust Belt.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia \u00e8 difficile da concepire l\u2019idea del collegio elettorale poich\u00e9 il sistema politico americano, voluto dai suoi padri fondatori, si basa pi\u00f9 sul concetto di repubblica federale rispetto ad una democrazia pura. Il collegio elettorale \u00e8 stato concepito per due motivi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 il primo scopo era quello di creare un cuscinetto tra la popolazione e la selezione di un presidente. I padri fondatori avevano paura di una elezione diretta del presidente. Temevano un tiranno che avrebbe potuto arrivare al potere. Il maggior proponente del sitema a collegio elletorale, Alexander Hamilton e il resto dei Padri Fondatori vedevano nel collegio elettorale un baluardo contro l\u2019avvento di un personaggio in grado di manipolare la massa dei cittadini a proprio vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 Il secondo motivo era di dare pi\u00f9 equilibrio ai singoli Stati dell\u2019Unione assegnando potere anche agli Stati pi\u00f9 piccoli. Per esempio in un sistema maggioritario, stati e centri urbani pi\u00f9 popolosi decidono le sorti dell\u2019intera nazione, lasciando larga parte del paese alla merc\u00e9 decisionale di chi vota in posti come la California, New York, Washington e Chicago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo gli Stati Uniti un paese enorme, ci sono rimarcate differenze culturali ed esistenziali fra le varie zone del paese; i cittadini di San Francisco ad esempio hanno esigenze e ideologie diverse rispetto a chi vive nell\u2019Idhao oppure nella Louisiana. Per quanto riguarda il collegio elettorale, la vittoria di Trump non \u00e8 stata ancora ufficializzata, poich\u00e9 il collegio si riunir\u00e0 solo il 19 di dicembre. In teoria Trump non \u00e8 ancora il presidente eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando ai numeri. Trump ha vinto in 30 Stati pi\u00f9 il secondo distretto congressionale dello Stato del Maine. Clinton ha vinto 20 Stati pi\u00f9 il Distretto di Columbia. Clinton ha vinto in California con pi\u00f9 del doppio dei voti, 8.600.000, contro i 4.400.000 di Trump; da qui la ragione della larga differenza nel voto popolare a favore di Clinton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump ha vinto in pi\u00f9 contee rispetto alla Clinton, 2623 contro le 489, dipingendo la mappa politica americana di un profondo rosso repubblicano e marginalizzando il potere democratico agli stati costieri e ai grossi centri urbani. Nel mezzo la maggior parte del paese \u00e8 conservatore, dando cos\u00ec ancor pi\u00f9 risonanza alle differenze tra i vari centri del paese. Il contadino texano \u00e8 lontano anni luce dal professionista High Tech della Silicon Valley. Il metalmeccanico dell\u2019Ohio vede il mondo completamente agli antipodi rispetto al cittadino elitista di Manhattan. Il minatore del West Virginia concepisce la vita in maniera porfondamente diversa rispetto all\u2019intelletuale Bostoniano. Il piccolo imprenditore della Florida vive la vita in maniera pi\u00f9 articolata rispetto al fumatore di marijuana del Colorado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sconfitta di Clinton \u00e8 stata s\u00ec una sorpresa, ma i sondaggi non erano poi cos\u00ec sbagliati, vista la differenza nel voto popolare tra la Clinton e Trump. Alla fine la Clinton ha vinto il voto popolare con una percentuale di 3-4 punti il che \u00e8 in linea con i sondaggi preelettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Clinton ha perso per un motivo tattico pi\u00f9 che per uno sbaglio di interpretazione del voto popolare. I democratici sapevano che la larga popolazione minoritaria degli Stati Uniti, in particolare quella latina, avrebbe fatto la differenza in Stati come il Nevada, il Colorado e il Nuovo Messico. L\u2019avanzata dell\u2019immigrazione latina, sempre favorevole ai Democratici, ha trasformato, nell\u2019ultimo decennio, stati tradizionalmente pi\u00f9 conservatori come per esempio il Nevada, in Stati solidamente Blu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019onda blu si \u00e8 arrestata temporaneamente, grazie agli Stati cosidetti del Rust Belt, cio\u00e8 Indiana, Michigan, Pensylvania, Ohio, Wisconsin. Questi sono stati tradizionalmenti democratici, che hanno votato fedelmente il partito democratico per quasi 30 anni. Clinton qui ha commesso il suo errore tattico; considerare come sicuri questi Stati, tanto da visitare, durante tutta la campagna presidenziale, tra gli stati del Rust Belt, una sola volta il Wisconsin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I democratici hanno fallito nel capire che in questi Stati la perdita di quei posti manifatturieri impacchettati e spediti oltre i confini nazionali, in Messico, Cina, Vietman, Canada ect. ha alienato una popolazione che aveva un disperato bisogno di un cambio epocale. In questi stati la tradizionale classe media bianca forma ancora la maggioranza della popolazione e non ha subito, per il momento, un impatto decisivo nei flussi immigratori, come per esempio in California.