{"id":27222,"date":"2017-01-06T11:48:23","date_gmt":"2017-01-06T10:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27222"},"modified":"2017-01-06T11:48:23","modified_gmt":"2017-01-06T10:48:23","slug":"e-lideologia-liberale-che-soffre-la-democrazia-se-la-cava-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=27222","title":{"rendered":"\u00c8 l&#8217;ideologia liberale che soffre, la democrazia se la cava bene"},"content":{"rendered":"<p><em>Questa riflessione ricca dei consueti travisamenti ideologici sulla sovranit\u00e0 nazionale e sui partiti populisti (gettati senza distinzione nel calderone della xenofobia e dell&#8217;estremismo reazionario) ha tuttavia il grande merito di centrare il punto filosofico-politico pi\u00f9 importante della nostra epoca: la separazione traumatica del liberalismo dalla democrazia (ndr)<\/em><\/p>\n<p>da <strong>VOCIDALL&#8217;ESTERO (Kenan Malik)<\/strong><\/p>\n<p>Benvenuti nel 2017. Sar\u00e0 come il 2016. Anzi, di pi\u00f9.\u00a0Questo \u00e8 l\u2019anno in cui Donald Trump si insedia ufficialmente alla Casa Bianca, e Theresa May deve (probabilmente) iniziare le trattative per la Brexit.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 l\u2019anno in cui le elezioni in Germania, in Olanda, in Francia, e forse in Italia, vedranno con ogni probabilit\u00e0 la destra populista guadagnare terreno, e \u00a0magari anche trionfare.<\/p>\n<p>In Olanda, il Partito per la Libert\u00e0 (PVV) di \u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/dec\/10\/netherlands-geert-wilders-politics-far-right\">Geert Wilders<\/a>\u00a0, ostile all\u2019Islam e all\u2019immigrazione, \u00e8 in testa nei sondaggi e a marzo potrebbe entrare nella coalizione di governo.\u00a0In Francia, a maggio, Marine Le Pen con il suo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/dec\/14\/the-fear-of-marine-le-pen-will-the-next-political-earthquake-happen-in-france\">Fronte Nazionale<\/a> di estrema destra,\u00a0dovrebbe arrivare almeno al secondo turno nel ballottaggio per le elezioni presidenziali e potrebbe \u00a0anche vincerle.\u00a0In Germania, Angela Merkel potrebbe ritrovarsi ancora cancelliere dopo il voto di settembre, ma l\u2019\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/dec\/06\/german-election-angela-merkel-to-rally-party-ahead-of-fight-with-far-right\">estrema destra di AfD<\/a>\u00a0otterr\u00e0 quasi certamente decine di seggi al Bundestag.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, il 2017 sar\u00e0 anche l\u2019anno in cui i timori per il futuro della democrazia liberale raggiungeranno un nuovo picco.\u00a0Paure, per\u00f2, che in realt\u00e0 sono giustificate solo a met\u00e0.\u00a0La democrazia \u00e8 in ottima salute.\u00a0\u00c8 l\u2019ideologia liberale che \u00e8 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Democrazia non significa che ogni volta si ottenga il risultato \u201cgiusto\u201d.\u00a0Il senso del processo democratico \u00e8 proprio che \u00e8 imprevedibile.\u00a0Il motivo per cui abbiamo bisogno della democrazia \u00e8 che quali siano le strategie politiche \u201cgiuste\u201d o chi sia il candidato \u201cgiusto\u201d \u00e8 spesso oggetto di aspri contrasti.\u00a0Donald Trump o Marine Le Pen possono essere reazionari, e le loro politiche possono contribuire a indebolire la trama della tolleranza liberale, ma il loro successo rivela un problema della politica, non della democrazia.<\/p>\n<p>Ci siamo cos\u00ec abituati a parlare di \u201cdemocrazia liberale\u201d che spesso dimentichiamo che c\u2019\u00e8 una tensione intrinseca tra il liberalismo e la democrazia.\u00a0Al centro dell\u2019ideologia liberale si trova l\u2019individuo.\u00a0Classicamente, i liberali dichiarano che qualsiasi limitazione\u00a0di legge alla libert\u00e0 di un individuo debba avere un valido motivo e comunque essere ridotta al minimo possibile.<\/p>\n<p>I liberali, d\u2019altra parte, hanno paura delle masse, temendo le decisioni di piazza e la \u201ctirannia della maggioranza\u201d in quanto minacce alla libert\u00e0 dell\u2019individuo.\u00a0Con tutto il loro disgusto per i vincoli imposti dallo Stato, molti liberali per\u00f2 sempre di pi\u00f9 considerano le istituzioni statali come un mezzo per tenere sotto controllo la forza delle masse.