{"id":26781,"date":"2016-12-20T08:00:32","date_gmt":"2016-12-20T07:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26781"},"modified":"2016-12-18T20:00:20","modified_gmt":"2016-12-18T19:00:20","slug":"cara-sinistra-non-ce-alleanza-per-la-costituzione-senza-rottura-con-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26781","title":{"rendered":"Cara sinistra, non c\u2019\u00e8 alleanza per la Costituzione senza rottura con l\u2019Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPOLOMATICO (N. Monti)<\/strong><\/p>\n<p>Domenica 11 Dicembre, presso il Roma Scout Center, in una sala affollatissima, i comitati per il No ove partecipa la sinistra italiana, oltre che associazioni, movimenti e grandi giuristi e costituzionalisti, si sono incontrati per analizzare il voto al referendum del 4 Dicembre.<br \/>\nNe \u00e8 scaturita una proposta molto interessante, quella di una alleanza per la Costituzione. Un progetto con un programma preciso e affascinante: applicazione in toto della costituzione e dei suoi principi.<\/p>\n<p>Bene, molto bene. Ma questa \u00e8 solo la base della proposta, mancano ancora tante cose da chiarire e decidere, tra cui le modalit\u00e0 con le quali applicare realmente la carta fondamentale. Ad esempio, siamo tutti d\u2019accordo su come trasferire l\u2019articolo 1 dalla carta alla realt\u00e0? Siamo tutti d\u2019accordo su come eliminare tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono ai cittadini di avere una vita dignitosa? \u00c8 necessario, e non pi\u00f9 rimandabile, affrontare al pi\u00f9 presto tutto ci\u00f2, con franchezza e fermezza, altrimenti si tratta di declamare e non di applicare.<\/p>\n<p>Il voto del 4 dicembre ci ha detto cose che per molti sono sorprendenti e per altri quasi scontate. Ci ha detto che il popolo italiano ha ritrovato una nuova spinta verso la partecipazione politica, ha voglia di partecipare, di contare e il tutto va in controtendenza rispetto agli ultimi tempi, dove la partecipazione popolare \u00e8 stata alquanto scarsa e molto poco entusiasta.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un voto di classe. Le provincia pi\u00f9 povere, l\u201981% dei giovani tra i 18 e i 25 anni, la classe media dei commercianti e dei piccoli imprenditori, impoveriti dalla crisi, ha votato No, anzi, ha votato in massa per il No. Lo stesso non si pu\u00f2 dire di quelle classi che dalla crisi hanno ottenuto pi\u00f9 ricchezze, difatti le uniche classi ad aver sostenuto il S\u00ec sono loro. A quanto pare qualcuno riscopre un fattore che \u00e8 sempre stato determinante nel voto (ma che tanti tendono a dimenticare, per comodit\u00e0): la condizione sociale ed economica dell\u2019elettore.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una forte richiesta di sovranit\u00e0. Di certo Renzi avr\u00e0 pensato che le minacce di stop agli investimenti dell\u2019ambasciatore USA, in caso di vittoria del No e le grandi lodi tessute dalla UE alla sua riforma, con tanto di Merkel super schierata per il S\u00ec, avrebbero ottenuto i risultati sperati. Al contrario il popolo italiano ha reagito a questi apparentamenti stranieri con ancora pi\u00f9 veemenza, rafforzando le ragioni del No e rispedendo al mittente tutto, minacce comprese.<\/p>\n<p>Cara sinistra, cari comitati per il No, non ha senso parlare di alleanze, di elezioni, di governo se non cambiano il senso di partecipazione alla vita istituzionale del Paese. Se prima Togliatti, nel \u201944 a Salerno e nel \u2019<\/p>\n<p>56 all\u2019VIII congresso del PCI poi, considerava fondamentale per la costruzione del socialismo italiano la presenza dei comunisti e della sinistra in tutte le istituzioni della Repubblica, oggi questo non sussiste pi\u00f9, o perlomeno non pi\u00f9 come prima. Il problema sta tutti nel risolvere una questione madre: il rapporto con l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso se da quando il nostro Paese ha firmato e accettato i famigerati trattati europei, le consultazioni popolari, i governi e le istituzioni hanno avuto sempre meno importanza e potere di incidere. Le elezioni hanno raggiunto un tale livello di disinteresse tra le forze politiche ed economiche dominanti che non devono stupire le tante proposte di elezioni cosiddette di secondo grado, dove non \u00e8 prevista alcuna partecipazione popolare e le varie leggi elettorali che si sono susseguite negli anni che hanno avuto un unico punto in comune, cio\u00e8 la mancanza del voto di preferenza, tutto per un semplice e alquanto ripugnante motivo: governi, politici e ministri non lavorano pi\u00f9 per avere la legittimazione del popolo, ma per avere quella dell\u2019Europa e abbiamo visto in non pochi casi l\u2019applicazione di questo malsano rapporto di sudditanza (si veda la caduta del governo Berlusconi in primis).<\/p>\n<p>I forti limiti di sovranit\u00e0 e di autonomia economica e politica hanno reso la nostra concezione di presenza nelle istituzioni non pi\u00f9 applicabile. Tanto pi\u00f9 se alla base del progetto che si vuole portare avanti c\u2019\u00e8 l\u2019applicazione della nostra costituzione. I trattati europei contraddicono nel modo pi\u00f9 assoluto i principi della nostra carta fondamentale, per cui se non viene messa in discussione l\u2019Unione Europea in toto possiamo gi\u00e0 definire morta in partenza questa alleanza.<\/p>\n<p>Domandiamoci, vogliamo andare al governo o al potere? Sembra una domanda a trabocchetto, ma non lo \u00e8, anzi, \u00e8 la domanda delle domande a cui bisogna rispondere prima di iniziare ogni avventura politica. Ad oggi il governo italiano, qualsiasi esso sia, non allo stesso tempo detentore del potere, politico ed economico che sia, perch\u00e9 questo potere oggi \u00e8 in mano alla Commissione Europea e alla BCE che lo esercitano in modo illimitato, senza alcun controllo o giurisdizione ed i governi nazionali sono relegati al ruolo di amministratori ordinari e organi di ratifica.<\/p>\n<p>Se davvero si vuole, come spero, fare una alleanza per la piena applicazione della costituzione, allora tale alleanza non pu\u00f2 prescindere dai punti che ho elencato qui, a partire dalla rottura con l\u2019UE, magari incominciando dall\u2019abrogazione del vergognoso pareggio di bilancio che inquina l\u2019articolo 81 della stessa carta. Senza un ragionamento approfondito e franco su queste tematiche essenziali tutto ci\u00f2 che diciamo, tutti i programmi sono resi vani ed eterei e quindi completamente inutili.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-cara_sinistra_non_c_alleanza_per_la_costituzione_senza_rottura_con_lunione_europea\/17824_18283\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-cara_sinistra_non_c_alleanza_per_la_costituzione_senza_rottura_con_lunione_europea\/17824_18283\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPOLOMATICO (N. Monti) Domenica 11 Dicembre, presso il Roma Scout Center, in una sala affollatissima, i comitati per il No ove partecipa la sinistra italiana, oltre che associazioni, movimenti e grandi giuristi e costituzionalisti, si sono incontrati per analizzare il voto al referendum del 4 Dicembre. Ne \u00e8 scaturita una proposta molto interessante, quella di una alleanza per la Costituzione. 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