{"id":27048,"date":"2016-12-30T00:03:36","date_gmt":"2016-12-29T23:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27048"},"modified":"2016-12-30T10:03:49","modified_gmt":"2016-12-30T09:03:49","slug":"la-cospirazione-di-ventotene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27048","title":{"rendered":"La cospirazione di Ventotene"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cosiddetto \u2018manifesto di Ventotene\u2019<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> inizia con una definizione della libert\u00e0 evidentemente riferita a Kant: \u00abLa civilt\u00e0 moderna \u00e8 fondata sul principio di libert\u00e0: l&#8217;uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita\u00bb; significa che un uomo non \u00e8 strumento di un altro uomo, che nessuno pu\u00f2 avere schiavi, che lo schiavo ha diritto assoluto alla ribellione. \u00c8 un principio estraneo al mondo classico, introdotto per\u00f2 non dal mondo moderno, ma dal cristianesimo, da cui il mondo moderno \u2013 qualunque cosa possa significare questo termine \u2013 lo ha mutuato. I tre autori del <em>manifesto<\/em> aggiungono che \u00e8 un autonomo centro di vita. \u00c8 un&#8217;aggiunta infelice che elimina quanto c\u2019\u00e8 di grande in Kant. Questi, infatti, dice che l\u2019uomo \u00e8 autonomo non come <em>centro di vita<\/em>, ma come <em>ragione<\/em>: \u00e8 la ragione che trasforma in legge la massima individuale qualora vi scorga il requisito dell&#8217;universalizzabilit\u00e0. La vita, invece, \u00e8 legata alle leggi naturali che le si fanno valere tramite i sentimenti di piacere e dispiacere: come centro di <em>vita<\/em> l&#8217;uomo \u00e8 eteronomo, dipende cio\u00e8 da leggi naturali estranee alla ragione. Credere che dalla vita possa derivare un principio di libert\u00e0 \u00e8 una evidente assurdit\u00e0, l&#8217;assurdit\u00e0 alla base del liberalismo che tramite Luigi Einaudi \u00e8 la base ideologica dei tre confinati a Ventotene. La libert\u00e0 \u00e8 superiorit\u00e0 alla vita e alle sue necessit\u00e0, non vita. L&#8217;errore non solo testimonia l&#8217;impreparazione filosofica degli autori del manifesto, ma anche la prospettiva di ingenuo individualismo in cui osservano la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autonomi centri di vita a Ventotene non prendono nota dei fatti, ma solo delle proprie esigenze che trasformano a volte in fatti a volte in necessit\u00e0 storiche. Cos\u00ec il \u00a7 1 del primo capitolo, riconosciuto allo Stato-nazione il merito di avere generalizzato i progressi all&#8217;interno del suo territorio, pretende che \u00abl&#8217;ideologia dell&#8217;indipendenza nazionale \u2026 [porti] per\u00f2 in s\u00e9 i germi del nazionalismo imperialista, che la nostra generazione ha visto ingigantire fino alla formazione degli Stati totalitari ed allo scatenarsi delle guerre mondiali\u00bb. \u00abLa nazione non \u00e8 pi\u00f9 ora considerata come lo storico prodotto della convivenza degli uomini, \u2026 \u00e8 invece divenuta un&#8217;entit\u00e0 divina, un organismo che deve pensare solo alla propria esistenza ed al proprio sviluppo, senza in alcun modo curarsi del danno che gli altri possono risentirne. La sovranit\u00e0 assoluta degli stati nazionali ha portato alla volont\u00e0 di dominio sugli altri e considera suo &#8220;spazio vitale&#8221; territori sempre pi\u00f9 vasti che gli permettano di muoversi liberamente e di assicurarsi i mezzi di esistenza senza dipendere da alcuno. Questa volont\u00e0 di dominio non potrebbe acquietarsi che nell&#8217;egemonia dello stato pi\u00f9 forte su tutti gli altri asserviti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste affermazioni possono forse descrivere le evoluzioni di alcuni paesi europei, ma riferite agli Stati in generale e, ancor pi\u00f9, al concetto