{"id":2678,"date":"2011-01-31T21:13:08","date_gmt":"2011-01-31T20:13:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=2678"},"modified":"2011-01-31T21:13:08","modified_gmt":"2011-01-31T20:13:08","slug":"fenomenologia-della-crescita1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=2678","title":{"rendered":"Fenomenologia della crescita\/1"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Claudio Martini<\/strong>&nbsp;&nbsp;Uno dei pi&ugrave; insigni, e tuttavia pi&ugrave; misconosciuti esponenti della tradizione liberale &egrave; Bernard Mandeville (1670-1733). Questo medico, pensatore politico di vaste vedute, interessato di teologia e di filosofia, cultore delle scienza naturale, olandese di nascita e inglese d&#39;adozione, ha goduto del privilegio di vivere nell&#39;epoca della nascita di quei due paese in quanto potenze marittime e commerciali. Olanda e Inghilterra sono infatti intimamente legate da un percorso comune, che le ha condotte, attraverso i loro imperi coloniali, ad una secolare prosperit&agrave;. Queste due formazioni politiche, modernamente intese (non ci interessa qui la storia dell&#39;Inghilterra medioevale) si forgiano entrambe nel medesimo braciere: la terribile guerra contro la Spagna di Filippo II e del suo successore, Filippo III, desiderosi di imporre l&#39;egemonia cattolica su tutta l&#39;Europa, nonch&eacute; su tutto l&#39;Atlantico. I cosiddetti &ldquo;papisti&rdquo; rimarranno gli avversari mortali di queste potenze emergenti, accomunate dalla fede protestante (tendenzialmente calvinista), fino al rovesciamento del sovrano inglese Giacomo II Stuart, cattolico e assolutista come il di lui cugino Luigi XIV, ad opera del parlamento; questo colpo di stato port&ograve; sul trono Guglielmo III d&#39;Orange, non a caso olandese, fu salutato con entusiasmo dal padre del liberalismo politico, il mercante di schiavi John Locke, e viene ricordato come Gloriosa Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Questo brevissimo excursus storico serve semplicemente a chiarire il quadro storico in cui visse e oper&ograve; il nostro medico liberale. Mandeville &egrave; noto soprattutto per l&#39;opera satirica <i>la favola delle api, ovvero dei vizi privati e delle pubbliche virt&ugrave;. <\/i><span style=\"font-style: normal\">In essa si descrivono le vicissitudini di un particolare alveare, nel quale la prosperit&agrave; diffusa, che si riflette nella potenza dell&#39;esercito, si accompagna alla pi&ugrave; turpe immoralit&agrave;. Il quadro dipinto da Mandeville &egrave; sconfortante, e dimostra come all&#39;autore fossero chiare le conseguenze sociali del modello liberale: la ricchezza &egrave; mal distribuita, con drammatiche diseguaglianze, lo sfruttamento della met&agrave; pi&ugrave; povera fa il paio con il lusso sfrontato della met&agrave; pi&ugrave; ricca, nessuna etica &egrave; riconosciuta, fuorch&eacute; quella del profitto ad ogni costo, il potere centrale non riesce a risolvere le piaghe dell&#39;illegalit&agrave;, dello spreco e dell&#39;ingiustizia, e ogni corporazione sociale-professionale, quella dei medici come quella dei sacerdoti come quella degli avvocati, contribuisce da par suo al degrado morale, frodando il resto della popolazione e sperperando il maltolto.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-style: normal\">E tuttavia: <\/span><i><b>&laquo;<\/b><\/i><i>&nbsp;Essendo cos&iacute; ogni ceto pieno di vizi, tuttavia la nazione di per s&eacute; godeva di una felice prosperit&agrave;. era adulata in pace, temuta in guerra. Stimata presso gli stranieri, essa aveva in mano l&#39;equilibrio di tutti gli altri alveari. Tutti i suoi membri a gara prodigavano le loro vite e i loro beni per la sua conservazione. Tale era lo stato fiorente di questo popolo. <\/i><i><b>I vizi dei privati contribuivano alla felicit&agrave; pubblica&#8230;<\/b><\/i><i>Le furberie dello stato conservavano la totalit&agrave;, per quanto ogni cittadino se ne lamentasse. L&#39;armonia in un concerto risulta da una combinazione di suoni che sono direttamente opposti. Cos&iacute; i membri di quella societ&agrave;, seguendo delle strade assolutamente contrarie, si aiutavano quasi loro malgrado.&nbsp;<\/i><i><b>&raquo;<\/b><\/i><i> <\/i><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">Vi ricorda qualcosa?