{"id":26955,"date":"2016-12-23T11:06:46","date_gmt":"2016-12-23T10:06:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26955"},"modified":"2016-12-23T11:06:46","modified_gmt":"2016-12-23T10:06:46","slug":"la-silenziosa-ascesa-di-marine-le-pen-al-ruolo-di-candidata-della-sinistra-in-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=26955","title":{"rendered":"La silenziosa ascesa di Marine Le Pen al ruolo di candidata della sinistra in Francia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Fred Siegel)<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.city-journal.org\/html\/french-twist-14875.html\">Il City Journal pubblica un\u2019analisi<\/a> sul nuovo vento politico in Europa e nel mondo. Il dato rilevante \u00e8 lo stravolgimento della \u201cmappa\u201d politica, in cui si incrociano e si confondono sempre pi\u00f9 \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d. U<\/em><em>n caso paradigmatico<\/em><em> \u00e8 la Francia, dove si profila un confronto tra il liberista e thatcheriano Fillon, candidato favorito alle prossime presidenziali, e la sfidante Marine Le Pen, da sempre descritta come rappresentante dell\u2019ultradestra, ma in realt\u00e0 affine per molti aspetti a ci\u00f2 che tradizionalmente si considera \u201csinistra\u201d. O, almeno, \u00e8 alla Le Pen che dovrebbe rivolgersi una classe lavoratrice francese consapevole dei propri interessi.<\/em><br \/>\n<em> Si noti che l\u2019autore di questo articolo\u00a0\u2013 pubblicato sulla rivista dei conservatori del Manhattan Institute for Policy Research\u00a0\u2013 propende personalmente per il thatcheriano Fillon, ma riconosciamo la precisione e il pregio di un\u2019analisi che non usa nemmeno una volta la parola \u201cpopulismo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il nuovo clima politico generato da una globalizzazione avvenuta a rotta di collo, da un \u201cpoliticamente corretto\u201d imposto aggressivamente e dall\u2019arroganza delle \u00e9lite, \u00e8 giunto in modo cos\u00ec turbolento che i sondaggisti sono stati ripetutamente incapaci di registrare ci\u00f2 che stava accadendo. Lo scorso anno hanno sbagliato le previsioni sulle elezioni in Israele; stessa cosa per il referendum colombiano sulle trattative di pace coi narco-guerriglieri. Poi hanno fallito le previsioni sia sulla Brexit che sulle elezioni presidenziali americane. In Francia non sono riusciti a prevedere che l\u2019ex primo ministro Fran\u00e7ois Fillon avrebbe vinto le primarie per diventare il candidato conservatore alle elezioni presidenziali del prossimo aprile. Fillon, con le sue idee conservatrici in ambito sociale ma liberiste in campo economico, confonde le nostre idee di sinistra e destra. Rappresenta un allineamento di opinioni che non si vedeva dagli anni \u201940 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Ma non sono solo i sondaggisti a non essersi accorti di come il vento stava cambiando. Jean-Claude Juncker, lussemburghese sconosciuto ai pi\u00f9, \u00e8 diventato il pubblico zimbello durante il periodo precedente al voto sulla Brexit; Juncker \u00e8 il presidente della Commissione Europea \u2014 l\u2019organo burocratico con ampi poteri di governo sull\u2019Europa, che agisce per conto delle \u00e9lite. Cos\u00ec come Nancy Pelosi e la sua declinante banda degli <em>House Democrats<\/em>, Juncker sta rilanciando la posta in gioco e insistendo con politiche che finora hanno prodotto solo\u00a0 fallimenti. Juncker ha detto a un giornale austriaco che non ci sarebbe stato alcun rallentamento sulla federalizzazione dell\u2019Europa. Non ci saranno dunque \u201c<em>opt-out<\/em>\u201d [clausole di esclusione] dalla stagnazione economica somministrata da Bruxelles.