{"id":27102,"date":"2017-01-03T18:37:57","date_gmt":"2017-01-03T17:37:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27102"},"modified":"2017-01-03T18:38:57","modified_gmt":"2017-01-03T17:38:57","slug":"fuga-dai-social-meglio-iniziare-a-pensarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27102","title":{"rendered":"Fuga dai social: meglio iniziare a pensarci"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna)<\/strong><\/p>\n<p>Non ho approfondito quanto ci sia di vero riguardo all&#8217;imminente stretta di controlli su facebook atta a verificare la veridicit\u00e0 delle informazioni pubblicate (cio\u00e8, secondo alcuni, finalizzata a strozzare la controinformazione).<br \/>\nAd ogni modo questo fatto, unitamente alla vicenda mia personale e poi pi\u00f9 generale sulla censura da parte di facebook alla nudit\u00e0 delle statue, mi fa riflettere sul fatto che stiamo investendo una parte non piccola della nostra vita sociale all&#8217;interno d&#8217;uno spazio privato le cui regole sono a totale discrezione del proprietario. Ci siamo immersi in questo Umwelt, soprattutto, senza avere un Piano B qualora le cose dovessero per davvero cambiare in peggio.<\/p>\n<p>Ovviamente, sto usando la prima persona plurale dando per scontato che un po&#8217; tutti finiscono imbrigliati, attraverso piccoli aspetti della quotidianit\u00e0, in strategie di potere. Poi lo so che ci sono sempre quei fenomeni che affermano di essere totalmente indipendenti, totalmente emancipati dal sistema e cos\u00ec via. Che dire: buon per loro, si godano al meglio tale auto-convinzione.<\/p>\n<p>Per tutte le altre persone, invece, facebook comincia a essere un importante archivio biografico e, in molti casi, un aspetto strategicamente cruciale della propria vita e\/o rappresentazione professionale.<\/p>\n<p>Ebbene, c&#8217;\u00e8 un misto di ingenuit\u00e0 e di rimozione nell&#8217;investire un pezzo della propria vita entro spazi al 100% privati e che non devono rispondere a nessuno n\u00e9 delle proprie regole interne, n\u00e9 dei propri ed eventuali atti di ostracismo.<\/p>\n<p>Parliamo di Facebook, di Twitter, ma anche YouTube gioca un ruolo non indifferente. Semplicemente, non \u00e8 possibile non avere un Piano B nel caso in cui quest&#8217;immenso potere dei social network dovesse essere sfruttato dai proprietari nella consapevolezza che, comunque, gli utenti non potrebbero pi\u00f9 permettersi di uscire.<\/p>\n<p>Magari nell&#8217;immediato non succeder\u00e0 nulla, magari il problema si porr\u00e0 soltanto tra una decina d&#8217;anni. Ma il fatto che parte di noi si trovi immersa in un ambiente totalmente privato, \u00e8 un fatto completamente nuovo: si fa spesso il paragone tra facebook e il bar di paese; nell&#8217;antropologia pre-digitale, per\u00f2, oltre al baretto c&#8217;erano la piazza e il parco, entrambi di propriet\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>Quest&#8217;inedito Umwelt privato in cui ampia parte del nostro essere sociale \u00e8 immerso, credo imponga perlomeno di cominciare a pensare a un&#8217;alternativa. Cos\u00ec, tanto per stare sul sicuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) Non ho approfondito quanto ci sia di vero riguardo all&#8217;imminente stretta di controlli su facebook atta a verificare la veridicit\u00e0 delle informazioni pubblicate (cio\u00e8, secondo alcuni, finalizzata a strozzare la controinformazione). 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