{"id":26688,"date":"2016-12-16T08:30:06","date_gmt":"2016-12-16T07:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26688"},"modified":"2016-12-18T12:44:27","modified_gmt":"2016-12-18T11:44:27","slug":"leuropa-dei-network-tecnocratici-transnazionali-la-mitologia-della-purezza-originale-sterilizzare-i-parlamenti-nazionali-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26688","title":{"rendered":"L&#8217;\u20acuropa dei network tecnocratici transnazionale. La mitologia della purezza originale: sterilizzare i parlamenti nazionali (parte 1)"},"content":{"rendered":"<h3>di ORIZZONTE48 (Luciano Barra Caracciolo)<\/h3>\n<p><em>Vi propongo uno studio di Arturo che, mai come in questo momento, ha una forza chiarificatrice decisiva.\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Quello che ne emerge &#8211; come complemento e approfondimento del discorso svolto ne &#8220;La Costituzione nella palude&#8221;- \u00e8 un punto sul quale non vi dovrebbero essere pi\u00f9 incertezze, se si vuole, prima, capire e, poi, risolvere l&#8217;inesauribile crisi economica italiana, che sta minando irreversibilmente la democrazia della Repubblica fondata sul lavoro.<\/em><br \/>\n<em>E il punto \u00e8 che,\u00a0<a href=\"http:\/\/sollevazione.blogspot.it\/2016\/12\/cesaratto-e-la-storia-della-crisi.html\">diversamente da quanto implicano gli amici Giacch\u00e8 e Cesaratto\u00a0<\/a>(con diverse sfumature),\u00a0<strong>non c&#8217;\u00e8, &#8211; e non c&#8217;\u00e8 mai potuto essere-, un &#8220;europeismo&#8221; diverso dall&#8217;Unione europea<\/strong>; cio\u00e8, diverso da un &#8220;internazionalismo dei mercati&#8221;, liberoscambista, che non sia legato ad una rigida pianificazione della rivincita del capitale sul lavoro.\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/11\/la-caduta-del-muro-di-berlino-e-della.html\">In nome di una pace ab orgine contraddittoriamente brandita<\/a>, ma solo, e sempre, &#8220;contro&#8221; gli scenari naturali della democrazia (come\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/09\/sei-lezioni-di-economia-tra.html?showComment=1473180860006#c4656846987363628552\">persino Togliatti aveva ben chiaro<\/a>), fondati sugli Stati-nazione.\u00a0<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;Unione europea non ha &#8220;tradito&#8221;\u00a0alcuna originaria purezza del disegno federalista, ma ne \u00e8 solo il punto di approdo di una fase: per passare poi, in assoluta coerenza col disegno originario, alle ulteriori fasi che stiamo vivendo.\u00a0<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/finance\/bank\/docs\/regcapital\/crr-crd-review\/161123-proposal-amending-regulation_en.pdf\">Quelle fasi<\/a>\u00a0dalle quali la democrazia, e la Costituzione su cui essa si fonda in Italia, usciranno definitivamente &#8220;distrutte&#8221;, per usare le parole di\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2013\/03\/solo-calamandrei-parlo.html\">Calamandrei<\/a>\u00a0(ex multis, fra i\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/11\/luropa-e-la-liberta-di-voto-minacciata.html\">Costituenti che avevano fatto avvertimenti fin dagli anni &#8217;40 del secolo scorso<\/a>).<\/em><br \/>\n<em>Lo pubblicazione dello studio proceder\u00e0 in tre parti, ciascuna da meditare e interiorizzare (speriamo) con la dovuta attenzione.<\/em><\/p>\n<p>PRIMA PARTE<\/p>\n<p>Ci siamo lasciati\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/05\/lantica-incomprensione-delluropa-e.html?showComment=1463312795115#c686419540373988585\">dicendo che la Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea<\/a>\u00a0ha svolto un ruolo fondamentale nel processo di integrazione.