{"id":27205,"date":"2017-01-08T12:10:07","date_gmt":"2017-01-08T11:10:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27205"},"modified":"2017-01-06T22:38:19","modified_gmt":"2017-01-06T21:38:19","slug":"la-repubblica-dei-voucher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27205","title":{"rendered":"La Repubblica dei voucher"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p><em>I voucher sono una forma estrema di precarizzazione. L\u2019impressionante aumento degli ultimi anni \u00e8 l\u2019ultimo approdo di decenni di liberalizzazioni e di aggressioni alle tutele del lavoro.<\/em><\/p>\n<p>alia \u00e8 una Repubblica fondata sui voucher. Lo conferma il rapporto della UIL secondo cui nel 2016 ne sono stati venduti<strong> 145 milioni<\/strong>, con un aumento del 32% rispetto all\u2019anno precedente e addirittura del 27000% rispetto al 2008. Proprio nel 2008, anno a partire dal quale ne \u00e8 cominciato un uso massiccio, furono liberalizzati al punto da invadere il mercato. Secondo Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro in Parlamento, si tratterebbe non di abolirli ma di \u201ccorreggerli\u201d. Ci\u00f2 gi\u00e0 di per s\u00e9 suggerisce la <strong>mancanza di volont\u00e0 nel porre un argine serio al fenomeno<\/strong>.<\/p>\n<p>La storia delle condizioni lavorative in Italia negli ultimi due o tre decenni \u00e8 una<strong> lunga sequenza di crescita continua dello sfruttamento<\/strong> attraverso la <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/%EF%BB%BF%EF%BB%BF%EF%BB%BFle-cheerleaders-della-globalizzazione\/\" target=\"_blank\">liberalizzazione totale dei mercati<\/a> e l\u2019introduzione di forme contrattuali sempre pi\u00f9 flessibili. Prima il leggendario \u201cposto fisso\u201d, oggetto di demonizzazione e di una campagna mediatica infamante, \u00e8 stato di fatto cancellato dall\u2019orizzonte dei lavoratori italiani (come europei) e sono cos\u00ec proliferati i contratti a tempo determinato; infine nuove forme di precarizzazione totale hanno soppiantato anche i normali contratti a termine, e il ricorso ai voucher ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80263 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/2.jpg\" alt=\"I voucher venduti a gennaio-ottombre nel triennio 2014-16 (88mm x 100mm)\" width=\"457\" height=\"518\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><em>la crescita esponenziale dei voucher (ANSA)<\/em><\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 con l\u2019abolizione della cosiddetta<strong> \u201cscala mobile\u201d<\/strong>, cio\u00e8 il meccanismo di indicizzazione dei salari all\u2019inflazione. Inizialmente essa fu tagliata nel 1984 e poi, grazie al governo Amato, soppressa definitivamente nel 1992. <strong>Con la fine della scala mobile si concludeva anche la stagione di avanzamento dei diritti del lavoro<\/strong>. Da allora \u00e8 cominciata la fase \u201ccontrorivoluzionaria\u201d, volta a ripristinare forme di sfruttamento e un rapporto tra capitale e salario<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/il-grande-inganno-neoliberista\/\" target=\"_blank\"> assolutamente favorevole al primo<\/a>. I governi che si sono succeduti, con il pretesto del \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d o \u201ci mercati\u201d, e in nome della \u201cmodernizzazione\u201d, hanno attuato una serie di <em>controriforme<\/em><strong> regressive<\/strong> che hanno instaurato una vera e propria tirannia neoliberale nella quale nessuna istituzione rappresentativa (dai partiti ai sindacati) \u00e8 in grado di contrastare \u201cle magnifiche sorti e progressive\u201d del capitalismo neoliberista. L\u2019abolizione dell\u2019articolo 18 \u00e8 anch\u2019essa avvenuta attraverso tappe graduali che hanno scandito un percorso, iniziato con il referendum del 2003, e conclusosi con gli ultimi governi che hanno di fatto<strong> scardinato l\u2019impianto dello Statuto dei Lavoratori.<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-jobs-act-e-la-nuova-restaurazione\/\" target=\"_blank\">Il <em>Jobs Act<\/em> \u00e8 l\u2019ultimo esito della strategia gradualista del neoliberismo<\/a>\u00a0che adesso giunge a compimento, fortemente ispirato alla riforma Hartz ideata dai socialdemocratici tedeschi, la quale ha liberalizzato il mondo lavorativo in Germania costringendo i lavoratori a scegliere tra sfruttamento e la rinuncia alle integrazioni del salario.