{"id":26826,"date":"2016-12-20T09:20:52","date_gmt":"2016-12-20T08:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26826"},"modified":"2016-12-19T22:51:25","modified_gmt":"2016-12-19T21:51:25","slug":"italexit-vs-europeisti-di-ventotene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26826","title":{"rendered":"Italexit vs europeisti di Ventotene"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Colaci)<\/strong><\/p>\n<p><em>Uno degli errori della galassia europeista del socialismo e del progressismo italiano consiste nel giustificare le proprie posizioni richiamandosi al Manifesto di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, il primo dei quali non fu mai autenticamente socialista, bens\u00ec l\u2019esponente di un federalismo continentale di stampo americano-atlantista.<\/em><\/p>\n<p>Il dibattito su una possibile <strong>uscita dell\u2019Italia dall\u2019Unione Europea<\/strong> anima oramai i principali salotti di discussione culturale, quanto economica e politica. Inizialmente, la discutibilit\u00e0 dell\u2019Eurozona era un argomento di esclusivo appannaggio conservatore, dal momento che l\u2019immaginario collettivo del popolo italiano (progressista nella fattispecie), ha spesso identificato la tutela degli interessi nazionali con malcelati sentori di fascismo e nazional-socialismo. Nulla di pi\u00f9 infondato. Questa associazione di idee \u00e8 stata naturalmente confutata e smentita dai recenti avvenimenti all\u2019estero e nel paese, quanto dalla trasformazione progressiva delle posizioni dei partiti della sinistra quanto della destra tradizionale, oramai ridotte a etichette.\u00a0La sconfitta del governo radicale e filo-Ue di Tsipras, la vittoria della Brexit, l\u2019enigmatica vocazione protezionista <em>no-global<\/em> di Trump e il malcontento dei popoli europei costituiscono solo alcuni dei <strong>fattori di un possibile tracollo dell\u2019Unione Europea<\/strong>. A questa serie di eventi e situazioni si aggiungono i mutamenti sopra citati: Jean Luc M\u00e8lenchon, capo del <em>Front de Gauche <\/em>(Fronte della Sinistra) francese, ha recentemente espresso la propria contrariet\u00e0 all\u2019attuale sistema Europa e all\u2019eurozona, denunciandone il carattere e le politiche anti-popolari; sulla stessa scia il <em>Front National <\/em>(Fronte Nazionale) di Marine Le Pen, che rivendica la <strong>sovranit\u00e0 del popolo francese<\/strong> e critica le conseguenze negative dell\u2019introduzione della moneta unica; Trump, presidente neo-eletto degli Stati Uniti, ha recentemente affermato il proprio <strong>disinteresse nella creazione di una macro-aera di scambio Usa\/UE<\/strong> prevista dal famigerato TTIP. in Italia, fatta eccezione per il ruolo assai discutibile della Lega, frange e personalit\u00e0 della sinistra radicale ed ex democratica (Rifondazione Comunista, PC di Rizzo, Fassina ecc..), come della destra, hanno compiuto qualche timido passo avanti nella direzione anti-riformista di una dura critica nei confronti dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Rispetto ad altri paesi,<strong> il dibattito nostrano sulla questione UE risulta piuttosto arretrato<\/strong>, incontrando le forti resistenze di una sinistra italiana non pi\u00f9 definibile come tale: essa \u00e8 piuttosto un surrogato di liberalismo e progressismo che ne hanno fortemente trasformato la base ideologica. Anche inconsciamente, numerosi nostalgici del Partito Comunista Italiano sono soliti richiamarsi al <strong>Manifesto di Ventotene<\/strong>, quale dimostrazione di una genesi progressista dell\u2019Europa e quale giustificazione delle tesi europeiste. Il disegno di Altiero Spinelli, tuttavia, \u00e8 intriso di una certa ingenuit\u00e0 ideologica, oltre che tatticismo politico, poich\u00e9 trae forza dalla convinzione che il concetto di sovranit\u00e0 nazionale sia oggetto di diffidenza, senza ricondurre il male ai soli totalitarismi. Nel primo saggio che accompagna il Manifesto, ovvero, \u201cGli Stati Uniti d\u2019Europa e le varie tendenze politiche\u201d, Spinelli traccia il piano di creazione di un <strong>grande stato federale continentale<\/strong>.