{"id":27074,"date":"2017-01-04T06:20:13","date_gmt":"2017-01-04T05:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27074"},"modified":"2017-01-04T11:38:42","modified_gmt":"2017-01-04T10:38:42","slug":"stiglitz-perche-nel-2017-leuro-potrebbe-collassare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27074","title":{"rendered":"Stiglitz: perch\u00e9 nel 2017 l&#8217;euro potrebbe collassare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dopo aver intessuto di nobili intenzioni una sua commovente storia dell&#8217;Unione europea flagellata da crisi, ignorando che per gli europeisti, almeno a partire da Jean Monnet, esse erano indispensabili al progresso dell&#8217;integrazione, Stiglitz si lamenta che l&#8217;euro, anzich\u00e9 mezzo per la prosperit\u00e0 dell&#8217;Europa, sia diventato fine in vista del quale imporle la miseria; ma anche lui, quando scrive:<\/em> \u00abPerch\u00e9 il sistema della moneta unica funzioni ci deve essere pi\u00f9 Europa \u2026 dell&#8217;attuale mezza misura, che \u00e8 semplicemente insostenibile\u00bb, <em>rovescia alquanto incautamente mezzo e fine.<\/em> \u00abNessuno pu\u00f2 servire a due padroni: o odier\u00e0 l&#8217;uno e amer\u00e0 l&#8217;altro, o preferir\u00e0 l&#8217;uno e disprezzer\u00e0 l&#8217;altro: non potete servire a Dio e a mammona\u00bb (Matteo 6, 19\u201324) <em>\u2013 il tono patetico di Stiglitz serviva a dissimulare la sua preferenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong> Perch\u00e9 nel 2017 l&#8217;euro potrebbe collassare<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><em>Joseph E. Stiglitz<\/em><\/strong><br \/>\n30 dicembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La versione originale \u00e8 disponibile al seguente link:<br \/>\nhttp:\/\/fortune.com\/2016\/12\/30\/euro-outlook-2017\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di\u00a0<strong>PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa non \u00e8 andata bene. Solo quest&#8217;anno il PIL <em>pro capite<\/em> dell&#8217;intera Eurozona \u00e8 finalmente tornato ai livelli pre-crisi. In Spagna si canta vittoria \u2013 bench\u00e9 la disoccupazione resti vicina al 20% e quella giovanile sia pi\u00f9 del doppio \u2013 solo perch\u00e9 oggi le cose vanno meglio di quanto siano andate da quando mezzo decennio fa \u00e8 iniziata la crisi dell&#8217;euro. La Grecia resta in una depressione severa. La crescita per l&#8217;Eurozona rispetto allo scorso anno \u00e8 stata di un anemico 1,6% e questo numero \u00e8 il doppio del tasso di crescita media dal 2005 al 2015. Gli storici parlano gi\u00e0 del decennio perduto dell&#8217;Eurozona, ed \u00e8 anche possibile che presto scriveranno del suo decennio <em>finale<\/em>.<br \/>\nL&#8217;euro fu introdotto nel 2002, ma le incrinature nell&#8217;organizzazione della moneta unita, che inizi\u00f2 nel 1999, divennero evidenti con la crisi finanziaria globale del 2008. Gli economisti avevano predetto che l&#8217;euro sarebbe stato messo alla prova quando la regione avesse fronteggiato uno <em>choc<\/em>, e l&#8217;Europa ha avuto la sfortuna di fronteggiare tale grande <em>choc<\/em> in arrivo dall&#8217;Atlantico subito dopo la sua creazione. Nel 2010 la crisi dell&#8217;euro era diventata conclamata, con tassi di interesse sul debito sovrano della \u2018periferia\u2019 \u2013 Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo \u2013 che crebbero a livelli inauditi. Ma uno sguardo ravvicinato all&#8217;Eurozona mostra disequilibri che si formano proprio dall&#8217;inizio \u2013 con il denaro in corsa verso i paesi periferici nella fede erronea che eliminare il rischio del tasso di cambio avrebbe eliminato in qualche modo ogni rischio.<br \/>\nQuesto illustra uno dei difetti chiave nella costruzione dell&#8217;Eurozona: essa fu basata sulla fede che se solo il governo non avesse messo sottosopra le cose \u2013 se avesse mantenuto i deficit sotto il 3% del PIL, il debito sotto il 60% del PIL e l&#8217;inflazione sotto il 2% per anno \u2013 il mercato avrebbe assicurato crescita e stabilit\u00e0. Questi numeri e le idee sottostanti non avevano basi n\u00e9 nella teoria n\u00e9 nell&#8217;evidenza. Prima della crisi Irlanda e Spagna, attualmente due dei paesi pi\u00f9 colpiti, avevano un surplus. La crisi ne ha causato il deficit e il debito, non viceversa.