{"id":27066,"date":"2017-01-08T00:05:24","date_gmt":"2017-01-07T23:05:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27066"},"modified":"2017-01-08T14:57:10","modified_gmt":"2017-01-08T13:57:10","slug":"la-forza-dellislam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27066","title":{"rendered":"La forza dell&#8217;Islam"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P.sdfootnote { margin-left: 0.5cm; text-indent: -0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-size: 10pt } P { margin-bottom: 0.21cm } A.sdfootnoteanc { font-size: 57% } --><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">di <strong>LUCA MANCINI (FSI Roma)<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Teheran, 11 febbraio 1979. L&#8217;esercito nazionale, dopo numerose diserzioni, dichiara di non voler continuare la lotta contro la popolazione in rivolta. La rivoluzione iraniana \u00e8 conclusa, lo Sci\u00e0 Reza Pahlavi fugge dai suoi amici americani, i quali rifiutano l&#8217;estradizione richiesta dalla neonata Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tale evento, apparentemente secondario e limitato ad una precisa area geografica, ha invece un&#8217;importanza epocale. Gli Iraniani compiono la rivoluzione senza appelli al marxismo o al comunismo, sfatando empiricamente uno degli assiomi della cultura marxista: la rivoluzione \u00e8 solo quella comunista, altrimenti non pu\u00f2 esser definita tale. Semplicemente questo sarebbe di per s\u00e9 sufficiente per dare all&#8217;evento una portata epocale, poich\u00e9 ha apportato il suo contributo all&#8217;abbattimento di un falso pregiudizio politico che ha dominato buona parte della cultura del secondo novecento. Come scrisse Monnerot in <i>Sociologie de la revolution<\/i>:<i> <\/i>\u201cle mot revolution prends une bonne part. Quand il ne sera plus, nous aurons chang\u00e9 d&#8217;epoque\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il fatto che la rivoluzione iraniana abbia segnato un cambio d&#8217;epoca \u00e8 evidente, poich\u00e9 \u00e8 essa che rompe definitivamente il bipolarismo perfetto tra capitalismo e comunismo che si era creato durante gli anni della Guerra Fredda. Dal 1945 al 1979 nulla si \u00e8 mosso senza l&#8217;autorizzazione di una delle due superpotenze: era questa la regola principale del gioco politico internazionale. Il mondo era diviso in due nette sfere d&#8217;influenza: al massimo, alcuni Paesi potevano passare dal controllo di uno al controllo dell&#8217;altro ma non erano ammesse iniziative di Paesi terzi che non facessero appello ad una delle due ideologie dominanti. Agli Iraniani, per rompere questo fortissimo bipolarismo ideologico, serviva un&#8217;ideologia altrettanto forte ed essi la trovarono nell&#8217;Islam.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Occidente l&#8217;Islam \u00e8 visto come un miscuglio di arretratezza e intolleranza e questa idea genera il pi\u00f9 delle volte giudizi ingenui e ignoranti, poich\u00e9 spesso si dimentica la grandezza dell&#8217;Islam durante la prima et\u00e0 moderna, allora indiscutibilmente superiore a quella dell&#8217;Europa cristiana in diversi campi del sapere e della cultura. Quando si parla di Islam \u00e8 necessario tenere a mente che nella storia musulmana non esiste n\u00e9 una Chiesa n\u00e9 un clero e, soprattutto, non sussiste la divisione tra Stato e religione affermatasi nel mondo occidentale. Per gli islamici lo Stato non \u00e8 altro che uno strumento di Dio per aiutare i fedeli a condurre una vita da buoni musulmani, grazie alle regole rivelate nel Corano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se nell&#8217;Occidente liberale il concetto di libert\u00e0 prende il sopravvento su tutti gli altri, nell&#8217;Islam prevale quello di giustizia, intesa come fedelt\u00e0 alla la legge sacra: la <i>shari&#8217;ah. <\/i>A questo principio di giustizia si sottopongono tutti i membri del mondo musulmano. Esso, da un lato impegna i governanti e dall&#8217;altro libera i governati dal dovere di obbedienza in caso di ordini contrari alla <i>shari&#8217;ah.<\/i> Tale istituzionalizzazione del potere religioso raggiunge un punto massimo nell&#8217;Iran rivoluzionario, dove i <i>faqih <\/i>(i dottori in legge) compongono una sorta di corte costituzionale incaricata di vegliare sulla fedelt\u00e0 dello Stato ai precetti del Corano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un&#8217;ideologia simile, fortemente radicata nella popolazione, diventa una potentissima arma contro le ideologie dominanti di ieri e di oggi. \u00c8 chiaro che uno Stato siffatto, che antepone il concetto di giustizia a quello di libert\u00e0, si connota in un senso fortemente anti-liberale e diventa fortemente attrattivo per le masse sfruttate ed esasperate da un eccessivo liberismo economico, che non solo aumenta le disuguaglianze sociali ma tende progressivamente a distruggere il tessuto sociale e culturale di una nazione. L&#8217;antiliberismo della rivoluzione iraniana fu subito manifestato dalla limitazione imposta all&#8217;entrata di capitali stranieri nelle attivit\u00e0 produttive del Paese e soprattutto dall&#8217;immediata nazionalizzazione di vari settori strategici dell&#8217;industria nazionale, tra cui l&#8217;importantissimo settore petrolifero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;enorme successo dell&#8217;Islam nel mondo contemporaneo, dominato dall&#8217;ideologia liberista, \u00e8 dovuto a questa sostanziale portata ideologica che esso ha dimostrato di possedere: ci\u00f2 lo rende fortemente attrattivo per migliaia di persone che vivono ai margini delle opulenti societ\u00e0 capitalistiche, dove, in nome della libert\u00e0, si continua a difendere l&#8217;avidit\u00e0 degli individui, come se questa fosse un valore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u201cLa parola rivoluzione \u00e8 connotata in un certo senso politico. Quando non sar\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec, noi avremo cambiato epoca.\u201d J. Monnerot, <i>Sociologie de la revolution, <\/i>Fayard, Parigi, 1969, p. 7.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (FSI Roma) Teheran, 11 febbraio 1979. L&#8217;esercito nazionale, dopo numerose diserzioni, dichiara di non voler continuare la lotta contro la popolazione in rivolta. La rivoluzione iraniana \u00e8 conclusa, lo Sci\u00e0 Reza Pahlavi fugge dai suoi amici americani, i quali rifiutano l&#8217;estradizione richiesta dalla neonata Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. Tale evento, apparentemente secondario e limitato ad una precisa area geografica, ha invece un&#8217;importanza epocale. 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