di Stato sono false. In primo luogo che <em>uno<\/em> Stato sia un prodotto storico non significa affatto, come insinuano gli autori del <em>manifesto<\/em>, che il <em>concetto<\/em> di Stato non abbia legittimit\u00e0 etica. L&#8217;etica \u00e8 la considerazione filosofica della libert\u00e0, e la questione della legittimit\u00e0 etica del concetto di Stato non pu\u00f2 essere risolta sul terreno storico, ma su quello del suo rapporto con l&#8217;idea di libert\u00e0: se le sia necessario o se la contrasti essenzialmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, la <em>sovranit\u00e0<\/em> \u00e8 un concetto ben pi\u00f9 profondo di quanto pensino gli autori, del tutto disparato da quello di <em>totalitarismo<\/em>: rivolta all&#8217;interno, la sua assolutezza, che li allarma del tutto a torto, \u00e8 espressa nel principio che la legge \u00e8 uguale per tutti, ossia che la legge e le istituzioni dello Stato sono superiori a <em>ogni<\/em> individuo, <em>senza<\/em> che questa superiorit\u00e0 implichi l&#8217;annullamento delle differenze; gli Stati hanno infatti garantito il pluralismo fondamentale, quello religioso, ben prima di diventare democratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolta all&#8217;esterno, la sovranit\u00e0 non \u00e8 affatto dominio sugli altri Stati, ma esiste come <em>riconoscimento<\/em> della sovranit\u00e0 altrui e altrui <em>riconoscimento<\/em> della propria sovranit\u00e0; questo reciproco riconoscimento in pace e in guerra \u00e8 il rapporto normale tra gli Stati. Gli autori del manifesto non solo spacciano falsamente i rapporti internazionali come esercizio di una infantile volont\u00e0 di dominio imperiale, ma identificano l&#8217;imperialismo con la sua forma pi\u00f9 disgustosa. <em>Imperialismo<\/em> <em>in generale<\/em> \u00e8 la volont\u00e0 di asservire altri popoli, e ha come forme estreme da una parte l&#8217;<em>egemonia<\/em>, la <em>devastazione<\/em> dall&#8217;altra. Poich\u00e9 l&#8217;uomo pu\u00f2 preferire la morte alla vita, la libert\u00e0 \u00e8 assoluta e vi si pu\u00f2 rinunciare solo volontariamente; la libera rinuncia alla libert\u00e0, ossia il consenso, \u00e8 accettazione di un&#8217;<em>egemonia<\/em>, accettazione che la rende giusta: il popolo che non difende il proprio onore non <em>ha<\/em> onore. Non solo \u00e8 giusta, l&#8217;egemonia pu\u00f2 risultare un momento necessario della libert\u00e0 in quanto suscita l&#8217;esigenza di liberazione e il senso di s\u00e9 prima assente; cos\u00ec rende superflua se stessa e si procura la fine. \u2013 In quanto mira apertamente alla schiavit\u00f9 degli asserviti senza appello alla loro accettazione, l&#8217;imperialismo fascista non \u00e8 egemonia, ma <em>devastazione<\/em> barbarica; e i popoli vi rispondono per lo pi\u00f9 con la lotta ad oltranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La confusione dei concetti politici nel <em>manifesto<\/em> non \u00e8 casualit\u00e0, vuole insinuare che la barbarie nazifascista non \u00e8 antitetica allo Stato-nazione, ma il suo sviluppo naturale: gli Stati sono sovrani; se sovranit\u00e0 \u00e8 totalitarismo lo Stato vero \u00e8 quello hitleriano; tra gli Stati si stabiliscono solo egemonie; se egemonia \u00e8 imperialismo devastatore nazista, la <em>neue Ordnung<\/em> \u00e8 la fase culminante dello Stato. <em>Immaginando<\/em> un&#8217;evoluzione naturale dello Stato verso l&#8217;impero nazista, facendo dello Stato totalitario imperialista l&#8217;esito necessario di questa evoluzione, il primo paragrafo si risolve dunque in una calunnia del tutto dissennata e storicamente falsificata dello Stato:. \u00abGli stati totalitari \u2026 hanno realizzato \u2026 l&#8217;unificazione di tutte le forze, attuando il massimo di accentramento e di autarchia, e si sono perci\u00f2 dimostrati gli organismi pi\u00f9 adatti all&#8217;odierno ambiente internazionale. Basta che una nazione faccia un passo pi\u00f9 avanti verso un pi\u00f9 accentrato totalitarismo, perch\u00e9 sia seguita dalle altre nazioni, trascinato nello stesso solco dalla volont\u00e0 di sopravvivere\u00bb. Trascurando concetti e fatti i visionari di Ventotene pretendono che i nemici dell&#8217;asse Roma-Berlino siano diventati Stati totalitari, perch\u00e9 il totalitarismo pu\u00f2 essere combattuto solo dal totalitarismo..