{"id":26895,"date":"2016-12-22T10:00:35","date_gmt":"2016-12-22T09:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26895"},"modified":"2016-12-21T20:42:39","modified_gmt":"2016-12-21T19:42:39","slug":"alcune-osservazioni-sul-nuovo-ordine-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26895","title":{"rendered":"Alcune osservazioni sul nuovo ordine economico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONFLITTI E STRATEGIE (Mauro Tozzato)<\/strong><\/p>\n<p>Michael Spence (1) \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 importanti e prestigiosi economisti viventi. Naturalmente quando uno di questi \u201cgrandi\u201d professori di economia interviene scrivendo un articolo su un giornale quotidiano non lo fa esibendo la sua preparazione tecnica specifica ma cercando di sviluppare un discorso che abbia una valenza \u201cpolitica\u201d, anche se spesso da intendere in senso lato. Sul Sole 24 ore del 06.12.2016 cos\u00ec scrive il famoso studioso:<\/p>\n<p>&lt;&lt;Dalla fine della seconda guerra mondiale, la gerarchia delle priorit\u00e0 economiche \u00e8 stata relativamente chiara. In cima c\u2019era la creazione di un\u2019economia globale orientata al mercato aperto, innovativo e dinamico, in cui tutti i Paesi possono (prima di tutto) prosperare e crescere. Venendo al secondo \u2013 si potrebbe anche dire un secondo per distacco \u2013 c\u2019era la generazione di modelli di crescita nazionale vigorosa, sostenibile e inclusiva. Niente di pi\u00f9.&gt;&gt;<\/p>\n<p>Naturalmente \u00e8 necessario aggiungere che questo \u00e8 avvenuto nell\u2019area cosiddetta \u201coccidentale\u201d ad egemonia americana (che comprendeva in termini geoeconomici anche il Giappone) soprattutto nel periodo che va dal 1945 alla met\u00e0 degli anni settanta; si parl\u00f2 in quell\u2019epoca, e anche dopo, di una sorta di \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d per lo sviluppo capitalistico in questa parte del mondo.\u00a0Monocentrismo bipolare potrebbe essere definito l\u2019ordine globale allora vigente, con l\u2019Urss spesso alleata con il cosiddetto Terzo Mondo allo scopo di contrastare la supremazia americana che \u2013 nonostante una certa retorica sul presunto declino del modello capitalistico e sull\u2019immancabile avanzata di forme pi\u00f9 o meno radicali di \u201csocialismo\u201d \u2013 risultava anche in quell\u2019epoca abbastanza netta. Successivamente, prima dell\u2019avvento della \u201cgrande depressione\u201d iniziata nel 2008, abbiamo assistito alla svolta cinese in direzione di una economia (capitalistica) di mercato combinata con un autoritarismo e una centralizzazione politica estrema; al crollo dell\u2019Urss e dei paesi satelliti e ad una quindicina di anni in cui \u00e8 sembrato affermarsi un sistema \u201cmondializzato\u201d governato dagli Usa in direzione del completo dispiegarsi di quell\u2019apertura dei mercati e del flusso dei capitali che doveva realizzare il trionfo della cosiddetta \u201cglobalizzazione\u201d su scala planetaria.<\/p>\n<p>In questa fase gli altri due \u201cgrandi\u201d paesi dell\u2019area occidentale, la Germania e il Giappone, hanno attraversato importanti trasformazioni \u2013 con il secondo che \u00e8 entrato in un periodo di grave stagnazione (con deflazione) \u2013 mentre, oltre alla Cina, nuovi paesi sono emersi come potenze economico-politiche e tra di esse anche la stessa Russia \u201cpost-comunista\u201d. Secondo Spence, comunque, il principale cambiamento ora in atto \u00e8 quello che subordina gli stessi accordi internazionali potenzialmente vantaggiosi che regolano i flussi di merci, capitali, tecnologie e persone (i quattro flussi chiave dell\u2019economia globale) al<\/p>\n<p>&lt;&lt;raggiungimento di una forte crescita inclusiva a livello nazionale per rianimare una classe media in declino, rilanciare i redditi stagnanti e ridurre la disoccupazione giovanile&gt;&gt;.