{"id":26657,"date":"2016-12-15T10:25:53","date_gmt":"2016-12-15T09:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26657"},"modified":"2016-12-14T23:44:45","modified_gmt":"2016-12-14T22:44:45","slug":"movimento-5-stelle-di-lotta-o-di-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26657","title":{"rendered":"Movimento 5 Stelle di lotta o di governo?"},"content":{"rendered":"<div class=\"riassunto\">di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Siani)<\/strong><\/div>\n<div class=\"riassunto\"><span style=\"font-size: 18pt\">\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/div>\n<div class=\"riassunto\"><em>Riflessioni sulla principale alternativa a Renzi. I limiti della comunicazione degli \u201conesti\u201d e le contraddizioni insite nel loro programma devono trovare una risoluzione se i 5 Stelle vogliono davvero governare.<\/em><\/div>\n<div class=\"riassunto\"><span style=\"font-size: 18pt\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div class=\"riassunto\"><\/div>\n<div class=\"riassunto\">\n<p>Renzi \u00e8 caduto, ma non si \u00e8 fatto troppo male. Aspetter\u00e0 che passi la bufera ritemprandosi al tepore del camino di casa, lasciando al freddo il povero Gentiloni con la stessa squadra di governo. Qualche mese ad osservare il vuoto di potere per coltivare la convinzione di tanti italiani che non esistano alternative a Renzi stesso. \u00c8 uscito un <a href=\"http:\/\/www.unita.tv\/opinioni\/ridefinire-il-posizionamento-strategico-del-pd\/\">pezzo interessante sull\u2019Unit\u00e0<\/a> a riguardo, in cui Nocentini tenta il parallelismo \u201cstrategico\u201d tra prima repubblica e situazione attuale, in base ai rapporti di forza elettorali. In sintesi<strong> il Pd sarebbe la Dc, Forza Italia il Psi, il Movimento 5 Stelle il Pci<\/strong>; Renzi dunque \u201cl\u2019unico governo possibile\u201d, il 5 Stelle la perpetua opposizione \u201cpura\u201d ed esclusa (in parte per scelta propria), Berlusconi la stampellina necessaria. La Lega pare non esistere proprio, come il vecchio Msi, anche se questo l\u2019articolo non lo dice. Un\u2019analisi di questo tipo d\u00e0 per scontato il proporzionale che, curiosamente, veniva proposto dal Movimento e respinto da un Renzi a vocazione maggioritaria. Post referendum i ruoli paiono essersi invertiti. Ansiosi di raccogliere i frutti del successo referendario, <strong>sia Salvini che i 5 Stelle<\/strong> hanno invocato le elezioni, che subito per\u00f2 non possono esserci neanche se Mattarella fosse favorevole all\u2019idea, data l\u2019<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/legge-elettorale-la-situazione-attuale\/\">antitesi tra le leggi elettorali vigenti per Camera e Senato<\/a>. <strong>Ma possono essere davvero loro le alternative a Renzi<\/strong> <strong>e al suo progetto di nuova Democrazia Cristiana?<\/strong> Oggi ci dedicheremo ai 5 Stelle, che si sono lanciati in un tour de force televisivo sguinzagliando i pezzi da novanta. Di Maio \u00e8 andata dall\u2019Annunziata, Di Battista da Minoli. Palcoscenici scomodi per entrambi, dato il bias evidente degli intervistatori nei loro confronti. Minoli ha tenuto un ritmo serrato, quasi epilettico, impedendo a Di Battista di esprimere un pensiero organico, compiuto. Anche lui, per la verit\u00e0, ci ha messo del proprio, cercando di glissare su tutti gli argomenti scomodi, cio\u00e8 la maggior parte. Lo stesso dicasi per Di Maio. Circola in questi giorni sul web la stoccata messa a segno da Lucia Annunziata: <a href=\"http:\/\/tv.iltempo.it\/home\/2016\/12\/11\/video\/lucia-annunziata-umilia-luigi-di-maio-basta-con-le-frasi-fatte-1024221\/\">\u201cnon credo di poter reggere a mezz\u2019ora di frasi fatte\u201d.