<\/p>\n<p>Il filo che lega tutti questi \u201csconvolgimenti\u201d elettorali \u00e8 che gli elettori sembrano propendere sempre di pi\u00f9 verso destra. Ma se si pensa cos\u00ec, si assume che la geografia mentale della destra e della sinistra abbia ancora un senso. Gli stessi termini \u201csinistra\u201d e \u201cdestra\u201d derivano dalle prime fasi della Rivoluzione Francese. I seggi della prima Assemblea Nazionale, visti dal podio dell\u2019oratore, erano tali da porre i sostenitori di una nuova Francia, teoricamente pi\u00f9 razionale, alla sinistra del podio stesso. Alla destra stavano invece quelli \u2014 spesso cattolici \u2014 che, a quanto si dice, volevano restare nella tradizione aristocratica. Si trattava di un transitorio periodo di chiarezza politica e ideologica. Dal momento stesso in cui il despota illuminato Napoleone Bonaparte si autoincoron\u00f2 re nel 1804, quei termini sono diventati, e sono tuttora, irrimediabilmente confusi. Il grande liberale cattolico Chateaubriand fu costretto ad allinearsi con la monarchia borbonica perch\u00e9 la vedeva come la minore minaccia alla libert\u00e0, se confrontata con Napoleone.<\/p>\n<p>Fillon non ha predecessori n\u00e9 precursori nella Francia risolutamente statalista degli ultimi 168 anni. L\u2019ultima grande figura che ha la stessa combinazione di idee liberali e conservatrici era l\u2019anglofilo Fran\u00e7ois Guizot, che fu primo ministro quando la rivoluzione del 1848 mise fine alla monarchia borghese di Luigi Filippo di Borbone-Orl\u00e9ans. Fino ad oggi Guizot, grande storico il cui libro \u201cLa Storia della Civilt\u00e0 in Europa\u201d sta poggiato sul tavolo su cui sto scrivendo, non ha avuto eredi. Fillon ha detto ai francesi che vuole \u201c<em>ridare al paese la sua libert\u00e0<\/em>\u201c. Ha promesso di tagliare mezzo milione di posti di lavoro nel settore pubblico, mettere fine alla settimana lavorativa di 35 ore e ridurre la corposa regolamentazione del lavoro francese da 3.000 ad appena 150 pagine. Questa sarebbe una sorta di rivoluzione. La Francia moderna non si \u00e8 mai sottoposta alle riforme liberiste che hanno ravvivato le economie di Gran Bretagna, Canada, Svezia e Germania. La spesa pubblica in Francia rappresenta attualmente il 57 percento dell\u2019economia, e come negli Stati Uniti \u2014 ma peggio \u2014 il libero mercato \u00e8 stato strangolato da uno statalismo fuori controllo.<\/p>\n<p>Lo scrittore cattolico George Marlin, di New York, ha descritto come gli elettori cattolici della \u201cRust Belt\u201d [la zona degli Stati Uniti centrali dove si collocano le maggiori capitali industriali, oggi in declino], infuriati per l\u2019atrofia economica e per il \u201cpoliticamente corretto\u201d del liberalismo sociale, si sono orientati verso Donald Trump nelle elezioni presidenziali di novembre, determinandone la vittoria. Qualcosa di simile \u00e8 successo in Francia. Nell\u2019aprile 2017 Fillon, anglofilo e cattolico praticamente, potrebbe verosimilmente contrapporsi a Marine Le Pen, la leader anti-islamista del Front National, nel ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi. Se ci\u00f2 accade gli espertoni scopriranno che la loro mappa mentale \u00e8 resa del tutto obsoleta da un conflitto tra due candidati entrambi \u201cconservatori\u201d. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto perch\u00e9 la classe lavoratrice francese, una volta rivendicata dalla \u201csinistra\u201d, \u00e8 stata abbandonata dai Socialisti, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto con la loro controparte in America. Si sono dissolti nella ricerca di una incoerente alleanza tra elettori gay, islamici e femministi.