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima volta che questi Stati hanno votato Repubblicano \u00e8 stato con la candidatura di Reagan; ecco perch\u00e9 gli elettori che hanno eletto Trump, nel Rust Belt, portano la nomina di democratici reganiani. Quando Trump, nell\u2019ultimo mese della campagna, visitava freneticamente la Rust Belt, i mass media lo tacciavano di essere alla disperazione; in realt\u00e0 Trump aveva capito che in questi Stati, per la prima volta in decenni, il voto era di nuovo in gioco a favore dei Repubblicani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambio demografico dell\u2019America avvantaggia i liberali progressisti, la larga maggioranza dei non-bianchi vota democratico. I bianchi ora sono il 62% della popolazione, in 10 anni saranno appena il 48-50%. Il futuro \u00e8 in mano esclusivamente ai democratici con la conferma di queste dinamiche. Credo fortemente che queste elezioni siano state il colpo di coda di un partito Repubblicano che, se non si rifonda completamente, non governer\u00e0 pi\u00f9 per i prossimi cento anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump ora dovr\u00e0, per arginare l\u2019onda blu, posizionarsi verso il centro e ammorbidire alcune delle sue vedute (soprattutto in termini di leggi immigratorie) per potersi assicurare fra quattro anni la rielezione; anche perch\u00e9 difficilmente i democratici rifaranno lo stesso errore due volte, scordarsi cio\u00e8 di fare appello all\u2019elettorato del Rust Belt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, per i prossimi quattro anni i Repubblicani avranno la maggioranza sia alla Camera che al Senato. L\u2019en plein elettorale repubblicano non deve per\u00f2 confondervi. I repubblicani hanno s\u00ec il controllo virtualmente dell\u2019intero apparato politico a Washington, ma rispetto alle elezioni intermedie del 2014 hanno perso qualche rappresentante al Senato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I repubblicani passano da 54 a 52 rappresentanti perdendo due senatori; una maggioranza s\u00ec, ma striminzita visto che non \u00e8 a prova di \u201cfilibuster\u201d. Va un po\u2019 meglio alla Camera, dove i repubblicani hanno 238 seggi contro i 194 dei democratici. Un margine a prova di qualsiasi ostruzionismo democratico. Anche qui bisogna dire per\u00f2 che i Repubblicani hanno perso, rispetto al voto del 2014, sei seggi andati a favore dei Democratrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri quindi ci dicono che i Repubblicani hanno vinto su tutta la linea, anche se il credito va dato non alla capacit\u00e0 dei repubblicani di stimolare i propri votanti, bens\u00ec al carisma di Donald Trump che \u00e8 riuscito con la sua personalit\u00e0 e idea politica a creare un movimento d\u2019urto, uno sbarramento all\u2019avanzata blu democratica che dopo le elezioni di Obama nel 2008 sembrava inarrestabile, portando a votare ai seggi gente che non era stata certamente ispirata ad andare alle urne a votare candidati presidenziali come McCain o Romney.<\/p>\n<article id=\"post-146\" class=\"post-146 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-senza-categoria category-stati-uniti category-zibaldone\">\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lezioni intermedie per la Camera e Senato del 2018, ci diranno quale giudizio gli americani si saranno fatti della presidenza di Trump. Se i Repubblicani manterrano il controllo del Senato e della Camera, allora il 2020 far\u00e0 meno paura ai repubblicani e Trump avr\u00e0 una seria possibilit\u00e0 di essere rieletto.<\/p>\n<div class=\"page-links\">\u00a0<em>fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2016\/12\/13\/una-analisi-dettagliata-del-voto-statunitense-di-gianfranco-campa\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2016\/12\/13\/una-analisi-dettagliata-del-voto-statunitense-di-gianfranco-campa\/<\/a><\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANFRANCO CAMPA Le elezioni presidenziali americane sono finite da pi\u00f9 di un mese e solo ora, escluso qualche centinaia di migliaia di voti rimasti da contare, voti di americani residenti all\u2019estero, i numeri definitivi delle elezioni danno un quadro preciso della situazione politica a stelle e strisce. In attesa di scoprire tutti i nomi del gabinetto del governo Trump e le circa quattromila nomine necessarie per riempire le posizioni vitali di competenza della nuova&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26621,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[5315,3019,5311,5310,126,300,5037,5448],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/310x0_1478678458208.ap_screenshot_trump_clinton.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6Vl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26619"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26619"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26639,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26619\/revisions\/26639"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}