<\/a><\/p>\n<div id=\"video\"><\/div>\n<p>Partiamo dunque dalla comunicazione dei pentastellati, analizzando in particolare quella dei loro cavalli di razza. Entrambi i \u201cDi! sono ragazzi simpatici, di bella presenza, sufficientemente preparati. Entrambi abusano della retorica anti-kasta del Movimento. Abbiamo gi\u00e0 parlato della <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-populismo-doppio-allitaliana\/\">distinzione tra mezzi che il populismo, inteso come etichetta de-storicizzata, utilizza per tentare l\u2019assalto al potere e la sostanza del populismo storico, quello contingente, contemporaneo<\/a>. I portavoce del Movimento paiono essersi fermati, in molti casi, al <strong>populismo-strumento<\/strong> e, ben pi\u00f9 grave, sembrano non aver colto come il mantra dell\u2019onest\u00e0 vada perdendo capacit\u00e0 di presa. La demonizzazione dell\u2019avversario politico \u00e8 una pratica piacevole, spesso utile e in buona parte dei casi naturale. Tuttavia perde efficacia nel corso del tempo, specie se l\u2019avversario, nel mentre, si evolve. Renzi, pur rappresentando lo status quo, \u00e8 riuscito ad apparire, perlomeno agli occhi di chi consciamente o inconsciamente sostiene questo status quo, come qualcosa di nuovo. Che poi qualcosa di nuovo in realt\u00e0 non sia, in quanto continuit\u00e0 camuffata e rinnovata solo nella forma, non ha importanza se <strong>il dibattito rimane sul piano dell\u2019anti-kasta<\/strong>. In altre parole, non puoi rottamare un rottamatore se non sposti il discorso sul piano delle idee, per non dire dell\u2019ideologia, visto che ormai una nuova ideologia antitetica a quella liberal-globalista si \u00e8 effettivamente formata (anche se non ancora formalizzata). <strong>Di Maio e Di Battista<\/strong>siedono in parlamento da quasi quattro anni. <strong>Non sono pi\u00f9 nuovi di Renzi n\u00e9 lo appaiono<\/strong>, invischiati come sono ormai nella stantia retorica dello scambio di accuse perpetuo. \u201cRenzi ha detto\u201d, \u201cRenzi ha fatto\u201d, \u201cla Lega non ha fatto\u201d e cos\u00ec via, esattamente come gli altri partiti si sono rimpallati colpe e responsabilit\u00e0 per anni. Quando il discorso diventa di questo tipo sei diventato agli occhi dell\u2019elettore medio esattamente come gli altri e il tuo elettore, per converso, \u00e8 diventato un tuo tifoso. Una conferma di questo fenomeno la si trova ogni giorno spulciando i social media tra meme, fake news e satira in entrambe le direzioni. \u201cE Renzie ke ffa?\u201d dicono i piddini sfottendo i grillini, che non si accorgono di essere stati colonizzati anch\u2019essi dalla muffa del Parlamento.<\/p>\n<p>E&#8217; brutale dirlo, ma \u00e8 la verit\u00e0: <strong>la politica \u00e8 soprattutto comunicazione<\/strong>. Accettato questo, basta ascoltare Di Maio per accorgersi di come sia diventato un campione del politichese. Pressato da una giornalista avversa su questioni fondamentali, ideologiche, il portavoce si esibisce in sorrisi sornioni o beffardi alternati ad un moderatismo, quello s\u00ec, da prima repubblica. \u201cEuro s\u00ec o euro no?\u201d chiede l\u2019Annunziata. \u201cFaremo decidere i cittadini\u201d risponde lui, rifiutandosi con artifici retorici pi\u00f9 o meno riusciti di dare un\u2019indicazione di voto. E cos\u00ec via per molti altri temi spinosi. Questo non vuol dire che il Movimento 5 Stelle non abbia una linea politica, ma cerca in ogni modo di nasconderla, presentandosi come un partito di \u201ccambiamento per il cambiamento\u201d, la stessa accusa mossa a Renzi dai 5 Stelle in occasione del referendum. <strong>Ma \u00e8 un cambiamento apparente all\u2019interno dello status quo<\/strong>, <strong>come per il fu premier,<\/strong> <strong>o \u00e8 un cambiamento reale, che porta ad un nuovo status quo?