<\/p>\n<p>Per vederci un po\u2019 pi\u00f9 chiaro e poter comprendere nel loro contesto le due decisioni spartiacque (Van Gend en Loos e Costa vs. Enel) occorre seguire un percorso di carattere storico.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<ol>\n<li>La storia \u00e8 nemica di tutti i regimi, che ne hanno giustamente timore.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un esempio di casa nostra, fra i tanti possibili: durante &#8220;<em>il regime mussoliniano<\/em>&#8221; &#8220;<em>la letteratura sulla Prima guerra mondiale assunse caratteri prevalentemente retorici. Quanto accadde a Gioachino Volpe, il maggiore storico di orientamento fascista, o al colonnello Angelo Gatti, che durante il conflitto mondiale aveva diretto l&#8217;ufficio storico del Comando supremo, sta a dimostrarlo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A Gioacchino Volpe, che nel 1923 iniziava a comporre una storia del popolo italiano durante la guerra per conto della Fondazione Carnegie, fu improvvisamente sbarrato l&#8217;accesso agli archivi, poich\u00e9 ci si era accorti che egli si interessava troppo di operai, di scioperi e di disfattismo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Angelo Gatti, che nel 1925, era stato incoraggiato da Mussolini a scrivere una storia di Caporetto, fu poco tempo dopo convocato dallo stesso Mussolini il quale lo invit\u00f2 a interrompere le sue ricerche perch\u00e9 &#8211; come il dittatore gli spieg\u00f2 &#8211;\u00a0<strong>il regime<\/strong>\u00a0&#8220;<strong>aveva bisogno di miti e non di storia<\/strong><\/em>&#8221; (P. Melograni, Storia politica della grande guerra, Mondadori, Milano, 1998, pagg. VI-VII).<\/p>\n<p>1.1.\u00a0<strong>Non si pu\u00f2 dire che l\u2019Europa non condivida bisogni analoghi<\/strong>, come dimostra l\u2019edificante storiella, che ci viene regolarmente propinata, di illuminati e coraggiosi padri fondatori impegnati, soli, contro l\u2019egoismo e la ristrettezza di vedute degli Stati nazionali, a edificare uno splendido monumento alla pace e amicizia fra i popoli.<\/p>\n<p>Come colgono benissimo gli autori di una sintesi della storia comunitaria di cui non posso che raccomandare la lettura integrale ai francophones, ossia\u00a0<strong>Fran\u00e7ois Denord e Antoine Schwartz<\/strong>\u00a0(&#8220;<em><strong>L\u2019Europe social n\u2019aura pas lieu<\/strong><\/em>&#8220;, \u00c9ditions Raison d\u2019agir, Paris, 2009, pag. 8):<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Riscritto, il passato europeo si libera di ogni connotazione ideologica e, pi\u00f9 in generale, di tutti gli aspetti scomodi<\/em><\/strong><em>: fallimenti di possibilit\u00e0 storiche non realizzate, influenze imbarazzanti, personaggi torbidi, manovre diplomatiche incerte, ecc.\u00a0<strong>Della costruzione europea non resta allora altro che un progetto universale e positivo, che si pretende apolitico, un metro su cui poter giudicare gli ulteriori sviluppi dell\u2019integrazione e incoraggiarne i \u201cprogressi\u201d.\u00a0<u>E\u2019 questa pretesa \u201cpurezza\u201d del disegno originale che autorizza i rimpianti sul carattere incompiuto della costruzione, sulle \u201cdeviazioni\u201d e sulle \u201clacune<\/u><\/strong>\u201d (deficit democratico, Europa sociale, ecc).<\/em>\u201d<\/p>\n<p>1.2. Lo abbiamo visto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sXTYViDEOq4&amp;feature=youtu.be\">nella discussione con Andor<\/a>: \u00e8\u00a0<strong>la mitologia della purezza originale<\/strong>\u00a0che consente di interpretare il disastro presente come deviazione, o addirittura \u201ctradimento\u201d, di cui sarebbe non solo possibile, ma addirittura doveroso, tentare correzioni (potenzialmente rimandando la soluzione fino all\u2019indefinito tempo in cui queste ultime si rendano possibili).