{"id":26933,"date":"2016-12-23T09:15:47","date_gmt":"2016-12-23T08:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26933"},"modified":"2016-12-22T23:21:03","modified_gmt":"2016-12-22T22:21:03","slug":"le-sei-lezioni-di-giorgio-cremaschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26933","title":{"rendered":"Le Sei lezioni di Giorgio Cremaschi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>POLITICA E ECONOMIA BLOG<\/strong> (<strong>Giorgio Cremaschi<\/strong>, introduzione di <strong>Sergio Cesaratto<\/strong>)<\/p>\n<p><em>Inaspettatamente, dopo quasi due mesi, <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/una-bussola-puntata-sulle-vie-di-fuga-dal-regime-dellausterita\/\">il manifesto<\/a> ha pubblicato la bellissima recensione di Giorgio Cremaschi alle Sei lezioni. Con dei tagli politici, come si conviene. Quello che balza di pi\u00f9 agli occhi \u00e8 in fondo, dove Cremaschi parla di &#8220;resa di Tsipras&#8221;. Il meglio \u00e8 nemico del bene? Qui sotto comunque il testo originale. (Se non riuscite a fare il download dal sito del giornale, inserite su google il titolo &#8220;Una bussola puntata sulle vie di fuga dal regime dell\u2019austerit\u00e0&#8221;). Con l&#8217;occasione segnalo la recensione di Giovanna Cracco su questa <a href=\"http:\/\/www.rivistapaginauno.it\/paginauno-numero50.php\">interessante rivista<\/a>. La lista delle recensioni precedenti \u00e8 <a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2016\/12\/aspettando-il-referendum-recensioni.html\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Le vie nazionali di rottura con il liberismo sono l&#8217;unica via credibile per mettere in discussione il sistema di disoccupazione di massa e ingiustizia sociale affermatosi con la globalizzazione finanziaria. E questo vale soprattutto in Europa, dove la costruzione reale della Unione ha fatto delle politiche di austerit\u00e0 un fondamento costituente della unione stessa.<\/p>\n<p>Questa a mio parere \u00e8 la sintesi politica brutale dello splendido piccolo manuale di economia e storia del pensiero economico che Sergio Cesaratto ha voluto condensare nelle sue &#8221; Sei lezioni di economia&#8221;. Un libro che ci conduce tra le principali teorie sul capitalismo, partendo da Ricardo e Marx per giungere a Keynes a Sraffa e alla teoria oggi dominante, il marginalismo\u00a0 neoclassico. Un libro che in questo percorso ci fa incontrare tutti i temi e le politiche economiche che caratterizzano la crisi attuale.<\/p>\n<p>Sergio Cesaratto, con Alberto Bagnai\u00a0 e pochi altri, fa parte di quella pattuglia di economisti eterodossi che da tempo mettono in discussione alla\u00a0 loro radice le politiche di austerit\u00e0. E che per questo giungono a ritenere necessaria\u00a0 la messa\u00a0 in discussione dell&#8217;euro e al limite della stessa Unione Europea. Economisti eterodossi, come lo stesso Cesaratto si autodefinisce, il che non vuol dire economisti della sinistra. Essendo molti di questi oramai parte, come le forze di centrosinistra a cui fanno riferimento, dello schieramento liberista. Economisti eterodossi sono tutti coloro che non accettano il dominio del pensiero degli economisti neoclassici e quello\u00a0 della politica liberista\u00a0\u00a0 che ne \u00e8 derivata. Senza dimenticare mai che il dominio di questa scuola, nata nella seconda met\u00e0 dell&#8217;800 per ripudiare Ricardo e tutti quegli economisti che davano troppe armi a Marx, non nasce dalla superiorit\u00e0 teorica, ma dalla forza del\u00a0 potere capitalistico che l&#8217;ha fatta propria.<\/p>\n<p>Cesaratto mette in giusto ridicolo le teorie dell&#8217;equilibrio e del profitto e salario &#8220;naturali&#8221;, cui tenderebbe ogni economia se non ci fossero interferenze dello stato nel libero mercato. Il mondo attuale, governato dai principi della economia ortodossa neoclassica, ne rappresenta la totale falsificazione. La realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 vero che tagliando lo stato sociale e i salari alla fine si raggiunga l&#8217;equilibrio e produzione ed occupazione ripartano. No la ripresa non c&#8217;\u00e8. E tuttavia le politiche liberiste, nonostante falliscano i loro stessi obiettivi, vengono continuamente riproposte, grazie anche ad un sistema\u00a0 di potere culturale e mediatico in cui dilaga la memoria del pesce rosso. Che si sa dura un minuto e quindi permette di ripetere come nuovo e all&#8217;infinito sempre lo stesso atto.<\/p>\n<p>Ma la societ\u00e0 dei pesci rossi non si \u00e8 formata in un minuto. Il primo esperimento mondiale di politiche liberiste nel dopoguerra si \u00e8 avuto nel Cile di Pinochet. In quel paese, dopo il golpe del 1973 che assassin\u00f2 Allende e decine di migliaia di militanti della sinistra, si precipitarono i Chicago boys di Milton Friedman; con i loro esperimenti alla dottor Mengele, per usare le parole di\u00a0 Cesaratto su ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere in alcuni paesi d&#8217;Europa. Il Cile allora come la Grecia oggi sono state le cavie di terribili esperimenti sociali.