{"id":26952,"date":"2016-12-23T10:58:03","date_gmt":"2016-12-23T09:58:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26952"},"modified":"2016-12-23T10:58:03","modified_gmt":"2016-12-23T09:58:03","slug":"aleppo-storia-di-una-riconquista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26952","title":{"rendered":"Aleppo, storia di una riconquista"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Alberto Bellotto)<\/strong><\/p>\n<p>Tutto inizia il 19 luglio 2012. \u00c8 passato poco pi\u00f9 di un anno dai primi fuochi della rivolta contro il regime di Bashar al-<span id=\"more-19482\"><\/span>Assad. Le proteste di piazza scoppiate sull\u2019onda delle \u201c<strong>Primavere arabe<\/strong>\u201d nel 2011 in 12 mesi si sono trasformate in una vera <strong>insurrezione armata<\/strong> e alla met\u00e0 di luglio la rivolta \u00e8 diventata\u00a0una <strong>guerra aperta<\/strong>. Il 19 gruppi di ribelli aprono due fronti: a sud-ovest attaccano il sobborgo di Salaheddin mentre a nord-est irrompono nei quartieri di Sakhur e Haydariyya. In tre giorni le forze dell\u2019Esercito siriano libero portano il conflitto nel cuore della citt\u00e0.<\/p>\n<div id=\"video-EWBI-TU6iWo\" class=\"arve-wrapper \" data-arve-mode=\"normal\">\n<div class=\"arve-embed-container\">\n<div>\n<div class=\"postImageUrl\"><\/div>\n<div class=\"centered-text-area\">\n<div class=\"centered-text\">\n<div class=\"IRPP_ruby-content\">\n<div class=\"ctaText\">LEGGI ANCHE<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"postTitle\">La partita dell&#8217;Fbi nelle elezioni Usa<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ctaButton\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"arve-inner\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/EWBI-TU6iWo?wmode=transparent&amp;iv_load_policy=3&amp;modestbranding=1&amp;rel=0&amp;autohide=1&amp;autoplay=0\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<p>Verso la fine del mese il fronte tra insorti ed esercito di Damasco si sposta nel centro della citt\u00e0 con violenti scontri intorno alla cittadella. Intanto le forze armate siriane (Saa, Syrian Arab Army) faticano a contenere i ribelli, anche perch\u00e9 costrette a cedere uomini per proteggere la capitale anch\u2019essa sotto attacco da parte dei ribelli. Il 15 luglio infatti era scattata l\u2019operazione \u201cvulcano di Damasco\u201d che aveva messo in difficolt\u00e0 il regime costringendo al rientro numerose truppe dagli altri fronti.<\/p>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<h2>Verso la guerra di posizione<\/h2>\n<p>Per fermare l\u2019avanzata dell\u2019Fsa ad Aleppo viene spostato un contingente di 10 mila uomini dalla costa, in particolare dai centri di Tartus e Latakia, ma soprattutto l\u2019aviazione, che diventer\u00e0 poi fondamentale per riconquistare la citt\u00e0. In tutta risposta i ribelli fanno arrivare altri duemila uomini dalle zone nord del Paese cadute sotto il loro controllo diversi mesi prima. All\u2019inizio di agosto l\u2019Saa lancia una prima controffensiva nella zona di Salaheddin anche grazie all\u2019arrivo dei carri armati e dell\u2019aviazione, ma nonostante questo i ribelli tengono la linea. Non solo avanzano ancora verso il centro e uniscono i due fronti. In pi\u00f9 nell\u2019esercito regolare si registrano le prime diserzioni che permettono all\u2019Fsa di entrare in possesso di armamento pesante.<\/p>\n<p>Nelle settimane successive gli insorti riescono a consolidare le proprie posizioni in centro citt\u00e0 e nei sobborghi migliorando le vie di approvvigionamento a nord. Nel frattempo l\u2019esercito regolare serra i ranghi e blocca l\u2019avanzata facendo uso massiccio dell\u2019aviazione che in alcuni casi riesce anche a distruggere i\u00a0centri di comando dei ribelli. Verso la met\u00e0 di agosto le truppe di Damasco tentano una nuova controffensiva riuscendo a strappare parte di Salaheddin ai ribelli ma di fatto aprendo una nuova fase del conflitto, una lunga guerra di posizione.