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel paragrafo 2 la contraddittoriet\u00e0 del <em>manifesto <\/em>assume un aspetto penoso. Il documento riconosce la tendenza dello Stato moderno a realizzare l&#8217;uguaglianza politica dei cittadini e, poich\u00e9 l&#8217;uguaglianza politica consente di rivendicare l&#8217;uguaglianza sociale, a favorire l&#8217;avanzamento materiale dei diseredati. Poich\u00e9 se ne sono sentiti minacciati, i ceti privilegiati hanno abolito lo Stato e hanno instaurato \u00abdittature che toglievano le armi legali di mano ai loro avversari\u00bb. Riconoscendo che lo Stato moderno ha messo in mano ai diseredati armi legali di emancipazione dai ceti privilegiati, gli autori del documento smentiscono quanto hanno affermato prima, che le dittature siano l&#8217;evoluzione naturale dello Stato moderno, e affermano in effetti che gli Stati totalitari sono il contrario di un vero Stato. La contraddizione per cui lo Stato \u00e8 nel contempo strumento di <em>emancipazione<\/em> e strumento di <em>asservimento<\/em> d\u00e0 origine al caos di questa frase: \u00abD&#8217;altra parte la formazione di giganteschi complessi industriali e bancari e di sindacati riunenti sotto un&#8217;unica direzione interi eserciti di lavoratori, sindacati e complessi che premevano sul governo per ottenere la politica pi\u00f9 rispondente ai loro particolari interessi, minacciava di dissolvere lo stato stesso in tante baronie economiche in acerba lotta tra loro. Gli ordinamenti democratico liberali, divenendo lo strumento di cui questi gruppi si valevano per meglio sfruttare l&#8217;intera collettivit\u00e0, perdevano sempre pi\u00f9 il loro prestigio, e cos\u00ec si diffondeva la convinzione che solamente lo stato totalitario, abolendo la libert\u00e0 popolare, potesse in qualche modo risolvere i conflitti di interessi che le istituzioni politiche esistenti non riuscivano pi\u00f9 a contenere\u00bb. Dapprima il <em>governo<\/em> \u00e8 l&#8217;arbitro nei conflitti di interesse tra industria, finanza e lavoratori; poi sembra che la semplice <em>grandezza<\/em> delle parti in conflitto dissolva lo <em>Stato<\/em> in baronie in lotta \u2013 cio\u00e8 lo divida al suo interno; poi gli <em>ordinamenti democratico-liberali<\/em> diventano uno strumento con cui industriali, finanzieri <em>e lavoratori<\/em> sfruttano la collettivit\u00e0 \u2013 ma se \u00e8 paralizzato dalle sue divisioni, come pu\u00f2 diventare uno strumento per sfruttare la collettivit\u00e0? Infine si diffonde la convinzione che lo Stato totalitario possa risolvere il conflitto sociale. Tutto il saltellare per cui lo Stato, da arbitro tra gli interessi, diventa loro strumento e <em>dunque<\/em> totalitario, ha un solo scopo: spacciare gli opposti \u2013 Stato costituzionale e Stato totalitario \u2013 per identici, supportare la menzogna che questo sia l&#8217;evoluzione di quello. Questa menzogna sulla natura dello Stato \u00e8 un elemento di continuit\u00e0 tra Ventotene e la Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paragrafo 3 mette nello stesso sacco il dogmatismo, il razzismo (senza considerare che la chiesa cattolica, pur essendo dogmatica, non \u00e8 certo razzista), l&#8217;autarchia, gli scambi bilanciati, che sarebbero \u00abferrivecchi\u00bb del mercantilismo. Qui