{"id":26867,"date":"2016-12-21T12:50:42","date_gmt":"2016-12-21T11:50:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26867"},"modified":"2016-12-20T18:44:50","modified_gmt":"2016-12-20T17:44:50","slug":"cosa-ci-aspetta-se-litalia-finisce-in-mezzo-fra-esm-e-fmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26867","title":{"rendered":"Cosa ci aspetta se l\u2019Italia finisce in mezzo fra Esm e Fmi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di TEMPI (Rodolfo Casadei)<\/strong><\/p>\n<p>Cosa potrebbe succedere se il governo Gentiloni seguisse il consiglio che la signora Merkel ha suggerito all\u2019Italia per interposta persona, cio\u00e8 attraverso il suo consigliere economico Volker Wieland? Ovvero di chiedere un piano di aiuti all\u2019Esm, il Meccanismo di stabilit\u00e0 europeo diretto dal tedesco Klaus Regling, e al Fondo monetario internazionale (Fmi) per combattere seriamente l\u2019alto debito pubblico e la bassa crescita economica? Ovviamente succederebbe che l\u2019Italia perderebbe la sua indipendenza per quanto riguarda le decisioni di politica economica, ma anche che ci infileremmo in un tunnel di confusione e di umiliazioni a ripetizione, senza solide certezze sul risultato finale di sacrifici e mortificazioni. Lo dimostra quello che in questi stessi giorni sta succedendo al piano di salvataggio europeo della Grecia, una telenovela che va avanti dal maggio 2010, quando fu varato il primo pacchetto di aiuti, e che, stando alle carte, dovrebbe durare ancora molto se l\u2019architettura dell\u2019euro non verr\u00e0 gi\u00f9 prima.<\/p>\n<p>Il 14 dicembre scorso l\u2019Esm ha sospeso le sue pi\u00f9 recenti misure di alleggerimento del debito greco in reazione all\u2019approvazione da parte del parlamento di Atene di un provvedimento che ripropone in un\u2019altra forma il versamento natalizio una tantum a favore dei pensionati pi\u00f9 poveri che era stato cancellato nel contesto del terzo pacchetto di aiuti alla Grecia (quello concordato nell\u2019agosto 2015, pari a 86,5 miliardi di euro di aiuti) e di un altro che non applica un aumento dell\u2019Iva alle isole delle Egeo interessate dalla crisi dei migranti. I governatori dell\u2019Esm altro non sono che i ministri delle Finanze dell\u2019eurogruppo (i paesi dell\u2019euro), ed \u00e8 bastato che il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Scha\u00fcble obiettasse che andava misurato l\u2019impatto delle decisioni del parlamento di Atene sull\u2019assetto delle finanze greche prima di attivare le misure di alleggerimento decise la settimana prima, perch\u00e9 queste fossero automaticamente sospese. Lo spread sui titoli greci ha ripreso subito a salire, e la Borsa di Atene ha registrato perdite significative.\u00a0Il giorno dopo un portavoce del presidente dell\u2019eurogruppo, che \u00e8 il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che le azioni del governo greco \u00absembrano non essere in linea coi nostri accordi\u00bb.<\/p>\n<p>In buona sostanza mentre otteneva una limatura dei tassi di interesse sulla propria esposizione debitoria, il governo greco permetteva che il parlamento votasse un esborso di 617 milioni di euro a favore dei pensionati pi\u00f9 poveri (1,6 milioni di persone) senza averne prima parlato coi governatori dell\u2019Esm. Il primo ministro Alexis Tsipras ha difeso la misura, affermando che l\u2019avanzo di bilancio greco quest\u2019anno permette tale spesa, ma l\u2019Esm sembra non essere per nulla d\u2019accordo. La questione degli avanzi di bilancio greci evoca un altro conflitto, che coinvolge tre soggetti: l\u2019eurogruppo, il governo greco e il Fmi. Quest\u2019ultimo non ha ancora aderito al piano di salvataggio della Grecia (il terzo dal 2010) deciso nell\u2019agosto 2015, perch\u00e9 ritiene irrealistici gli obiettivi in esso contenuti.<\/p>\n<p>Secondo il piano la Grecia deve produrre a partire dal 2018 avanzi di bilancio del 3,5 per cento annuo sul Pil per i seguenti dieci anni (se non si profilano prima grossi miglioramenti della situazione) per continuare a ricevere assistenza finanziaria dall\u2019Europa e, auspicabilmente, dal Fmi. Ma il Fmi obietta che l\u2019obiettivo del 3,5 per cento, voluto dai tedeschi, \u00e8 irrealistico, e si tradurr\u00e0 in un taglio delle spese per investimento e per servizi pubblici come la sanit\u00e0 che avranno ricadute negative anche sulla crescita economica, e quindi sulla sostenibilit\u00e0 del debito. Il Fmi ha proposto due possibili strade alternative: cancellare una quota del debito greco e abbassare l\u2019avanzo di bilancio all\u20191,5 per cento, oppure se gli stati europei non sono disposti a cancellare altro debito greco mantenere il 3,5 per cento come obiettivo di avanzo primario, ma procedere alle riforme del sistema pensionistico e delle aliquote fiscali in modo tale da poter conseguire veramente l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Questa posizione, esposta anche recentemente su un blog del Fmi, manda puntualmente su tutte le furie sia Bruxelles (meglio sarebbe dire Lussemburgo, dove si trova la sede dell\u2019Esm) che Atene. La Ue infatti sostiene che tutto sta andando bene, che la Grecia ha ripreso a crescere (quest\u2019anno pi\u00f9 0,6 per cento, secondo segno positivo del Pil dal 2008 a questa parte) e che l\u2019obiettivo del 3,5 per cento non va messo in discussione; il governo greco accusa il Fmi di volere in realt\u00e0 imporre pi\u00f9 austerit\u00e0 di quella gi\u00e0 pretesa dall\u2019Europa. In effetti Tsipras ha accettato il pacchetto dell\u2019agosto 2015, inclusa l\u2019irrealistica clausola del 3,5 per cento, pur di portare a casa gli aiuti indispensabili in quel momento e nella convinzione di potere poi manovrare politicamente in modo da non rispettare gli accordi alla lettera. Che \u00e8 esattamente quello che ha cercato di fare nella settimana in corso. Ma a quanto pare con poca fortuna. Un premier italiano saprebbe fare meglio?<\/p>\n<p><strong>fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/cosa-ci-aspetta-se-litalia-finisce-in-mezzo-fra-esm-e-fmi\" target=\"_blank\"><em>http:\/\/www.tempi.it\/cosa-ci-aspetta-se-litalia-finisce-in-mezzo-fra-esm-e-fmi<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPI (Rodolfo Casadei) Cosa potrebbe succedere se il governo Gentiloni seguisse il consiglio che la signora Merkel ha suggerito all\u2019Italia per interposta persona, cio\u00e8 attraverso il suo consigliere economico Volker Wieland? Ovvero di chiedere un piano di aiuti all\u2019Esm, il Meccanismo di stabilit\u00e0 europeo diretto dal tedesco Klaus Regling, e al Fondo monetario internazionale (Fmi) per combattere seriamente l\u2019alto debito pubblico e la bassa crescita economica? 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