{"id":27164,"date":"2017-01-05T12:00:46","date_gmt":"2017-01-05T11:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27164"},"modified":"2017-01-05T11:33:59","modified_gmt":"2017-01-05T10:33:59","slug":"il-teleriscaldamento-e-il-triangolo-del-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27164","title":{"rendered":"Il teleriscaldamento e il triangolo del declino"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni anni fa un cliente mi chiedeva assistenza su una vicenda di <b>teleriscaldamento<\/b>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/www.a2acaloreservizi.eu\/home\/cms\/a2a_caloreservizi\/teleriscaldamento\/cosa_trl\/index.html\" target=\"_blank\">teleriscaldamento urbano<\/a> \u00e8 un sistema di generazione e distribuzione dell&#8217;acqua calda che da un&#8217;unica centrale serve gli edifici di interi quartieri. La gestione del servizio \u00e8 oggi libera, cio\u00e8 non regolata dallo Stato, in attesa che l&#8217;Autorit\u00e0 per l&#8217;energia elettrica e il gas ne normi alcuni aspetti in applicazione del D.Lgs. 4 luglio 2014 n. 102. Anche il prezzo della fornitura \u00e8 libero, bench\u00e9 di fatto quasi tutti gli operatori seguano oggi la prassi di fissarlo <b>in equivalenza al gas naturale<\/b>. In base a questo principio, il prezzo dell&#8217;energia fornita tramite rete di teleriscaldamento [\u20ac\/kWh] deve tendere alla parit\u00e0 con un ipotetico importo medio che l&#8217;utente <i>avrebbe<\/i> speso producendo lo stesso output energetico con una caldaia alimentata a gas naturale.<\/p>\n<p>Per quanto pedanti, non ci addentriamo nei dettagli. Chi vuole approfondire pu\u00f2 consultare con profitto un esaustivo <a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/indagini-conoscitive-db\/open\/C12564CE0049D161\/763C50A4A6F34653C1257987004D3AA0.html\" target=\"_blank\">documento pubblico<\/a> del 2014 dell&#8217;Autorit\u00e0 garante della concorrenza e del mercato (la formula della tariffa \u00e8 al paragrafo 5.7.2). Qui ci basta osservare quanto possano essere velleitarie le retoriche sulla maggiore convenienza del teleriscaldamento rispetto ai normali impianti a gas. Ammesso che esista una convenienza, l&#8217;utente finale ne \u00e8 spesso escluso per definizione dovendo pagare esattamente quanto pagherebbe riscaldandosi con una caldaia tradizionale.<\/p>\n<p>Addirittura, &gt; pedant mode on nella formula tariffaria rilevata dal Garante appare un coefficiente <i>t<\/i> di <b>perequazione IVA<\/b> (<i>ibi<\/i>, pag. 135) che annulla l&#8217;effetto dell&#8217;IVA agevolata (10%) sul teleriscaldamento. Ad esempio, avendo attribuito all&#8217;utente medio di riferimento un ipotetico onere IVA del 18% sul gas che <i>avrebbe<\/i> utilizzato per riscaldarsi con una caldaia tradizionale (l&#8217;IVA sul gas \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.a2aenergia.eu\/area_clienti\/tariffe\/clienti_non_domestici\/imposte_gas.html\" target=\"_blank\">scaglionata<\/a>: vale 22% solo dopo i primi 480 mc), il coefficiente correttivo <i>t<\/i> moltiplicherebbe il prezzo del teleriscaldamento per (1,18\/1,10) = 1,0(72), rincarandolo cos\u00ec del 7,3%. In questo modo uno sconto fiscale nato per rendere pi\u00f9 conveniente il servizio presso i consumatori <b>finisce integralmente nei ricavi dei produttori<\/b> (per un tentativo di confronto reale, e non teorico, tra i costi del teleriscaldamento e delle caldaie a gas naturale vedasi invece <i>ibi<\/i>, par. 5.8.2). &gt; pedant mode off<\/p>\n<p>Tornando alla mia piccola vicenda, il cliente mi incaricava con alcuni colleghi di revisionare l&#8217;adeguatezza dei suoi contratti avendo chiuso l&#8217;esercizio precedente in perdita. Analizzando costi e fatturati scoprivamo che i prezzi praticati agli utenti erano sostanzialmente adeguati e redditizi salvo un caso: quello di un gruppo di condomini in edilizia popolare ai quali era applicato un forte sconto. Raccomandavamo pertanto di aprire un tavolo con l&#8217;ente gestore delle case popolari per rinegoziare i termini di quella fornitura.<\/p>\n<p>Il cliente propendeva per\u00f2 per una soluzione &#8220;tecnica&#8221; e non &#8220;politica&#8221; con l&#8217;obiettivo di ridurre le perdite intervenendo sui coefficienti finanziari del prezzo. Procedemmo ad alcune simulazioni, prevedibilmente infruttuose: i recuperi erano irrisori rispetto al rischio speculativo atteso. Lo comunicammo in una nota e da allora non ho pi\u00f9 avuto notizie sul caso.