\u00a0Questo ha portato inevitabilmente a un\u2019ambivalenza sulle virt\u00f9 della democrazia.<\/p>\n<p>Con la fine della guerra fredda, molti liberali avevano previsto che la tensione tra liberalismo e democrazia si sarebbe risolta.\u00a0Le istituzioni liberali, immaginavano, avrebbero potuto \u00a0concentrarsi sul governare e sull\u2019attuazione di strategie politiche \u201cgiuste\u201d, mentre, liberate dai sogni del socialismo, le masse sarebbero semplicemente diventate l\u2019elettorato, esercitando i loro diritti democratici con le elezioni e godendo dei benefici portati da governi tecnocratici.<\/p>\n<p>Nei fatti, \u00e8 accaduto il contrario.\u00a0La tensione tra liberalismo e democrazia \u00e8 diventata molto pi\u00f9 acuta.\u00a0Molti liberali insistono sul fatto che l\u2019unico modo di difendere i valori liberali \u00e8 metterli al riparo dal processo democratico.\u00a0Molti di coloro che si sentono politicamente senza voce in questo nuovo mondo ritengono di poter far sentire la loro voce democratica solo sfidando i valori liberali.\u00a0\u00c8 questa polarizzazione tra liberalismo e democrazia che ha creato il tumulto del 2016 e ne creer\u00e0 ancora di\u00a0pi\u00f9 nel 2017.<\/p>\n<p>Democrazia non significa semplicemente tracciare una croce su una scheda elettorale.\u00a0Significa, fondamentalmente, poter contestare il potere.\u00a0Possiamo votare come individui nella riservatezza della cabina elettorale, ma possiamo difendere la democrazia e affermare la nostra voce politica solo agendo collettivamente.\u00a0Questo richiede una robusta sfera pubblica e una democrazia che venga contestata tanto nelle strade e sui luoghi di lavoro, quanto nel seggio elettorale.\u00a0L\u2019erosione del potere delle organizzazioni dei lavoratori e dei movimenti sociali ha contribuito a minare la democrazia in questo senso pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il declino di queste organizzazioni ha favorito uno spostamento del potere, togliendolo alle istituzioni democratiche, come i parlamenti nazionali, per darlo a istituzioni non politiche, come i tribunali internazionali e le banche centrali.\u00a0Molti liberali ritengono che questa sia una garanzia di buon governo e che metta al riparo le strategie politiche pi\u00f9 importanti dai capricci del processo democratico.\u00a0Molti a sinistra, perse le radici con la classe politica tradizionale, hanno accolto volentieri questo cambiamento, ritenendo che organizzazioni transnazionali, come l\u2019Ue, fossero veicoli fondamentali del cambiamento sociale. Una buona parte dell\u2019opinione pubblica, tuttavia, \u00e8 rimasta con la sensazione di non avere pi\u00f9 una voce politica.<\/p>\n<p>Dopo avere perso i mezzi tradizionali di\u00a0manifestare il loro disagio, e in un\u2019epoca in cui una politica di classe ha poco significato, molti elettori della classe lavoratrice sono infine giunti a esprimersi attraverso il linguaggio della politica di identit\u00e0;\u00a0non la politica di identit\u00e0 della sinistra, ma quella della destra, la politica del nazionalismo e della xenofobia, che alimenta molti movimenti populisti.<\/p>\n<p>I critici dell\u2019ideologia liberale hanno da tempo riconosciuto che il suo difetto fondamentale \u00e8 che in verit\u00e0 gli esseri umani non vivono semplicemente come individui.\u00a0Noi siamo esseri sociali, troviamo la nostra individualit\u00e0 e il nostro senso solo attraverso gli altri.\u00a0Da qui l\u2019importanza per la vita politica non solo degli individui, ma anche delle comunit\u00e0 e dei movimenti collettivi.<\/p>\n<p>Politicamente, il senso collettivo \u00e8 stato espresso secondo\u00a0due grandi modalit\u00e0: la politica della identit\u00e0 e la politica della solidariet\u00e0.\u00a0La prima mette in rilievo l\u2019appartenenza a\u00a0un\u2019identit\u00e0 comune, basata su\u00a0 categorie come la razza, la nazione, il sesso o la cultura.\u00a0La seconda aggrega le persone in un\u2019entit\u00e0 collettiva, non legata a una determinata identit\u00e0, ma a\u00a0un comune obiettivo politico o sociale.<\/p>\n<p>Se la politica della identit\u00e0 divide, la politica della solidariet\u00e0 propone obiettivi collettivi che superano le divisioni di razza o di sesso, cultura o nazionalit\u00e0.