{"id":26738,"date":"2016-12-18T08:30:52","date_gmt":"2016-12-18T07:30:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26738"},"modified":"2016-12-17T20:25:02","modified_gmt":"2016-12-17T19:25:02","slug":"nazionalizzare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26738","title":{"rendered":"Nazionalizzare!"},"content":{"rendered":"<h4>di SINISTRAINRETE (Leonardo Mazzei)<\/h4>\n<p>Perch\u00e9 la nazionalizzazione del sistema bancario \u00e8 necessaria, giusta e perfino conveniente.\u00a0Piccolo problema: per farla come si deve ci vuole la Nuova Lira<\/p>\n<p>Ieri la vicenda del Monte dei Paschi di Siena (Mps) si \u00e8 tinta di giallo. C&#8217;\u00e8 o no lo stop della Bce alla richiesta di proroga dei termini per la ricapitalizzazione chiesta dalla banca senese? Ad oggi non si sa: le agenzie hanno battuto la notizia, ma il vertice di Mps dice di non aver avuto comunicazioni ufficiali&#8230;<\/p>\n<p>Ovvio perci\u00f2 il dubbio che si sia trattato del solito trucchetto della tecnocrazia eurista per ottenere una rapida soluzione della crisi di governo, cercando di indirizzarla verso uno sbocco che non dispiaccia a Bruxelles e Francoforte. Per costoro l&#8217;Italia \u00e8 solo una scomoda colonia da tenere sotto controllo, ed a tal fine ogni mezzo \u00e8 lecito.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il risvolto politico delle mosse di ieri, nulla cambia riguardo agli aspetti di fondo della crisi bancaria italiana, della quale Mps \u00e8 solo la punta dell&#8217;iceberg.<\/p>\n<p>Ricapitoliamo perci\u00f2 rapidamente la questione per trarne alcune conclusioni pi\u00f9 generali. Da molto tempo le cose al Monte dei Paschi vanno male. Anzi, malissimo. Negli ultimi cinque anni la banca ha dovuto effettuare due ricapitalizzazioni da 5 e 3 miliardi, convertendo inoltre in azioni 240 milioni dei Monti bond. Al tempo stesso la capitalizzazione borsistica \u00e8 scesa dai 6 miliardi del 30 giugno 2011 ai 600 milioni di ieri. Detto in altri termini, in questi cinque anni sono stati bruciati complessivamente 13 miliardi e 640 milioni, senza che questo abbia consentito di arrestare un&#8217;emorragia senza fine. Sta di fatto che dal gennaio scorso il valore delle azioni \u00e8 calato dell&#8217;84%!<\/p>\n<p>Il nodo di fondo di Mps \u00e8 noto e si chiama &#8220;sofferenze&#8221;, un problema sia di quantit\u00e0 che di prezzo.\u00a0 Nella scorsa estate il governo aveva annunciato l&#8217;ennesimo &#8220;salvataggio&#8221; di Mps, accompagnato da un ambizioso piano di cessione delle &#8220;sofferenze&#8221; ad un prezzo ben superiore a quello di mercato. Eh gi\u00e0, il mercato! &#8211; quella mitica entit\u00e0 evocata come la sola salvifica dal duo Renzi-Padoan. Anche se non \u00e8 chiaro se vi credessero davvero, secondo loro il mercato avrebbe risolto tutto, assorbendo e facendo perfino affari con le &#8220;sofferenze&#8221;, nonch\u00e9 partecipando gagliardamente alla nuova ricapitalizzazione di altri 5 miliardi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 su quest&#8217;ultimo punto, mentre la partita delle &#8220;sofferenze&#8221; \u00e8 ancora in sospeso, che tutto \u00e8 andato ad incagliarsi. Nel mondo della finanza internazionale non c&#8217;\u00e8 un grande interesse per Mps, mentre di quello della finanza nazionale \u00e8 meglio non parlare.<\/p>\n<p>Eccoci dunque arrivati al capolinea. La cosiddetta &#8220;soluzione di mercato&#8221; non tiene, nonostante l&#8217;avvenuta conversione di una parte delle obbligazioni subordinate in azioni avvenuta a fine novembre.<\/p>\n<p>Ecco che si torna giocoforza a parlare dell&#8217;intervento dello Stato. Ma guarda un po&#8217;! Da parte nostra abbiamo sempre detto e scritto che senza intervento dello Stato non pu\u00f2 esserci salvataggio del sistema bancario italiano, non del solo Mps.<\/p>\n<p>E i fatti ci hanno dato ragione, a partire dalla ricapitalizzazione delle due banche venete fatta attraverso il Fondo Atlante. Il problema \u00e8 che il governo Renzi non ha voluto (e certo non ce ne stupiamo) affrontare la questione nel modo dovuto. La politica \u00e8 stata quella di muoversi in maniera diversa caso per caso, sempre inneggiando al mercato (ci mancherebbe!) nel mentre si interveniva con soldi e garanzie pubbliche in modo alquanto mascherato.<\/p>\n<p>Andr\u00e0 cos\u00ec anche nel caso di Mps? Ovviamente s\u00ec. Il fatto \u00e8 che non si vuole il patatrac, non si vuole neppure l&#8217;applicazione del\u00a0<em>bail in\u00a0<\/em>(che pure il governo Renzi ha a suo tempo sottoscritto), ma ci si rifiuta di infrangere il tab\u00f9 mercatista e di rompere con le regole euriste, che sono poi due facce della stessa medaglia.