{"id":26748,"date":"2016-12-18T10:50:09","date_gmt":"2016-12-18T09:50:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26748"},"modified":"2016-12-17T23:17:36","modified_gmt":"2016-12-17T22:17:36","slug":"azzeccagarbugli-costituzionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26748","title":{"rendered":"Azzeccagarbugli costituzionali"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Di Marzio)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni, in seguito all\u2019insediamento del governo Gentiloni, in molti sulle bacheche dei social network hanno osservato con un certo sdegno che si tratta del <strong>quarto governo in ordine di tempo a non essere stato eletto dai cittadini<\/strong>. Da questa semplice osservazione \u00e8 nata una polemica infuocata, che ha visto scendere in campo nell\u2019arena social, ma anche su svariati quotidiani, tanti pi\u00f9 o meno improvvisati difensori della Costituzione, che hanno tuonato a gran voce che il Presidente del Consiglio non venga eletto dal popolo, e che chiunque osi affermare il contrario sia un incolto bifolco, che ignora finanche i capisaldi della nostra carta costituzionale. In campo \u00e8 sceso anche un tale professor Guido Saraceni dell\u2019Universit\u00e0 di Teramo, che dall\u2019alto della sua cattedra ha paternalisticamente redarguito tutti coloro che avessero scritto sui propri social \u201cun altro Presidente non eletto dal popolo\u201d, invitandoli a lasciare seduta stante la facolt\u00e0 di Giurisprudenza, ponendo cos\u00ec simbolicamente la parola \u201cfine\u201d alla diatriba.\u00a0Ad\u00a0una prima lettura in effetti sembrerebbe proprio che abbiano ragione il prof Saraceni e i suoi. D\u2019altronde l\u2019articolo 92, comma II della nostra Costituzione \u00e8 molto eloquente: \u201c<strong>Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri<\/strong>\u201d. Ne completa poi il significato l\u2019articolo 94, che al comma I recita lapidario: \u201cIl Governo deve avere la fiducia delle camere\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec non si pu\u00f2: il Presidente del Consiglio non viene eletto dal popolo, bens\u00ec viene designato dal Presidente della Repubblica e poi assieme ai suoi ministri deve ottenere la fiducia del Parlamento per entrare nei pieni poteri. Il popolo non c\u2019entra un bel niente!\u00a0<strong>Tuttavia \u00e8 necessario andare pi\u00f9 a fondo<\/strong>\u00a0del semplice dettato costituzionale e fare un po\u2019di chiarezza; non ce ne voglia il buon professor Saraceni se a tentare di farla sar\u00e0 uno che la facolt\u00e0 di Giurisprudenza l\u2019ha effettivamente lasciata gi\u00e0 un paio d\u2019anni fa.\u00a0Quindi, i solerti studiosi degli oscuri meandri della nostra Costituzione e dei suoi mille cavilli che in questi giorni si sono sollevati contro chi sosteneva che Gentiloni non fosse stato eletto da nessuno devono essere rimasti sepolti tra i polverosi tomi di diritto troppo a lungo, tanto da non essersi resi conto delle evoluzioni che ha subito la nostra politica negli ultimi due decenni. Forse presi dallo studio pazzo e disperatissimo della nostra Carta si sono persi, poco pi\u00f9 di vent\u2019anni fa,\u00a0<strong>il passaggio dalla \u201cPrima\u201d alla \u201cSeconda Repubblica\u201d<\/strong>, locuzione giornalistica con cui si indica una serie di eventi che all\u2019inizio degli anni \u201990 cambiarono fortemente i connotati dell\u2019assetto politico italiano. Tra questi quello di pi\u00f9 forte impatto fu certamente<strong>\u00a0il passaggio da un sistema elettorale proporzionale a uno maggioritario.<\/strong><\/p>\n<p>Tale cambiamento, che all\u2019epoca fu rivenduto come provvidenziale rimedio per garantire finalmente la stabilit\u00e0 governativa (s\u2019\u00e8 visto infatti\u2026), deline\u00f2 un <strong>sistema fondamentalmente bipolare<\/strong>, con i vari partiti portati a convergere in due coalizioni contrapposte, e in cui il capo della coalizione vincente alle elezioni diveniva automaticamente capo del governo. Se aggiungiamo che dal 2001 in poi nelle schede elettorali iniziarono a essere inseriti i<strong> nomi dei candidati premier<\/strong> di coalizione si capisce bene come la svolta maggioritaria, unitamente a questa circostanza, abbia dotato negli ultimi vent\u2019anni la figura del Presidente del Consiglio e in generale il Governo di un fortissimo elemento di legittimazione popolare diretta, anche se a Costituzione formalmente invariata.\u00a0Si \u00e8 in altre parole creata una <strong>prassi costituzionale<\/strong>, consistente nell\u2019automatica nomina a premier da parte del Presidente della Repubblica del capo della coalizione rivelatasi vincente alle elezioni, pur essendo rimaste formalmente invariate le prerogative costituzionali del Capo dello Stato circa la scelta della personalit\u00e0 cui conferire il mandato di formare il nuovo Governo. E non a caso in questo quadro profondamente mutato le fasi preparatorie <strong>dell\u2019iter di formazione del governo<\/strong> hanno assunto un\u2019importanza decisamente minore rispetto al passato, essendosi le consultazioni svolte negli ultimi vent\u2019anni con estrema velocit\u00e0, poich\u00e8 gi\u00e0 chiaro a tutti il verdetto del popolo.<\/p>\n<p>Ecco quindi che vengono smentite le teorie dei tanti azzeccagarbugli che in questi giorni hanno voluto dare lezioni di Costituzione a chi la pensava diversamente da loro: alla luce di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato esposto infatti, oggi<strong> non \u00e8 per nulla scorretto affermare che il governo Gentiloni, allo stesso modo dei precedenti governi Renzi, Letta e Monti, non \u00e8 stato \u201celetto\u201d (leggasi scelto) dal popolo<\/strong>, e che rappresenta il quarto esecutivo di fila a non essere stato votato da nessuno, bens\u00ec calato a forza dall\u2019alto. Sarebbe stato invece senza dubbio inesatto affermare una tal cosa per un Fanfani o un De Mita eletti negli anni \u201980. Eppure la Costituzione era anche allora la stessa di oggi, ma a cambiare era il contesto sociale e politico. Infatti la semplice conoscenza a memoria degli articoli della nostra carta fondamentale, in cui molti si sono rivelati maestri negli ultimi giorni, da sola serve a ben poco, se non si \u00e8 in grado di saperla integrare con le variegate e sfaccettate contingenze dei differenti momenti storici.\u00a0E non stiamo perorando qualche fantasiosa idea personale: le argomentazioni qui sostenute si possono trovare scritte su un qualsiasi manuale universitario di diritto pubblico, eppure sembrano essere ignorate dai pi\u00f9. Noi abbiamo consultato il temibile Modugno, capitolo V: <strong>\u201cIl Governo e la Pubblica Amministrazione\u201d<\/strong>. Senza dubbio anche tutti i ferrei costituzionalisti fioriti in questi giorni, compreso il prof Saraceni, ne avranno uno a casa da interrogare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-presidente-del-consiglio-e-eletto-dal-popolo\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-presidente-del-consiglio-e-eletto-dal-popolo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Di Marzio) &nbsp; Negli ultimi giorni, in seguito all\u2019insediamento del governo Gentiloni, in molti sulle bacheche dei social network hanno osservato con un certo sdegno che si tratta del quarto governo in ordine di tempo a non essere stato eletto dai cittadini. 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