<\/p>\n<p>Anche il pur pregevole libro di Stiglitz \u00e8 infiorato di considerazioni analoghe.<\/p>\n<p>Chi invece ritiene che gli attuali sviluppi non rappresentino che \u201c<em>un irrigidimento di una via seguita fin dai primi passi<\/em>\u201d (Ibid., pag. 80), avr\u00e0\u00a0<strong><u>una visione assai meno ottimista circa i possibili margini di correzione, ma anche decisamente meno imbarazzata davanti alla prospettiva di rotture radicali<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>1.3. Sono convinto che pochi aspetti della costruzione comunitaria abbiano pi\u00f9 urgente bisogno di quest\u2019opera di demistificazione della storia della Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea e della sua giurisprudenza.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, solo attraverso un esame storico espressioni apparentemente contraddittorie come \u201c<strong><em>constitutionalism without constitution<\/em><\/strong>\u201d oppure \u201c<strong><em>f\u00e9deralisme furtif<\/em><\/strong>\u201d (federalismo di nascosto), usate dagli studiosi per descrivere l\u2019esperienza giuridica europea, diventano comprensibili.<\/p>\n<p>Ora, sar\u00e0 un caso, o forse no, ma la Corte di Giustizia, bench\u00e9 mantenga degli archivi (esiste un regolamento, il numero 1700\/2003, che la obbliga a farlo), non ha la minima intenzione di indicare una qualsiasi data in cui questi saranno consultabili.<\/p>\n<p>Nel frattempo, i documenti l\u00ec custoditi (che non si sa nemmeno quali siano) si trovano convenientemente al riparo da tutte le norme che consentono l\u2019accesso agli atti comunitari (dettagli in For History\u2019s Sake, Editorial in European Constitutional Law Review, 2014, 10, pag. 196. Ringrazio Sergio Govoni per la segnalazione dell\u2019articolo), costringendo gli storici a lavorare su fonti secondarie, con limitatissime eccezioni (che riguardano un giudice italiano e che vi fornir\u00f2: tutto materiale pubblico e strapubblico, sia chiaro :-)). Come dicevo, la storia fa paura.<\/p>\n<p>Cerchiamo di capire perch\u00e9.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>In un pregevole\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cairn.info\/revue-politix-2010-1-page-35.htm\">paper<\/a> gli stessi Denord e Schwartz, trattando delle\u00a0<strong>origini neoliberali del trattato di Roma<\/strong>, hanno colto efficacemente un punto sociologico fondamentale:<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u201c<em>il suo carattere neoliberale<\/em>\u00a0[del Trattato di Roma]\u00a0<em>proviene dalla\u00a0<strong><u>preesistenza di un gruppo transnazionale<\/u><\/strong>, unito da tempo dal suo attaccamento al liberalismo e all\u2019impegno europeo, i cui rappresentanti occupano\u00a0<strong>posti chiave all\u2019interno dei differenti Stati membri<\/strong>\u00a0(compresa la Francia) al momento delle negoziazioni.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Per chiarire: i contenuti del Trattato non sono un prodotto lineare dei politici, ma risultano notevolmente influenzati dall\u2019operato di questi\u00a0<strong>network tecnocratici transnazionali<\/strong>, che hanno saputo abilmente inserirsi nel processo di negoziazione prima e di interpretazione poi.<\/p>\n<p>Il fil rouge di questa operazione \u00e8 consistito nell\u2019attribuzione al processo di integrazione un significato \u201c<strong><u>costituzionale<\/u><\/strong>\u201d. Per intenderne il senso occorre necessariamente allargare il quadro.