<\/p>\n<p>Torniamo cos\u00ec alle cronache di queste ore. Cronache che ci parlano del varo di un decreto legge che dovrebbe mettere in sicurezza (per l&#8217;ennesima volta!) Mps. I dettagli di questa misura non si conoscono, ma la chiave non pu\u00f2 che essere la garanzia statale sull&#8217;operazione. La certezza cio\u00e8 che lo Stato metter\u00e0 il denaro mancante per arrivare ai mitici 5 miliardi di euro della nuova ricapitalizzazione.<\/p>\n<p>Parallelamente alla definizione di questo decreto sta andando certamente avanti la trattativa con Bruxelles e Francoforte, con l&#8217;obiettivo di aggirare il\u00a0<em>bail in<\/em>\u00a0(che potenzialmente potrebbe toccare tutti gli obbligazionisti) con l&#8217;applicazione della regola del\u00a0<em>burden sharing<\/em>\u00a0(ripartizione degli oneri), che l&#8217;Europa potrebbe concedere trovandosi in presenza di un &#8220;rischio sistemico&#8221;. A differenza del\u00a0<em>bail in<\/em>\u00a0il\u00a0<em>burden sharing<\/em>\u00a0prevede la riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate, non il loro azzeramento. Il che significa, in concreto, che un possessore di uno di questi titoli (si calcola diffusi presso circa venti-trentamila famiglie) rischia comunque una perdita consistente (50%?) ma non pi\u00f9 l&#8217;azzeramento totale. Si capisce comunque come mai Renzi abbia voluto posporre in tutti i modi il problema a dopo il 4 dicembre&#8230;<\/p>\n<p>Si dice anche che il decreto non si occuperebbe solo di Mps, ma che conterrebbe una\u00a0 garanzia su tutte le ricapitalizzazioni che dovranno avvenire a breve, a partire da quella gigantesca (18 miliardi?) prevista per Unicredit. Per far fronte a tutto ci\u00f2 lo Stato metterebbe a disposizione una cifra massima di 15 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Fin qui la cronaca. Ma, pi\u00f9 in generale, cosa ci dice questo passaggio della politica bancaria del governo italiano?<\/p>\n<p>In verit\u00e0 ci dice molte cose, non ultima l&#8217;improntitudine del tanto celebrato ministro dell&#8217;economia, ma qui vogliamo soffermarci su un solo punto: quello delle nazionalizzazioni.<\/p>\n<p>Come si vede questo tema \u00e8 stato imposto dai fatti. Il problema \u00e8 come verr\u00e0 maneggiato, a quale visione della societ\u00e0 verr\u00e0 conformato. Nella testa dei neoliberisti al potere il discorso \u00e8 semplice: si nazionalizza solo in casi estremi, per tornare a riprivatizzare non appena ve ne saranno le condizioni. E comunque la gestione degli istituti bancari non dovr\u00e0 mutare: avr\u00e0 da essere privatistica in ogni caso, e guai a pensare di trasformare le banche in strumenti di una politica economica rivolta agli interessi delle classi popolari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories4\/art47_1.png\" alt=\"art47 1\" width=\"302\" height=\"173\" \/>Domenica scorsa si \u00e8 votato (e si \u00e8 vinto) sulla difesa della Costituzione Repubblicana, che all&#8217;articolo 47 cos\u00ec recita: \u00ab<em><strong>La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Come si possa coordinare e controllare l&#8217;esercizio del credito con un sistema bancario fatto di Societ\u00e0 per azioni \u00e8 un mistero. Cos\u00ec com&#8217;\u00e8 altrettanto oscuro come possano applicarsi questi principi costituzionali avendo di fatto ceduto le attivit\u00e0 di disciplina, coordinamento e controllo alla Bce.<\/p>\n<p>Ebbene, l&#8217;attuale dipanarsi della crisi delle banche italiane ci d\u00e0 almeno l&#8217;occasione di porre il tema sia in termini di principio che in quelli di un&#8217;estrema concretezza che il momento richiede.<\/p>\n<p>Qui l&#8217;abbiamo detto innumerevoli volte: le banche italiane vanno salvate ed al tempo stesso nazionalizzate.<\/p>\n<p>Che si discuta dell&#8217;opportunit\u00e0 dell&#8217;intervento pubblico nel settore fa perfino tenerezza. In questi 8 anni di crisi (dal 2008 in avanti), e limitandosi all&#8217;Europa, gli interventi statali sono stati giganteschi. Solo in Germania, per tenere in piedi le banche locali (<em>Landesbank\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Sparkasse<\/em>), lo Stato ha investito (questo \u00e8 il termine esatto) 230 miliardi di euro, mentre altri 10 miliardi sono andati a rifinanziare\u00a0<em>Commerzbank<\/em>. In Spagna l&#8217;intervento \u00e8 stato di 40 miliardi, cos\u00ec come potremmo ricordare i salvataggi in Irlanda, Austria e Portogallo.