{"id":26685,"date":"2016-12-16T10:08:59","date_gmt":"2016-12-16T09:08:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26685"},"modified":"2016-12-15T21:13:26","modified_gmt":"2016-12-15T20:13:26","slug":"poverta-una-situazione-da-dopoguerra-senza-che-la-guerra-sia-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26685","title":{"rendered":"Povert\u00e0: una situazione da dopoguerra (senza che la guerra sia finita)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (Deannna Pala)<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo ammetterlo, ci stiamo abituando: ai giovani che, quando ve bene, lavorano per 700 euro al mese per 40 ore settimanali, a non avere pi\u00f9 un po\u2019 di risparmi messi da parte, a vedere intorno a noi una povert\u00e0 che non regredisce. Ci stiamo abituando all\u2019idea che la malattia \u00e8 ormai cronica. Potremmo guarire di punto in bianco, ma ci stiamo abituando all\u2019idea che, almeno, non stiamo morendo.<\/p>\n<p>La consapevolezza si rende concreta tutto d\u2019un colpo, per\u00f2, di fronte ai dati nero su bianco, ad una tabella, ad un titolo. Come sui giornali di marted\u00ec: l\u2019indigenza assoluta \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata nell\u2019arco degli ultimi dieci anni.<\/p>\n<p>La povert\u00e0 \u00e8 aumentata, dal 2005 ad oggi, del 141%. Lo dicono i dati della ricerca dell\u2019associazione Openpolis in collaborazione con ActionAid.<\/p>\n<p>4,6 milioni di italiani vivono nell\u2019indigenza assoluta, quasi l\u20198% della popolazione, ma nel 2005 era il 3,3% del totale. Al Nord come al Sud. La ricerca evidenzia le tipologie dei nuovi poveri. Infatti, la triste novit\u00e0 della societ\u00e0 dell\u2019austerit\u00e0 permanente \u00e8 rappresentata dai lavoratori poveri: bassi salari, contratti da precari, part-time, giovani costretti ad accettare il peggio che offre il mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Colpa della crisi? Certo, ma ancor pi\u00f9 della scelta politica di mantenere il fuoco dell\u2019austerit\u00e0 sempre accesso e vivo.<\/p>\n<p>Cresce la povert\u00e0 in Italia ma cresce ancora di pi\u00f9 in Germania: la terra promessa indicata dai sostenitori dell\u2019eurozona \u00e8, nella realt\u00e0, un Paese che fonda le proprie politiche economiche sulla povert\u00e0 dei tanti, spesso cittadini provenienti da altri Paesi UE.<\/p>\n<p>Cresce la povert\u00e0 dei bambini sotto i 6 anni. Crescono in Italia i futuri adulti poveri, ma crescono maggiormente nella terra degli esperimenti sociali: la Grecia.<\/p>\n<p>Se si sommano le vittime della povert\u00e0 assoluta a quelli della povert\u00e0 relativa, emerge il quadro di un dopoguerra in cui per\u00f2 la popolazione non ha nemmeno il conforto che la guerra sia finita. Il 38,6% delle famiglie non pu\u00f2 far fronte a spese impreviste e aumentano quelle che non possono permettersi di riscaldare la propria abitazione.<\/p>\n<p>La seconda parte della ricerca punta il dito sul welfare, che risulta inefficace a contrastare la crescente povert\u00e0. \u00c8 vero, le risorse sono poche, frammentate, e non c\u2019\u00e8 un disegno organico di intervento. Il nodo \u00e8 per\u00f2 un altro: indebolire il welfare \u00e8 stata una scelta, creare nuovi poveri \u00e8 stata una scelta, creare lavoratori sottopagati \u00e8 una scelta. I Governi hanno scelto di rispettare e implementare i vincoli di bilancio, i tagli alla spesa pubblica, le riforme del lavoro e quelle previdenziali. In Europa non \u00e8 finita l\u2019energia con la quale riscaldarsi, gli scaffali sono pieni di proteine da mangiare, ci sono ancora insegnanti per far studiare i figli, e medici ed infermieri per garantire la sanit\u00e0 a tutti. Soprattutto, ci sono tanti lavori da fare ed in cui impiegare i disoccupati e chi \u00e8 a rischio di esclusione sociale. Manca la moneta per attivare tutto quello che nelle potenzialit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 disponibile. \u00c8 stata una scelta politica rendere la moneta scarsa.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 scorgere all\u2019orizzonte un segnale di speranza? Purtroppo nessuno.<\/p>\n<p>Marted\u00ec scorso, alla domanda di un giornalista della Repubblica<\/p>\n<blockquote><p><em>Non trova per\u00f2 che nell\u2019eurozona ci sia un problema di domanda pi\u00f9 che di offerta?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, risponde:<\/p>\n<blockquote><p><em>I Paesi che possono stimolare la loro economia sono Germania e Olanda. La maggior parte dei Paesi dell\u2019eurozona, invece, non pu\u00f2 perch\u00e9 deve difendere la sua credibilit\u00e0.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 sempre una questione di scelte. La scelta di difendere la credibilit\u00e0 di un Paese agli occhi dei mercati finanziari piuttosto che di ridurre la povert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/poverta-situazione-dopoguerra-senza-la-guerra-sia-finita\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/poverta-situazione-dopoguerra-senza-la-guerra-sia-finita\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (Deannna Pala) Dobbiamo ammetterlo, ci stiamo abituando: ai giovani che, quando ve bene, lavorano per 700 euro al mese per 40 ore settimanali, a non avere pi\u00f9 un po\u2019 di risparmi messi da parte, a vedere intorno a noi una povert\u00e0 che non regredisce. Ci stiamo abituando all\u2019idea che la malattia \u00e8 ormai cronica. Potremmo guarire di punto in bianco, ma ci stiamo abituando all\u2019idea che, almeno, non stiamo morendo. 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