<\/strong> Non \u00e8 dato sapere e pertanto diventa difficile all\u2019osservatore critico capire se questo cambiamento sia auspicabile o meno. Lo si pu\u00f2 intuire, si pu\u00f2 sperare che il Movimento penda da una parte piuttosto che dall\u2019altra, ma non viene mai esplicitato chiaramente, perlomeno dagli esponenti di spicco. Anzi, si ha la sensazione che qualunque uscita forte venga evitata per precise ragioni tattiche. \u00c8 un atteggiamento che paga? Nell\u2019opinione di chi scrive, no. Ha pagato, certamente, in passato, quando c\u2019era da dare una spallata ad un sistema politico travolto dalla crisi. Oggi che il dibattito sta assumendo giocoforza una conformazione differente l\u2019indeterminatezza \u00e8 probabilmente nociva, perch\u00e9 <strong>gli italiani vogliono risposte.<\/strong> Hanno visto che un altro mondo \u00e8 possibile, che con Brexit e Trump gli elettori anglo-sassoni sono usciti dal recinto tracciato dal pensiero unico della globalizzazione e stanno cominciando a porsi le stesse domande. Il nascondersi dietro al \u201channo scelto i cittadini\u201d, che tradotto vuol dire \u201cs\u00ec, siamo contenti, ma non vogliamo dirlo perch\u00e9 non vogliamo venire etichettati come populisti reazionari e xenofobi dalla stampa di regime\u201d, rischia pi\u00f9 di allontanare voti che di avvicinarne, a questo punto della battaglia. Insomma, <strong>\u00e8 giunto il tempo di una scelta di campo chiara<\/strong>, altrimenti si rischia di diventare la fotocopia presuntamente onesta del Pd.<\/p>\n<p>Resta un\u2019ultima considerazione che si ricollega al pezzo uscito sull\u2019Unit\u00e0. Proprio <strong>il \u201cpurismo\u201d del Movimento<\/strong>, ostentato a ogni pi\u00e8 sospinto, rischia di relegarlo al ruolo che fu del Pci, quello della perenne opposizione alla quale regalare le noccioline. Il rifiuto di ogni apparentamento paga sul piano elettorale ma solo fino ad un certo punto: <strong>paga se si vuole fare solo opposizione<\/strong>. Per governare, salvo regali della Consulta e del Governo Gentiloni (un\u2019estensione dell\u2019Italicum con ballottaggio anche al Senato), sar\u00e0 necessario scendere a patti con qualcuno, indiziati pi\u00f9 probabili Sinistra Italiana e Lega. Questa reticenza ad esprimere vicinanza ad altre forze politiche, anche quando i punti di contatto programmatici appaiono evidenti, si manifesta anche in politica estera. Prima o poi, specie in caso di vittoria, <strong>serviranno dichiarazioni forti<\/strong>, alle quali dovranno seguire azioni ancor pi\u00f9 decise. Evidenziati i limiti che, nell\u2019opinione di chi scrive, affliggono la comunicazione della principale alternativa a Renzi, vediamo di passare adesso alla sostanza. Per governare serve una buona tattica per raggiungere il potere e una buona dose di fortuna. Per governare bene <strong>serve un pensiero sistematico<\/strong>, cio\u00e8 una visione del mondo organica e coerente, figlia di un\u2019attenta analisi dei processi in atto, unita ad una saggia dose di pragmatismo. Quest\u2019ultimo lo danno gli uomini coinvolti, e della loro tempra non \u00e8 dato sapere finch\u00e8 non verranno messi alla prova; il pensiero, invece, dovrebbe precedere la discesa in campo. Vediamo dunque i <strong>cavalli di battaglia <\/strong>mediatici del Movimento: 1)<strong> Reddito di cittadinanza<\/strong>. Un aggiornamento della cassa integrazione ai tempi del lavoro flessibile, di buona presa e difficile copertura all\u2019interno del sistema euro. 2) <strong>Green economy<\/strong>. L\u2019ambientalismo \u00e8 costitutivo, da quando Grillo beveva acqua dallo scarico di una macchina ad idrogeno. Dunque disincentivi per i combustibili fossili, avversione per le grandi opere tipo il Tap, incentivi per le rinnovabili. Buono, di presa, meriterebbe uno studio di fattibilit\u00e0 e un\u2019attenta valutazione strategica, vedi alla voce pragmatismo. 3) <strong>Difesa del pubblico<\/strong>, dall\u2019acqua alle aziende strategiche. Ottimo. 4) <strong>Misure a sostegno delle Pmi<\/strong>, dagli sgravi fiscali fino alla creazione di una banca pubblica per il loro finanziamento. Ottimo pure questo, difficile all\u2019interno del sistema euro e in generale in un contesto di globalizzazione. 