{"id":26679,"date":"2016-12-16T12:50:53","date_gmt":"2016-12-16T11:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26679"},"modified":"2016-12-15T18:00:37","modified_gmt":"2016-12-15T17:00:37","slug":"una-grande-riforma-per-tutelare-i-mezzi-di-pagamento-e-il-risparmio-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26679","title":{"rendered":"Una grande riforma per tutelare i mezzi di pagamento e il risparmio in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCENARIECONOMICI (Paolo Savona)<\/strong><\/p>\n<p>In Italia esistono seri problemi di tutela del risparmio e, ancor pi\u00f9, di protezione del sistema dei pagamenti. L\u2019assetto istituzionale dei mezzi di pagamento ereditato dal passato, centrato sul sistema bancario, \u00e8 stato sconvolto dalla cessione della sovranit\u00e0 monetaria all\u2019eurosistema e dalle decisioni prese per fronteggiare la crisi bancaria seguita alla crisi finanziaria mondiale che si \u00e8 trasmessa all\u2019economia reale.<\/p>\n<p>Tra queste decisioni quella detta del bail in \u00e8 stata irresponsabilmente approvata dal Parlamento e anticipatamente applicata dal Governo per il caso delle obbligazioni subordinate, senza pretendere prima la correzione dei suoi molti difetti, chiedendo ragione delle loro omissioni alla Banca d\u2019Italia, al MEF e, in certa misura, all\u2019ABI. La tesi di questa nota \u00e8 che occorre spezzare la simbiosi tra sistema dei pagamenti e sistema del credito, affidando il primo allo Stato per renderlo veramente sicuro e il secondo alle banche e finanziarie per una gestione responsabile.<\/p>\n<p>La situazione delle due grandi componenti di questo mercato \u00e8 la seguente: la moneta \u00e8 oggi pari a circa 1.100 mld di euro (di cui 150 mld stimati di circolante) e le altre forme a circa 3.000 mld di euro. Il patrimonio immobiliare, che \u00e8 una larga parte del risparmio delle famiglie, \u00e8 stimabile in 6.300 mld di euro.<\/p>\n<p>Se paradossalmente le famiglie italiane dovessero essere costrette a vivere di solo risparmio e potessero cederlo senza perdite, potrebbero fronteggiare le avversit\u00e0 della vita per circa 10 anni. Lo Stato, tuttavia, si va irresponsabilmente sostituendo ai cittadini nei benefici attesi dai loro risparmi secondo la life cycle hypothesis del Nobel Franco Modigliani, violando l\u2019art. 47 della Costituzione che sta alla base dei loro sacrifici.<\/p>\n<p>In proposito, la tesi delle autorit\u00e0 \u00e8 che il sistema dei pagamenti \u00e8 in gran parte garantito, dopo avere tracciato la linea di demarcazione della moneta in un possesso di depositi bancari di 100 mila euro. La direttiva europea ha escluso ogni intervento dello Stato a tutela dei depositi bancari, dopo che l\u2019accordo monetario europeo aveva negato alla BCE l\u2019esercizio dell\u2019indispensabile funzione di lender of last resort. Secondo le statistiche del Fondo tutela depositi, l\u2019unico organo deputato a dare la garanzia, la moneta protetta sarebbe 770 mld di euro, ma l\u2019impegno massimo delle banche per dotare il Fondo delle risorse necessarie non supera l\u20191% e richiede un tempo lungo per essere costituito ed \u00e8 largamente insufficiente; non \u00e8 infatti possibile effettuare salvataggi di banche di grande e anche media dimensione senza metterne in crisi altre.<\/p>\n<p>Il Monte dei Paschi \u00e8 un chiaro esempio: se le banche fossero costrette a intervenire per rimborsare i depositi, come vorrebbe la logica della direttiva europea, ne entrerebbero in crisi molte altre, trasformando questa singola crisi in una \u201csistemica\u201d, ossia dell\u2019intero sistema bancario.