<\/p>\n<p>Spostandoci fuori dall&#8217;area dell&#8217;euro, troviamo il caso ancor pi\u00f9 gigantesco della Gran Bretagna, dove le nazionalizzazioni sono costate 500 miliardi di sterline. E che dire degli USA dove, secondo i dati della Fed, sono stati impiegati (a partire dal 2008) ben 1.200 miliardi di dollari per tenere in piedi le maggiori banche del Paese?<\/p>\n<p>Quel che oggi \u00e8 riconosciuto da tutti \u00e8 che quei salvataggi hanno avuto effetti benefici sull&#8217;economia, ed addirittura un ritorno direttamente positivo per le casse dello Stato.<\/p>\n<p>In Italia si \u00e8 invece preferito la stretta osservanza del dogma ordoliberista, ci si \u00e8 insomma affidati al mercato ed al rispetto di regole europee semplicemente suicide. Regole peraltro varate solo dopo che i paesi citati erano intervenuti con le masse di denaro di cui sopra.<\/p>\n<p>Ben difficilmente la classe dirigente che ci ha portati sin qui rivedr\u00e0 i suoi dogmi, ma chi guarda ad un&#8217;alternativa politica e sociale ha il dovere di dire parole chiare sulla materia.<\/p>\n<p>La parola chiave \u00e8\u00a0<strong>nazionalizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Nazionalizzare \u00e8 una necessit\u00e0, questo ce lo dicono i fatti. Ma bisogna nazionalizzare con metodo e convinzione, non come\u00a0<em>extrema ratio<\/em>\u00a0impostaci dal mercato. Nazionalizzare \u00e8 giusto, perch\u00e9 non si capisce per quale motivo un settore decisivo come quello della finanza e del credito debba essere lasciato ai giochi della speculazione e dell&#8217;interesse privato. Ed \u00e8 giusto e necessario al tempo stesso se si vuole cambiare politica economica, visto che un governo ha bisogno anche della leva bancaria per fare una politica per la piena occupazione, per la difesa dei redditi del popolo lavoratore, per uno sviluppo indirizzato al bene comune nel rispetto dei vincoli che la natura ci ha consegnato.<\/p>\n<p>Ma gli\u00a0 esempi citati ci dimostrano come nazionalizzare \u00e8 in genere conveniente anche dal banale punto di vista dei conti pubblici. Soprattutto nel caso italiano, considerato che le cifre necessarie non sarebbero per niente esagerate, la nazionalizzazione sarebbe anche un investimento dal sicuro ritorno economico.<\/p>\n<p>La cifra necessaria per mettere in sicurezza l&#8217;intero sistema bancario nazionale \u00e8 valutata in 30\/40 miliardi di euro. E&#8217; grosso modo la stessa cifra che l&#8217;Italia risparmia attualmente sugli interessi del debito ogni anno grazie alla recente riduzione dei tassi. O, se preferite, \u00e8 poco pi\u00f9 di quanto spende il nostro paese per le spese militari in un anno. In una parola: non \u00e8 affatto una cifra\u00a0<em>monstre<\/em>, tanto pi\u00f9 che non di una spesa, bens\u00ec di un investimento si tratterebbe.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora non si procede con decisione su questa strada? Per due motivi, strettamente collegati tra loro: perch\u00e9 lo vieta il dogma neoliberista in cui si riconosce il 100% della classe dirigente (politica e non); perch\u00e9 non lo consentirebbe l&#8217;Unione Europea, e meno che mai l&#8217;Unione monetaria e le sue regole, che di quel dogma \u00e8 il pi\u00f9 fedele custode.<\/p>\n<p>A dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che l&#8217;euro non \u00e8 solo una moneta, bens\u00ec un preciso sistema di dominio. E che liberarsene \u00e8 necessario per affrontare ognuno dei grandi problemi nazionali. Senza questa liberazione avremo solo una stagnazione infinita, e nessun problema verr\u00e0 davvero risolto, ma solo rimandato. Che \u00e8 esattamente quello che il duo Renzi-Padoan ha fatto fino ad oggi, sulle banche e non solo.<\/p>\n<p><strong>fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/8686-leonardo-mazzei-nazionalizzare.html\"><em>http:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/8686-leonardo-mazzei-nazionalizzare.html<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Leonardo Mazzei) Perch\u00e9 la nazionalizzazione del sistema bancario \u00e8 necessaria, giusta e perfino conveniente.\u00a0Piccolo problema: per farla come si deve ci vuole la Nuova Lira Ieri la vicenda del Monte dei Paschi di Siena (Mps) si \u00e8 tinta di giallo. C&#8217;\u00e8 o no lo stop della Bce alla richiesta di proroga dei termini per la ricapitalizzazione chiesta dalla banca senese? 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