<\/p>\n<p>2.1. La logica del ragionamento \u00e8 abbastanza lineare e\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/uem-federalismo-ordoliberismo-einaudi-e.html\">se\u00a0n\u2019\u00e8 gi\u00e0 parlato<\/a>: per chi interpreta il crollo dell\u2019ordine internazionale dei mercati avvenuto dopo la crisi del \u201829, e la seconda guerra mondiale, come frutto un eccesso di\u00a0<strong>interventismo statalista e totalitario<\/strong>,\u00a0<strong>anzich\u00e9 una ribellione delle societ\u00e0 gestita autoritariamente<\/strong>,\u00a0<u><strong>sterilizzare l\u2019unica possibile sede politicamente rilevante di espressione del disagio sociale, cio\u00e8 i parlamenti statali,\u00a0<\/strong><\/u>tanto pi\u00f9 pericolosi se costituzionalmente obbligati all\u2019attuazione di un modello di democrazia sociale,\u00a0<strong>appare sensato<\/strong>.<\/p>\n<p>Sia chiaro: lo stesso senso che avrebbe, volendo ridurre la fuoriuscita di vapore da una pentola a pressione, eliminare la valvola, anzich\u00e9 spegnervi la fiamma sotto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che varie associazioni e progetti di unificazione europea, come quella del nostro vecchio amico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/05\/la-grande-societa-pan-europeismo-per-la.html\">Kalergi<\/a>, si affaccino proprio durante gli anni fra le due guerre.<\/p>\n<p>Tuttavia il \u201c<strong><em><u>primo progetto d\u2019integrazione istituzionale dell\u2019Europa<\/u><\/em><\/strong><em>\u00a0che abbia superato lo stadio di semplice proposta intellettuale e sia stato effettivamente vagliato dai governi degli Stati europei<\/em>\u201d fu il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.thefederalist.eu\/site\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=610&amp;lang=it\">piano Briand<\/a>, proposto dalla Francia:<\/p>\n<p>\u201c<em>Briand prospetta l\u2019estensione del sistema di garanzie di Locarno a tutto il sistema degli Stati europei, subordinando cos\u00ec la sicurezza della \u201cComunit\u00e0\u201d al bilanciamento di potere e alle garanzie bilaterali. Il terzo punto definisce l\u2019organizzazione economica dell\u2019Europa come indirizzata alla creazione di un mercato comune, per incrementare il livello del benessere, da realizzarsi tramite l\u2019abbattimento delle barriere doganali, tema cardine nella politica di Briand. Era quindi prospettato\u00a0<strong><u>un mercato unico privo di limiti di circolazione di merci, capitali e persone<\/u><\/strong>, con la sola riserva dei \u201cbisogni della difesa nazionale di ciascuno Stato\u201d, e che subordinava cos\u00ec l\u2019unione economica all\u2019esercizio della sovranit\u00e0 degli Stati nella materia della sicurezza.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>2.2. L\u2019esigenza del piano nasceva da quella che gli storici definiscono\u00a0<strong>l\u2019incapacit\u00e0 americana\u00a0<\/strong>di assumersi \u201c<strong><em><u>le responsabilit\u00e0 connesse al ruolo di potenza egemone sul piano economico, in primis la difesa della stabilit\u00e0 del sistema finanziario internazionale<\/u><\/em><\/strong>.\u201d, come si esprime Mascherpa nel saggio sopra linkato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che di cattiva volont\u00e0, \u00e8 forse pi\u00f9 corretto dire che furono le ripercussioni interne della fragilit\u00e0 del sistema economico-finanziario occidentale a rendere impossibile agli USA lo svolgimento di quel ruolo imperiale di stabilizzazione (\u201c<em>La drammatica recessione\u00a0<u>obbligava a concentrare energie e forze sul piano interno e qualsiasi altra problematica era subordinata alla risoluzione della crisi economica<\/u>. Fare altrimenti avrebbe comportato delle pesanti conseguenze elettorali, come Hoover aveva potuto verificare<\/em>.\u201d (M. Del Pero, Libert\u00e0 e impero, Laterza, Roma-Bari, 2014, s. p.)).