<\/p>\n<div id=\"video-https%3A%2F%2Fwww.thinglink.com%2Fcard%2F865943471792324608\" class=\"arve-wrapper \" data-arve-mode=\"normal\">\n<div class=\"arve-embed-container\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"arve-inner\" src=\"https:\/\/www.thinglink.com\/card\/865943471792324608?ap=0&amp;autoplay=0&amp;autoStart=false&amp;player_autoStart=false\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<p>Per quattro anni la situazione sul terreno per le vie della citt\u00e0 non cambia. Le zone sotto il controllo dei ribelli diventano famose come \u201cAleppo est\u201d e <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/ce-davvero-ad-aleppo-est\/\">si scopre che l\u2019Fsa ha degli alleati scomodi<\/a> come al-Nusra, unica emanazione di al-Qaeda riconosciuta in Siria e Ahrar Al Sham, formazione islamista di tipo salafita.<\/p>\n<p>Intanto nello scenario globale del conflitto sono cambiati due fattori: l\u2019<strong>Iran<\/strong> \u00e8 corso in soccorso del fratello sciita Assad attraverso consulenti militari, uno fra tutti il generale <strong>Qasem Soleimani<\/strong> capo della Niru-ye Qods, l\u2019unit\u00e0 delle Guardie Rivoluzionarie, e le milizie sciite di varia estrazione. Il secondo fattore \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/static\/reportage\/siria_russia\/siria_russia.htm\">l\u2019intervento russo<\/a>. Nell\u2019autunno del 2015 Mosca decide di intervenire per combattere l\u2019avanzata dello Stato islamico e aiutare l\u2019alleato alawaita.<\/p>\n<h2>L\u2019offensiva di Damasco<\/h2>\n<p>Nel giro di due anni, fra il 2015 e l\u2019inizio del 2016, l\u2019esercito di Assad consolida le sue posizioni a nord di Aleppo in particolare chiude il \u201ccorridoio nord\u201d dal quale provenivano gli approvvigionamenti per i ribelli e nel febbraio del 2016 inizia a muovere verso la citt\u00e0. Il 27 luglio le forze di Damasco si congiungono con il quartiere di Sheikh Maqsood, controllato dai curdi e di fatto chiudono i ribelli in una sacca. I mesi successivi le forze ribelli arretrano. A inizio agosto l\u2019Fsa e <strong>al-Nusra<\/strong> tentano una sortita rompendo la sacca a sud nel distretto di Ramouseh. Ma il ricongiungimento dura poco e il nuovo corridoio viene chiuso verso la fine del mese.<\/p>\n<p>Per tutto l\u2019autunno proseguono i bombardamenti dell\u2019aviazioni siriana e russa e le truppe di terra completano il rastrellamento fino al 14 dicembre quando le forze di Damasco stringono i ribelli in 2,5 km quadrati di fatto <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-liberazione-aleppo\/\">costringendoli alla resa<\/a>. Il 15 dicembre inizia l\u2019evacuazione dei civili mentre ai ribelli viene concesso un salva condotto per le zone ancora sotto il loro controllo nel\u00a0nord-ovest del Paese.<\/p>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/lostindata.altervista.org\/graphics\/aleppo.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\n(fonte: Peto Lucem)<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/aleppo-storia-riconquista\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/aleppo-storia-riconquista\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Alberto Bellotto) Tutto inizia il 19 luglio 2012. \u00c8 passato poco pi\u00f9 di un anno dai primi fuochi della rivolta contro il regime di Bashar al-Assad. Le proteste di piazza scoppiate sull\u2019onda delle \u201cPrimavere arabe\u201d nel 2011 in 12 mesi si sono trasformate in una vera insurrezione armata e alla met\u00e0 di luglio la rivolta \u00e8 diventata\u00a0una guerra aperta. 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