{"id":27203,"date":"2017-01-07T09:15:33","date_gmt":"2017-01-07T08:15:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27203"},"modified":"2017-01-06T22:44:43","modified_gmt":"2017-01-06T21:44:43","slug":"quindici-anni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27203","title":{"rendered":"Quindici anni di euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Ilaria Bifarini)<\/strong><\/p>\n<p><em>Una moneta senza stato e degli stati senza moneta.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 stato certo un compleanno all\u2019insegna dei festeggiamenti quello per il quindicesimo anno dell\u2019Euro. <strong>L\u20191 gennaio 2002 dicevamo addio alle lire<\/strong> per sposare il progetto europeo della moneta unica. Una vera comodit\u00e0, dicevano in molti \u2013 in particolare i pi\u00f9 giovani \u2013 poter girovagare per l\u2019Europa senza dover passare per lo sportello dei cambi! Un segno di unit\u00e0 e appartenenza, visto che i soldi, inutile fare gli asceti, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/luomo-a-una-direzione\/\" target=\"_blank\">sono il veicolo per il consumo<\/a>, il gesto pi\u00f9 identitario della nostra societ\u00e0. Comprare un caff\u00e8 a Berlino, Parigi e Roma acquisiva un po\u2019 lo stesso sapore, e pazienza per l\u2019aroma, la tazzina e il prezzo! Eppure l\u2019entusiasmo con cui l\u2019allora premier Prodi (passato ai posteri con un altro appellativo, questo s\u00ec molto nazionale) ci traghett\u00f2 nella moneta unica \u2013 <strong>\u00ablavoreremo tutti un giorno in meno per guadagnare di pi\u00f9\u00bb<\/strong>\u2013 incontrava gi\u00e0 qualche ponderate resistenza da parte di alcuni autorevoli economisti. Ma passarono in sordina, cos\u00ec come nelle universit\u00e0 improntate al credo neoliberista le pagine di critica alle unioni monetarie dei principali manuali di macroeconomia venivano saltate a pi\u00e8 pari.<\/p>\n<div id=\"video\"><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Prodi sulla genesi dell\u2019euro: \u00abNoi sapevamo benissimo che bisognava fare i passi successivi che dessero all\u2019euro delle fondamenta stabili. Quante volte ne ho parlato con Kohl. La sua risposta era: Romano, l\u2019Europa non si fa in un giorno solo perch\u00e9 Roma non \u00e8 stata fatta in un giorno solo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>Solo oggi, dopo quindici anni, la voce dei \u201cdissidenti\u201d trova spazio nell\u2019informazione ufficiale. In occasione della ricorrenza, il quotidiano Libero ha pubblicato un inserto con una rassegna esaustiva delle voci di accreditati economisti e statisti che hanno criticato, pi\u00f9 o meno apertamente, gli effetti economici distorsivi dell\u2019adozione di un\u2019unione monetaria <strong>laddove manchi un\u2019armonizzazione<\/strong> sotto altri fondamentali aspetti,<strong>politici ed economici<\/strong>. Persino a taluni insospettabili \u00e8 scappato in qualche occasione di dire la schietta verit\u00e0. Cos\u00ec il ministro Padoan che, da economista qual \u00e8, si \u00e8 lasciato sfuggire un assioma: se uno Stato non dispone pi\u00f9 degli autonomi strumenti di politica monetaria che gli consentono svalutare la valuta \u00e8 p<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/due-anni-di-jobs-act\/\" target=\"_blank\">er forza di cose costretto a svalutare il lavoro.<\/a><\/p>\n<p>Qualche esempio dell\u2019attendibilit\u00e0 della sua tesi? La <strong>bilancia commerciale italiana<\/strong> dall\u2019entrata in vigore dell\u2019euro ad oggi (ma anche qualche anno prima visto che l\u2019ingresso della moneta unica \u00e8 stata la fase conclusiva di un processo la cui fase preparatoria era partita da tempo)<strong> \u00e8 crollata<\/strong>, cos\u00ec come lo \u00e8 quella di gran parte dei Paesi europei, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/le-colpe-della-germania\/\" target=\"_blank\">tranne uno.<\/a> Questo Paese, come ormai noto anche ai pi\u00f9 euro-entusiasti, \u00e8 la Germania, sui cui parametri economici l\u2019euro sembra modellato. Tuttavia non dobbiamo cedere ai facili stereotipi dei tedeschi autoritari e con manie di dominio mai abbandonate, perch\u00e9 l\u2019onest\u00e0 intellettuale non manca tra i tedeschi: il consulente del Ministero delle Finanze tedesco H. Flassbeck ha riconosciuto che <strong>\u00abla Germania viola le regole dell\u2019Europa fin dall\u2019inizio\u00bb<\/strong> e il consulente aziendale tedesco R. Berger ha affermato che<strong> \u00abla Germania dovrebbe abbandonare l\u2019euro per far s\u00ec che l\u2019Unione sopravviva\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_80270\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80270 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/trade-balance.png\" alt=\"trade-balance\" width=\"746\" height=\"342\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>La bilancia commerciale tedesca \u00e8 esplosa a partire dal 2002 in concomitanza con l\u2019introduzione della moneta unica (dati in milioni di euro, fonte: Tradingeconomics).