<\/p>\n<p>Dal canto loro, i leader europei, oltre a non poter contare sulle medesime risorse americane, non godevano certo di una situazione interna pi\u00f9 stabile n\u00e9 della reciproca fiducia necessaria a portare a termine i negoziati.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 sintomatica la reazione dell\u2019Italia fascista<\/strong>, e in particolare di quell\u2019autentico campione della stabilizzazione politico-finanziaria di marca anglosassone che era il ministro degli esteri italiano,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/dino-grandi_%28Dizionario-Biografico%29\/\">Dino Grandi<\/a>.<\/p>\n<p>Come riporta il saggio di Mascherpa, Grandi temeva, probabilmente non senza fondamento, che la proposta francese nascondesse una manovra aggressiva ai danni dell\u2019Italia nei Balcani.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, l\u2019anno successivo, Grandi rivolgeva queste parole al ministro del tesoro americano\u00a0<strong>Mellon<\/strong>:<\/p>\n<p>\u201c<em>Insistendo io sulla necessit\u00e0 che gli Stati Uniti non abbandonino la politica iniziata\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hoover_Moratorium\">nel mese di giugno<\/a>\u00a0u.s., che d\u2019altra parte oggi\u00a0<strong><u>la stretta connessione dei fenomeni finanziari ed economici con quelli politici<\/u><\/strong>\u00a0non permette all\u2019America di seguire\u00a0<strong><u>una politica d<\/u><\/strong><\/em><strong><u>i<\/u><\/strong><em><u>\u00a0<strong>intervento finanziario cui l\u2019obbliga la sua stessa potenza finanziaria<\/strong><\/u><strong>\u00a0<u>in tutti i paesi del mondo<\/u><\/strong>, dichiarando tuttavia nello stesso tempo la sua astensione da ogni collaborazione sul terreno politico, che l\u2019America sar\u00e0 obbligata a uscire da questa contraddizione che non regge pi\u00f9, Mellon mi ha risposto che di tutto ci\u00f2 i leaders della politica americana\u00a0<u>sono gi\u00e0 persuasi<\/u>\u00a0ma che\u00a0<strong>l\u2019opinione pubblica americana deve essere abituata a poco a poco<\/strong>, soprattutto l\u2019opinione pubblica del centro e dell\u2019Est dell\u2019Unione. Ma non \u00e8 che questione di tempo<\/em>\u201d.\u00a0 (D. Grandi, Il mio paese. Ricordi autobiografici, Il Mulino, Bologna, 1985, pag. 332. Significativo che, come da lui stesso dichiarato, Grandi ritenesse il nostro paese pronto a un giudizio equanime sul suo operato solo negli anni Ottanta).<\/p>\n<p><strong>Negli anni Trenta non si \u201cfece in tempo\u201d, ma quale migliore occasione della guerra fredda per riprendere i fili del discorso europeo?<\/strong><\/p>\n<p>E infatti Mascherpa, che scrive sul solito, e prezioso, Federalista, ossia la rivista del MFE, osserva:<\/p>\n<p>\u201c<em>Se, due decenni dopo, la Dichiarazione Schuman, che diede origine alla CECA, pot\u00e9 essere accolta, in gran parte fu grazie all\u2019ombrello della sicurezza atlantica e\u00a0<strong><u>al beneplacito degli Stati Uniti d\u2019America, fortemente interessati alla realizzazione del progetto<\/u><\/strong><\/em>.\u201d<\/p>\n<p>(1- segue)<\/p>\n<p><strong>fonte:<\/strong>\u00a0<em><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html\">http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ORIZZONTE48 (Luciano Barra Caracciolo) Vi propongo uno studio di Arturo che, mai come in questo momento, ha una forza chiarificatrice decisiva.\u00a0 Quello che ne emerge &#8211; come complemento e approfondimento del discorso svolto ne &#8220;La Costituzione nella palude&#8221;- \u00e8 un punto sul quale non vi dovrebbero essere pi\u00f9 incertezze, se si vuole, prima, capire e, poi, risolvere l&#8217;inesauribile crisi economica italiana, che sta minando irreversibilmente la democrazia della Repubblica fondata sul lavoro. 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