<br \/>\nLa speranza era che la disciplina fiscale e monetaria avrebbe provocato una <em>convergenza<\/em>, rendendo capace il sistema monetario di funzionare sempre meglio. Invece c&#8217;\u00e8 stata divergenza, con i paesi ricchi che diventavano pi\u00f9 ricchi e quelli poveri che diventavano pi\u00f9 poveri e, all&#8217;interno dei paesi, con i ricchi che diventavano pi\u00f9 ricchi e i poveri pi\u00f9 poveri. Ma \u00e8 stata la struttura stessa dell&#8217;Eurozona che, come si poteva prevedere, vi ha condotto. Il mercato unico, per esempio, rendeva facile al denaro lasciare le banche dei paesi pi\u00f9 deboli, obbligando queste banche a contrarre il prestito, indebolendo ulteriormente il debole.<br \/>\nValutando circa venticinque anni fa le prospettive di un&#8217;organizzazione di una moneta unica, gli economisti sottolinearono sia l&#8217;importanza di una sufficiente mobilit\u00e0 del lavoro e di un bilancio comune adeguatamente ampio da assorbire gli <em>choc<\/em>, sia la sufficiente somiglianza economica tra i paesi. Ma l&#8217;euro ha soppresso due degli strumenti critici per gli aggiustamenti \u2013 il cambio e i tassi di interesse \u2013 e non ha messo nulla al loro posto. Non c&#8217;\u00e8 stata garanzia comune sui depositi, n\u00e9 un modo comune di risolvere i problemi nel settore bancario, n\u00e9 una strategia comune di assicurazione contro la disoccupazione.<br \/>\nUgualmente rilevante, queste prime discussioni ignorarono l&#8217;importanza della convergenza intellettuale: c&#8217;\u00e8 una differenza enorme nella percezione di che cosa costituisca le buone politiche, specialmente tra la Germania e gran parte del resto dell&#8217;Europa. Queste differenze sono di lunga data. Mi si sono rese evidenti quando ho presieduto la Commissione per la politica economica dell&#8217;OSCE a met\u00e0 degli anni \u201990. Proprio qui c&#8217;\u00e8 stata divergenza. Cos\u00ec la politica di austerit\u00e0 \u2013 che nel pensiero della Germania avrebbe portato un rapido ritorno alla crescita \u2013 ha fallito miseramente in ogni paese in cui \u00e8 stata tentata. Le conseguenze erano prevedibili, e predette dagli economisti pi\u00f9 seri di tutto il mondo. Inoltre, molte delle particolari riforme strutturali hanno attualmente indebolito i paesi a cui sono state imposte, abbassando la crescita e aumentando il loro deficit commerciale.<br \/>\nDa allora si \u00e8 spalancato un enorme deficit democratico: i cittadini in Grecia, in Spagna e in Portogallo hanno tutti votato in larga maggioranza per partiti contrari all&#8217;austerit\u00e0. Eppure hanno sperimentato di non avere altra scelta che accettare le richieste della Germania. Ai cittadini non \u00e8 mai stato detto che se si fossero uniti all&#8217;euro avrebbero rinunciato alla loro sovranit\u00e0 economica.<br \/>\nL&#8217;ambizione dell&#8217;euro era di portare una maggiore prosperit\u00e0 all&#8217;Europa. Questa avrebbe a sua volta promosso l&#8217;integrazione economica e politica. L&#8217;euro fu un progetto politico, ma i politici non furono abbastanza forti per creare gli organismi istituzionali che avrebbero assicurato il successo. Non \u00e8 una sorpresa che, portando alla stagnazione o peggio, l&#8217;euro abbia portato ad aumentare la divisione anzich\u00e9 la solidariet\u00e0. Oggi sembra che l&#8217;euro, che si supponeva essere un mezzo per un fine, sia diventato un fine in se stesso \u2013 il cui perseguimento pone forse la minaccia pi\u00f9 importante al progetto europeo.