{"id":27069,"date":"2017-01-06T00:54:29","date_gmt":"2017-01-05T23:54:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27069"},"modified":"2017-01-08T14:59:27","modified_gmt":"2017-01-08T13:59:27","slug":"i-dominanti-alle-corde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27069","title":{"rendered":"I dominanti alle corde?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della defenestrazione di Berlusconi e dell\u2019infiltrazione invasiva di Monti sembr\u00f2 che la Banca-Mercato non avesse pi\u00f9 bisogno o non volesse pi\u00f9 fidarsi dei politici di professione e di carriera e preferisse farsi Stato piazzando direttamente i suoi impiegati nella cabina di comando. Ma, dovendo ancora fingere coperture politiche, la finanza globale ben accolse l\u2019impostura presidenziale del consulente di banca americana trasfigurato in senatore pochi giorni prima di essere nominato presidente del Consiglio. Quest\u2019ultimo, a sua volta, non ha smesso, anche dopo aver lasciato la carica, di \u00a0spargere interviste e dichiarazioni, n\u00e9 mancato di candidarsi rovinosamente alle elezioni politiche. Dopo poco pi\u00f9 di un anno, per la prima volta nella storia repubblicana, abbiamo osservato il partito unico eurounionista rieleggere per un secondo mandato un presidente della Repubblica che accett\u00f2 di buon grado di offrirsi come agente indispensabile alle sedi estere che non disponevano di ricambio. Concluso il mandato, l\u2019uscente si dispose a intervenire sulla vita politica e istituzionale non diversamente dal senatore da lui creato. Fin da quelle vicende sembr\u00f2 l\u2019Unione europea trovarsi in difficolt\u00e0 a rinnovare l\u2019organico del personale in servizio nella succursale italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019ultima crisi di governo, un \u201ctrenino\u201d di gruppuscoli parlamentari, fantasmi rappresentativi ignoti alla quasi totalit\u00e0 degli Italiani, che si danno nomi come se fossero presenze reali nella societ\u00e0 nazionale, \u00e8 sfilato per le consultazioni davanti al Presidente della Repubblica. La processione certamente inscena un rito farsesco, ma questa volta potrebbe caricarsi di un significato aggiunto: l\u2019incapacit\u00e0 di questo ceto dominante a perpetuarsi, che lo costringe, nella sua sostanziale omogeneit\u00e0 ideologica, a fingersi\u00a0 politicamente vario, variegato e numericamente consistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi immediatamente dopo la simulata consultazione tra le fragilit\u00e0 politiche, il Presidente della Repubblica palesa la paradossale finzione riconfermando ancora una volta le stesse facce riproposte alle stesse poltrone dal neo-presidente del Consiglio o da chi per lui. Infatti, tranne qualcuno spostato sconsideratamente da un dicastero a un altro e qualche reduce da sconfitta promossa sul campo con aumento di grado, quasi tutti i ministri di Renzi vengono reinchiodati allo stesso zoccolo. Ci\u00f2 che potrebbe sembrare beffa o sfacciataggine in realt\u00e0 tradisce la difficolt\u00e0 di trovare nuove leve da incaricare alla \u201cgovernanza\u201d per conto esteri e che siano anche competenti del saper amministrare e non soltanto del saper servire. In definitiva, anche in questa evenienza, i potentati finanziari sovranazionali che dirigono il paese Italia dalle capitali estere ripescano persone di provata fedelt\u00e0 all\u2019interno di una truppa in disfatta, in attesa forse di poter disporre di riserve emergenti dal sottobosco parlamentare consultato per finta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regola secondo la quale chi ha dato mala prova come servitore debba essere immancabilmente sostituito da un nuovo servo pi\u00f9 affidabile potrebbe non riuscire automaticamente applicata, se l\u2019Unione europea non disponesse pi\u00f9 in Italia di riserve credibili, n\u00e9 potesse incaricare direttamente i suoi fiduciari e avesse ancora bisogno di quelle coperture \u201cpolitiche\u201d che cominciano a diradarsi.\u00a0 E cos\u00ec quando Renzi proclama &#8220;se perdo mi ritiro&#8221;, il ricordo corre immediato a Napolitano che promise anch\u2019egli di non ricandidarsi. Ma evidentemente il ripensamento su decisioni pubblicamente dichiarate diventa pratica ricorrente all\u2019interno di questa compagine dominante che non dispone di sostituzioni in corso di partita. Dalla panchina Renzi, sicuro o illuso di essere lui a muovere i fili del suo segnaposto, ostenta la sicurezza di mantenersi da una parte credibile agli elettori come \u201cverginella rifatta\u201d entro l\u2019anno o i due scarsi che ci separano dalle elezioni politiche, dall\u2019altra ri-assumibile dall\u2019Unione europea come servo buono e utile, l\u2019unico ruolo concessogli in assenza di sovranit\u00e0 politica nazionale. E nel mentre fa credere chiss\u00e0 quali grandi strategie di ripresa del potere, in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019immagine di una classe politica che, priva di legittimit\u00e0 democratica e ostinata a sacrificare l\u2019interesse nazionale, si chiude a riccio e arranca, si ricicla o si clona, non disponendo di validi pezzi di ricambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintomo ed effetto di una condizione alle corde \u00e8 forse il degenerare nella onagrocrazia, che vede l\u2019affidamento di incarichi a individui di taciuta idoneit\u00e0 di dirigere ministeri estremamente delicati e importanti per la coesione sociale e per il livello professionale, culturale e intellettuale del popolo italiano. In verit\u00e0 I tempi di rinnovamento di questa ceto politico, che da almeno trent\u2019anni esegue solo ci\u00f2 che esigono le centrali del dominio globalista, non coincidono con i tempi richiesti o pretesi dalla finanza euro-anglo-americana. Non disponendo del tempo necessario per allevare nuove covate, questa compagnia di collaborazionisti si ripropone come gi\u00e0 rottamata, come colosso di cartapesta che stia per crollare; una \u201ctigre di carta\u201d direbbe Mao, ma da non sottovalutare. Un popolo unito infatti non deve trascurare di organizzarsi e di farsi trovare pronto ad esprimere una nuova classe dirigente quando la storia fisser\u00e0 l\u2019appuntamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) In occasione della defenestrazione di Berlusconi e dell\u2019infiltrazione invasiva di Monti sembr\u00f2 che la Banca-Mercato non avesse pi\u00f9 bisogno o non volesse pi\u00f9 fidarsi dei politici di professione e di carriera e preferisse farsi Stato piazzando direttamente i suoi impiegati nella cabina di comando. 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