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">La storia prosegue con un evento rivoluzionario: Giove, dall&#39;alto dell&#39;Olimpo, ascoltando le continue, inconcludenti lamentele (in genovese: <i>mugugni<\/i>) delle api, scontente di vivere, anzi prosperare, un sistema cos&igrave; scandaloso e perverso, concesse all&#39;alveare la virt&ugrave;; e da allora l&#39;onest&agrave; si impadron&igrave; della societ&agrave; delle api.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">Fu un vero cataclisma. Nessuno pi&ugrave; mentiva, nessuno pi&ugrave; raggirava, tutti saldavano spontaneamente i propri debiti, e questo port&ograve; alla chiusura dei tribunali, e alla disoccupazione di giudici e avvocati. Dato che il crimine e la malversazione erano spariti, anche l&#39;apparato repressivo risult&ograve; superfluo: non ci rimisero solo guardie e carcerieri, ma persino i fabbri smisero di produrre lucchetti e casseforti. La ventata di moralit&agrave; e parsimonia non riguardava soltanto delitti e mariuoli, ma anche i consumi: l&#39;industria del lusso era in crisi, perch&eacute; pi&ugrave; nessuno indulgeva in acquisti volgari che, oltrettutto, costituivano uno schiaffo alla miseria. Decaddero tutte le arti, dalla musica all&#39;architettura, in quanto nessuno pi&ugrave; ricercava, e finanziava, il bello, il particolare, il raffinato.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><i><b>&laquo;<\/b><\/i><i> A misura che diminuivano la vanit&agrave; e il lusso, si videro gli antichi abitanti abbandonare la loro dimora. Non erano pi&ugrave; n&eacute; i mercanti n&eacute; le compagnie che facevano decadere le manifatture, erano la semplicit&agrave; e la moderazione di tutte le api. Tutti i mestieri e tutte le arti erano abbandonati. La facile contentatura, questa peste dell&#39;industria, fa loro ammirare la loro grossolana abbondanza.&nbsp;<\/i><i><b>&raquo;<\/b><\/i><i> <\/i><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-style: normal\">L&#39;indole pacifista, che ora caratterizzava le api redente, cagion&ograve; la debolezza dell&#39;esercito: e l&#39;alveare veniva ora attaccato da tutti coloro che fino a ieri erano suoi tributari. Le api combatterono valorosamente e vinsero, ma a caro prezzo, con la morte di parecchie migliaia di loro. Quelle rimaste, sfiancate dal duro ma onesto lavoro e dalla guerra non volendo pi&ugrave; vivere in un alveare dove rinascesse il lusso e l&#39;ingiustizia se ne andarono ad abitare nel cavo di un albero &laquo;<\/span><i>dove a loro non resta altro, della loro antica felicit&agrave;, che la contentatura dell&#39;onest&agrave;.<\/i><span style=\"font-style: normal\">&raquo; <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-style: normal\">La conclusione che l&#39;autorevole liberale trae &egrave; la seguente: la sola virt&ugrave; non solo non conduce le nazioni alla grandezza, ma pu&ograve; trascinarle nella rovina: la maggior parte dlele attivit&agrave; umane &egrave; determinata dal vizio, e chi pensa di estirparlo per sempre complotta per paralizzare la la creativit&agrave;, l&#39;inventiva e l&#39;operosit&agrave;. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-style: normal\">A questo punto &egrave; importante sottolineare un fatto: l&#39;autore di questo panphlet sotto forma di favoletta potrebbe apparire come un vizioso, un uomo di facili costumi e dalle frivole abitudini. Errore: Mandevelle era un liberale, non un libertino. Era un calvinista ossessionato dalla teologia, un puritano perseguitato dell&#39;idea di peccato. L&#39;uomo che elogiava il vizio fino a fargli assumere il rango di categoria necessaria la benessere della societ&agrave; era lo stesso che proponeva pubblicamente di vietare il consumo di alcolici ai membri delel classi inferiori e di rendere loro obbligatoria l&#39;assidua frequentazione della chiesa. Per Mandeville la virt&ugrave; &egrave; &laquo;<\/span><i>ogni atto con cui l&#39;uomo, andando contro l&#39;impulso della natura, ricerca il vantaggio degli altri, o la vittoria sulle sue passioni, per un&#39;ambizione razionale di essere buono<\/i><span style=\"font-style: normal\">&raquo;: da cui si evince che la natura umana, assunta come esistente, &egrave; vista come ontologicamente malvagia ed egoista. Questa visione deriva dll&#39;interpretazione calvinista dell&#39;Antico Testamento. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">La descrizione dell&#39;alveare ci rimanda inevitabilmente alla condizione degli U.S.A, il grande paese le cui istituzioni sono permeate di liberalismo e calvinismo, l&#39;erede ideale (e biologico) dell&#39;Olanda e dell&#39;ighilterra secentesche. Un paese in effetti temuto per la sua potenza militare, un paese ricchissimo, un paese dove l&#39;illegalit&agrave; impazza ad ogni livello: le mafie trovano la propria culla nelle grandi citt&agrave; U.S.A. (non era Lucky Luciano che diceva &ldquo;lo stato si occupa della pubblica virt&ugrave;, noi dei vizi privati&rdquo;?), mafie nate e cresciute per il commercio di merci proibite dalla moralit&agrave; puritana dell&#39;opinione pubblicana WASP (ieri l&#39;alcol, oggi la droga). La grande repubblica nordamericana ha il pi&ugrave; severo sitema repressivo dell&#39;occidente, ma anche i pi&ugrave; alti tassi di criminalit&agrave;, la pi&ugrave; ingente popolazione carceraria e la pi&ugrave; alta percentuale di morti per armi da fuoco. Gli stati uniti sono un coacervo di contraddizioni: sono contraddistinti dai costumi sessuali pi&ugrave; castigati dell&#39;occidente, eppure &egrave; negli U.S.A. Che viene prodotto l&#39;80% della pornografia di tutto il mondo. Non c&#39;&egrave; che dire, Mandeville ha fatto proseliti!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">Al sistema liberale, che trae le sue radici dal protestantesimo calvinista, un sistema che trasforma le passioni in insulti alla morale, e che prevede una necessaria quota di disperazione, di crimini e di sprechi per poter funzionare (il produttore puritano ha bisogno del consumatore frivolo), una concezione che considera gli uomini incapaci di autoregolarsi, cosa che rende inevitabile l&#39;impianto di un feroce sistema repressivo, noi dobbiamo contrapporrre un altro pensiero, un&#39;altra cultura. Propongo di partire da quanto scritto da un acuto intelletuale di poco successivo a Mandeville, Samuel Johnson, noto per il suo talento e per il suo stile di vita godereccio, il quale not&ograve; a proposito della <i>favola<\/i>: <i>&ldquo;la fallacia di quel libretto sta in ci&ograve;, che Mandeville non definisce n&eacute; il vizio n&eacute; la virt&ugrave;. Egli annovera tra i vizi qualunque cosa regali piacere. Egli assume il pi&ugrave; duro dei sistemi morali, quello monastico, che considera il piacere in quanto tale un vizio (..) il piacere non &egrave; di per s&eacute; vizio&rdquo;.<\/i><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; font-style: normal\">Johnson demolisce il sistema dell&#39;immoralit&agrave; al servizio del bene comune (ossimoro dialettico) introducendo il concetto di <b>misura<\/b>. Se &egrave; vero che non tutti i piaceri sono peccaminosi, &egrave; necessario tracciare una linea di demarcazione tra ci&ograve; che d&agrave; godimento senza effetti nocivi, e ci&ograve; che va combattuto proprio a causa dei suoi effetti nocivi. La misura, categoria elaborata dai greci, implica il controllo: quel controllo che lo stato centrale di Mandeville non pu&ograve; fare, pur essendo cos&igrave; burocratico, violento e invadente, per via della lotta che deve condurre contro il vizio, pietra angolare dell&#39;economia. La misura tutela il piacere e abbatte lo spreco, ma questo &egrave; al di l&agrave; della portata dei puritani capitalisti, incapaci di trovare una via di mezzo, una <i>mesotes <\/i>tra la morale del gangster e quella del francescano. La misura, non la virt&ugrave; monastica o il vizio capitalista, &egrave; la bandiera di chi combatte i liberali di ieri e di oggi, &egrave; la bandiera di chi sceglie Atene a Gerusalemme, di chi non &egrave; disposto a barattare il benessere con l&#39;accettazione dell&#39;ingiustizia e dell&#39;immoralit&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio Martini&nbsp;&nbsp;Uno dei pi&ugrave; insigni, e tuttavia pi&ugrave; misconosciuti esponenti della tradizione liberale &egrave; Bernard Mandeville (1670-1733). Questo medico, pensatore politico di vaste vedute, interessato di teologia e di filosofia, cultore delle scienza naturale, olandese di nascita e inglese d&#39;adozione, ha goduto del privilegio di vivere nell&#39;epoca della nascita di quei due paese in quanto potenze marittime e commerciali. 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