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L&#8217;arida vicenda qui illustrata si presta a molti sbadigli ma anche a qualche considerazione. La prima \u00e8 che l&#8217;eventuale improduttivit\u00e0 delle aziende cosiddette municipalizzate &#8211; o comunque a residua maggioranza pubblica &#8211; <b>coincide non casualmente con la loro funzione di utilit\u00e0 sociale<\/b> <b>e universalit\u00e0 del servizio<\/b>. Dall&#8217;analisi condotta emergeva infatti che i margini dell&#8217;azienda erano pi\u00f9 che adeguati verso i clienti civili e industriali, ma bassi o negativi nel caso degli utenti a basso reddito. Si realizzava cos\u00ec una <b>funzione di ridistribuzione e progressivit\u00e0<\/b> in piena applicazione del dettato costituzionale.<\/p>\n<p>Ma non solo. La riluttanza dell&#8217;operatore a rimettere in discussione le forniture agevolate rispondeva evidentemente anche al timore del socio di maggioranza &#8211; cio\u00e8 del Comune, cio\u00e8 della giunta in carica &#8211; di alienarsi le simpatie degli elettori qualora avesse rincarato le bollette dei bisognosi. Ci\u00f2 a conferma che <b>solo il controllo popolare<\/b>, in questo caso attraverso la leva del consenso elettorale, pu\u00f2 garantire che i servizi irrinunciabili siano erogati nell&#8217;interesse di tutta la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Questi pregi, in cui si identifica prima un <b>modello di civilt\u00e0<\/b> e secondariamente una prassi economica e industriale, non trovano ovviamente applicazione in una gestione ligia ai requisiti del mercato. Sicch\u00e9, dopo avere salutato le sfide di quel mercato, le aziende gi\u00e0 municipalizzate nate dalla collettivit\u00e0 per soddisfare i bisogni della collettivit\u00e0 si scoprivano carrozzoni in perdita, macchine difettose che si ostinano a erogare servizi a detrimento degli utili.<\/p>\n<p align=\"left\">Quel modello di civilt\u00e0 che produceva chilowattora e salute invece di numeri, ci hanno poi spiegato, \u00e8 superato, inefficiente, clientelare. Ma se \u00e8 vero che nel nostro Paese la <i>fuel poverty <\/i>(l&#8217;impossibilit\u00e0 di riscaldare adeguatamente la casa) colpisce una famiglia su dieci e il 40% delle famiglie povere con bambini, viene il sospetto che sia <b>la civilt\u00e0 stessa ad essere stata superata<\/b> dalla barbarie. O dalla follia.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1482506983.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p class=\"small\"><i>Fonte: Save the Children, <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/sites\/default\/files\/files\/Atlante%20Save%2017X24%20-2016-estratto%20low.pdf\" target=\"_blank\">Atlante dell&#8217;infanzia a rischio 2016<\/a>.<\/i><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>In quegli stessi giorni mi accadeva di confidarmi sul caso con altri due collaboratori. Il primo, un ingegnere con una lunga esperienza di <i>management<\/i> (lo chiameremo <b>ingegner A<\/b>) mi confortava sul fatto che l&#8217;azienda pubblica doveva mantenere fede alla sua missione. Le perdite, mi spiegava, non erano dovute agli sconti doverosamente praticati ma a una gestione <i>evidentemente<\/i> &#8211; per lui che non aveva ancora visto un solo numero &#8211; troppo sbilanciata sui costi: bisognava tagliare, rinegoziare le forniture, eliminare gli sprechi, efficientare la produzione, discutere con i sindacati, eccetera.<\/p>\n<p>Il secondo interlocutore (lo chiameremo <b>dottor B<\/b>) mi rivelava invece che tra gli inquilini delle case popolari si annida una brutta malattia: quella di non pagare le bollette. In base alle sue informazioni &gt; micuggino mode on l\u00ec la morosit\u00e0 sarebbe endemica e le famiglie spenderebbero i sussidi per acquistare televisori al plasma e <i>smartphone<\/i> invece di onorare le fatture del riscaldamento &gt; micuggino mode off. Invano cercai di spiegargli che il mio cliente non ne avrebbe in ogni caso subito danno perch\u00e9 percepiva anticipatamente il dovuto dal gestore degli alloggi, che si sarebbe poi rivalso sugli eventuali morosi. Lanciatosi in un fiume di aneddoti sull&#8217;infedelt\u00e0 dei poveri, il dottor B parlava ormai con se stesso.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p align=\"left\">Anni dopo, nel riconsiderare questo trio di esperienze, intravedevo un filo pedante che le univa a formare un quadro &#8211; anzi un triangolo &#8211; dei fondamentali del pensiero economico somministrato alle masse:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1482448061.png\" alt=\"\" width=\"400\" \/><\/p>\n<p>Le tre sponde del triangolo, chiuse come un carcere, si rilanciano la pallina impazzita di un pubblico contemporaneo alle prese con un impoverimento che colpisce indifferentemente istituzioni e privati. Ma, a differenza dei topi da laboratorio calati in un labirinto senza uscita &#8211; che prima o poi capiscono il gioco e si fermano &#8211; quel pubblico rimbalza all&#8217;infinito da una falsa spiegazione all&#8217;altra, ne ripudia una per finire tra le braccia dell&#8217;altra, ritorna al punto di partenza e ricomincia il giro. \u00c8 la <b>versione poligonale e psichedelica della ruota del criceto<\/b>. Consideriamone i dettagli.