<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Apprezziamo molto la genuinit\u00e0 teutonica, ma la sopravvivenza dell\u2019unione monetaria sarebbe deleteria a prescindere. Per sgombrare il campo da incomprensioni analizziamo cosa succede a uno Stato quando<strong> perde la sovranit\u00e0 monetaria<\/strong>, intesa come la facolt\u00e0 da parte di uno Stato di emettere o stampare moneta in linea con le sue scelte di politica monetaria. E\u2019 ovvio che venendo meno questa facolt\u00e0 la politica economica di un Paese diventa monca di uno strumento fondamentale e quindi impossibilitata nell\u2019adozione di politiche economiche adeguate alle <strong>esigenze contingenti e strutturali<\/strong> del Paese.<\/p>\n<p><strong>Ma cos\u2019\u00e8 esattamente la moneta?<\/strong> La domanda sembra banale, eppure il premio Nobel dell\u2019economia James Tobin rispose \u00abNon c\u2019\u00e8 argomento pi\u00f9 difficile da spiegare per gli economisti al pubblico laico, compreso a loro stessi, come quello della moneta\u00bb. Nel (non-)sistema monetario moderno, ossia quello che si \u00e8 venuto a configurare con la <strong>fine del regime di Bretton Woods<\/strong> avvenuta tra il 1971 e il 1973, smantellato ogni rapporto con le riserve auree, la moneta attuale \u2013 cosiddetta \u201cfiat\u201d \u2013 non ha pi\u00f9 alcun valore intrinseco. Suoner\u00e0 blasfemo dirlo, ma \u00e8 un semplice pezzo di carta o un insieme di impulsi informatici, quindi pu\u00f2 essere creata all\u2019infinito senza nessun rischio che si esaurisca. Certo, attraverso i prezzi \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di misura convenzionale del valore dei beni, cos\u00ec come il kilo lo \u00e8 del loro peso e il metro della loro grandezza. Essa inoltre \u00e8 l\u2019unico mezzo con cui il cittadino pu\u00f2 pagare le tasse allo Stato.<\/p>\n<div id=\"video\"><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Lo storico annuncio del presidente americano Nixon che il 15 Agosto 1971 sospese la convertibilit\u00e0 del dollaro in oro, dando inizio alla fine del regime di Bretton Woods<\/span><\/p>\n<p>Torniamo al nostro Stato sovrano, quello che pu\u00f2 emettere moneta, come avveniva in Italia prima dell\u2019euro e come avviene nella gran parte dei Paesi non europei (i casi di unione monetaria nel mondo si contano sulle dita di una mano). Lo Stato ha il monopolio della propria valuta che monetizza attraverso le banche centrali e immette sul mercato per gli investire nella spesa pubblica e nei servizi sociali per i cittadini: poich\u00e9 la carta e i bit elettronici sono risorse illimitate, il suo <strong>unico vincolo di spesa \u00e8 definito dalle risorse umane e ambientali<\/strong>. A differenza delle famiglie e delle imprese, essendo detentore della valuta, non \u00e8 sottoposto all\u2019oneroso vincolo del pareggio di bilancio, per il quale le entrate (tasse) dovrebbero uguagliare le uscite (spesa pubblica), situazione non solo impossibile ma assolutamente <strong>deleteria per il benessere della popolazione<\/strong>. Ci\u00f2, \u00e8 evidente, non vuol dire che i governi debbano darsi alle spese folli emettendo moneta a loro piacimento: l\u2019attenzione alla produttivit\u00e0 e al contenimento dell\u2019inflazione, all\u2019innovazione e alla corretta redistribuzione sono vincoli ineludibili, come il rispetto dell\u2019esauribilit\u00e0 di alcune risorse materiali e immateriali.<\/p>\n<p><strong>Nel sistema euro<\/strong>, senza sovranit\u00e0 monetaria, l\u2019unica autorizzata ad emettere moneta \u00e8 la<strong> BCE<\/strong> (Banca Centrale Europea), che lo fa ricorrendo ai mercati di capitale privato, ossia le <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/blackrock-comprare-quando-scorre-il-sangue\/\" target=\"_blank\">grandi banche di investimenti internazionali<\/a> .\u2028 Al pari di un cittadino comune, lo Stato \u00e8 costretto a prendere in prestito il denaro da spendere dai mercati finanziari internazionali, che applicano un tasso d\u2019interesse da loro stabilito. Per poter effettuare spesa pubblica, ossia garantire ai cittadini quei servizi come la sanit\u00e0 senza dover ricorrere all\u2019offerta privata, \u00e8 costretto sia ad indebitarsi sia a <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/vivere-al-di-sopra-delle-proprie-possibilita\/\" target=\"_blank\">tassare in modo consistente i cittadini stessi<\/a>. \u2028Cos\u00ec la spesa a deficit, che in un governo responsabile e onesto \u00e8 funzionale al benessere economico del Paese, con la moneta unica diviene un fardello oneroso, che<strong> arricchisce il mercato del capitale privato<\/strong> internazionale togliendo soldi dalle tasche, sempre pi\u00f9 vuote, dei cittadini, <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/e-il-corpo-divenne-merce\/\" target=\"_blank\">sempre meno tutelati<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/quindici-anni-di-euro\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/quindici-anni-di-euro\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Ilaria Bifarini) Una moneta senza stato e degli stati senza moneta. 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