la confusione \u00e8 totale come prima, ma non pi\u00f9 prodotta da una visione che forza la percezione, bens\u00ec dall\u2019ignoranza: a parte il fatto che gli scambi sono bilanciati per definizione, altrimenti sarebbero truffe, <em>mercantilismo<\/em> \u00e8 una politica economica finalizzata ad accumulare saldi <em>attivi<\/em> nella bilancia estera di uno stato, e non pu\u00f2 avere nulla a che fare con l&#8217;<em>autarchia<\/em>, che \u00e8 una politica di sostituzione delle importazioni con produzioni domestiche, in genere per evitare <em>passivi<\/em> di bilancia estera. Secondo questi dilettanti, \u00abi pi\u00f9 evidenti concetti della scienza economica\u00bb \u2026 mostrano l&#8217;interdipendenza economica di tutte le parti del mondo: \u00abspazio vitale per ogni popolo \u2026 \u00e8 tutto il globo\u00bb. Qui l&#8217;interdipendenza globale \u2013 in altri termini il libero scambio \u2013 \u00e8 spacciata per un fatto, addirittura \u00e8 sentita come se fosse una soluzione di problemi, uno di quei \u2018free lunch\u2019 che proprio la scienza economica esclude. Anche il fanatismo del libero scambio \u00e8 un elemento di continuit\u00e0 tra Ventotene e la Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in realt\u00e0 all&#8217;imperialismo nazista che i visionari di Ventotene attribuiscono la funzione di punto di svolta dalla preistoria statalista dell&#8217;Europa alla sua storia autentica. Come il Messia sar\u00e0 preceduto dall&#8217;Anticristo, cos\u00ec nella loro visione sconvolta l&#8217;unione europea non poteva essere attuata che dopo il diluvio nazista. Se vincessero, i tedeschi potrebbero \u00abanche permettersi una lustra di generosit\u00e0 verso gli altri popoli europei, rispettare formalmente i loro territori e le loro istituzioni politiche, per governare cos\u00ec soddisfacendo lo stupido sentimento patriottico che guarda ai colori dei pali di confine ed alla nazionalit\u00e0 degli uomini politici che si presentano alla ribalta, invece che al rapporto delle forze ed al contenuto effettivo degli organismi dello stato. Comunque camuffata, la realt\u00e0 sarebbe sempre la stessa: una rinnovata divisione dell&#8217;umanit\u00e0 in Spartiati ed Iloti\u00bb. Qui il sentimento patriottico non appare antagonista dell&#8217;imperialismo nazista, ma come stupidit\u00e0 umana che baratta con il suo sfruttamento effettivo la concessione di un patetico palo di confine. Anche il disprezzo dei confini \u00e8 un elemento di continuit\u00e0 tra Ventotene e la Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati e i loro confini sono perduti \u2013 profetizzano i visionari: sia che la Germania vinca sia che essa perda. La Germania ha abbattuto \u00abad uno ad uno gli stati minori\u00bb, ma \u00abcon la sua azione ha costretto <em>forze<\/em> sempre pi\u00f9 potenti a scendere in lizza\u00bb. I nemici della Germania, che assumono la forma di Stati finch\u00e9 si lasciano abbattere, quando scendono arditi in campo per combatterla cessano di essere Stati e assumono la forma di <em>forze<\/em>: la Gran Bretagna non \u00e8 uno Stato, n\u00e9 lo \u00e8 l&#8217;URSS contro il cui popolo i tedeschi sono andati a cozzare, n\u00e9 l&#8217;America, n\u00e9 la Cina: \u00abcontro le potenze totalitarie\u00bb non sono schierati Stati \u2013 giammai \u2013 ma \u00abimmense masse di uomini e di ricchezze\u00bb, \u00abNazioni Unite\u00bb. Queste \u00abmasse di uomini\u00bb non solo si muovono fuori dalle organizzazioni degli Stati, ma comprendono gli imprenditori che \u00ab\u2026 vorrebbero liberarsi dalle bardature burocratiche, e dalle autarchie nazionali, che impacciano il loro movimento\u00bb. Con un semplice espediente lessicale gli autori del <em>manifesto<\/em> trasfigurano addirittura la guerra degli Stati alleati contro l&#8217;<em>Asse<\/em> in una