{"id":26878,"date":"2016-12-21T09:45:32","date_gmt":"2016-12-21T08:45:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26878"},"modified":"2016-12-20T23:13:21","modified_gmt":"2016-12-20T22:13:21","slug":"la-costituzione-prima-dei-vincoli-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26878","title":{"rendered":"La Costituzione prima dei vincoli europei"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>Con una sentenza storica, la Consulta ha deciso che i vincoli di bilancio non possono condizionare l\u2019attuazione delle garanzie costituzionali, le quali sono da intendersi come valide a prescindere. Ci\u00f2 rimette implicitamente in discussione i trattati dell\u2019Unione Europea.<\/em><\/p>\n<p>In <a href=\"http:\/\/www.eius.it\/giurisprudenza\/2016\/495.asp\">una sentenza che entra nella storia della giurisprudenza italiana<\/a>, la Corte Costituzionale ha stabilito illegittima una norma della Regione Abruzzo, la legge n. 78 del 1978. La norma stabilisce che il reperimento dei fondi necessari per garantire il<strong> diritto allo studio dei disabili<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>Debba avvenire nella misura del 50% \u201cnei limiti della disponibilit\u00e0 finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ed proprio questa la parte oggetto della controversia. La Provincia di Pescara aveva protestato, poich\u00e9 la Regione non aveva garantito la met\u00e0 di quei fondi come scritto nella norma, appellandosi al TAR. La Regione replicava, che, sempre secondo quanto stabilito dalla legge regionale, essa pu\u00f2 contribuire solo <strong>nelle misura in cui ci\u00f2 sia permesso dalle esigenze del bilancio<\/strong>. Il TAR aveva ravvisato una possibile incostituzionalit\u00e0 della norma e aveva per questo sottoposto la questione ai giudici della Consulta. La Corte, infine, si \u00e8 espressa a favore della Provincia, in seguito a un pronunciamento molto interessante, con il quale si asserisce \u2013 ed \u00e8, notiamo noi, quasi una tautologia \u2013 che<strong> i diritti incomprimibili non possono dipendere da logiche di bilancio.<\/strong> In particolare, nell\u2019articolo 6 comma 2-bis della norma, si ravvisano profili di incostituzionalit\u00e0. L\u2019articolo 38 della Carta costituzionale sancisce il diritto all\u2019educazione di ogni cittadino inabile al lavoro. L\u2019articolo 10, invece, recepisce le norme del diritto internazionale; tra queste, nota la Consulta, vi \u00e8 anche la Convenzione delle Nazioni Uniti riguardo ai diritti delle persone disabili. Nella motivazione della sentenza si legge che condizionare l\u2019attuazione di una norma costituzionale alla necessit\u00e0 del bilancio vorrebbe dire <strong>rendere tale norma aleatoria, quindi di fatto potenzialmente inattuabile<\/strong>.\u00a0I giudici, inoltre, affermano:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cNon pu\u00f2 nemmeno essere condiviso l\u2019argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l\u2019art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019articolo 81, cio\u00e8 quello che impegna lo Stato al perseguimento del pareggio di bilancio, infatti, non pu\u00f2 mettere in discussione la garanzia dei diritti fondamentali, altrimenti si tratterebbe \u201cdi una visione non corretta\u201d poich\u00e9 <strong>\u201c\u00e8 la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio<\/strong>, e non l\u2019equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione\u201d. Questa sentenza, che si rif\u00e0 ad altre precedenti, pone un nucleo inviolabile di principi come prioritario rispetto a tutto il resto, soprattutto a ragioni di contabilit\u00e0. Il pareggio di bilancio non pu\u00f2 essere un motivo valido per sottrarre fondi necessari alla realizzazione di tale nucleo di principi. L\u2019articolo 81 sull\u2019equilibrio tra entrate e uscite \u00e8 stato inserito in Costituzione su attuazione delle direttive dell\u2019Unione Europea e del Fiscal Compact, il quale impegna gli stati membri ad adeguare ad esso i propri ordinamenti. L\u2019Unione Europea, in modo unilaterale e antidemocratico, aveva del tutto arbitrariamente deciso che i <strong>vincoli dei trattati dovessero essere anteposti alle leggi degli stati,<\/strong> fossero anche le loro leggi fondamentali. La Corte Costituzionale ora, implicitamente, ribalta questa infondata asserzione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Sono le norme costituzionali ad avere la precedenza sui vincoli alla finanza pubblica<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il pronunciamento della Consulta conferma ci\u00f2 che sembrava gi\u00e0 a molti evidente, e cio\u00e8 che<strong> i trattati dell\u2019Unione Europea<\/strong>, che sottopongono la finanza pubblica a stretto controllo e che costringono i governi nazionali a tagliare fondi per i servizi e le garanzie essenziali, <strong>sono contrari ai principi sanciti dalla nostra Costituzione<\/strong>. Un governo potrebbe pertanto, con piena legittimit\u00e0 giuridica, decretare l\u2019uscita, anche unilaterale e senza consultazione, da tali trattati in quanto ostacoli all\u2019attuazione della propria legge fondamentale. La Costituzione, come espresso dalla sentenza in esame, condiziona il rispetto dei vincoli di bilancio alla <strong>previa garanzia dei diritti essenziali.<\/strong> Dunque, qualora quest\u2019ultima sia impedita da tali vincoli, la loro infrazione sarebbe un atto legittimo, ma andrebbe incontro alla contrariet\u00e0 di Bruxelles che <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-referendum-sulleuro-e-una-pazzia\/\" target=\"_blank\">potrebbe avviare procedure di infrazione o minacciare ritorsioni.<\/a> L\u2019ostinatezza dell\u2019Unione Europea nel pretendere il rispetto dei trattati contro le leggi costituzionali sarebbe quindi motivo pi\u00f9 che valido per esigere l\u2019uscita dell\u2019Italia senza condizioni.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-costituzione-viene-prima-dei-vincoli-europei\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-costituzione-viene-prima-dei-vincoli-europei\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) Con una sentenza storica, la Consulta ha deciso che i vincoli di bilancio non possono condizionare l\u2019attuazione delle garanzie costituzionali, le quali sono da intendersi come valide a prescindere. 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