{"id":26682,"date":"2016-12-16T08:00:44","date_gmt":"2016-12-16T07:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26682"},"modified":"2016-12-15T21:08:52","modified_gmt":"2016-12-15T20:08:52","slug":"26682","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26682","title":{"rendered":"Le bugie su Aleppo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DONCHISCIOTTE<\/strong> <strong>(Sebastiano Caputo)<\/strong><\/p>\n<p>Sapevo che la battaglia finale ad Aleppo si sarebbe scatenata nel giro di pochi giorni. Ero stato a Damasco poche settimane fa e gi\u00e0 si parlava di questa offensiva conclusasi proprio ieri sera. Avevo i contatti per andare l\u00ec, del resto ci sono gi\u00e0 stato, ma due motivi mi hanno spinto a restarmene a casa: i costi del viaggio troppo elevati, e la paura di rimanere prigioniero della citt\u00e0 qualora le cose si sarebbero messe male. Ora mi tocca leggere da Roma, quello che sta accadendo in quel Paese ferito da una guerra per procura entrata nel suo sesto anno.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 difficile starsene in panchina, soprattutto quando \u00e8 la cattiva informazione a farla da padrona. Insomma, \u00e8 tutto il giorno che leggo articoli di giornale e vedo servizi televisivi (nazionali e stranieri) sulla conquista totale e definitiva di Aleppo da parte dell\u2019esercito siriano. Non pensavo ci fossero in Italia cos\u00ec tanti sostenitori dei gruppi terroristici. O meglio, sapevo che c\u2019era disinformazione tanto da aver raccontato la mia piccolissima esperienza di viaggio in un libro, ma non credevo si sarebbe arrivati a negare persino all\u2019evidenza.<\/p>\n<p>Ma qui \u201cnegare l\u2019evidenza\u201d \u00e8 diventata l\u2019ultima frontiera dei commentatori di politica estera travestiti il \u201cday after\u201d da reporter di guerra. Non mi riferisco ai poveri stagisti sottopagati usciti dalle scuole di giornalismo e assunti per fare clickbaiting, ma a quei \u201cprofessionisti\u201d che in cattiva fede offrono un racconto personalistico e ideologico. Non far\u00f2 nomi, non voglio creare polemiche, ma vi invito a fare qualche ricerca su internet per capire di cosa sto parlando.\u00a0Libera non libera, poco importa. Una citt\u00e0 distrutta non \u00e8 mai vincitrice. Dobbiamo interrogarci su altro: come dobbiamo raccontare la battaglia di Aleppo nel rispetto dei lettori? A quali fonti bisogna attingere? Come distinguere una notizia falsa da una vera in un contesto di guerra che vede la verit\u00e0 come prima degli sconfitti?<\/p>\n<p>In primo luogo non \u00e8 oggettivo riportare le informazioni pubblicate dai media arabi Al Arabiya e Al Jazeera, rispettivamente controllati da Arabia Saudita e Qatar, due Paesi coinvolti fin dall\u2019inizio nel conflitto siriano. Lo stesso discorso potremmo farlo per Press Tv e Russia Today, controllati rispettivamente da Iran e Russia, due Paesi militarmente attivi in Siria. Eppure a differenza dei primi, questi hanno dei veri e propri inviati sul campo che seguono l\u2019avanzata dei militari, mentre gli altri citano fonti anonime e senza alcuna prova fotografica o video. Vi diranno che sono \u201cembedded\u201d, che alcune cose non potranno dirle o scriverle. Sicuramente \u00e8 cos\u00ec, ma c\u2019\u00e8 molta differenza tra una fonte diretta e una che si aggrappa al \u201csentito dire\u201d di certi attivisti.