5) Partecipazione dei cittadini all\u2019attivit\u00e0 politica, medium preferito <strong>la Rete<\/strong>. Slogan: uno vale uno. 6)<strong> Lotta all\u2019attuale classe politica<\/strong>, individuata come la principale artefice del disastro chiamato Italia. L\u2019analisi \u00e8 miope. I politici hanno la loro responsabilit\u00e0, ma \u00e8 il primato dell\u2019economia sul politico la chiave di volta di una spiegazione omnicomprensiva. Il 1992 \u00e8 una data cardine sotto molti punti di vista, compreso il fatto simbolico che il responsabile della campagna elettorale di Bill Clinton appese nel suo ufficio un cartello con scritto \u201cIt\u2019s the economy, stupid!\u201d. 7)<strong> Lotta alla corruzione<\/strong>. Un mito da sfatare. Di Battista in <a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/2016\/12\/lintervista_di_di_battista_sul_die_welt_tradotta_bene.html\">un\u2019intervista<\/a> di questi giorni concessa a Die Welt e ripresa da Repubblica la considera uno degli strumenti principe per reperire coperture per le altre iniziative. \u00c8 chiaramente utopico, <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2014\/06\/crisi-e-corruzione-in-italia.html\">non sar\u00e0 la lotta alla corruzione a rilanciare l\u2019economia italiana<\/a>. Giusto per essere capziosi, la lotta alla corruzione non \u00e8 neanche un tema politico, ma giudiziario. 8) <strong>Taglio dei costi della politica<\/strong>. <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/quanto-ci-costa-la-demagogia-sulla-riduzione-degli-stipendi-parlamentari\/\">Un\u2019inezia nel bilancio dello Stato, argomento demagogico e cripto-liberista<\/a>. Questo non vuol dire che il fondo per il finanziamento alle Pmi creato dai parlamentari pentastellati con la decurtazione del proprio stipendio non sia una buona cosa, ma parliamo di briciole microscopiche, che non rilanceranno la nostra economia. Per tanti \u00e8 una questione di principio, di esempio. Pu\u00f2 essere, ma \u00e8 anche un modo per svilire ulteriormente la dimensione del politico, gi\u00e0 sovrastata da quella dell\u2019economico.<\/p>\n<div id=\"video\"><\/div>\n<p>Questi i punti sostenuti con maggior veemenza. Ci sarebbe da aggiungere <strong>la lotta all\u2019evasione fiscale<\/strong>, buona per tutte le stagioni e per tutti i partiti. Ci sono poi le posizioni prese da Grillo o dai portavoce principali sulle questioni che sono state poste loro dai giornalisti o, con un pizzico di prosaicit\u00e0, dalla Storia: <strong>euro, Unione Europea, immigrazione<\/strong>. Come gi\u00e0 accennato prima, per ragioni probabilmente tattiche, su questi tre temi, che sono poi quelli decisivi, il <strong>Movimento ha tenuto un basso profilo<\/strong>. Prima euro no, poi ero n\u00ec, forse euro due, alla fine referendum, esito del quale non \u00e8 dato sapere ma \u00e8 facile immaginare: si resterebbe dentro. Senza contare le problematiche pratiche connesse (spread, agitazione dei mercati, reazioni inconsulte della BCE, etc). Sull\u2019Unione Europea un giudizio pi\u00f9 netto, invece, e decisamente mainstream: si resta dentro, perch\u00e9 Europa ed euro sono due cose diverse. Falso. Posizione sfumata anche sull\u2019immigrazione: si insiste sulla necessit\u00e0 di rivedere gli accordi di Dublino, per poter \u201ctrasferire\u201d migranti dai Paese d\u2019arrivo in quelli dove vorrebbero effettivamente andare, cio\u00e8 in Germania. Poi si dice sommessamente, Di Battista con pi\u00f9 vigore, per la verit\u00e0, che chi non ha diritto andrebbe rimpatriato. Si calca molto pi\u00f9 la mano sugli scandali del sistema di accoglienza, anche l\u00ec una questione che oltre che la politica dovrebbe riguardare la magistratura. Come si incastrano assieme questa decina di punti? Sono evidenti almeno <strong>due contraddizioni<\/strong>. La prima: quella tra difesa dello Stato e morte dello Stato. La seconda: l\u2019impossibilit\u00e0 di attuare determinate politiche economiche all\u2019interno del contesto tracciato dall\u2019Unione Europea e dalla globalizzazione, sostenuta dall\u2019Europa. In sostanza, il Movimento sembra cogliere con precisione quello che succede a livello \u201cmicro\u201d, i problemi del particolare. Sembra notare invece con molta pi\u00f9 difficolt\u00e0 le cause \u201cmacro\u201d di queste criticit\u00e0, primo sintomo dell\u2019assenza di un pensiero sistematico.