svolta messianica antistatale e antipatriottica. Ma cos\u00ec, dopo aver fallito la dimostrazione che lo Stato moderno evolva naturalmente verso lo Stato totalitario, facendo del totalitarismo nazista il punto di svolta dalla preistoria statalista verso l&#8217;Europa unita, i tre confessano involontariamente che l&#8217;Unione europea non era affatto nell&#8217;attesa degli Europei, che poteva sorgere soltanto da uno <em>choc<\/em> storico, soltanto come replica di una scossa tellurica. Quando gli europeisti hanno sottoscritto il Trattato di Maastricht hanno seguito lo stesso principio: poich\u00e9 nessuno voleva un&#8217;unione effettiva, hanno creato un cambio valutario fisso che avrebbe amplificato il primo choc economico a tiro cos\u00ec da <em>costringere<\/em> a quell&#8217;unione effettiva dapprima improponibile<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 talmente evidente l&#8217;estraneit\u00e0 dell&#8217;unione europea agli europei che gli europeisti di Ventotene sanno che \u00abla sconfitta della Germania non porterebbe automaticamente al riordinamento dell&#8217;Europa secondo il [loro] ideale di civilt\u00e0\u00bb. Anzich\u00e9 esporre questo loro ideale per tentare di convincere le masse, essi hanno in mente di organizzare una cospirazione per prendere il potere e realizzarlo. \u00abNel breve intenso periodo di crisi generale, in cui gli stati nazionali giaceranno fracassati al suolo \u2026\u00bb \u2013 ai visionari sfugge l&#8217;osservazione elementare che la guerra allora in corso non poteva finire che con la vittoria di un fronte e la sconfitta dell&#8217;altro, che se gli sconfitti sarebbero giaciuti fracassati al suolo, i vincitori, per quanto provati (ma gli Stati Uniti usciranno dalla guerra con un&#8217;economia in prorompente espansione), sarebbero divenuti padroni dei perdenti, quindi, seppure fracassati, non sarebbero giaciuti al suolo; questa inavvertenza \u00e8 cos\u00ec pacchiana, cos\u00ec enorme, da generare il sospetto che gli autori del <em>manifesto<\/em>, se non erano gi\u00e0 agenti dei futuri padroni, si stessero proponendo per svolgere questo ruolo, che gi\u00e0 durante la guerra il loro pseudo cosmopolitismo volesse essere l&#8217;ideologia di copertura dei progetti geopolitici euroatlantici \u2013 dicevamo: \u00abNel breve intenso periodi di crisi generale \u2026 in cui le masse popolari attenderanno ansiose la parola nuova e saranno materia fusa, ardente, suscettibile di essere calata in forme nuove,\u00bb le masse traumatizzate dalla guerra, \u00abmateria fusa e ardente\u00bb, accoglieranno \u00abla guida di uomini seriamente internazionalisti\u00bb, cio\u00e8 la <em>loro<\/em> guida, la guida dei cosmopoliti visionari, dei signori Spinelli, Rossi e Colorno, e guidate da questi uomini storico-universali impediranno che i ceti privilegiati smorzino \u00abl&#8217;ondata dei sentimenti e delle passioni internazionalistiche\u00bb e ricostruiscano i vecchi organismi statali. Qui i visionari immaginano la lotta tra statalisti e internazionalisti come una lotta tra privilegiati e diseredati, immaginano all&#8217;improvviso che i diseredati non abbiano Stato, che i ceti privilegiati abbiano invece carattere essenzialmente nazionale, e che non esistano interessi industriali e finanziari a carattere transazionale \u2013 eppure qualsiasi importazione ed esportazione di beni, servizi, capitali o persone crea un ceto privilegiato <em>non<\/em> legato allo Stato nazionale. L&#8217;identificazione tra ceti privilegiati, Stati nazionali, <em>vecchio<\/em> \u00e8 tanto mistificante quanto l&#8217;identificazione tra internazionalisti, diseredati e <em>nuovo<\/em>; qualcosa di questa mistificazione si \u00e8 trasmessa fino alla Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La massa <em>fusa e ardente<\/em> dei traumatizzati