<\/p>\n<p>Veniamo ai media italiani. Molti di noi giornalisti che andavano in Siria scortati dalle forze governative venivamo accusati di essere gli agenti occidentali di Bashar Al Assad mentre loro, i proprietari della Verit\u00e0, hanno continuato per anni a raccontare all\u2019opinione pubblica, comodi in redazione, la storiella dei ribelli moderati. Sapevano di mentire perch\u00e9 mentre noi parlavamo con la gente del posto portando a casa documenti autorevoli, interviste, fotografie e servizi, loro, dopo le notizie dei rapimenti dei colleghi, non ci pensavano minimamente ad andare in quelle zone \u201cliberate\u201d dai loro nuovi \u201ceroi\u201d. La verit\u00e0 \u00e8 che se entri in Siria come giornalista ti conviene andare con il \u201ccattivissimo\u201d regime di Assad se no a casa non ci torni. E se riesci a tornare indietro torni con un altro punto di vista, vedi Domenico Quirico.<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda mi ritengo un osservatore e non mi interessa se verr\u00f2 tacciato come filo-governativo. E sebbene Assad e Putin non mi abbiano mai staccato un assegno, credo sia necessario dire le cose fino in fondo. Ricordo che ad aprile quando andai per la seconda volta in Siria, le facce dei soldati ai checkpoint di Damasco erano rilassate, tranquille, pulite, poi man mano che mi dirigevo verso Aleppo, in un viaggio infinito e traumatico in automobile, queste diventavano sempre pi\u00f9 stanche, arrabbiate, sporche. Erano i segni della guerra stampati sul volto di chi dorme poco la notte sdraiato accanto al proprio kalashnikov.<\/p>\n<p>Mi trovavo nell\u2019epicentro del conflitto, nella citt\u00e0 pi\u00f9 contesa del Paese dove le linee del fronte erano distanti qualche decina di metri. Ti trovavi in territorio governativo, e magari la strada parallela o quella dopo, perpendicolare, era controllata dai ribelli armati. Ad Aleppo ci sono i soldati pi\u00f9 preparati ma anche quelli pi\u00f9 burberi. Io non ho le prove ma non ho dubbi che si siano commessi atti di violenza durante la conquista della parte orientale, non ho dubbi che alcuni civili abbiano pagato con la vita per aver ospitato guerriglieri a casa, oppure che siano stati fucilati davanti ad altri per punirli e marcare di nuovo il territorio. Sono tecniche di coercizione: se ne ammazza uno per educarne cento. A noi ce lo hanno insegnato gli americani bombardando intere citt\u00e0 quando la guerra era finita da un pezzo.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo cacciato i tedeschi ma ora comandiamo noi\u201d, questo era il messaggio, o meglio l\u2019avvertimento. Ora come si pu\u00f2 raccontare la battaglia di Aleppo con categorie pacifiste? Ma soprattutto come si pu\u00f2 criminalizzare un intero esercito come fanno tutti i mezzi d\u2019informazione in queste ore? Qualora fosse vero ci siano atti di ingiustizia come quelli citati sopra, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero, date le prove, che girano immagini con i militari siriani che vengono accolti in festa nella parte orientale mentre altri distribuiscono coperte, cibo e acqua.<\/p>\n<p>Ma questo non ve lo diranno mai perch\u00e9 la narrazione ufficiale ha una funzione ben precisa: criminalizzare lo \u201czar\u201d e il \u201cdittatore\u201d. Potrei scrivere ancora tanto ma non mi dilungher\u00f2. Mi limito ad invitare i lettori a non fidarsi mai di chi parla di un fatto senza viverlo direttamente. E ai giornalisti che hanno un minimo di coraggio dico: gli occhi sono l\u2019ultima arma che abbiamo contro la mistificazione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Link originale: http:\/\/blog.ilgiornale.it\/sebastianocaputo\/2016\/12\/14\/le-bugie-su-aleppo\/?repeat=w3tc<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/comedonchisciotte.org\/le-bugie-su-ale\/\">http:\/\/comedonchisciotte.org\/le-bugie-su-ale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DONCHISCIOTTE (Sebastiano Caputo) Sapevo che la battaglia finale ad Aleppo si sarebbe scatenata nel giro di pochi giorni. Ero stato a Damasco poche settimane fa e gi\u00e0 si parlava di questa offensiva conclusasi proprio ieri sera. 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