<\/p>\n<p>La sperimentazione del massacro sociale in paesi cavia chiarisce che il liberismo attuale \u00e8 prima di tutto ordoliberismo. Cio\u00e9 \u00e8 il frutto dell&#8217;incontro tra il\u00a0 potere economico e il potere politico, che diventa anch&#8217;esso fattore ed agente del mercato. Tutta la globalizzazione attuale non esisterebbe senza accordi, leggi, trattati, tra gli stati e negli stati. \u00c8 un liberismo costituente quello che abbiamo di fronte, non a caso tra poco saremo chiamati in Italia a decidere se mantenere la nostra Costituzione o devolverla a Maastricht.\u00a0 \u00c8 il potere conservatore ed elitario di Von Hayek quello che emana le leggi che distruggono le conquiste sociali e di democrazia dei popoli, quelli europei in particolare. E lo stato del capitalismo liberista \u00e8 proprio l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>&#8220;..Siffatta unione politico-monetaria svuota del tutto lo Stato nazionale dei poteri monetari e fiscali, privando le classi lavoratrici del loro terreno naturale di conflitto: il proprio Stato nazionale. La democrazia si riduce cos\u00ec alle lotte per le libert\u00e0 civili, coerentemente ritenute centrali dai radicali (il resto la fa il mercato). L\u2019incompatibilit\u00e0 fra euro ed Europa sovranazionale da un lato, e democrazia dall\u2019altro, \u00e8 totale&#8230;&#8221; Cos\u00ec Cesaratto, e ancora : &#8220;..L\u2019euro disvela cos\u00ec la propria vera natura spazzando via la retorica europeista. Esso \u00e8 uno strumento disciplinante delle classi lavoratrici, in particolare nell\u2019indisciplinato sud, Francia inclusa..&#8221;\u00a0Euro e Unione Europea non sono terreni neutri, sono lo strumento individuato dalle classi dominanti europee per imporre un <em>roll back<\/em> continentale a tutto il mondo del lavoro: l&#8217;Europa lo vuole, Deus vult.<\/p>\n<p>Sconfitto e crollato il comunismo, la socialdemocrazia europea\u00a0 \u00e8 stata assorbita nella ideologia e nel potere liberista, mentre le sinistre radicali non sono state in grado di produrre altro che dei buoni sentimenti, destinati a finire travolti. Profetiche appaiono le parole di decenni fa di Bob Rowthorn, economista eterodosso\u00a0 e comunista britannico, parole riprese da Cesaratto:<\/p>\n<p>&#8220;..La crisi che colpisce milioni di cittadini britannici \u00e8 ora su di noi. Se la sinistra intende sfruttare questa situazione, essa deve adottare un programma che offra alla gente qualche speranza, e deve dunque ragionare in termini di qualcosa di pi\u00f9 pratico della rivoluzione europea o mondiale. Coloro che attaccano una strategia nazionale per il socialismo in Gran Bretagna come destinata al fallimento e si appellano a una rivoluzione europea o mondiale possono sembrare molto rivoluzionari. Ma nei fatti la loro \u00e8 la dottrina della disperazione, e per quanto molte delle loro opinioni possano ispirare una piccola avanguardia di simpatizzanti, essi non possono che ispirare demoralizzazione fra le masse di lavoratori a cui non offrono niente..&#8221;<\/p>\n<p>Dopo la resa di Tsipras e la crisi di tutte le sinistre radicali europee, vecchie e nuove, la irriformabilit\u00e0 e l&#8217;alterit\u00e0 dell&#8217;euro e della Unione Europea dovrebbero essere il punto di partenza di ogni progetto e schieramento democratico anti austerit\u00e0. Euro ed Unione Europea sono oggi lo strumento della regressione sociale e democratica in Europa, sono la Santa Alleanza del ventunesimo secolo. Si possono solo combattere e rompere, non riformare. Il libro di Sergio Cesaratto ci aiuta meticolosamente\u00a0 a capirlo e ci impone\u00a0 una risposta concreta, non di galateo,\u00a0 alla sua conclusione politica:<\/p>\n<p>&#8220;..senza utopismi, dobbiamo declinare il tema dell\u2019autonomia nazionale in senso solidaristico verso gli altri popoli, per un nuovo ordine economico e politico internazionale; dobbiamo, soprattutto, porre i temi della piena occupazione e della giustizia sociale come la ragion d\u2019essere della sinistra, dimostrando che sono obiettivi possibili&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com.ee\/2016\/12\/le-sei-lezioni-di-giorgio-cremaschi.html#more\">http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com.ee\/2016\/12\/le-sei-lezioni-di-giorgio-cremaschi.html#more<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di POLITICA E ECONOMIA BLOG (Giorgio Cremaschi, introduzione di Sergio Cesaratto) Inaspettatamente, dopo quasi due mesi, il manifesto ha pubblicato la bellissima recensione di Giorgio Cremaschi alle Sei lezioni. Con dei tagli politici, come si conviene. Quello che balza di pi\u00f9 agli occhi \u00e8 in fondo, dove Cremaschi parla di &#8220;resa di Tsipras&#8221;. Il meglio \u00e8 nemico del bene? Qui sotto comunque il testo originale. (Se non riuscite a fare il download dal sito del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":18592,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/cremaschi.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-70p","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26933"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26933"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26933\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26934,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26933\/revisions\/26934"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}