<\/p>\n<h4>1. La sponda tecnocratica<\/h4>\n<p>Qui interpretata dall&#8217;azienda fornitrice del teleriscaldamento, rappresenta l&#8217;illusione, se non di allungare la coperta corta, di legittimarne l&#8217;insufficienza appellandosi alle formulazioni accuratamente complesse della sua trama. La speranza \u00e8 quella di conferire alla violenza della privazione &#8211; in questo caso l&#8217;aumento dei prezzi ai meno abbienti &#8211; <b>la parvenza rassicurante di una necessit\u00e0 scientifica<\/b> le cui ragioni sfuggono ai profani ma godono della garanzia degli esperti.<\/p>\n<h4>2. La sponda austera<\/h4>\n<p>Interpretata dall&#8217;ingegner A, esprime la credenza in un mercato dove c&#8217;\u00e8 spazio anche per gli ultimi a patto che non se ne ostacoli la naturale vocazione alla massima efficienza. \u00c8 il <b>mondo fatato della <\/b><b>mano invisibile<\/b>, di un capitalismo compassionevole che premia i virtuosi e distribuisce oboli ai bisognosi, degli agenti razionali e della riduzione dei costi. Ma quanto si risparmierebbe? Lo si \u00e8 visto bene con le <i>spending rivi\u00f9<\/i> in scala nazionale: non abbastanza per includere chi non pu\u00f2 pagarsi i servizi, ma pi\u00f9 che abbastanza per <b>impoverire tutto il sistema<\/b> e quindi <i>anche<\/i> i servizi.<\/p>\n<h4>3. La sponda meritocratica<\/h4>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine la sponda meritocratica del dottor B, la pi\u00f9 raccapricciante, che <b>ribalta i fallimenti del mercato sulle sue vittime<\/b>. Se un sistema economico poco inclusivo procura disagi e dissesti si pu\u00f2 sempre dare la colpa agli esclusi attribuendo loro l&#8217;intenzione di sabotare un meccanismo altrimenti perfetto. Perch\u00e9 ignoranti, meschini, depravati, egoisti\u2026 ciascuno metta il suo, ma in ogni caso <i>meritatamente<\/i> puniti da quel sistema che si conferma cos\u00ec foriero di giustizia, oltre che razionale. Una visione che sconfina ormai nella fede (se ne \u00e8 parlato nell&#8217;<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/per-una-teologia-del-castigo\" target=\"_blank\">articolo precedente<\/a>) caratterizzata dal dubbio vantaggio di ignorare i fallimenti che bussano alla porta dei sogni, in attesa che <b>la sfondino<\/b>.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Per emanciparsi da questa prigione a tre sponde \u00e8 necessario tornare a ripetersi l&#8217;ovvio, come \u00e8 nel motto di questo blog. Che, ad esempio, <b>il riscaldamento serve a riscaldarsi<\/b>. E che tutto ci\u00f2 che gli si attacca &#8211; dai bilanci pubblici ai modelli tariffari, dai <i>business plan<\/i> al credito &#8211; deve servire quello scopo. <i>O non serve a niente<\/i>.<\/p>\n<p>Quella della sostenibilit\u00e0 finanziaria \u00e8 una rivolta dei servi sui padroni, cio\u00e8 degli strumenti sui fini, dove i bisogni irrinunciabili si ritirano per non offendere gli equilibri dell&#8217;aritmetica. Affinch\u00e9 questi ultimi, contrabbandati alle masse come obiettivi inderogabili e astratti, possano continuare a svolgere il loro ruolo ancillare non pi\u00f9 nell&#8217;interesse di tutti ma dei pochissimi che ne dettano le formule, i coefficienti, le deroghe.<\/p>\n<p>In un <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-elefante-nella-stanza\" target=\"_blank\">altro articolo<\/a> abbiamo pedantemente ricostruito come i vincoli di bilancio imposti alle amministrazioni perseguano l&#8217;obiettivo di accelerare e moltiplicare il trasferimento delle ricchezze dalla comunit\u00e0 agli speculatori. Giochi come questi sono infinitamente replicabili, in infinite variazioni. Ma non \u00e8 saggio inseguirne ogni volta gli inganni, basterebbe rigettarne le apologie, sfondare le sponde del triangolo, uscire dal carcere e dedicarsi all&#8217;urgenza delle risorse e dei bisogni, quelli veri. <i>Et omnia adicientur vobis<\/i>.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-teleriscaldamento-e-il-triangolo-del-declino\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-teleriscaldamento-e-il-triangolo-del-declino<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE Alcuni anni fa un cliente mi chiedeva assistenza su una vicenda di teleriscaldamento. Il teleriscaldamento urbano \u00e8 un sistema di generazione e distribuzione dell&#8217;acqua calda che da un&#8217;unica centrale serve gli edifici di interi quartieri. 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