dalla guerra, divenuta <em>ardente di sentimenti e di passioni internazionalistiche<\/em> sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo suscitata dal <em>manifesto<\/em> di Ventotene, impedir\u00e0 che si ricostruiscano gli Stati. Dapprima i visionari sembrano non pensare che questa massa ardente di internazionalismo, ammesso che esista, ammesso che voglia impedire la ricostruzione degli apparati degli Stati <em>sconfitti<\/em>, dovr\u00e0 almeno tenere conto della volont\u00e0 dei vincitori, i cui organismi statali non devono affatto essere ricostruiti, ma a seguito della vittoria sono pi\u00f9 solidi che mai e controllano con i loro eserciti gli Stati sconfitti. In effetti i tre autori temono che i dirigenti delle nazioni vincitrici, deludendo i sentimenti internazionalisti che ardono tra le masse, restaurino i vecchi apparati statali nell&#8217;interesse del loro impero. In fondo \u00e8 un timore futile: il destino degli sconfitti \u00e8 la perdita della sovranit\u00e0, il saccheggio delle risorse da parte dei vincitori, l&#8217;imposizione di una classe dirigente che risponde soltanto alle esigenze di questi ultimi. Rispetto a questo destino, che si ricostruiscano organismi statali o che i vecchi organismi statali confluiscano in un&#8217;unione \u00e8 una questione del tutto indifferente; infatti sia i vecchi organismi sia la loro unione possono essere Stati fantoccio privi di sovranit\u00e0, semplicemente funzionali al saccheggio dei vincitori, e non si capisce perch\u00e9 l&#8217;unione debba essere preferita ai vecchi organismi statali. Che l&#8217;Europa sconfitta torni a dividersi in Stati o si unisca in un unico Stato, il problema sar\u00e0 in ogni caso il recupero della sovranit\u00e0, la scelta tra quelli e questo sar\u00e0 dunque del tutto irrilevante. Ma si sa che discutere su un problema irrilevante \u00e8 il modo migliore per far passare in silenzio le decisioni su quelli rilevanti. La Ue non ha dimenticato questa lezione: ha incantato gli europei con i diritti dei consumatori e delle minoranze, mentre li esponeva ignudi alla tempesta della globalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema degli sconfitti \u00e8 il recupero di sovranit\u00e0; i tre visionari non solo lo ignorano immaginando una situazione in cui tutti gli organismi statali, vinti e vincitori, sono abbattuti, ma propongono come problema politico principale la lotta tra i dirigenti degli organismi statali ormai disfatti e le masse ardenti di internazionalismo \u2013 sul modello della visione marxiana della fine della storia in cui a un pugno di capitalisti che si sono appropriati di tutta la ricchezza della Terra si oppone la massa dell&#8217;intera umanit\u00e0 espropriata. La sorte degli Stati sarebbe segnata: la Storia li ha gi\u00e0 condannati e le masse avrebbero gioco facile ad abbatterli, se non fosse che i dirigenti statali e i ceti privilegiati che vi si appoggiano sono di una consumata abilit\u00e0 nello strumentalizzare le masse per mantenersi al potere. Ed <em>ex abrupto<\/em> non \u00e8 pi\u00f9 vero quanto i tre visionari avevano divinato prima, che le masse ardessero di sentimenti internazionalisti; al contrario, ora risulta che le masse sono imbevute di \u00abstupidi\u00bb sentimenti patriottici, che le rende facili strumenti di fini reazionari. Dalla parte del federalismo europeo restano cos\u00ec soltanto alcune opinioni di politica estera: \u00abTutti gli uomini ragionevoli riconoscono ormai che non si pu\u00f2 mantenere un equilibrio di stati europei indipendenti con la convivenza della Germania militarista a parit\u00e0 di condizioni con gli altri paesi, n\u00e9 si pu\u00f2 spezzettare la Germania e tenerle il piede sul collo una volta che sia vinta\u00bb. Le opinioni sono per\u00f2 discutibili, e tutti gli uomini ragionevoli hanno riconosciuto