<\/p>\n<p>A partire dal referendum in Gran Bretagna, poi, avrebbe ripreso nuovo slancio la spinta verso la difesa del \u201c principio della sovranit\u00e0\u201d nazionale con la relativa avanzata di<\/p>\n<p>&lt;&lt;movimenti politici nazionalisti e populisti in tutta Europa, molti dei quali ritengono che gli accordi sovranazionali dovrebbero giungere dopo la prosperit\u00e0 nazionale [\u2026e] che dare risalto ai mercati e ai rapporti internazionali pu\u00f2 ostacolare la capacit\u00e0 di un Paese di far avanzare i propri interessi&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Lo stesso Trump, secondo il professore, \u201cpotrebbe perseguire gli accordi bilaterali reciprocamente vantaggiosi\u201d solo in subordine \u201ca priorit\u00e0 nazionali, in particolare gli obiettivi distributivi, e supportarli solo nella misura in cui siano coerenti con queste priorit\u00e0\u201d. Spence riprende anche un tema a cui ho accennato sopra, quando scrive che grazie all\u2019affermazione del \u201cvecchio ordine\u201d, nato nel 1945, e durato sino all\u2019inizio degli anni settanta, \u201cgli aspetti distributivi dei modelli di crescita globali [\u2026] sono stati positivi, sia per i singoli Paesi che per il mondo nel suo complesso\u201d. \u201cRispetto a tutto ci\u00f2 che \u00e8 venuto prima, l\u2019ordine del dopoguerra \u00e8 stato un vantaggio per l\u2019inclusivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ma, aggiungiamo noi, l\u2019ordine esteso di mercato si sviluppa attraverso fasi ricorsive e, come affermava Schumpeter, grazie ad un processo di distruzione creatrice e di innovazione che risulta dolorosa per la maggior parte della popolazione il cui tenore di vita dipende dalla vendita della forza-lavoro propria o dei propri familiari. Cos\u00ec \u00e8 accaduto che, negli ultimi trent\u2019anni, \u201cla disuguaglianza tra i Paesi \u00e8 diminuita, la disuguaglianza all\u2019interno dei Paesi \u00e8 aumentata\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto l\u2019economista prendendo atto della situazione attuale prevede che le maggiori potenze, e in primis gli Usa, ridimensioneranno la loro \u201cquota\u201d nei \u201ccosti di fornitura di beni pubblici globali\u201d come nel caso, ad esempio, delle spese militari in organismi di difesa globale come la Nato. Il \u201cmultilateralismo\u201d a cui accenna il professore ha gi\u00e0, difatti, lasciato spazio a un multipolarismo in cui gli interessi nazionali divengono talmente preminenti che persino la tendenza verso gli accordi commerciali e gli investimenti bilaterali e regionali viene subordinata a una politica che, anche per le maggiori potenze, mette in secondo piano le strategie tese a sviluppare alleanze stabili tra paesi nelle varie aree.<\/p>\n<p>Come suggerisce anche la scelta di Trump, con la sua opposizione alla ratifica del Partenariato Transpacifico, sembra proprio che gli accordi \u201cregionali\u201d e \u201cinterregionali\u201d risulteranno sempre pi\u00f9 legati a interessi che potrebbero, nel medio periodo, essere meglio difesi con esplicite politiche protezionistiche. Alcune scelte, come quella americana nell\u2019area del Pacifico, potrebbero, comunque, implicare conseguenze geopolitiche significative; si apre, infatti,<\/p>\n<p>&lt;&lt;un\u2019opportunit\u00e0 per la Cina a guidare la creazione di un patto commerciale per l\u2019Asia \u2013 un\u2019opportunit\u00e0 che i leader cinesi sono gi\u00e0 intenzionati a cogliere. In concomitanza con la sua strategia \u201cone belt, one road\u201d e la creazione dell\u2019Asian infrastructure investment bank, l\u2019influenza della Cina nella regione si espander\u00e0 di conseguenza in modo significativo.&gt;&gt;<\/p>\n<p>Spence prevede anche maggiori regolamentazioni a livello nazionale in campo tecnologico all\u2019interno del \u201cnuovo ordine\u201d. Si tratta di misure che divengono necessarie a causa delle minacce informatiche e della necessit\u00e0, aggiungiamo noi, di gestire in maniera nuova i mass media di fronte a masse scontente che, seppure confusamente, manifestano il loro disagio sputando in faccia al \u201cpoliticamente corretto\u201d. L\u2019adozione di tecnologie digitali tesa a risparmiare lavoro pu\u00f2, inoltre, secondo il professore, diventare decisiva \u201cin modo che l\u2019aggiustamento strutturale dell\u2019economia possa tenere il passo\u201d. Nella conclusione del suo articolo il noto economista ci pare, infine, manifestare una posizione realistica e sensata:<\/p>\n<p>&lt;&lt; La nuova enfasi sugli interessi nazionali ha chiaramente costi e rischi. Ma pu\u00f2 anche portare benefici importanti. Un ordine economico globale situato in cima a una fondazione fatiscente \u2013 in termini di supporto democratico e coesione politica e sociale nazionale \u2013 non \u00e8 stabile. Fino a quando le identit\u00e0 delle persone sono per lo pi\u00f9 organizzate, come lo sono ora, intorno alla cittadinanza in stati-nazione, un approccio che mette al primo