{"id":27119,"date":"2017-01-04T11:05:34","date_gmt":"2017-01-04T10:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27119"},"modified":"2017-01-04T00:14:58","modified_gmt":"2017-01-03T23:14:58","slug":"chi-salvera-liraq-dallo-stato-islamico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27119","title":{"rendered":"Chi salver\u00e0 l\u2019Iraq dallo Stato Islamico?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Attacchi kamikaze nel giorno della visita di Hollande e controffensive per difendere Mosul. Perch\u00e9 ISIS rischia di diventare un problema insormontabile per Baghdad e per la coalizione internazionale.<\/em><\/p>\n<p>Con due attentati e decine di morti a cavallo tra la fine del 2016 e l\u2019inizio del 2017, lo Stato Islamico ha confermato la propria capacit\u00e0 di colpire in Iraq come e quando vuole. Epicentro delle ultime offensive \u00e8 stata la capitale Baghdad. Il 31 dicembre due esplosioni nei quartieri di Al Sinak e New Baghdad hanno provocato almeno 29 morti e altri 50 feriti. Il 2 gennaio un attentatore kamikaze ha fatto schiantare un\u2019autobomba contro un mercato nel centro di Sadr City, quartiere a maggioranza sciita situato nella parte nord-orientale della citt\u00e0. Trentanove i morti e oltre 60 i feriti. Nelle stesse ore, sempre a Sadr City, altre esplosioni si sono verificate nelle vicinanze degli ospedali Al Kindi e Al Jawader provocando circa altri trenta morti.<\/p>\n<p>La scelta dello Stato Islamico di concentrare le offensive su Baghdad negli ultimi giorni non \u00e8 stata causale. ISIS ha colpito appositamente il 2 gennaio per lanciare un nuovo messaggio di sfida all\u2019Occidente e alla Francia nel giorno in cui era in visita nel Paese il presidente francese Francois Hollande. Negli incontri con i soldati transalpini di stanza tra la capitale ed Erbil, nel Kurdistan iracheno \u2013 in totale circa 500 militari oltre a 30 aerei <em>Rafale<\/em> impiegati nell\u2019ambito della coalizione internazionale a guida USA \u2013 Hollande ha rimarcato l\u2019importanza dell\u2019impegno militare francese sul terreno perch\u00e9 \u00e8 solo \u201ccombattendo l\u2019ISIS qui in Iraq che si possono previene atti di terrorismo sul nostro territorio\u201d.<\/p>\n<p>Il suo monito \u00e8 stato per\u00f2 sovrastato da una serie di esplosioni a catena che certificano quanto ISIS sia ancora forte in Iraq. Il Califfo Abu Bakr Al Baghdadi \u00e8 \u201cvivo e guida ancora\u201d l\u2019organizzazione jihadista, come confermato pochi giorni fa dallo stesso portavoce del Pentagono Peter Cook. Se i presupposti sono questi, per l\u2019Iraq si prevede un 2017 se possibile ancora pi\u00f9 nefasto di quanto \u00e8 stato il 2016.<\/p>\n<h3><strong>La battaglia di Mosul<\/strong><\/h3>\n<p>Mentre a Baghdad la morsa attorno al governo centrale, alle forze di sicurezza e ai quartieri sciiti \u00e8 sempre pi\u00f9 stretta, a Mosul, capitale irachena del Califfato, prosegue a rilento la campagna militare avviata lo scorso 17 ottobre per liberare la citt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019operazione vede schierati sul terreno truppe e corpi speciali iracheni, peshmerga curdi, milizie sciite al-Hashd al-Shaabi sostenute dall\u2019Iran e milizie sunnite, coperti dall\u2019alto dai caccia della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Quella che \u00e8 stata annunciata come la pi\u00f9 grande offensiva di terra compiuta in Iraq dai tempi dell\u2019invasione americana nel 2003 che port\u00f2 alla caduta di Saddam Hussein, sta per\u00f2 procedendo molto pi\u00f9 lentamente rispetto al previsto. Ad oggi, infatti, il fronte anti-ISIS ha ripreso solo un quarto della citt\u00e0 controllando circa il 60% della sua parte est, come dichiarato dal generale Abdulwahab al-Saadi, a capo delle forze speciali del Counter-Terrorism Service iracheno. E nel periodo compreso tra il 17 novembre e il 17 dicembre 2016, solo nel settore di Ninive i caduti tra le forze irachene e peshmerga sono stati 2.300.