che si poteva tenere spezzata la Germania \u2013 lo avrebbero preferito gli stessi tedeschi orientali vittime di un brutale <em>Anschluss<\/em> \u2013 e che l&#8217;equilibrio tra gli Stati europei \u00e8 andato perduto dopo che essi, in nome dell&#8217;Unione europea, hanno rinunciato alla loro sovranit\u00e0 economica e agli strumenti per difendersi dal mercantilismo tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo Stato europeo non ha dalla sua parte i dirigenti e i ceti privilegiati, n\u00e9 i popoli ancora persi nello \u00abstupido\u00bb patriottismo. La sua irresistibilit\u00e0 poggia ora sull&#8217;armonia prestabilita per cui tutti i problemi europei \u00abvi troverebbero la pi\u00f9 semplice soluzione, come l&#8217;hanno trovata in passato i problemi degli staterelli entrati a far parte delle pi\u00f9 vaste unit\u00e0 nazionali, quando hanno perso la loro acredine, trasformandosi in problemi di rapporti tra diverse province\u00bb. In altri termini: \u00e8 proprio l&#8217;essenza statale dello Stato europeo a farne una soluzione di problemi cos\u00ec efficace da renderlo ineludibile. A questo punto la valutazione dello Stato, che finora \u00e8 stata a dir poco ingenerosa, si rovescia completamente: i suoi poteri diventano taumaturgici, al punto che basta unificare gli staterelli in un grosso Stato perch\u00e9 tutti i problemi trovino soluzione, come se bastasse mettere due belve nella stessa gabbia perch\u00e9 si ammansiscano. Cos\u00ec un&#8217;ultima contraddizione avvolge le sue spire sullo Stato: prima il bene coincide con l&#8217;unificazione, il male con il suo risultato; l&#8217;unificazione che cancella gli staterelli per federarli \u00e8 buona, lo Stato che ne risulta \u00e8 cattivo; poi per\u00f2, se a essere unificati sono non staterelli ma Stati, non solo l&#8217;unificazione degli Stati \u00e8 buona, \u00e8 buono anche il suo risultato, lo Stato che federa gli Stati. Cos\u00ec il patriottismo, che prima era stupido, ora che ha per oggetto l&#8217;Europa \u00e8 la fiamma di cui devono ardere \u00abquelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l&#8217;unit\u00e0 internazionale\u00bb. Il loro compito non sar\u00e0 troppo difficile; \u00e8 vero, hanno contro i vecchi politici, i vecchi ceti privilegiati, il popolo \u00e8 ancora patriottico; ma nelle loro teste hanno la <em>semplice<\/em> soluzione a <em>tutti<\/em> i problemi \u2013 non \u00e8 poco: uno Stato europeo, che dispone di una forza armata, che spazza le autarchie economiche, ossia impone una politica economica comune, che ha mezzi sufficienti per far eseguire negli Stati federati le sue deliberazioni dirette a mantenere l&#8217;ordine comune, che chieder\u00e0 il sacrificio della vita ai suoi soldati in caso di guerra, e il sacrificio di una quota delle ricchezze ai privati con l&#8217;imposizione fiscale in funzione redistributiva, e che nonostante tutte queste caratteristiche cos\u00ec <em>antiquate<\/em> sar\u00e0 il primo passo verso l&#8217;unione cosmopolita della nuova umanit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre sono cos\u00ec affezionati alle loro visioni e nel contempo cos\u00ec intimamente timorosi della loro vacuit\u00e0 da rifiutare il metodo democratico dell&#8217;assemblea costituente a suffragio universale che prende decisioni da correggere con interventi graduali: \u00abLa metodologia democratica sar\u00e0 un peso morto nelle crisi rivoluzionarie\u00bb; infatti, mentre i democratici si logorano in chiacchiere, si ricostituiscono le istituzioni pre-totalitarie e la lotta di classe con cui gli operai si isolano e badano ai loro bassi interessi anzich\u00e9 alla sublime visione europeista. Bene fanno dunque i dirigenti comunisti che \u00abutilizzano gli operai nelle pi\u00f9 disparate manovre\u00bb, \u00abma non prendono leggi da