<\/p>\n<div id=\"video\"><\/div>\n<p>Vediamo di essere pi\u00f9 chiari. Dell\u2019utilit\u00e0 dell\u2019antipolitica per emergere abbiamo gi\u00e0 detto, della sua pericolosit\u00e0 no, ed \u00e8 tempo di parlarne. Sproloquiare ogni giorno di corruzione fa male alla causa del pubblico, sono trent\u2019anni che lo stiamo vivendo sulla nostra pelle. La demolizione del sistema delle partecipazioni statali \u00e8 cominciata proprio quando si \u00e8 iniziato a martellare incessantemente sulla corruzione. Le cause reali chiaramente furono altre, ma il grimaldello fu quello. In realt\u00e0, si \u00e8 visto che <a href=\"http:\/\/www.economiaindustriale.unina.it\/papers\/Corr2004.pdf\">la corruzione non \u00e8 legata all\u2019estensione dell\u2019intervento pubblico in economia<\/a>, ma questo \u00e8 un altro discorso. Parlare di taglio dei costi della politica \u00e8 ugualmente pericoloso, essendo questi una componente minuscola del bilancio dello Stato. Devia l\u2019attenzione dai veri problemi economici e contribuisce a demolire la fiducia residua nelle istituzioni e nel concetto stesso di Stato. Idem per gli attacchi alla pressione fiscale, argomento decisamente mainstream, ma prima o poi dovr\u00e0 pur passare il concetto che le tasse sono il mezzo attraverso il quale redistribuire il reddito e ridurre le disuguaglianze, non lo strumento per incrementare la competitivit\u00e0. Qui entra in gioco l\u2019Europa: <strong>come conciliare lo Stato sociale con il disegno economico tracciato dai trattati europei e dalla globalizzazione?\u00a0<\/strong>\u00c8 impossibile, perch\u00e9 appunto le tasse diventano uno strumento di competitivit\u00e0, non una scelta politica ma una necessit\u00e0 tecnica, ad esempio. Stesso discorso per il reddito di cittadinanza, un costo per l\u2019apparato produttivo in un contesto di competizione sfrenata, o per la sanit\u00e0 pubblica o il sistema pensionistico. Senza una presa di posizione precisa e decisa sull\u2019Europa, che pure \u00e8 una necessit\u00e0 storica, ma va abbattuta e ricostruita da capo, <strong>le soluzioni \u201cmicro\u201d proposte dai 5 Stelle non sono cambiamento, ma continuit\u00e0 fallimentare<\/strong>. Questo perch\u00e9 se si accetta la competizione globale, allora si deve fare di tutto per essere il pi\u00f9 competitivi possibile e conseguentemente certe politiche \u201csociali\u201d come il reddito di cittadinanza o la tutela dell\u2019ambiente diventano un freno a mano tirato. Meglio votare Renzi per avere un Jobs Act atto II allora. Viceversa, se si vuole ricostruire una dimensione collettiva e politica del vivere associato, bisogna scegliersi un altro campo da gioco. Questo prima o poi Beppe Grillo dovr\u00e0 dirlo esplicitamente, altrimenti sar\u00e0 un fallimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"riassunto\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/movimento-5-stelle-di-lotta-o-di-governo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/movimento-5-stelle-di-lotta-o-di-governo\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Siani) \u00a0\u00a0\u00a0 Riflessioni sulla principale alternativa a Renzi. I limiti della comunicazione degli \u201conesti\u201d e le contraddizioni insite nel loro programma devono trovare una risoluzione se i 5 Stelle vogliono davvero governare. \u00a0 Renzi \u00e8 caduto, ma non si \u00e8 fatto troppo male. Aspetter\u00e0 che passi la bufera ritemprandosi al tepore del camino di casa, lasciando al freddo il povero Gentiloni con la stessa squadra di governo. 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