\u00a0Ma \u00e8 proprio la politica della solidariet\u00e0 che \u00e8 andata in\u00a0pezzi, nel corso degli ultimi due decenni, con il declino della sinistra.\u00a0Per molti, l\u2019unica forma di politica collettiva rimasta \u00e8 dunque quella radicata nell\u2019identit\u00e0.\u00a0Da qui l\u2019ascesa di movimenti populisti basati sull\u2019identit\u00e0.\u00a0Questi movimenti spesso uniscono politiche identitarie di stampo reazionario a politiche economiche e sociali che una volta erano basilari per la sinistra: la difesa dei posti di lavoro, il sostegno dello stato sociale, l\u2019opposizione all\u2019austerit\u00e0.\u00a0Guardiamo le elezioni presidenziali francesi del prossimo anno:\u00a0i due candidati che possono arrivare al secondo turno sono il candidato del centro-destra Fran\u00e7ois Fillon e la candidata di estrema destra Marine Le Pen.\u00a0Fillon \u00e8 socialmente conservatore ed economicamente \u201cliberale\u201d.\u00a0Vuole distruggere ci\u00f2 che resta del \u201cmodello sociale\u201d francese, tagliando la spesa pubblica e cancellando i diritti dei lavoratori.\u00a0Mentre \u00e8 la Le Pen che si \u00e8 presentata come il campione della classe lavoratrice, nemica dell\u2019austerit\u00e0 e a favore dello stato sociale.<\/p>\n<p>I populisti si presentano, inoltre, \u00a0anche come campioni dei diritti e delle libert\u00e0.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/dec\/09\/geert-wilders-found-guilty-in-hate-speech-trial-but-no-sentence-imposed\">Wilders \u00e8 stato riconosciuto colpevole di \u201cincitamento alla discriminazione\u201d<\/a>\u00a0, in quanto si \u00e8 rivolto a una folla di sostenitori chiedendo loro se volessero \u201cpi\u00f9 o meno marocchini\u201d in Olanda.\u00a0Invece di sfidare la sua chiusura mentale con le armi della politica, i liberali si accontentano di farlo condannare da un tribunale, permettendo cos\u00ec a Wilders di incoronarsi martire della libert\u00e0 di parola, e questo nonostante le sue posizioni profondamente illiberali, tra cui la richiesta che sia proibito il Corano. Personaggi come la Le Pen e Wilders hanno conquistato\u00a0terreno rivolgendosi all\u2019elettorato abbandonato dalla sinistra.\u00a0Il fallimento della sinistra nel difendere la sovranit\u00e0 popolare ha consentito all\u2019estrema destra di contestualizzare questa sovranit\u00e0, non in termini di solidariet\u00e0, ma nel linguaggio del nazionalismo e della chiusura mentale.<\/p>\n<p>La polarizzazione ai due estremi del liberalismo e della democrazia mostra come sono stati violentemente separati gli aspetti fondamentali di una visione progressista.\u00a0Coloro che giustamente deplorano l\u2019indebolimento dei movimenti collettivi e del senso della comunit\u00e0, spesso vedono il problema come legato alla immigrazione eccessiva o all\u2019eccesso di libert\u00e0 individuali.\u00a0Chi ha una visione liberale in materia di immigrazione, e su altre questioni sociali, spesso \u00e8 soddisfatto di una societ\u00e0 atomizzata.<\/p>\n<p>Fino a che non troveremo il modo di stabilire una nuova politica della solidariet\u00e0 che associ le idee liberali sui diritti individuali e sulle libert\u00e0, compresa la libert\u00e0 di movimento, ad argomenti economici progressisti e alla fiducia nella comunit\u00e0 e nel\u00a0senso collettivo, non potremo che aspettarci dal 2018 quello che ci aspettiamo oggi dal 2017. Anzi, anche di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/03\/e-lideologia-liberale-che-soffre-la-democrazia-se-la-cava-bene\/\"> http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/01\/03\/e-lideologia-liberale-che-soffre-la-democrazia-se-la-cava-bene\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa riflessione ricca dei consueti travisamenti ideologici sulla sovranit\u00e0 nazionale e sui partiti populisti (gettati senza distinzione nel calderone della xenofobia e dell&#8217;estremismo reazionario) ha tuttavia il grande merito di centrare il punto filosofico-politico pi\u00f9 importante della nostra epoca: la separazione traumatica del liberalismo dalla democrazia (ndr) da VOCIDALL&#8217;ESTERO (Kenan Malik) Benvenuti nel 2017. Sar\u00e0 come il 2016. 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