posto il Paese pu\u00f2 essere la pi\u00f9 efficace. &gt;&gt;<\/p>\n<p>Ovviamente sono pur sempre le parole di un liberale che non pu\u00f2 non credere o far finta di credere che l\u2019interesse nazionale debba essere sempre collegato alle procedure della democrazia formale e dello Stato di diritto. Su questo, ovviamente, dissentiamo anche se non siamo in grado di proporre il paradigma di un regime politico alternativo, definito in maniera precisa e adeguato all\u2019epoca attuale. E d\u2019altra parte, come ammette lo stesso L. Canfora, si pu\u00f2 ricordare che in Aristotele la democrazia \u2013 in quanto forma \u201cdegenerata\u201d di governo al pari della tirannide e dell\u2019oligarchia \u2013 si contrappone alla politeia (repubblica costituzionale) per il fatto di essere caratterizzata da<\/p>\n<p>&lt;&lt;-la violenza, che \u00e8 [anche] per Platone condizione necessaria alla nascita della democrazia e sua cifra significativa;<\/p>\n<p>-il prevalere, non sempre legittimato dal principio di maggioranza, di una parte della societ\u00e0 sull\u2019altra; tuttavia, anche nel caso in cui il gruppo al comando detenesse la maggioranza numerica, non verrebbe comunque rispettato il principio di maggioranza cos\u00ec come \u00e8 stato codificato in et\u00e0 contemporanea: sarebbe infatti necessario che chi si trova momentaneamente al potere rispettasse l\u2019avversario sconfitto, consentendogli di stare pacificamente all\u2019opposizione;<\/p>\n<p>-l\u2019intolleranza delle opinioni contrarie a quella dominante: \u00e8 attraverso l\u2019intolleranza che si svolge la lotta politica, a maggior ragione quando la guerra esterna spinge alla guerra civile all\u2019interno della polis in difficolt\u00e0.&gt;&gt;<\/p>\n<p>(1)Michael Spence \u00e8 professore emerito in Management presso la Business School dell\u2019Universit\u00e0 di Stanford. Dal Settembre 2010 ricopre l\u2019incarico di professore di Economia alla Stern School of Business della New York University. Nato nel 1943, Michael Spence ha ottenuto il Ph.D. all\u2019Universit\u00e0 di Oxford nel 1972. Nel 2001 \u00e8 stato insignito del Premio Nobel per l\u2019Economia insieme ad Akerlof e Stiglitz per gli studi sui mercati in presenza di asimmetrie informative. \u00c8 stato presidente della Commissione indipendente per la Crescita e lo Sviluppo (2006-2010).<\/p>\n<p>\u00c8 consigliere dei governi di Cina e India in materia di crescita, sviluppo e cambiamenti strutturali. \u00c8 senior advisor di Oak Hill Investment Management, una societ\u00e0 di consulenza di PIMCO. Presiede inoltre l\u2019Academic Council of the Fung Global Institute ed \u00e8 membro del consiglio della Stanford Management Company. \u00c8, inoltre, membro dei consigli di amministrazione di diverse societ\u00e0 private e pubbliche. Dal 2011 insegna economia nella Scuola di Direzione Aziendale dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano (SDA Bocconi School of Management). Tra le sue pubblicazioni, La convergenza inevitabile. Una via globale per uscire dalla crisi, Laterza (2012). \u2013 Profilo ricavato da varie fonti su Internet.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/alcune-osservazioni-sul-nuovo-ordine-economico\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/alcune-osservazioni-sul-nuovo-ordine-economico<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONFLITTI E STRATEGIE (Mauro Tozzato) Michael Spence (1) \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 importanti e prestigiosi economisti viventi. Naturalmente quando uno di questi \u201cgrandi\u201d professori di economia interviene scrivendo un articolo su un giornale quotidiano non lo fa esibendo la sua preparazione tecnica specifica ma cercando di sviluppare un discorso che abbia una valenza \u201cpolitica\u201d, anche se spesso da intendere in senso lato. Sul Sole 24 ore del 06.12.2016 cos\u00ec scrive il famoso studioso:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":24571,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gianfranco2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-6ZN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26895"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26895"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26896,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26895\/revisions\/26896"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24571"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}