<\/p>\n<p>La flessibilit\u00e0 \u00e8 stata presentata dai media come \u201cun\u2019opportunit\u00e0\u201d per i lavoratori, e sulla base di questa retorica si \u00e8 proceduto a istituire contratti con sempre minori garanzie. Ma la vera opportunit\u00e0 l\u2019hanno avuta i capitalisti, che hanno potuto aumentare i profitti attraverso esternalizzazioni e ristrutturazioni. In un momento, infatti, in cui vi era la necessit\u00e0 per il capitalismo di <strong>disinvestire dalla produzione<\/strong> e di finanziarizzarsi in misura crescente, le riforme del lavoro sono andate incontro a questa esigenza delle oligarchie. L\u2019Italia aveva un impianto legislativo fortemente protettivo, almeno se confrontato a quello di molti altri paesi a capitalismo avanzato. Questa forma giuridica, che il capitale aveva accettato nel corso del Novecento all\u2019interno di un necessario compromesso col salario,<strong> non corrispondeva pi\u00f9 alle nuove esigenze del profitto<\/strong>, che non erano pi\u00f9 fondate sulla crescita degli investimenti, ma sulla decentralizzazione produttiva. Le tutele allora apparivano come un pesante fardello che gravava sul bisogno di \u201cleggerezza\u201d del nuovo capitale. La conseguente campagna mediatica volta a descrivere queste tutele come \u201crigidit\u00e0\u201d da superare, fu ispirata non dal desiderio di ammodernamento o di crescita dell\u2019occupazione (e infatti quasi tutti gli studi oggi dimostrano che la flessibilit\u00e0 non serve a contrastare la disoccupazione) ma <strong>dalle nuove istanze del capitale globale.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-nuova-sinistra-e-gia-nata-morta\/\" target=\"_blank\">La sinistra ufficiale<\/a>, non meno della destra, \u00e8 stata tra i principali promotori della restaurazione antilavorista. La cosiddetta<em> \u201cflexycurity\u201d<\/em> (contenuta anche in \u201cEuropa 2020\u201d, l\u2019agenda <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/questo-matrimonio-non-saveva-da-fare\/\" target=\"_blank\">dell\u2019Unione Europea<\/a> su temi quali occupazione, innovazione ed energia) in nome della quale si \u00e8 proceduto allo <strong>smantellamento delle tutele<\/strong> \u2013 e che si presentava come un compromesso tra una flessibilit\u00e0 vista come necessario adeguamento alla <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/%EF%BB%BF%EF%BB%BF%EF%BB%BFle-cheerleaders-della-globalizzazione\/\" target=\"_blank\">globalizzazione e alla mercatizzazione della societ\u00e0<\/a> e la sicurezza lavorativa \u2013 \u00e8 stata in realt\u00e0 la <strong>distruzione completa del tessuto di protezione del lavoro<\/strong> costruito dai movimenti popolari, dalla sinistra novecentesca socialista e comunista e dall\u2019intervento dello Stato nell\u2019economia. Venuti meno questi tre agenti, la propaganda neoliberale ha fatto irruzione celebrando l\u2019inizio di una nuova era di <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/luomo-a-una-direzione\/\" target=\"_blank\">prosperit\u00e0 individuale e individualista<\/a>. Il superamento di tutte le barriere e l\u2019abbattimento dei \u201cmuri\u201d costituivano lo spartito della marcia trionfale del capitalismo postmoderno.<\/p>\n<blockquote><p>Ma la realt\u00e0 \u00e8 un muro invalicabile anche per la pi\u00f9 pervicace propaganda<\/p><\/blockquote>\n<p>Un muro contro cui le illusioni alimentate da trent\u2019anni di apologia del mercato <strong>stanno oggi andando in mille pezzi<\/strong>. Le oligarchie continuano a dettare la loro agenda; l\u2019ultimo <em>diktat<\/em>, <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/metalmeccanici-la-resa-della-fiom\/\" target=\"_blank\">la neutralizzazione del contratto nazionale, come richiesto dall\u2019Unione Europea<\/a>.\u00a0Ma per quanto \u00e8 sostenibile una \u201cpostmodernizzazione\u201d forzata non sorretta \u2013 non pi\u00f9 \u2013 da alcun consenso popolare, e anzi sempre pi\u00f9 in aperto contrasto al volere delle popolazioni che la subiscono? \u00c8 una domanda inedita alla quale solo la Storia potr\u00e0 dare una risposta. \u00c8 vero che oggi il dominio oligarchico fa a meno del consenso, ma \u00e8 anche vero che non esiste, almeno non ancora, <strong>alcun efficace \u201ccatalizzatore\u201d del dissenso<\/strong>.\u00a0Qualsiasi sia la risposta, non si potr\u00e0 fare a meno del lavoro e qualunque progetto di societ\u00e0 non potr\u00e0 non tenerne conto. Per quanto oggi non goda della centralit\u00e0 che gli era assegnata dall\u2019industria fordista, rimane l\u2019esigenza insopprimibile di ripensare a una nuova organizzazione della produzione e del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-repubblica-dei-voucher\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-repubblica-dei-voucher\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) I voucher sono una forma estrema di precarizzazione. L\u2019impressionante aumento degli ultimi anni \u00e8 l\u2019ultimo approdo di decenni di liberalizzazioni e di aggressioni alle tutele del lavoro. alia \u00e8 una Repubblica fondata sui voucher. Lo conferma il rapporto della UIL secondo cui nel 2016 ne sono stati venduti 145 milioni, con un aumento del 32% rispetto all\u2019anno precedente e addirittura del 27000% rispetto al 2008. 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