<\/p>\n<p>Il presidente socialista francese Fran\u00e7ois Hollande ha governato con cos\u00ec tanta inettitudine da raccogliere oggi appena il 4 percento dei consensi. Al confronto, Hillary Clinton se l\u2019\u00e8 cavata piuttosto bene con gli uomini della classe lavoratrice bianca, ottenendo il 38 percento dei voti. I socialisti francesi sono ritornati alla posizione marginale che avevano nell\u2019Ottocento, mentre negli USA i Democratici sono arretrati su posizioni regionali che avevano negli anni \u201920, quando erano il partito dei proprietari di saloon e degli stati del Sud.<\/p>\n<p>Nel 2001 il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie Le Pen, sostenitore della Francia di Vichy, scosse il mondo arrivando secondo alla prima tornata elettorale delle elezioni presidenziali francesi, scavalcando il socialista Lionel Jospin. Il 16 percento dei voti raccolto da Jospin fu quasi raggiunto da un confuso assortimento da museo di comunisti, maoisti e trotskisti. Messi assieme, i partiti estremisti della destra e della sinistra avevano raccolto circa un terzo dei voti. Ma poi nelle elezioni generali i partiti mainstream si unirono per sostenere Jacques Chirac, che batt\u00e9 Jean-Marie Le Pen con l\u201982 percento dei voti.<\/p>\n<p>Ma il 2016 \u00e8 diverso. La Francia \u00e8 demoralizzata. \u00c8 scossa dall\u2019aggressione musulmana. Si \u00e8 trascinata per decenni con meno dell\u20191 percento di crescita annuale. Il suo tasso di disoccupazione \u00e8 vicino alla doppia cifra, il tasso di disoccupazione giovanile al 24 percento spinge schiere di giovani verso Londra, Berlino e New York. La politica economica thatcheriana di Fillon spingerebbe senza dubbio un gran numero di sindacalisti francesi del settore pubblico \u2014 e ci\u00f2 che resta degli elettori della classe lavoratrice industriale \u2014 nelle braccia di Marine Le Pen, che potrebbe di fatto trasformarsi nel candidato di sinistra (se una tale definizione ha ancora un senso). I molti milioni di persone che lavorano per il settore pubblico o che ricevono sussidi potrebbero silenziosamente sostenere il nazionalismo della Le Pen piuttosto che rischiare di perdere i loro privilegi.<\/p>\n<p>Chiunque sia il vincitore, la malnata Unione Europea ricever\u00e0 un altro shock, mentre i paesi dell\u2019Europa del sud minacciano la solvibilit\u00e0 della Banca Centrale Europea. Come i Democratici americani, che, nota Scott Johnson di <em>Powerline<\/em>, hanno marciato a ranghi serrati di sconfitta in sconfitta, anche le \u00e9lite europee non danno segno di imparare alcunch\u00e9. Le \u00e9lite europee sembrano aver sviluppato una sorta di volont\u00e0 di morte. \u201c<em>Quale migliore notizia, per la comunit\u00e0 delle banche d\u2019investimento, che sapere che ora tutti gli elettori non-fascisti, di destra, sinistra e centro, sono obbligati a votare Fillon?<\/em>\u201d ironizza con sarcasmo Paul Mason, del giornale britannico \u2014 ma fervente continentalista \u2014 The Guardian. \u201c<em>Chi vuole cancellare lo stato sociale, licenziare i lavoratori ed aumentare i giorni lavorativi?<\/em>\u201c. Dunque Marine Le Pen \u00e8 diventata\u00a0la candidata della \u201csinistra\u201d francese \u2014 chi lo avrebbe mai detto? E non c\u2019\u00e8 dubbio che altre sorprese debbano ancora arrivare.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/12\/15\/come-marine-le-pen-pian-piano-e-diventata-la-candidata-di-sinistra-in-francia\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/12\/15\/come-marine-le-pen-pian-piano-e-diventata-la-candidata-di-sinistra-in-francia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Fred Siegel) Il City Journal pubblica un\u2019analisi sul nuovo vento politico in Europa e nel mondo. Il dato rilevante \u00e8 lo stravolgimento della \u201cmappa\u201d politica, in cui si incrociano e si confondono sempre pi\u00f9 \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d. 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