<\/p>\n<p>Nelle prime due settimane della campagna militare, le forze irachene erano riuscite ad avanzare rapidamente sul versante est e sud-est della citt\u00e0, liberando una serie di centri urbani e di villaggi rurali alle porte di Mosul. Dopo l\u2019accesso nella parte est, dal primo novembre le operazioni hanno subito un sensibile rallentamento. Gradualmente i miliziani del Califfato hanno trascinato il conflitto sul terreno a loro pi\u00f9 favorevole, vale a dire quello della guerriglia urbana, uccidendo centinaia di soldati con i propri cecchini, con imboscate, attentati kamikaze e trappole esplosive. Le cattive condizioni metereologiche hanno reso pi\u00f9 agevole la loro controffensiva, impedendo a caccia e droni della coalizione internazionale di fornire un\u2019adeguata copertura aerea alle forze alleate impegnate sul terreno.<\/p>\n<p>Le ultime immagini satellitari pubblicate da <em>Stratfor<\/em> mostrano che nell\u2019offensiva aerea i caccia della coalizione internazionale hanno puntato finora a distruggere non solo basi di ISIS (come la sede dell\u2019amministrazione del governatorato di Ninive dove il Califfato aveva stabilito uno dei suoi centri di comando) ma anche i ponti che collegano la parte est e la parte ovest della citt\u00e0, tagliata in due dal fiume Tigri.<\/p>\n<p>Nell\u2019area centrale di Mosul, quattro dei cinque ponti principali (Al Shohada Bridge, Fifth Bridge, Al Jamhuriya Bridge e Fourth Bridge) sono stati messi fuori uso dai bombardamenti aerei con l\u2019obiettivo di impedire ai jihadisti di far arrivare a est mezzi e rinforzi.<\/p>\n<p>L\u2019unico ponte che continua a essere ancora percorribile da veicoli \u00e8 il ponte centrale, vale a dire l\u2019Old Bridge.<\/p>\n<h3>La controffensiva dell\u2019ISIS<\/h3>\n<p>In risposta a questi bombardamenti, ISIS ha distrutto parte dell\u2019aeroporto della citt\u00e0, in modo da impedirne l\u2019uso all\u2019aviazione irachena, e costruito vari livelli di barricate lungo le strade principali che attraversano Mosul, utilizzando blocchi di cemento e detriti degli edifici distrutti dai raid aerei.<\/p>\n<p>In questa fase del conflitto iracheno, ISIS si sta dimostrando inoltre in grado di aprire altri fronti di combattimento. Negli ultimi giorni gruppi di miliziani jihadisti hanno attaccato una caserma nei pressi di Baiji, circa 180 km a nord di Baghdad, uccidendo quattro soldati e ferendone altri 12 e prendendo possesso di un ingente quantitativo di armi. Razzi sono stati poi lanciati contro la citt\u00e0 di Shirqat. Attacchi incrociati che hanno permesso a ISIS di prendere il controllo di tre check point situati lungo la strada principale che collega le due citt\u00e0. Mentre nei pressi di Udhaim, 90 km a nord di Baghdad, sono stati uccisi oltre dieci tra miliziani sunniti e sciiti filogovernativi.<\/p>\n<p>Intanto, la crisi umanitaria a Mosul diventa sempre pi\u00f9 allarmante. L\u2019UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) stima che presto gli sfollati potrebbero superare il milione, il che manderebbe al collasso i centri di accoglienza predisposti all\u2019esterno della citt\u00e0. Mentre sul fronte politico interno, il premier Haider Al-Abadi \u00e8 messo sempre pi\u00f9 sotto pressione dall\u2019Iran e dall\u2019opposizione sciita guidata dall\u2019ex premier Nuri Al Maliki. Come era prevedibile, la promessa che aveva fatto di liberare il Paese dallo Stato Islamico entro la fine del 2016 non \u00e8 stata mantenuta. Baghdad adesso fa sapere che ci vorranno almeno altri tre mesi per centrare l\u2019obiettivo. Ma la missione appare difficile da portare a termine, perch\u00e9 oltre che a Mosul e nella provincia di Ninive, ISIS rappresenta una minaccia viva in tutto il governatorato di Al Anbar, al confine con la Siria, oltre che a Baghdad e in altri punti nevralgici del Paese.<\/p>\n<p>La seconda fase della campagna di Mosul \u00e8 iniziata lo scorso 29 dicembre. Si punta a riprendere tutta la parte est della citt\u00e0 e, successivamente, a entrare nella parte ovest dove per\u00f2 il Califfato \u00e8 pronto a usare migliaia di civili che tiene in ostaggio come scudi umani. Per l\u2019Iraq il 2017 \u00e8 iniziato nel peggiore dei modi. La guerra contro il Califfato \u00e8 destinata a durare ancora molto a lungo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-baghdad-mosul-isis-mappe\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/iraq-baghdad-mosul-isis-mappe\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Attacchi kamikaze nel giorno della visita di Hollande e controffensive per difendere Mosul. Perch\u00e9 ISIS rischia di diventare un problema insormontabile per Baghdad e per la coalizione internazionale. 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