essi\u00bb. S\u00ec, proprio cos\u00ec: i rappresentanti del popolo devono strumentalizzarlo per i <em>propri<\/em> fini, che il popolo ora non capisce, ma capir\u00e0. Pur contrastando con i comunisti per il loro settarismo e la loro dipendenza dagli interessi nazionali russi, i visionari vogliono organizzare il partito europeista in forma leninista: non una coalizione eterogenea alla Martov, ma una organizzazione con precise direttive d&#8217;azione, che, pur facendo proseliti tra tutti gli oppressi a qualunque titolo, recluta nelle sue file solo rivoluzionari di professione disposti ad operare anche nella pi\u00f9 dura illegalit\u00e0: cos\u00ec i rivoluzionari di professione, coscienti \u00abdi rappresentare le esigenze profonde della societ\u00e0 moderna\u00bb, sapranno come guidare la massa all&#8217;urto. La Ue ha ereditato la visione elitaria di Ventotene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAttraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la nuova democrazia\u00ab. Ovviamente, \u00abnon \u00e8 da temere che un tale regime rivoluzionario debba \u2026 sboccare in un nuovo dispotismo\u00bb; e per evitarlo i visionari raccomandano di fare esattamente quello che hanno fatto i regimi totalitari: \u00abSe il partito rivoluzionario andr\u00e0 creando con polso fermo \u2026 le condizioni per una vita libera, in cui tutti i cittadini possano veramente partecipare alla vita dello stato, la sua evoluzione sar\u00e0 \u2026 nel senso di una progressiva comprensione ed accettazione da parte di tutti del nuovo ordine, e perci\u00f2 nel senso di una crescente possibilit\u00e0 di funzionamento di istituzioni politiche libere\u00bb. Come nei regimi totalitari, il popolo parteciper\u00e0 alla vita dello Stato nella misura in cui accetter\u00e0 il nuovo ordine. Per lui, come dir\u00e0 Juncker nel 2015, \u00abnon pu\u00f2 esserci scelta democratica che vada contro i trattati europei\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Sul web ne esistono pi\u00f9 edizioni. Abbiamo utilizzato la seguente <a href=\"http:\/\/www.italialibri.net\/contributi\/0407-1.html\">http:\/\/www.italialibri.net\/contributi\/0407-1.html<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Cfr. quanto dichiar\u00f2 Prodi al Financial Times il 5 dicembre 2001 riportato in <a href=\"http:\/\/gondrano.blogspot.it\/2013\/10\/un-giorno-ci-sara-una-crisi.html\">http:\/\/gondrano.blogspot.it\/2013\/10\/un-giorno-ci-sara-una-crisi.html<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cfr. l&#8217;affermazione di Juncker al seguente indirizzo: http:\/\/www.ilfoglio.it\/tutta-colpa-del-liberismo\/2015\/09\/16\/news\/la-versione-neoliberista-della-dottrina-della-sovranita-limitata-87556\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Il cosiddetto \u2018manifesto di Ventotene\u2019[1] inizia con una definizione della libert\u00e0 evidentemente riferita a Kant: \u00abLa civilt\u00e0 moderna \u00e8 fondata sul principio di libert\u00e0: l&#8217;uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita\u00bb; significa che un uomo non \u00e8 strumento di un altro uomo, che nessuno pu\u00f2 avere schiavi, che lo schiavo ha diritto assoluto alla ribellione. \u00c8 un principio estraneo al mondo classico,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":27051,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[190],"tags":[3632,20,1689,285,82],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ventotene-veduta-aerea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-72g","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27048"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27048"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27053,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27048\/revisions\/27053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}