{"id":26691,"date":"2016-12-16T11:45:59","date_gmt":"2016-12-16T10:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26691"},"modified":"2016-12-15T23:47:09","modified_gmt":"2016-12-15T22:47:09","slug":"i-destini-paralleli-di-aleppo-e-mosul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26691","title":{"rendered":"I destini paralleli di Aleppo e Mosul"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p><em>Situazioni distinte sul campo ma identiche per la popolazione civile. Mentre ad Aleppo i ribelli capitolano, a Mosul il Califfato resiste. Ecco cosa sta accadendo<\/em><\/p>\n<p>Mentre in Siria le forze governative appoggiate dalla Russia e dall\u2019Iran sono ormai vicine alla conclusione vittoriosa dell\u2019assedio di Aleppo, la situazione nella citt\u00e0 irachena di Mosul, occupata dalla met\u00e0 del 2014 dalle milizie del Califfato Islamico, appare ancora molto complicata, sia sul piano militare sia sotto il profilo umanitario.<\/p>\n<p>Iniziata lo scorso 17 ottobre, l\u2019offensiva delle forze speciali irachene appoggiate dai jet americani e dai <em>Peshmerga <\/em>curdi, dopo i primi successi iniziali che le hanno portate quasi dentro la citt\u00e0-simbolo dell\u2019Isis, ha sub\u00ecto nelle ultime due settimane un vistoso rallentamento, dovuto alla strenua resistenza dei combattenti jihadisti (in massima parte ex appartenenti alle truppe d\u2019elite dell\u2019esercito di Saddam Hussein), che cedono terreno solo dopo durissimi combattimenti strada per strada e casa per casa.<\/p>\n<p>Finora le truppe governative irachene hanno perso circa 2.000 soldati, in gran parte uccisi da cecchini o da attentati suicidi. Le tattiche adottate sul terreno dall\u2019ISIS sono infatti micidiali. Prima colpiscono le linee avversarie con automobili imbottite di esplosivo e guidate da autisti suicidi, poi seminano le abitazioni di tiratori scelti isolati e infine, se circondati o messi nell\u2019angolo, i miliziani \u2013 che indossano quasi tutti giubbotti esplosivi \u2013 si fanno esplodere in mezzo ai soldati iracheni.<\/p>\n<p>Lo stato maggiore di Baghdad calcola che al momento a Mosul operino non meno di 10mila soldati del Califfato, i quali andranno praticamente eliminati uno per uno prima di completare la riconquista della citt\u00e0. Un\u2019operazione che. anche nelle stime pi\u00f9 ottimistiche. difficilmente potr\u00e0 essere completata prima del nuovo anno. Man mano che, sotto la pressione dei bombardamenti e delle forze corazzate, i miliziani sono costretti a ritirarsi, infatti, essi costringono gli abitanti dei quartieri che stanno per essere riconquistati dai governativi ad abbandonare le loro case e a seguirli nelle aree ancora sotto il loro controllo, per continuare a usarli come scudi umani.<\/p>\n<p>Il primo ministro iracheno Haider Al Abadi, leader della maggioranza sciita, l\u20198 dicembre scorso ha dichiarato di essere particolarmente soddisfatto per i successi delle sue truppe: \u201c<em>abbiamo assistito al collasso dell\u2019organizzazione militare del nemico<\/em>\u201d ha detto il premier aggiungendo, con un ottimismo che non trova fondamento nella realt\u00e0 sul terreno, che \u201c<em>la liberazione di grandi porzioni di territorio dimostra che l\u2019ISIS non ha il fegato per combattere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Affermazioni smentite dagli osservatori militari. Infatti, secondo il portavoce delle forze speciali irachene, Sabah Al Numai, solo per occupare la parte di citt\u00e0 a oriente del fiume Tigri saranno necessarie settimane e l\u2019obiettivo difficilmente sar\u00e0 conseguito prima della fine del prossimo gennaio. La dichiarazione, raccolta dall\u2019agenzia <em>Reuters<\/em>, smentisce anche le affermazioni del primo ministro di fine ottobre, secondo cui la riconquista di Mosul sarebbe stata completata entro la fine di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Il Califfato, che gi\u00e0 \u00e8 stato costretto ad abbandonare le citt\u00e0 di Tikrit, Ramadi e Fallujah, sa che perdere Mosul sarebbe la fine del sogno di liberare i sunniti iracheni dal giogo sciita, costringendolo a ripiegare su una strategia di guerriglia nelle campagne che ancora controlla e di attentati nelle grandi citt\u00e0 del Paese. Per questo stanno trasformando l\u2019offensiva governativa su Mosul in una sanguinosa guerra di posizione, senza alcuna preoccupazione per le sorti della popolazione civile, intrappolata nella citt\u00e0 ormai circondata.<\/p>\n<p><strong>L\u2019emergenza umanitaria<\/strong><\/p>\n<p>La situazione degli abitanti di Mosul \u00e8 drammatica e ricorda quella dei siriani di Aleppo. Su un milione e mezzo di abitanti del 2014, solo 90mila fino a oggi sono riusciti ad abbandonare i quartieri sotto attacco, sfuggendo alle minacce dei jihadisti che uccidono sistematicamente chi tenta di raggiungere le linee governative. Quattro dei cinque ponti sul Tigri che collegano il settore occidentale della citt\u00e0 con quello orientale sotto attacco dei governativi, sono stati distrutti dai raid dell\u2019aviazione americana, che dall\u2019inizio dell\u2019offensiva ha compiuto oltre 500 missioni di bombardamento. Secondo le stime delle Nazioni Unite, attualmente almeno mezzo milione di abitanti vive in condizioni drammatiche, senza elettricit\u00e0 e acqua corrente. L\u2019Alto Commissariato Onu per i rifugiati, UNHCR, stima che sar\u00e0 necessario predisporre strutture di accoglienza per almeno un milione di profughi.<\/p>\n<p>Un residente nell\u2019area ancora occupata dal Califfato \u00e8 stato raggiunto al telefono agli inizi di dicembre da un giornalista del sito web americano <em>Daily Beast. <\/em>Rischiando la vita, perch\u00e9 i jihadisti hanno proibito pena la morte l\u2019uso dei cellulari, l\u2019uomo ha raccontato che i miliziani sunniti \u201c<em>sono sempre pi\u00f9 paranoici<\/em>\u201d nei confronti dei civili e negli intervalli dei combattimenti perquisiscono le abitazioni alla ricerca di armi e di telefoni e uccidono interi nuclei familiari se trovano \u201c<em>qualcosa di sospetto<\/em>\u201d.Gli iman sunniti di Mosul hanno inoltre dichiarato nei loro sermoni che tutti gli abitanti delle aree occupate dai governativi \u201c<em>sono diventati infedeli e quindi \u00e8 permesso ucciderli<\/em>\u201d, autorizzando di fatto i ribelli a bombardare indiscriminatamente i quartieri dei quali hanno perso il controllo.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019offensiva prosegue con esasperante lentezza, tutti i foreign fighters presenti in quella che \u00e8 ancora la capitale del Califfato in Iraq hanno attraversato il Tigri e si sono concentrati sulla sponda occidentale per l\u2019ultima resistenza. Una battaglia, quella di Mosul, che come quella di Aleppo ha un esito segnato, se non a breve almeno a medio termine, ma i cui costi finali saranno in gran parte pagati dai civili stretti tra le bombe dei \u201cliberatori\u201d e quelle dei \u201cdifensori della pura fede\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/siria-aleppo-mosul-isis-unhcr\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/siria-aleppo-mosul-isis-unhcr\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Alfredo Mantici) Situazioni distinte sul campo ma identiche per la popolazione civile. Mentre ad Aleppo i ribelli capitolano, a Mosul il Califfato resiste. 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