<br \/>\nIn risposta alle crisi ripetute, l&#8217;Europa ha fatto riforme, ma sono state troppo piccole, troppo in ritardo. Alcune oggi possono essere controproducenti: avere un sistema di supervisione comune senza adeguata sensibilit\u00e0 alle macro-condizioni locali e senza una garanzia comune sui depositi pu\u00f2 attualmente esacerbare la divergenza. Nel frattempo la regione ha avuto la sfortuna di essere bombardata ripetutamente da crisi, specialmente la crisi dei rifugiati. Con una disoccupazione cos\u00ec alta in cos\u00ec tanti paesi \u2013 provocata infine anche dall&#8217;euro \u2013 quelli che cercano un nuovo futuro desiderano andare dove c&#8217;\u00e8 lavoro, cos\u00ec che pochi paesi subiscono il peggio dell&#8217;ondata dei migranti. E naturalmente i paesi dove la disoccupazione \u00e8 alta fanno resistenza ad accettare nuovi lavoratori in competizione per il lavoro scarso.<br \/>\nL&#8217;Europa \u00e8 stata impegnata in una politica del rischio calcolato, ma il pericolo di una simile politica \u00e8 che c&#8217;\u00e8 un&#8217;alta probabilit\u00e0 che si possa andare oltre il calcolo. I mercati sentono che il sistema non \u00e8 sostenibile a lungo termine \u2013 gli speculatori attaccano quando sentono odore di sangue. L&#8217;affermazione del presidente della BCE Mario Draghi, che far\u00e0 \u201cwhatever it takes\u201d ha funzionato a meraviglia \u2013 pi\u00f9 a lungo di quanto ci si sarebbe aspettato. Ma \u00e8 un raggiro: funziona solo perch\u00e9 i partecipanti al mercato credono che funzioni.<br \/>\nQueste forze di mercato sono intrecciate con la politica. Gli elettori che dovrebbero essere scontenti \u2013 semplicemente perch\u00e9 \u00e8 andata loro male per cos\u00ec lungo tempo \u2013 hanno espresso la loro paura votando contro i partiti di centro destra e centro sinistra. I dissidenti sono in ascesa.<br \/>\nForse i dirigenti europei, sensibili all&#8217;urgenza del momento, faranno finalmente le riforme nella struttura dell&#8217;Eurozona che permetteranno all&#8217;organizzazione della moneta unica di funzionare \u2013 per raggiungere una prosperit\u00e0 condivisa. Forse il 2017 sar\u00e0 l&#8217;anno in cui la riforma dell&#8217;Eurozona prender\u00e0 realmente piede.<br \/>\nPerch\u00e9 il sistema della moneta unica funzioni ci deve essere pi\u00f9 Europa \u2013 pi\u00f9 solidariet\u00e0, pi\u00f9 disponibilit\u00e0 dei paesi forti ad aiutare i deboli, pi\u00f9 disponibilit\u00e0 a creare istituzioni come una garanzia comune sui depositi e una strategia comune per la disoccupazione \u2013 dell&#8217;attuale mezza misura, che \u00e8 semplicemente insostenibile. Ma i fallimenti dell&#8217;Eurozona rendono tali riforme sempre pi\u00f9 difficili. \u00c8 infine probabile che le forze politiche stiano andando nell&#8217;altra direzione, e se \u00e8 questo il caso, pu\u00f2 essere soltanto una questione di tempo prima che l&#8217;Europa consideri l&#8217;euro come un esperimento interessante, ben intenzionato, che ha fallito \u2013 a duro prezzo dei cittadini europei e delle loro democrazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver intessuto di nobili intenzioni una sua commovente storia dell&#8217;Unione europea flagellata da crisi, ignorando che per gli europeisti, almeno a partire da Jean Monnet, esse erano indispensabili al progresso dell&#8217;integrazione, Stiglitz si lamenta che l&#8217;euro, anzich\u00e9 mezzo per la prosperit\u00e0 dell&#8217;Europa, sia diventato fine in vista del quale imporle la miseria; ma anche lui, quando scrive: \u00abPerch\u00e9 il sistema della moneta unica funzioni ci deve essere pi\u00f9 Europa \u2026 dell&#8217;attuale mezza misura, che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":27095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/stiglitz.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-72G","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27074"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27074"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27074\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27132,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27074\/revisions\/27132"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}