\u00a0Quest\u2019ultimo, avrebbe assunto un ruolo di gestione della politica estera e avrebbe rivestito i seguenti poteri: limitazione dei poteri politici ed economici delle singole nazioni; abolizione delle barriere protezionistiche; emissione di una moneta unica federale; creazione di una forza armata unica su scala continentale; istituzione di un organo di magistratura federale; amministrazione\u00a0 di tutte le \u201c<strong>colonie ancora incapaci di autonoma vita politica<\/strong>\u201d, punto, quest\u2019ultimo, molto simile all\u2019idea dell\u2019odierna tecnocrazia italiana, la cui classe politica \u00e8 considerata inetta all\u2019autogoverno. Il punto focale, tuttavia, \u00e8 rappresentato dal carattere atlantista (egemonia americana) che Spinelli intende attribuire generosamente all\u2019ambita \u201cFederazione Europea\u201d. La sua idea, non a caso, \u00e8 quella di attuare un modello costituente simile a quello americano riguardante la Convenzione di Filadelfia per la Creazione della Costituzione Statunitense, in grado di imbrigliare i rapporti di forza tra gli Stati in un\u2019unica struttura politica. Questo \u201cgrande sogno\u201d federalista avrebbe dovuto produrre due conseguenze: in primis un <strong>indebolimento della forza economica e militare delle nazioni<\/strong> e, in secondo luogo, una <strong>riorganizzazione politica a pi\u00f9 livelli di rappresentanza ad estensione continentale<\/strong>, con una potenziale espansione a livello globale.<\/p>\n<p>Questo disegno ben si sposa con il processo di globalizzazione capitalistica, sicuramente <strong>in contrasto con l\u2019idea di un\u2019\u201cEuropa dei popoli\u201d<\/strong>. \u00a0Gli Stati Uniti Europei, (tra l\u2019altro di renziana memoria), costituiscono quell\u2019idea di continente contro il quale non pochi progressisti affermano paradossalmente di combattere. Questa serie di obiettivi \u00e8 stata parzialmente raggiunta dall\u2019odierna Unione Europea, con fini meno positivi rispetto all\u2019ambiguo disegno progettuale di Spinelli. Quest\u2019ultimo commise l\u2019errore di guardare agli Usa come al principale interlocutore per la realizzazione di un\u2019Europa pacifista. Egli incontr\u00f2, nel 1944, Allen Dulles, l\u2019allora direttore responsabile dell\u2019OSS (servizi segreti oggi conosciuti come C.I.A.) e Richard Bissel, un altro esponente della Central Intelligence Agency interessato alle idee \u201cspinelliane\u201d.\u00a0Il Manifesto di Ventotene si rivela ben diverso dalle concezioni ingenue e semplicistiche di molti \u201ceuro-dreamers\u201d. Esso propugna un <strong>socialismo di forma<\/strong>, le cui basi e la cui vocazione statalista sono fortemente criticate dallo stesso Spinelli. Quanto alla vena \u201cpacifista\u201d della nuova Europa, vi lasciamo con questa affermazione, contenuta nella pagina 175 del suddetto \u201cDiario Europeo\u201d<em>:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cPer quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto \u00e8 che l\u2019Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, cos\u00ec come per consolidarsi essa avr\u00e0 bisogno di una guerra contro l\u2019Unione Sovietica, da saper fare al momento buono\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/italexit-vs-europeisti-di-ventotene\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/italexit-vs-europeisti-di-ventotene\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Colaci) Uno degli errori della galassia europeista del socialismo e del progressismo italiano consiste nel giustificare le proprie posizioni richiamandosi al Manifesto di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, il primo dei quali non fu mai autenticamente socialista, bens\u00ec l\u2019esponente di un federalismo continentale di stampo americano-atlantista. 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