<br \/>\nI mezzi di pagamento non dovrebbero essere messi a rischio usandoli per concedere credito. Il sistema dei pagamenti \u00e8 il cuore del sistema economico, un \u201cbene pubblico\u201d che lo Stato ha dovere di proteggere da ogni avversit\u00e0. Le soluzioni possono essere due: un ente di Stato gestisce l\u2019intero sistema dei pagamenti; oppure fornisce l\u2019intera garanzia e le banche continuano a rendere il servizio, ma con entit\u00e0 completamente separate dal sistema del credito.<\/p>\n<p>Se l\u2019ente di Stato fosse la Cassa Depositi e Prestiti, ma senza compiti creditizi, e la moneta diventasse una semplice unit\u00e0 di conto telematica nel circuito blockchain, si avrebbero implicazioni altamente positive sulla contabilizzazione del debito pubblico e sulla lotta all\u2019evasione fiscale e al denaro \u201csporco\u201d.<br \/>\nIn passato la simbiosi sistema dei pagamenti e di quello del credito era necessaria per consentire alle banche di pervenire a quella asimmetria delle conoscenze che legittima i loro profitti eticamente, oltre che operativamente.<\/p>\n<p>Oggi le banche italiane non sono propense a concedere credito e la loro attivit\u00e0 si va concentrando sul sistema dei pagamenti, per la cui gestione si fanno lautamente pagare. Gli investimenti delle banche sono quasi interamente concentrati sul miglioramento tecnologico del loro sistema dei pagamenti, con duplicazioni di strumenti e di costo per la collettivit\u00e0. La chiusura delle filiali e la riduzione del personale \u00e8 la conferma che il sistema del credito \u00e8 entrato in una fase di obsolescenza quantitativa e, soprattutto, qualitativa. Concorre a questa situazione la politica dell\u2019adeguamento di capitale voluta dalla BRI e dalla Vigilanza europea nell\u2019illusione di proteggere in questo modo il depositante o l\u2019obbligazionista. Il \u201cvizio\u201d del sistema consiste nell\u2019esporre al rischio del credito i mezzi di pagamento.<\/p>\n<p>Tutto il risparmio che non \u00e8 mezzo di pagamento va gestito dal mercato, banche incluse, ma anche in questo caso occorre una pi\u00f9 netta distinzione tra istituzioni che gestiscono il risparmio e quelle che lo usano per concedere credito. I risparmiatori saranno coscienti che corrono rischi affidando i risparmi agli enti creditizi (banche e borsa) e pretenderanno un tasso adeguato, valutando le capacit\u00e0 degli intermediari di calcolare correttamente il merito di credito. La nascita di un albo di consulenti indipendenti \u00e8 diventata assolutamente urgente.<\/p>\n<p>La funzione di tutela del risparmio e delle informazioni, oggi esercitata in modo insufficiente e distorsivo, dovrebbe interamente passare a un organo simile alla Consob, ma dotato anche delle funzioni operative dell\u2019attuale vigilanza delle aziende di credito.<br \/>\nIn conclusione, se si intende prendere seriamente l\u2019attuazione del sacrosanto dettato dell\u2019art. 47 della Costituzione, occorre una grande riforma per uscire da un sistema in cui si illude il possessore di mezzi di pagamento che sono garantiti da meccanismi che non hanno questa capacit\u00e0 e il risparmiatore che ottiene protezione se firma pile di documenti illeggibili, mentre essi sono creati al solo scopo di trasferire su di lui responsabilit\u00e0 di altri, emittenti titoli o autorit\u00e0 di controllo.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/una-grande-riforma-per-tutelare-i-mezzi-di-pagamento-e-il-risparmio-in-italia-di-paolo-savona\/\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/scenarieconomici.it\/una-grande-riforma-per-tutelare-i-mezzi-di-pagamento-e-il-risparmio-in-italia-di-paolo-savona\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI (Paolo Savona) In Italia esistono seri problemi di tutela del risparmio e, ancor pi\u00f9, di protezione del sistema dei pagamenti. 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